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domenica 23 gennaio 2022

Italia - Roma, chi è Andrea Riccardi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio di cui si parla per il Quirinale

Alla vigilia dell’elezione del presidente della Repubblica, il suo profilo è stato definito «ideale» da Enrico Letta. «Non è un candidato di bandiera», precisa il segretario del Pd. La biografia del fondatore della Comunità di Sant’Egidio, ex ministro e docente di Storia  

martedì 21 settembre 2010

Genova - CARIGE: oggi il rinnovo del Consiglio di Ammnistrazione

La sede della Banca Carige e della Fondazione carige a Genova
 
Carige: Simeon alla Banca e Isnardi alla Fondazione
Scambio di ruoli tra i due esponenti dell’Imperiese

All’apparenza, è un semplice scambio di casacca: il sanremese Marco Simeon lascia il Consiglio d’Amministrazione  della Fondazione Carige e passa a quello della Banca Carige mentre l’imperiese Pietro Isnardi compie il percorso inverso e dal Cda della Banca va in quello della Fondazione.    

Un’inversione di ruoli di cui si parla da giorni e che, secondo le previsioni, dovrebbe essere ufficializzata oggi a Genova, nella riunione del Consiglio di indirizzo della Fondazione, convocata per procedere al rinnovo del Cda, scaduto da nove mesi.
Ma, in realtà, quella che sembra soltanto una staffetta, ha ragioni più profonde e che giungono da lontano. Secondo gli ambienti economici genovesi (e romani) Simeon, 32 anni, giovane avvocato di folgorante carriera, dallo scorso novembre direttore delle relazioni istituzionali e internazionali della Rai, potrebbe essere il rappresentante «non ufficiale» dello Ior, la banca della Santa Sede, all’interno della Carige. 
Vicino al segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, Simeon ricopre in Vaticano l’incarico di segretario della Fondazione per i beni e le attività artistiche della Chiesa. A lui, insomma, sarebbe affidato il ruolo di «garante» dell’investimento, compiuto recentemente dallo Ior, cioè il prestito obbligazionario di 100 milioni di euro, convertibile alla scadenza del 2015 in un pacchetto di azioni, pari al 2,4 per cento del capitale, di Banca Carige.  
Un’operazione per nulla scontata, secondo quanto fonti vaticane avevano rivelato lo scorso febbraio, ma che adesso potrebbe essere portata a termine, grazie alla presenza di Simeon, il quale, tra l’altro, viene accreditato come «soprannumerario», cioè membro dell’Opus Dei: proprio come Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior.
Del Consiglio di indirizzo della Fondazione Carige (che ha il 44% di azioni di Banca Carige) fanno parte anche diversi componenti della provincia di Imperia: Teodoro Enzo Amabile, Bernardo Garibbo, Riccardo Guatelli, Alessandro Mager, Fernando Magrassi, Guido Maria Mesturini, Gian Luigi Maccario. Nel Cda vi sono inoltre il vicepresidente Ivo De Michelis, di Imperia, e l’ex sindaco di Sanremo, Giovenale (Lino) Bottini. Per quanto paia poco probabile, non si esclude che oggi il presidente, l’industriale Flavio Repetto, decida di rinviare le nomine al prossimo gennaio, in concomitanza con quelle del Consiglio di indirizzo.
Se così non fosse, via libera a Pietro Isnardi, 62 anni, il presidente dell’omonima azienda alimentare, che  produce olio d’oliva ed è amico fraterno dell’ex ministro Claudio Scajola.


 
Il fratello di quest’ultimo, Alessandro, è il vicepresidente della Banca Carige. Suo figlio Marco, ora consigliere del Pdl in Regione, ha sposato Alessandra Isnardi, figlia di Pietro. E, sempre a stare ai soliti «bene informati», la contemporanea presenza di due consuoceri nel Cda dell’istituto bancario qualche imbarazzo lo avrebbe sollevato. 
Lo spostamente alla Fondazione «sanerebbe», per così dire, la situazione.
Il Cda, comunque, verrebbe praticamente confermato quasi per intero. A parte l’avvicendamento Simeon-Isnardi, è ipotizzato un solo altro cambiamento ed è quello di Angela Testi, docente alla Facoltà di Economia, nominata su indicazione di Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, al posto di Sergio Rossetti, che si era dimesso per diventare assessore regionale alle Risorse finanziarie.
Da www.laStampa.it  del 21 Settembre 2010 

domenica 1 agosto 2010

Il Giornale - «Ora basta, i dirigenti devono intervenire»



