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martedì 9 febbraio 2021

Italia - Parlamento: dal gruppo dei costruttori a "umarell". I responsabili guardano il cantiere Draghi

Erano i più cercati per puntellare il "Conte ter". Adesso sono spariti dai radar

Clemente Mastella signorilmente non gongola. Ma ammette che sì, la scelta di sua moglie di non salire sul carro dei «contiani» diretto verso l'irrilevanza «è stata giusta».  

I 15 minuti di notorietà evocati da Andy Warhol per i «volenterosi» del Senato sono stati quasi letterali: un quarto d'ora sotto i riflettori e poi i «costruttori» si sono trasformati in umarell. Si apprestavano a entrare da protagonisti nel cantiere del Conte Ter, si sono ritrovati a guardare i lavori del Draghi Uno da dietro la rete, come pensionati della politica.

Sembra incredibile, ma sono passati appena otto giorni dalla sera in cui la senatrice Sandra Lonardo ha sorpreso con il suo gran rifiuto i nuovi compagni di avventura. Fiuto, fortuna, o la semplice constatazione che il nuovo gruppo di Palazzo madama, Europeisti-Maie-Centro democratico, aveva più nomi che componenti. «Si sono mossi troppo presto», spiega Mastella che di esperienza in materia ne ha da vendere.

Per qualche ora è parso che il destino dell'Italia dipendesse da loro. Nomi semi sconosciuti si sono ritrovati sulle prime pagine dei giornali, con schiere di analisti pronti a scrutarne i gesti, a interpretarne le motivazioni, a giustificarne filosoficamente le ragioni. Altri finiti in secondo piano, hanno ritrovato centralità. Il comandante Gregorio De Falco che ha incitato a «salire a bordo, cazzo» e poi si è ritrovato alla deriva. O Renata Polverini che, dopo l'adesione al gruppo di Tabacci alla Camera, si aggirava instancabile a Palazzo Madama, in coppia fissa con l'altra transfuga di Forza Italia, Maria Rosaria Rossi, in cerca di senatori vacillanti. Da onnipresenti a sparite.

A ogni allargamento della maggioranza, gli «Europeisti» perdono peso. Perfino lo statuario Andrea Causin, il senatore ex montiano che, dopo quattro cambi di casacca era approdato nel centrodestra. Contro di lui si era scatenato sul web il responsabile di Forza Italia in Veneto Michele Zuin: «Sei un gigante fisicamente... ma sei proprio un piccolo uomo». Ma ora prevale l'ironia. «L'anatema del presidente Berlusconi non si smentisce mai -scherza, ma non troppo, Giorgio Mulè- tradire Forza Italia non porta fortuna». C'è chi la prende con ironia, come il capo del Maie, l'italo-argentino Ricardo Merlo. «In aula ho detto che stava per nascere il governo Di Maie -racconta Maurizio Gasparri- e lui poi mi ha ringraziato, dicendo che sua moglie aveva molto apprezzato la battuta».

Ma il destino più singolare è quello di Tatiana Rojc, la senatrice che il Pd ha dato «in prestito» per sostituire Sandra Lonardo in extremis e far nascere il gruppo. Il suo sacrificio le è valso anche il sarcasmo via web di Giorgio Gori: «Ma la povera @tatjana_rojc è rimasta ostaggio dei Costruttori per #Conte? Liberatela!». Costruttrice. Della sua prigione. 

giovedì 21 gennaio 2021

Italia - Roma: Andrea Cangini smaschera Rocco Casalino: "Transfughi da Forza Italia? Nomi falsi, non fidatevi"

È partita la caccia di Palazzo Chigi ai cosiddetti "responsabili". La maggioranza ottenuta da Giuseppe Conte è risicata e per questo urgono nuovi volti in grado di sostenere il premier. Nella lente di ingrandimento, dopo l'addio di Renata Polverini, Andrea Causin e Mariarosaria Rossi, ci finisce Forza Italia. Per l'entourage del presidente del Consiglio alcuni azzurri sono già in procinto di lasciare. Non è della stessa idea Andrea Cangini.

