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mercoledì 10 novembre 2021
domenica 24 gennaio 2021
Italia - La politica "romana", i soloni e la maggioranza a orologeria, pronta a esplodere
C'è chi drammatizza e chi ironizza. L'incriminazione di Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc, nel pieno della crisi di governo, è di sicuro un fatto di grande rilevanza, un'ingerenza della magistratura nella vita politica.
venerdì 22 gennaio 2021
Italia - Udc, le mosse del Tabacci pigliatutto: le 13 caselle del suo potere
Il suo Centro democratico è impalbabile nei sondaggi, ma il suo scouting alla Camera lo ha reso protagonista. Mettendo insieme di tutto
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giovedì 21 gennaio 2021
Italia - Blitz anti-'ndrangheta: Cesa adesso è indagato Lascia la guida dell'Udc
Nella maxi-operazione contro la ‘ndrangheta arrestate 13 persone mentre altre 35 sono ai domiciliari. Tra queste vi è anche l'assessore al Bilancio della Regione Calabria e segretario regionale dell'Udc, Francesco Talarico
lunedì 1 ottobre 2012
Roma - Addio a Shlomo Venezia, sopravvissuto alla Shoah e testimone dei lager nazisti
Shlomo Venezia, un grande testimone della Shoah, è morto quest'oggi
Roma, 1 ott. (Adnkronos/Ign) - E' morto nella notte a Roma lo scrittore ebreo Shlomo Venezia, 89 anni,
uno dei sopravvissuti alla Shoah e protagonista dei 'Viaggi della
Memoria'. Shlomo Venezia è stato un deportato sopravvissuto
all'internamento nel campo di concentramento nazista di
Auschwitz-Birkenau.
Durante la prigionia fu obbligato a lavorare nei Sonderkommando,
squadre composte da internati e destinate alle operazioni di smaltimento
e cremazione dei corpi dei deportati uccisi mediante gas. La sua
esperienza ha spinto Roberto Benigni a chiamarlo come consulente,
insieme a Marcello Pezzetti, per il film 'La vita è bella'. Venezia ha
raccolto le sue memorie in un libro pubblicato nell'ottobre 2007 dal
titolo 'Sonderkommando Auschwitz'.
''Voglio esprimere il mio profondo cordoglio per la scomparsa di
Shlomo Venezia, uno dei pochissimi sopravvissuti al campo di sterminio
di Auschwitz" si legge nel messaggio inviato dal presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano,
alla signora Marica Venezia. "Ha saputo vivere con sobria dignità - si
legge - la notorietà che gli portava l'essere divenuto uno dei simboli
della tragedia ebraica, nata da secolari persecuzioni, che negli anni
del nazismo e del fascismo raggiunsero inimmaginabili dimensioni''.
"La sua coraggiosa e infaticabile opera - è scritto nel messaggio inviato dal presidente della Camera, Gianfranco Fini,
al presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo
Gattegna - continuerà ad ispirare la nostra società affinché non
diminuisca mai l'impegno volto a rafforzare i valori della libertà e
della democrazia, attraverso un'opera diretta a preservare la società
dai rischi derivanti dal riaffacciarsi del razzismo, dell'odio etnico e
religioso, del fanatismo''.
In un messaggio a Gattegna il ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi,
si è detto ''profondamente colpito dalla scomparsa di Shlomo Venezia.
Dobbiamo prendere tutti un impegno solenne, quello di preservare la
memoria dello sterminio e tramandarlo alle giovani generazioni anche
quando non ci saranno più testimoni diretti delle atrocità commesse
dalla follia nazista".
"Era un uomo straordinario, che aveva vissuto la più terribile delle esperienze'' è il ricordo di Walter Veltroni .
"Ho avuto la fortuna di conoscerlo bene, di diventare suo amico. Sono
tornato con lui ad Auschwitz, assieme ai ragazzi delle scuole romane: mi
impressionava la fermezza e la precisione con cui raccontava
quell'inferno che aveva visto e toccato. Ecco Shlomo era davvero un
testimone che sapeva restituire l'orrore dei campi e della Shoah. Era
forse l'unico testimone che avesse vissuto lo sterminio come vittima e
ingranaggio della macchina di morte. La condizione più disperata: per
questo la sua morte provoca tanto dolore. Il suo racconto, questo
possiamo promettere a Shlomo, non andrà perduto. E' il mio impegno,
l'impegno di tutti quelli che ti hanno conosciuto'', conclude Veltroni.
