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martedì 5 gennaio 2021

Italia - Roma, non solo Renzi e Mattarella: ecco chi vorrebbe mettere alla porta Conte

A Matteo Renzi e Sergio Mattarella si unisce anche Walter Veltroni: ci sarebbe anche l'ex sindaco di Roma tra chi vorrebbe un cambio di governo

lunedì 1 ottobre 2012

Roma - Addio a Shlomo Venezia, sopravvissuto alla Shoah e testimone dei lager nazisti

 

 Shlomo Venezia, un grande testimone della Shoah, è morto quest'oggi



Roma, 1 ott. (Adnkronos/Ign) - E' morto nella notte a Roma lo scrittore ebreo Shlomo Venezia, 89 anni, uno dei sopravvissuti alla Shoah e protagonista dei 'Viaggi della Memoria'. Shlomo Venezia è stato un deportato sopravvissuto all'internamento nel campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau.
Durante la prigionia fu obbligato a lavorare nei Sonderkommando, squadre composte da internati e destinate alle operazioni di smaltimento e cremazione dei corpi dei deportati uccisi mediante gas. La sua esperienza ha spinto Roberto Benigni a chiamarlo come consulente, insieme a Marcello Pezzetti, per il film 'La vita è bella'. Venezia ha raccolto le sue memorie in un libro pubblicato nell'ottobre 2007 dal titolo 'Sonderkommando Auschwitz'.
''Voglio esprimere il mio profondo cordoglio per la scomparsa di Shlomo Venezia, uno dei pochissimi sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz" si legge nel messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla signora Marica Venezia. "Ha saputo vivere con sobria dignità - si legge - la notorietà che gli portava l'essere divenuto uno dei simboli della tragedia ebraica, nata da secolari persecuzioni, che negli anni del nazismo e del fascismo raggiunsero inimmaginabili dimensioni''.
"La sua coraggiosa e infaticabile opera - è scritto nel messaggio inviato dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, al presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna - continuerà ad ispirare la nostra società affinché non diminuisca mai l'impegno volto a rafforzare i valori della libertà e della democrazia, attraverso un'opera diretta a preservare la società dai rischi derivanti dal riaffacciarsi del razzismo, dell'odio etnico e religioso, del fanatismo''.
In un messaggio a Gattegna il ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, si è detto ''profondamente colpito dalla scomparsa di Shlomo Venezia. Dobbiamo prendere tutti un impegno solenne, quello di preservare la memoria dello sterminio e tramandarlo alle giovani generazioni anche quando non ci saranno più testimoni diretti delle atrocità commesse dalla follia nazista".
"Era un uomo straordinario, che aveva vissuto la più terribile delle esperienze'' è il ricordo di Walter Veltroni . "Ho avuto la fortuna di conoscerlo bene, di diventare suo amico. Sono tornato con lui ad Auschwitz, assieme ai ragazzi delle scuole romane: mi impressionava la fermezza e la precisione con cui raccontava quell'inferno che aveva visto e toccato. Ecco Shlomo era davvero un testimone che sapeva restituire l'orrore dei campi e della Shoah. Era forse l'unico testimone che avesse vissuto lo sterminio come vittima e ingranaggio della macchina di morte. La condizione più disperata: per questo la sua morte provoca tanto dolore. Il suo racconto, questo possiamo promettere a Shlomo, non andrà perduto. E' il mio impegno, l'impegno di tutti quelli che ti hanno conosciuto'', conclude Veltroni.


 


''Lascia un vuoto e un grande dolore'' le parole del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. ''Shlomo è stato uno dei pochissimi sopravvissuti nel mondo ai terrificanti Sonderkommando: un'esperienza tremenda, annichilente per l'essere umano. Di questa tragedia, Venezia ci ha lasciato una testimonianza preziosa, il suo libro 'Sonderkommando Auschwitz', un pugno nello stomaco - sottolinea - in grado di porre a nudo le vette di crudeltà cui può giungere l'uomo quando abbraccia l'ideologia del male''. Per Alemanno occorre ''accelerare ancora di più sulla costruzione del Museo della Shoah proprio perché ci sia la possibilità di continuare quell'opera di formazione e trasmissione della memoria che Shlomo Venezia ha portato avanti in modo impareggiabile e con una grandissima umanità".
''Con Shlomo Venezia muore un grande testimone della tragedia della Shoah - afferma il leader Idv Antonio Di Pietro - I suoi racconti da sopravvissuto alla prigionia, nel campo di concentramento di Auschwitz, sono stati un importante contributo alla memoria storica e alla consapevolezza di quanto accadde durante l'Olocausto". "Sarà sempre - aggiunge - nei nostri cuori e la sua testimonianza continuerà a essere un monito alla politica e alle future generazioni, affinché non si dimentichi e non si ripeta una delle pagine più drammatiche di tutti i tempi''.
Per il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, è grazie a Shlomo Venezia, ''al suo infaticabile impegno per tenere accesa la fiammella della memoria, che tante generazioni hanno potuto conoscere l'orrore dei campi di sterminio". "Le sue parole e la sua spaventosa testimonianza personale - dice Cesa - resteranno scolpite in maniera indelebile nella mente di tutti noi e continueranno a essere un inestimabile insegnamento per i più giovani, perché capiscano a che punto possa arrivare la follia umana''.



