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lunedì 4 ottobre 2010

Trasparenza fiscale, per lo IOR una strada in salita



Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello IOR 
(foto archivio Alassio Futura)

DODICI RIUNIONI CON BANKITALIA E 
NUMEROSI INCONTRI CON L’OCSE
L’ENTE CERTIFICATORE

«Basta misteri», è la parola d’ordine in Vaticano
Ma la richiesta di accesso nella “white list” non è ancora partita

LA DOCUMENTAZIONE necessaria per far aderire lo Ior, la banca vaticana, alla normativa anti-riciclaggio e aniti-terrorismo internazionale, è stata approntata nei giorni scorsi ed è già nella valigia diplomatica diretta alla nunziatura di Parigi; il tutto è avvenuto con l’approvazione del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone.

D’altrocanto la volontà del Papa è quella di procedere senza incertezze sulla strada della massima  trasparenza. Dunque, secondo quanto apprende il Secolo XIX da fonti vaticane, la strada per la svolta  è aperta: lo Ior cesserebbe in tempi rapidi di essere lo scrigno dei misteri finanziari ed economici intorno al quale notizie vere, scandali e speculazioni si rincorrono da circa mezzo secolo; l’istituto si aprirebbe all’era dei mercati globali e delle regole.

La capitale francese è il crocevia di questa difficile trattativa. Proprio a Parigi infatti ha sede l’Ocse,  l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, presso la quale è ospitato anche il Segretariato del Gafi, il Gruppo di azione finanziaria, l’istituzione che contrasta il riciclaggio del denaro sporco a livello mondiale.

Sono in effetti queste due istituzioni a dover rilasciare allo Ior l’autorizzazione per entrare a far parte della cosiddetta “white list”, l’elenco dei Paesi aderenti alle normative sulla trasparenza fiscale, anti-riciclaggio e anti-terrorismo. 

L’ultimo incontro fra Ocse e Ior si è svolto a Parigi il 6 luglio scorso; da parte vaticana erano presenti Ettore Gotti Tedeschi, il presidente, il direttore generale, Paolo Cipriani e monsignor Antonio Guido Filipazzi della Segreteria di Stato oltre al nunzio apostolico in Francia, monsignor Luigi Ventura. 
In quanto all’obiezione fatta dalla Banca d’Italia che i negoziati sull’anti-riciclaggio non procedono speditamente, in Vaticano si fa notare che i tempi sono quelli diplomatici, mentre la questione nel suo insieme è ben presente nell’agenda di Gotti Tedeschi.

Tanto che negli ultimi 12 mesi, si sono svolti ben 12 incontri fra Ior e Banca d’Italia con l’obiettivo di chiarire tutti gli aspetti della vicenda, e ben 10 volte ai colloqui ha preso parte il presidente.
Anche l’Ocse, da parte sua, attraverso Jeffrey Owens, direttore del Centro per la politica fiscale, ha spiegato che fino ad ora il Vaticano non ha compiuto un atto ufficiale per chiedere l’ammissione al gruppo di Paesi che riconoscono la trasparenza finanziaria. «La velocità dei negoziati – ha affermato Owens dipende molto da loro. 
La prima cosa da fare ha aggiunto è quella di assumere un impegno formale per aderire alle norme per lo scambio di informazioni a fini fiscali». 
In ogni caso la Segreteria di Stato vaticana ha da tempo predisposto una commissione che si occupa del nodo trasparenza e l’ha affidata al cardinale Attilio Nicora che ricopre già un doppio incarico: si trova nella commissione di vigilanza dello Ior e guida l’Apsa, il dicastero che si occupa del patrimonio della Santa Sede. 
In seguito, una volta risolto il negoziato internazionale, verrà istituito un secondo organismo che dovrà gestire la fase operativa dell’adeguamento dello Ior alle norme per la trasparenza. Di quest’altra commissione faranno parte, fra gli altri, lo stesso monsignor Filipazzi, il professor Giuseppe Dalla Torre e Marcello Condemi, già funzionario della Banca d’Italia esperto proprio di anti-riciclaggio.
Altro capitolo è quello però che contrappone in questi giorni lo Ior alla procura di Roma. E’noto che nei giorni scorsi la magistratura ha sequestrato, su indicazione di Bankitalia, 23 milioni di euro, 20 dei quali destinati alla JPMorgan di Francoforte.

L’accusa è appunto quella di non aver rispettato la normativa antiriciclaggio.

Gotti Tedeschi e Cipriani sono stati interrogati per 4 ore giovedì scorso, ma sembra che il faccia a faccia con i giudici non abbia risolto il problema. Oggi stesso o martedì l’avvocato Vincenzo Scardamaglia, che difende lo Ior, tornerà in Procura per vedere se da parte dei magistrati c’è l’intenzione di andare avanti con l’indagine o di archiviare.

Nel primo caso la difesa ricorrerà al Tribunale del riesame – i termini scadono il 6 ottobre – e, se sarà necessario, la battaglia giudiziaria proseguirà fino alla Cassazione. La verità è che in Vaticano temono il peggio e ricordano che operazioni analoghe erano state compiute senza che vi fosse nessun intervento da parte di via Nazionale o dei giudici.