''Lascia un vuoto e un grande dolore'' le parole del sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
''Shlomo è stato uno dei pochissimi sopravvissuti nel mondo ai
terrificanti Sonderkommando: un'esperienza tremenda, annichilente per
l'essere umano. Di questa tragedia, Venezia ci ha lasciato una
testimonianza preziosa, il suo libro 'Sonderkommando Auschwitz', un
pugno nello stomaco - sottolinea - in grado di porre a nudo le vette di
crudeltà cui può giungere l'uomo quando abbraccia l'ideologia del
male''. Per Alemanno occorre ''accelerare ancora di più sulla
costruzione del Museo della Shoah proprio perché ci sia la possibilità
di continuare quell'opera di formazione e trasmissione della memoria che
Shlomo Venezia ha portato avanti in modo impareggiabile e con una
grandissima umanità".
''Con Shlomo Venezia muore un grande testimone della tragedia della Shoah - afferma il leader Idv Antonio Di Pietro -
I suoi racconti da sopravvissuto alla prigionia, nel campo di
concentramento di Auschwitz, sono stati un importante contributo alla
memoria storica e alla consapevolezza di quanto accadde durante
l'Olocausto". "Sarà sempre - aggiunge - nei nostri cuori e la sua
testimonianza continuerà a essere un monito alla politica e alle future
generazioni, affinché non si dimentichi e non si ripeta una delle pagine
più drammatiche di tutti i tempi''.
Per il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa,
è grazie a Shlomo Venezia, ''al suo infaticabile impegno per tenere
accesa la fiammella della memoria, che tante generazioni hanno potuto
conoscere l'orrore dei campi di sterminio". "Le sue parole e la sua
spaventosa testimonianza personale - dice Cesa - resteranno scolpite in
maniera indelebile nella mente di tutti noi e continueranno a essere un
inestimabile insegnamento per i più giovani, perché capiscano a che
punto possa arrivare la follia umana''.
giovedì 28 gennaio 2010
Ribaltone: L’Udc cambia tre alleanze in un giorno
Rosario Monteleone, commissario regionale
UDC Liguria
La pagnotta è stata impastata ma adesso
dove la si infila?
Nel forno di destra o in quello di sinistra? Se fino a ieri a mezzogiorno l’accordo Udc- Burlando sembrava cosa scontata e solo in attesa dell’ufficialità dalle stanze romane, dopo l’ora di pranzo lo scenario pareva essere mutato. Perché all’ora di colazione in quattro si sono incontrati alla Camera dei Deputati. Da una parte c’erano Pierferdinando Casini e Lorenzo Cesa, rispettivamente presidente e segretario dell’Udc. Dall’altra sponda il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Sandro Biasotti, candidato per il centrodestra alla carica di governatore per la Liguria.
Ovvio che il dibattito non sia stato «liguriacentrico» e abbia toccato Puglia e altre realtà del Sud, ma la presenza del deputato ligure del Pdl non era affatto casuale. Tanto che alla fine del confronto il segretario nazionale Lorenzo Cesa spiega ai cronisti in Transatlantico come la dirigenza nazionale sia propensa a sostenere Biasotti ma «la dirigenza locale del partito faccia pressioni per schierarsi con Burlando». Parole nette che dimostrano come non siano i vertici nazionali del partito centrista a spingere per la soluzione di una grande coalizione che abbracci dagli ex democristiani fino ai comunisti, ma piuttosto i liguri.
La scelta di riaprire i giochi ha spiazzato un po’ tutti e rallegrato la base dell’Udc ligure che spinge per non creare l’alleanza con il centrosinistra, ma piuttosto privilegi l’asse con Biasotti. «Prendo atto di quanto dichiarato da Cesa e me ne rallegro - commenta Umberto Calcagno, ex segretario provinciale del partito e acceso oppositore di una svolta a sinistra -. Vediamo come si sviluppa la situazione, penso che i nostri dirigenti nazionali abbiano capito che la base non seguirebbe una scelta del genere». La soddisfazione (effimera) di Calcagno fa pari con l’imbarazzo di Giovanni Boitano commissario provinciale del partito che rientra quindi in quella «dirigenza del partito che vuole l’alleanza con Burlando» come sostenuto da Cesa. «Non so, non saprei - è la replica stupita di Boitano, ex Pdl, alla dichiarazione di Cesa -. Per quanto ne so è da Roma che c’è stata una spinta perché stringessimo un accordo con Burlando. Ma se scelgono in un altro modo va bene comunque. Insomma basta che sia nell’interesse del partito: sono qui da poco non voglio imporre scelte».
Ovvio che il dibattito non sia stato «liguriacentrico» e abbia toccato Puglia e altre realtà del Sud, ma la presenza del deputato ligure del Pdl non era affatto casuale. Tanto che alla fine del confronto il segretario nazionale Lorenzo Cesa spiega ai cronisti in Transatlantico come la dirigenza nazionale sia propensa a sostenere Biasotti ma «la dirigenza locale del partito faccia pressioni per schierarsi con Burlando». Parole nette che dimostrano come non siano i vertici nazionali del partito centrista a spingere per la soluzione di una grande coalizione che abbracci dagli ex democristiani fino ai comunisti, ma piuttosto i liguri.
