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sabato 10 aprile 2010
ALESSIO SASO - Ringraziamento agli elettori per la rielezione in Regione Liguria
6330 GRAZIE !
sabato 3 aprile 2010
Alassio, Melgrati lascia e si proietta verso la sua “avventura” in Regione
Alassio. Quello di giovedì è stato ufficialmente
l’ultimo consiglio comunale di Marco Melgrati
che si prepara ad “abbandonare” la poltrona
di sindaco della Città del Muretto per iniziare
la sua avventura in Regione.
Il Primo Cittadino alassino ha confermato che lascerà la carica, ma senza dare le dimissioni per evitare un anno di commissariamento.
Aspetterà di decadere dalla carica, che sarà temporaneamente assunta dal vicesindaco Gianni Aicardi, un po’ come successe a Savona quando l’allora sindaco Carlo Ruggeri approdò a palazzo Fieschi e lasciò il timone della città al vicesindaco Francesco Lirosi.
In questo modo la città arriverà alla scadenza elettorale naturale del prossimo anno senza dover ricorrere al commissariamento che rallenta sempre l’attività amministrativa, visto che il commissario può occuparsi solo dell’ordinaria amministrazione.
In qualità di vicario, Aicardi avrà praticamente pieni poteri.
Da www.Ivg.it del 03 Aprile 2010
giovedì 1 aprile 2010
“Combattere la Lega come fecero i partigiani”: scontro tra Lega e Burlando
Liguria. Botta e risposta tra la Lega Nord ligure
e l’appena rieletto presidente Claudio Burlando
che ieri, commentando i risultati del Carraccio,
aveva affermato che andava combattuto
“come fecero i partigiani”.
Dura la replica della segreteria regionale del movimento di Bossi, che attacca: “Il successo alle elezioni regionali e lo spumante dei festeggiamenti hanno dato alla testa al presidente Burlando. Paragonare l’attuale situazione politica alla Liberazione risulta quanto meno azzardato, evidentemente ad andare contromano ci ha preso gusto”.
“La Lega non rappresenta l’invasore, la sinistra non è il Comitato di Liberazione Nazionale e tantomeno Burlando rappresenta un capo della resistenza – sottolineano ancora dal Carroccio – E’ chiaro che dichiarazioni farneticanti di questo tenore possono rappresentare l’istigazione a commettere atti violenti. Purtroppo abbiamo già subito aggressioni sia verbali che fisiche e non vorremmo si passasse il limite con atti di terrorismo di ben altra portata”.
“La Lega – conclude la nota – rappresenta le istanze della popolazione e democraticamente continuerà ad ‘occupare’ il territorio e a far sentire la propria voce”. Sulla stessa linea anche la posizione di Bruno Ravera, uno dei fondatori della Lega in Liguria: “Visti i danni di Burlando e compagni lotterò, assieme ai genovesi che vorranno impegnarsi, per liberare la Regione dai comunisti. Nel 1945 ho partecipato alla liberazione di Genova e del primo sindaco Vanuccio Faralli dalle carceri di Marassi. Non accetto lezioni di storia da uno che la guerra non l’ha vista neanche in cartolina”.
Il neo(ri)eletto governatore, però, getta acqua sul fuoco e chiede “di valutare bene tutto ciò che ho detto”. “Su molte cose abbiamo vedute politiche diametralmente opposte – afferma Burlando – ma proprio perché conosco personalmente militanti e dirigenti della Lega, so che sono diffusi tra loro sentimenti antifascisti. E’ del tutto evidente che ho invitato la sinistra a impegnarsi in una competizione pacifica e democratica”.
“Il mio pensiero – ha aggiunto il presidente – è esattamente opposto a quello che hanno interpretato. Io mi sono rivolto alla mia parte politica affermando che i successi della Lega non si contrastano con gli anatemi, né con i convegni sociologici. Ho poi raccontato del rapporto cordiale che mi è capitato dei intrattenere, pur nella diversità di vedute politiche, con Umberto Bossi”.
Sulla metafora che ha fatto arrabbiare il Carroccio, il presidente spiega: “Ho usato la metafora dei partigiani contro i tedeschi, sempre rivolgendomi alla mia parte politica, per far capire ancor meglio che per avere successo è necessario impegnarsi e fare politica sul territorio, rispondendo ai bisogni dei cittadini. Non ho mai inteso o sottinteso che i leghisti vadano assimilati ai nazisti. Anzi, veramente li ho definiti ‘leninisti’, scherzosamente, per sottolineare le loro capacità organizzative”.
Da www.Ivg.it del 31 Marzo 2010
domenica 28 marzo 2010
Elezioni, affluenza nazionale in calo del 7,06 per cento
La percentuale di affluenza alle urne alle ore 19
per le regionali si attesta al 34,90 per cento contro
il 41,96 per cento del 2005, in calo di poco più di
7 punti rispetto alle regionali del 2005.
Va tenuto presente che questo dato si riferisce alle nove regioni - Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania e Basilicata - i cui dati elettorali affluiscono al Ministero dell’Interno. I dati relativi a Toscana, Marche, Puglia e Calabria non affluiscono al Ministero dell’Interno perché si tratta delle regioni che si sono dotate di leggi elettorali autonome. In queste quattro regioni, che dunque forniscono i dati autonomamente, la tendenza è analoga a quella nazionale.