Pierluigi Vinai, noto autorevole ed influente esponente 
dell' Opus Dei 
nonchè vice-Presidente della Fondazione CARIGE 


La base, ma anche gli eletti, ora non ci stanno più. Vogliono chiarezza nel partito. Chiedono che chi, come Musso e Gadolla, sono responsabili dello strappo, ne subiscano anche le conseguenze. Un forte gruppo di «membri del Coordinamento genovese del PdL ed eletti nelle istituzioni cittadine» hanno così affidato a un comunicato la loro «forte indignazione riguardo alle notizie che si apprendono a mezzo stampa».  
 
La prima bordata, i primi 28 firmatari, la riservano a Enrico Musso che, «già nominato candidato sindaco di Genova e straordinariamente sostenuto elettoralmente, organizzativamente ed economicamente dal partito nel 2007, successivamente nominato Senatore della Repubblica in posizione di assoluta garanzia di elezione nel 2008, sembrerebbe in procinto di tradire il proprio mandato e passare al gruppo misto del Senato e del Comune». In attesa delle smentite che non potranno esserci, gli eletti del Pdl giudicano la situazione che sanno essere inevitabile un «comportamento intellettualmente disonesto ed eticamente vergognoso», per il quale sarebbero necessarie «immediate, irrevocabili dimissioni dalle istituzioni in cui è stato eletto con il nostro fondamentale sostegno».
 
Le firme in calce al documento sono importanti. In ordine rigidamente alfabetico, comprendono consiglieri regionali, comunali e di ogni Municipio, oltreché un esponente di spicco come Pierluigi Vinai. Giustino Amato, Ferruccio Barnaba, Mario Baroni, Carla Boccazzi, Roberto Bognetti, Gaetano Bruno, Francesca Camoirano, Roberto Cifarelli, Giuseppe Costa, Giulia Costigliolo, Paola Ferrari, Raffaella Della Bianca, Giuseppe Di Pasquale, Enrico Farina, Luciano Gandini, Roberto Garbarino, Alberto Loi, Mario Mascia, Giuseppe Mela, Pasquale Ottonello, Tommaso Ottonello, Renato Pizio, Milena Romagnoli, Silvana Bignone, Simonetta Saveri, Imma Serra, Maurizio Uremassi, Remo Viazzi e Pierluigi Vinai guardano poi al caso Gadolla, «già nominato coordinatore cittadino del PdL senza alcun congresso, dopo avere conseguito una pesantissima sconfitta elettorale a livello personale accompagnata da un lavoro di coordinamento del Partito assolutamente carente».
«A lui chiedono «di essere conseguente ai suoi comportamenti lasciando la guida del PdL genovese».
 
Ma il vero appello è proprio a quella dirigenza del partito che ieri non aveva ancora preso posizioni. «Rivolgiamo istanza al coordinatore regionale, onorevole Scandroglio, e al coordinatore vicario genovese, onorevole Cassinelli, di assumere, senza ulteriore indugio, le responsabilità loro proprie convocando i rispettivi organi per esaminare la situazione e determinare le più opportune decisioni conseguenti», scrivono compatti i firmatari del documento che «chiamano» anche Scajola. «La situazione determinatasi negli ultimi tempi a livello locale ligure, in parte riverbero delle vicende nazionali, è evidentemente conseguenza della temporanea assenza di Claudio Scajola -concludono-. 

La sua straordinaria capacità di leadership e di elemento unificante e propulsivo del centrodestra ligure è necessario che ritorni ad esprimersi al più presto a pieno regime, così come appare improrogabile un suo ritorno forte a livello nazionale. Le caratteristiche umane, politiche e strategiche di Scajola, insieme alla sua straordinaria dignità appaiono oggi come l'unico elemento capace di riunificare in un vero progetto politico tutte le frange ed i personalismi del centrodestra».  
Posizioni alle quali si allineano, pur non avendo ancoa firmato il documento, Gianni Plinio e Alberto Gagliardi. 

Da www.ilGiornale.it  del 01 Agosto 2010