La scelta di riaprire i giochi ha spiazzato un po’ tutti e rallegrato la base dell’Udc ligure che spinge per non creare l’alleanza con il centrosinistra, ma piuttosto privilegi l’asse con Biasotti. «Prendo atto di quanto dichiarato da Cesa e me ne rallegro - commenta Umberto Calcagno, ex segretario provinciale del partito e acceso oppositore di una svolta a sinistra -. Vediamo come si sviluppa la situazione, penso che i nostri dirigenti nazionali abbiano capito che la base non seguirebbe una scelta del genere». La soddisfazione (effimera) di Calcagno fa pari con l’imbarazzo di Giovanni Boitano commissario provinciale del partito che rientra quindi in quella «dirigenza del partito che vuole l’alleanza con Burlando» come sostenuto da Cesa. «Non so, non saprei - è la replica stupita di Boitano, ex Pdl, alla dichiarazione di Cesa -. Per quanto ne so è da Roma che c’è stata una spinta perché stringessimo un accordo con Burlando. Ma se scelgono in un altro modo va bene comunque. Insomma basta che sia nell’interesse del partito: sono qui da poco non voglio imporre scelte».
Quello che sembra emergere, invece, a livello nazionale è l’alleanza in Liguria quale merce di scambio perché i cristiano democratici possano avere una presidenza di Regione. In sostanza, se in Puglia Silvio Berlusconi rinunciasse alla candidatura di Rocco Palese per lanciare Adriana Poli Bortone (leader di un movimento locale ma senatore iscritto al gruppo di Casini) la merce di scambio potrebbe essere proprio la Liguria.
Ma il passaggio a destra, se farebbe esultare la base, creerebbe non pochi imbarazzi in chi in questi mesi ha lavorato per spostare il partito a sinistra. Il telefono tra Genova e Roma deve essere stato rovente nel pomeriggio di ieri se poche ore più tardi prima Casini e poi Cesa sono tornati ad essere possibilisti sull’accordo con il Pd: «Dovrebbe esserci un’alleanza per Burlando» dichiara Casini in Transatlantico, mentre lo stesso Cesa che tanto si era sbilanciato su Biasotti, diventa cauto su eventuali sorprese per la Liguria mentre da Genova, da ambienti del partito, filtrano solo voci che confermerebbero lo spostamento a sinistra.
Ma il passaggio a destra, se farebbe esultare la base, creerebbe non pochi imbarazzi in chi in questi mesi ha lavorato per spostare il partito a sinistra. Il telefono tra Genova e Roma deve essere stato rovente nel pomeriggio di ieri se poche ore più tardi prima Casini e poi Cesa sono tornati ad essere possibilisti sull’accordo con il Pd: «Dovrebbe esserci un’alleanza per Burlando» dichiara Casini in Transatlantico, mentre lo stesso Cesa che tanto si era sbilanciato su Biasotti, diventa cauto su eventuali sorprese per la Liguria mentre da Genova, da ambienti del partito, filtrano solo voci che confermerebbero lo spostamento a sinistra.
Ma a sera le due posizioni diventano la medesima: dalla sede nazionale del partito dove prima sostenevano che nessuna riserva sarebbe stata sciolta prima di venerdì filtra la voce che sempre Cesa abbia dato il via libera a Rosario Monteleone, mentre lo stesso Monteleone entra a piedi uniti nella querelle della giornata e fuga ogni dubbio: «L’accordo con il presidente Burlando è in atto, lo stiamo perfezionando e venerdì (domani ndr) daremo l’annuncio ufficiale». La «grosse koalition» che comprende tra gli altri Udc-Pd-Idv-Verdi-Rifondazione Comunista sembra bella e fatta.
Passato il ciclone alleanza, arriverà un altro «problema» per il commissario regionale Rosario Monteleone. La presenza di una lista dell’Api, il movimento di Francesco Rutelli e Bruno Tabacci, a sostegno del centrosinistra o, ancora peggio, la decisione a livello nazionale di creare un soggetto unico tra Udc e Alleanza per l’Italia.
Federico Casabella
Da www.ilGiornale.it del 28 Gennaio 2010
Passato il ciclone alleanza, arriverà un altro «problema» per il commissario regionale Rosario Monteleone. La presenza di una lista dell’Api, il movimento di Francesco Rutelli e Bruno Tabacci, a sostegno del centrosinistra o, ancora peggio, la decisione a livello nazionale di creare un soggetto unico tra Udc e Alleanza per l’Italia.
Federico Casabella
Da www.ilGiornale.it del 28 Gennaio 2010
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