Shlomo Venezia, un grande testimone della Shoah, è morto quest'oggi
Roma, 1 ott. (Adnkronos/Ign) - E' morto nella notte a Roma lo scrittore ebreo Shlomo Venezia, 89 anni,
uno dei sopravvissuti alla Shoah e protagonista dei 'Viaggi della
Memoria'. Shlomo Venezia è stato un deportato sopravvissuto
all'internamento nel campo di concentramento nazista di
Auschwitz-Birkenau.
Durante la prigionia fu obbligato a lavorare nei Sonderkommando,
squadre composte da internati e destinate alle operazioni di smaltimento
e cremazione dei corpi dei deportati uccisi mediante gas. La sua
esperienza ha spinto Roberto Benigni a chiamarlo come consulente,
insieme a Marcello Pezzetti, per il film 'La vita è bella'. Venezia ha
raccolto le sue memorie in un libro pubblicato nell'ottobre 2007 dal
titolo 'Sonderkommando Auschwitz'.
''Voglio esprimere il mio profondo cordoglio per la scomparsa di
Shlomo Venezia, uno dei pochissimi sopravvissuti al campo di sterminio
di Auschwitz" si legge nel messaggio inviato dal presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano,
alla signora Marica Venezia. "Ha saputo vivere con sobria dignità - si
legge - la notorietà che gli portava l'essere divenuto uno dei simboli
della tragedia ebraica, nata da secolari persecuzioni, che negli anni
del nazismo e del fascismo raggiunsero inimmaginabili dimensioni''.
"La sua coraggiosa e infaticabile opera - è scritto nel messaggio inviato dal presidente della Camera, Gianfranco Fini,
al presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo
Gattegna - continuerà ad ispirare la nostra società affinché non
diminuisca mai l'impegno volto a rafforzare i valori della libertà e
della democrazia, attraverso un'opera diretta a preservare la società
dai rischi derivanti dal riaffacciarsi del razzismo, dell'odio etnico e
religioso, del fanatismo''.
In un messaggio a Gattegna il ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi,
si è detto ''profondamente colpito dalla scomparsa di Shlomo Venezia.
Dobbiamo prendere tutti un impegno solenne, quello di preservare la
memoria dello sterminio e tramandarlo alle giovani generazioni anche
quando non ci saranno più testimoni diretti delle atrocità commesse
dalla follia nazista".
"Era un uomo straordinario, che aveva vissuto la più terribile delle esperienze'' è il ricordo di Walter Veltroni .
"Ho avuto la fortuna di conoscerlo bene, di diventare suo amico. Sono
tornato con lui ad Auschwitz, assieme ai ragazzi delle scuole romane: mi
impressionava la fermezza e la precisione con cui raccontava
quell'inferno che aveva visto e toccato. Ecco Shlomo era davvero un
testimone che sapeva restituire l'orrore dei campi e della Shoah. Era
forse l'unico testimone che avesse vissuto lo sterminio come vittima e
ingranaggio della macchina di morte. La condizione più disperata: per
questo la sua morte provoca tanto dolore. Il suo racconto, questo
possiamo promettere a Shlomo, non andrà perduto. E' il mio impegno,
l'impegno di tutti quelli che ti hanno conosciuto'', conclude Veltroni.
''Lascia un vuoto e un grande dolore'' le parole del sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
''Shlomo è stato uno dei pochissimi sopravvissuti nel mondo ai
terrificanti Sonderkommando: un'esperienza tremenda, annichilente per
l'essere umano. Di questa tragedia, Venezia ci ha lasciato una
testimonianza preziosa, il suo libro 'Sonderkommando Auschwitz', un
pugno nello stomaco - sottolinea - in grado di porre a nudo le vette di
crudeltà cui può giungere l'uomo quando abbraccia l'ideologia del
male''. Per Alemanno occorre ''accelerare ancora di più sulla
costruzione del Museo della Shoah proprio perché ci sia la possibilità
di continuare quell'opera di formazione e trasmissione della memoria che
Shlomo Venezia ha portato avanti in modo impareggiabile e con una
grandissima umanità".
''Con Shlomo Venezia muore un grande testimone della tragedia della Shoah - afferma il leader Idv Antonio Di Pietro -
I suoi racconti da sopravvissuto alla prigionia, nel campo di
concentramento di Auschwitz, sono stati un importante contributo alla
memoria storica e alla consapevolezza di quanto accadde durante
l'Olocausto". "Sarà sempre - aggiunge - nei nostri cuori e la sua
testimonianza continuerà a essere un monito alla politica e alle future
generazioni, affinché non si dimentichi e non si ripeta una delle pagine
più drammatiche di tutti i tempi''.
Per il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa,
è grazie a Shlomo Venezia, ''al suo infaticabile impegno per tenere
accesa la fiammella della memoria, che tante generazioni hanno potuto
conoscere l'orrore dei campi di sterminio". "Le sue parole e la sua
spaventosa testimonianza personale - dice Cesa - resteranno scolpite in
maniera indelebile nella mente di tutti noi e continueranno a essere un
inestimabile insegnamento per i più giovani, perché capiscano a che
punto possa arrivare la follia umana''.

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