giovedì 5 agosto 2010

POL - Da D'Alema a Fini, quanti politici "inciampati" sulla casa

Roma, 5 ago (Il Velino) - Dagli anni '90 fino ai nostri giorni è attorno alla casa - affittata o acquistata a prezzi stracciati, o venduta - che molti politici di primo piano sono inciampati. Di recente l'ex ministro Scajola si è dovuto dimettere sospettando di abitare in una casa, vista Colosseo, pagata in parte da altri a sua insaputa; ora anche il presidente della Camera Fini è al centro dell'attenzione degli organi di stampa per una casa a Montecarlo che era di proprietà di An, che sarebbe stata "svenduta" ad una società offshore, e in cui ora vive il cognato. All'inizio fu "affittopoli", scandalo degli anni '90 che nel 2007 si trasformò in "svendopoli". Decine di politici e sindacalisti di primo piano, quasi tutti di sinistra, che hanno potuto abitare in affitto a canoni irrisori, e poi acquistare a prezzi di assoluto favore immobili di prestigio dai principali enti previdenziali. Scandali che ancora 'bruciano'. Solo qualche mese fa, infatti, la reazione scomposta di Massimo D'Alema, durante una puntata di Ballarò, contro il vicedirettore del Giornale Alessandro Sallusti, che gli rimproverava di essere stato uno dei protagonisti di "affittopoli". Va ricordato che a differenza di altri D'Alema, a seguito delle polemiche, non attese la vendita dell'immobile in cui abitava in affitto e si trasferì in Prati, dove acquistò un appartamento di 7 camere, accessori, soffitta e terrazza. L'importo della transazione non fu dichiarato, ma D'Alema e la moglie Linda Giuva chiesero un mutuo ipotecario al Banco di Napoli di 250 milioni di vecchie lire. Secondo le regole della banca, ricorda Franco Bechis in un articolo di qualche tempo fa, il mutuo poteva arrivare all'80 per cento del valore della transazione. Il prezzo quindi potrebbe essere stato di 300 milioni di lire, non in linea - se la supposizione di Bechis era fondata - con i valori di mercato nel 1997.

Sulla casa è inciampato l'ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Secondo le indiscrezioni giornalistiche che lo hanno indotto a rassegnare le dimissioni, gran parte del valore effettivo della sua abitazione romana, con vista sul Colosseo, sarebbe stata pagata con assegni della "cricca" degli appalti per il G8. Tuttavia, secondo una stima del sistema Sevia-Cerved, che raccoglie i valori minimi e massimi ponderati di mercato e le relative variazioni dal 2001 in poi, il prezzo giusto nel 2004 per la casa di Scajola - che il diretto interessato sostiene di aver pagato poco più di 600mila euro, e che secondo le testimonianze raccolte dai pm perugini sarebbe costata invece oltre 1,7 milioni di euro - sarebbe stato di 930mila euro. Negli ultimi giorni il Giornale e Libero hanno pubblicato diversi articoli in cui sostengono che un appartamento a Montecarlo, ricevuto in eredità da An negli anni scorsi, e in cui oggi vive il cognato di Fini, Giancarlo Tulliani, sarebbe stato venduto a società offshore con sede nei Caraibi per circa 300 mila euro (mentre oggi è stimato 3 milioni di euro) e a bilancio del partito risulterebbero solo 67 mila euro. Il presidente della Camera ha annunciato querela nei confronti del Giornale, ma del caso si stanno occupando anche gli altri quotidiani e la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta ipotizzando a carico di ignoti il reato di truffa aggravata. Un atto dovuto dopo la presentazione di una denuncia il 30 luglio da parte di due esponenti di La Destra. La proprietà della casa in cui il presidente Fini vive oggi con Elisabetta Tulliani è rivendicata da Luciano Gaucci, smentito dalla Tulliani. Decideranno i giudici.

Tra gli altri politici di primo piano ad aver concluso l'affare immobiliare della vita, Walter Veltroni (a Roma in zona Fiume; anno 2005; metri quadrati 190; vani 8,5; pagato 377.590,27 euro; valore di mercato 766.703 euro; sconto del 50,75 per cento), Franco Marini (a Roma in zona Parioli; anno 2007; metri quadrati 330; vani 14,5; pagato 1 milione di euro; valore di mercato 2.188.894 euro; sconto del 54,31 per cento), Luciano Violante (a Roma in zona Quirinale; anno 2003; vani 4,5; pagato 327.000 euro; valore di mercato 637.364 euro; sconto del 48,67 per cento), Nicola Mancino (a Roma in zona Navona; anno 2001; vani 10; pagato 516.740 euro; valore di mercato 787.171 euro; sconto del 34,35 per cento) e Rosy Bindi (a Roma in zona Piazza del Popolo; anno 2006; vani 4,5; pagato 300.000 euro; valore di mercato 739.810 euro; sconto del 59,44 per cento). Il palazzo a Roma, in zona Trieste, nel quale (fino al 1999) Pier Ferdinando Casini viveva in affitto con la prima moglie, Roberta Lubich, e le figlie è stato ceduto a fine 2005 da Generali. I 5 appartamenti che lo compongono sono stati poi girati all'ex moglie (due interni), alle due figlie (uno per ciascuna) e alla ex suocera del presidente dell'Udc. Per un totale di 30 vani catastali, pagati 1,8 milioni di euro a dispetto di una stima nel 2006 (fonte Agenzia del territorio) di 5100/6900 euro al metro quadrato. Grazie ai diritti d'autore di un suo romanzo, Veltroni nel 2008 ha acquistato un appartamento di 60 metri quadrati a Manhattan per la figlia Martina, a New York per studiare cinema.
 
Federico Punzi
Da www.ilVelino.it del  05 Agosto 2010