Francesco Peloso
Da www.ilSecoloxix.it  del 04 Ottobre 2010

martedì 21 settembre 2010

Genova - CARIGE: oggi il rinnovo del Consiglio di Ammnistrazione

La sede della Banca Carige e della Fondazione carige a Genova
 
Carige: Simeon alla Banca e Isnardi alla Fondazione
Scambio di ruoli tra i due esponenti dell’Imperiese

All’apparenza, è un semplice scambio di casacca: il sanremese Marco Simeon lascia il Consiglio d’Amministrazione  della Fondazione Carige e passa a quello della Banca Carige mentre l’imperiese Pietro Isnardi compie il percorso inverso e dal Cda della Banca va in quello della Fondazione.    

Un’inversione di ruoli di cui si parla da giorni e che, secondo le previsioni, dovrebbe essere ufficializzata oggi a Genova, nella riunione del Consiglio di indirizzo della Fondazione, convocata per procedere al rinnovo del Cda, scaduto da nove mesi.
Ma, in realtà, quella che sembra soltanto una staffetta, ha ragioni più profonde e che giungono da lontano. Secondo gli ambienti economici genovesi (e romani) Simeon, 32 anni, giovane avvocato di folgorante carriera, dallo scorso novembre direttore delle relazioni istituzionali e internazionali della Rai, potrebbe essere il rappresentante «non ufficiale» dello Ior, la banca della Santa Sede, all’interno della Carige. 
Vicino al segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, Simeon ricopre in Vaticano l’incarico di segretario della Fondazione per i beni e le attività artistiche della Chiesa. A lui, insomma, sarebbe affidato il ruolo di «garante» dell’investimento, compiuto recentemente dallo Ior, cioè il prestito obbligazionario di 100 milioni di euro, convertibile alla scadenza del 2015 in un pacchetto di azioni, pari al 2,4 per cento del capitale, di Banca Carige.  
Un’operazione per nulla scontata, secondo quanto fonti vaticane avevano rivelato lo scorso febbraio, ma che adesso potrebbe essere portata a termine, grazie alla presenza di Simeon, il quale, tra l’altro, viene accreditato come «soprannumerario», cioè membro dell’Opus Dei: proprio come Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior.
Del Consiglio di indirizzo della Fondazione Carige (che ha il 44% di azioni di Banca Carige) fanno parte anche diversi componenti della provincia di Imperia: Teodoro Enzo Amabile, Bernardo Garibbo, Riccardo Guatelli, Alessandro Mager, Fernando Magrassi, Guido Maria Mesturini, Gian Luigi Maccario. Nel Cda vi sono inoltre il vicepresidente Ivo De Michelis, di Imperia, e l’ex sindaco di Sanremo, Giovenale (Lino) Bottini. Per quanto paia poco probabile, non si esclude che oggi il presidente, l’industriale Flavio Repetto, decida di rinviare le nomine al prossimo gennaio, in concomitanza con quelle del Consiglio di indirizzo.
Se così non fosse, via libera a Pietro Isnardi, 62 anni, il presidente dell’omonima azienda alimentare, che  produce olio d’oliva ed è amico fraterno dell’ex ministro Claudio Scajola.


 
Il fratello di quest’ultimo, Alessandro, è il vicepresidente della Banca Carige. Suo figlio Marco, ora consigliere del Pdl in Regione, ha sposato Alessandra Isnardi, figlia di Pietro. E, sempre a stare ai soliti «bene informati», la contemporanea presenza di due consuoceri nel Cda dell’istituto bancario qualche imbarazzo lo avrebbe sollevato. 
Lo spostamente alla Fondazione «sanerebbe», per così dire, la situazione.
Il Cda, comunque, verrebbe praticamente confermato quasi per intero. A parte l’avvicendamento Simeon-Isnardi, è ipotizzato un solo altro cambiamento ed è quello di Angela Testi, docente alla Facoltà di Economia, nominata su indicazione di Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, al posto di Sergio Rossetti, che si era dimesso per diventare assessore regionale alle Risorse finanziarie.
Da www.laStampa.it  del 21 Settembre 2010 

domenica 16 maggio 2010

Finanza e mercati


Su Affari e Finanza, supplemento del lunedì di Repubblica

un’intera pagina è stata dedicata ieri alla figura di suor Giuliana Galli, “sorella banca”, intima di Cesare Romiti, indicata dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino (PD) per far parte del consiglio di amministrazione della Compagnia di San Paolo.
La Chiesa cattolica ha aumentato il suo attivismo nel mondo della finanza anche attraverso investimenti diretti. A febbraio lo IOR ha effettuato un investimento nel bond convertible emesso da Banca Carige (il cui vicepresidente è Alessandro Scajola, ex deputato e fratello dell’ex ministro PDL): i mercati hanno interpretato la decisione come un primo passo in direzione dell’entrata nel capitale azionario dell’istituto di credito. In tal senso si è espresso anche il presidente della provincia di Genova, Alessandro Repetto (PD, già direttore centrale della stessa Banca Carige): “è una chance per Genova”.
Nei giorni scorsi è stato infine lanciato lo Stoxx Europe Christian Index, un indice di borsa basato sui valori del cristianesimo. Un apposito comitato, di cui hanno fatto parte anche esperti del Vaticano, ha scelto 553 società quotate tra quelle ritenute esenti dal praticare attività incompatibili con i principi cristiani (contraccezione, pornografia, armamenti, gioco d’azzardo, ecc). Tra le aziende prescelte, anche Vodafone, GlaxoSmithKline, HSBC, Nestlé e British Petroleum.

Da www.Repubblica.it   10 maggio 2010   pagina 9   sezione: AFFARI FINANZA