lunedì 18 gennaio 2021

Italia - Roma: Polverini vota fiducia al governo. Tajani: "Non ci aveva avvisato, è fuori da FI"

Renata Polverini ha votato la fiducia al governo Conte: "Non condivido la crisi, mi assumo le mie responsabilità". La deputata abbandona Forza Italia

 

giovedì 9 dicembre 2010

ROMA - EUR - Tutti con Silvio Berlusconi per l'Italia - Domenica 12 Dicembre 2010 - ore 10

 


Vi ricordo che domenica 12 dicembre alle ore 10 
presso il Centro Congressi all'Eur (ingresso Viale della Pittura)
si terrà una grande manifestazione del 
Popolo della Libertà per sostenere l'attività 
del Governo Berlusconi 

Parteciperanno: Maurizio Gasparri, Gianni Alemanno, Fabrizio Cicchitto, Giorgia Meloni, Renata Polverini, Antonio Tajani, Roberta Angelilli, Francesco Giro, Vincenzo Piso, Alfredo Pallone e tanti altri i dirigenti del Partito.

Pdl - Dott. Luca Sbardella
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martedì 19 gennaio 2010

REGIONALI : domani ufficio di Presidenza PDL - Berlusconi vuole chiudere ma rimane nodo Puglia


Il presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi

Roma, 19 gen. (Adnkronos) - Rush finale per la scelta del candidati del Pdl alle Regionali. Mancano all'appello Campania e Puglia. Silvio Berlusconi vuole chiudere al piu' presto, possibilmente domani sera, quando ci sara' l'ufficio di presidenza del partito convocato a palazzo Grazioli nella sede del cosiddetto parlamentino alle 19.30.
Il suo obiettivo e' partire subito con la campagna elettorale con programmi concreti da presentare agli elettori, bruciando il centrosinistra sin dall'inizio. Ma sulla strada c'e' sempre il nodo dell'Udc e difficilmente si riuscira' a trovare la quadra sulle ultime due caselle strategiche ancora libere. Mentre per la corsa a palazzo Santa Lucia, infatti, e' attesa solo l'ufficializzazione del socialista Stefano Caldoro, sembra ancora in alto mare la scelta per il governatore pugliese (nelle ultime ore sta prendendo sempre piu' corpo l'ipotesi di una 'candidatura interna').
Il Cavaliere non ha cambiato idea sulle 'alleanze a macchia di leopardo' del partito di via dei Due Macelli.  
Considera questa strategia inaccettabile, perche' fa perdere consensi, mentre il Pdl, secondo gli ultimi sondaggi, e' in grado di vincere facendo a meno dell'appoggio di Pier Ferdinando Casini. Nella maggioranza, dunque, le acque restano agitate a causa della variabile centrista. La Lega non nasconde tutte le sue perplessita' (ieri Umberto Bossi ha detto ''no ad intese con Casini nel Nord''), mentre il Popolo della liberta' si divide tra chi non ha mai visto di buon occhio assi con Casini e chi considera determinante il sostegno centrista in alcune realta' locali e vuole evitare passi falsi in vista di un voto delicato come quello di marzo per la tenuta della coalizione.
Ad agitare i sonni del centrodestra e' anche il caso Lazio. Secondo le indiscrezioni circolate oggi in ambienti parlamentari, il Cavaliere non avrebbe gradito le modalita' dell'accordo siglato con Casini su Renata Polverini. 
I 'falchi' azzurri del Pdl, sarebbero pronti a riaprire i giochi se non ci sara' anche un via libera formale da parte dei vertici di Fi sul nome del leader dell'Ugl. Ma fonti autorevoli del partito assicurano che alla fine tutto rientrera'. Anche perche', rompere adesso con l'Unione di centro sulla Polverini gradita a Gianfranco Fini, significherebbe rompere il patto con il presidente della Camera per una maggiore concertazione reciproca siglato durante l'ultimo colloquio a Montecitorio.