La regione in cui il calo è maggiore, è il Lazio, dove ha votato per le regionali lo 31,5 per cento degli elettori, in calo di 9,5 punti rispetto alle precedenti omologhe (41,0% alle regionali 2005; 47,8% alle politiche 2008). A Roma città ha votato il 29,5% degli aventi diritto (38,8% alle regionali 2005; 47,1% alle politiche 2008). Un dato particolarmente atteso perché come è noto nel Lazio non è presente la lista del Pdl della provincia di Roma.
Il calo dei votanti potrebbe tradursi a livello definitivo in una discesa «sensibile», perfino di 10 punti. È questa l’opinione di alcuni sondaggisti interpellati al telefono. «L’unica lettura possibile di questi primi numeri - sottolinea Nicola Piepoli, titolare dell’omonimo Istituto - è che si chiude dieci punti in meno rispetto a cinque anni fa, al 62%, massimo al 65%. Sarà un calo sensibile, non di un punto». Come vanno lette queste astensioni? «non riusciamo a leggere l’astensione - spiega Pierpoli - perché i nostri modelli rilevano e interpretano solo chi vota; chi si astiene non esiste». In ogni caso, in questo caso, «le astensioni favoriscono la sinistra». Renato Mannheimer, patron dell’Ispo, concorda ma si mostra più prudente: «questi numeri potrebbero essere il segnale che si sta realizzando quell’astensione di cui si è parlato nelle settimane scorse». Quale dei contendenti viene più danneggiato? «Secondo i sondaggi delle scorse settimane danneggia più il centrodestra, ma è prematura trarre conclusioni definitive».
IL PUNTO ALLE 15
La partecipazione degli elettori al voto per le regionali in 13 regioni è in calo, dicono i dati del Viminale e delle regioni. Nelle nove regioni monitorate direttamente dal ministero dell’Interno (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia- Romagna, Umbria, Lazio, Campania e Basilicata) l’affluenza alle 12 è calata di quasi 3 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni: 10,19% contro 13,05%, quando mancavano i dati di soli tre comuni su 50.068. Il calo più forte è stato in Emilia-Romagna, con il 4%. Tra le regioni che invece gestiscono in proprio la comunicazione di dati elettorali, la Toscana ha avuto alle 12 un’affluenza del 9%, in calo di 3,2 punti rispetto al 2005. Le Marche dell’8,11%, contro l’11,4 di cinque anni fa. Puglia e Calabria non hanno ancora comunicato i dati.
La partecipazione degli elettori al voto per le regionali in 13 regioni è in calo, dicono i dati del Viminale e delle regioni. Nelle nove regioni monitorate direttamente dal ministero dell’Interno (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia- Romagna, Umbria, Lazio, Campania e Basilicata) l’affluenza alle 12 è calata di quasi 3 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni: 10,19% contro 13,05%, quando mancavano i dati di soli tre comuni su 50.068. Il calo più forte è stato in Emilia-Romagna, con il 4%. Tra le regioni che invece gestiscono in proprio la comunicazione di dati elettorali, la Toscana ha avuto alle 12 un’affluenza del 9%, in calo di 3,2 punti rispetto al 2005. Le Marche dell’8,11%, contro l’11,4 di cinque anni fa. Puglia e Calabria non hanno ancora comunicato i dati.
IL PUNTO ALLE 13
Dalle 8 di questa mattina si vota per il rinnovo di 13 Regioni e di oltre 400 Comuni - tra cui Venezia - nonché per alcune province. Anche se negli ultimi giorni l’attivismo mediatico del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è sembrato dare alle elezioni regionali quasi il senso di un referendum sul suo governo, il voto degli oltre 40 milioni di elettori chiamati alle urne riguarda anche sfide locali e temi importanti come quello della sanità o dell’agricoltura, la cui competenza principale spetta proprio alle regioni.
Dalle 8 di questa mattina si vota per il rinnovo di 13 Regioni e di oltre 400 Comuni - tra cui Venezia - nonché per alcune province. Anche se negli ultimi giorni l’attivismo mediatico del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è sembrato dare alle elezioni regionali quasi il senso di un referendum sul suo governo, il voto degli oltre 40 milioni di elettori chiamati alle urne riguarda anche sfide locali e temi importanti come quello della sanità o dell’agricoltura, la cui competenza principale spetta proprio alle regioni.
Ma anche il lavoro, che per la maggioranza degli italiani (79%), dice un sondaggio Ipsos, è la prima preoccupazione in agenda. Delle 13 regioni da rinnovare, 11 sono governate oggi dal centrosinistra, due dal centrodestra. Poi però il panorama locale è piuttosto diversificato. Il voto più atteso è quello del Lazio - dove il centrodestra candida Renata Polverini e il centrosinistra Emma Bonino - soprattutto dopo l’esclusione della lista Pdl dalla circoscrizione di Roma, la più grande della Regione. Bocciato due volte dal Consiglio di Stato - nonostante un decreto ad hoc varato dal governo - il partito di Berlusconi ieri ha alzato la tensione annunciando che andranno considerate valide anche le schede su cui gli elettori hanno scritto i nomi di esponenti politici non presenti nelle liste elettorali. Il Pdl vorrebbe tentare in questo modo di recuperare i voti degli elettori smarriti per l’assenza della lista a Roma, ma il Pd e il centrosinistra hanno protestato, affermando che quelle schede vanno bocciate perché potrebbero essere un tentativo di farsi riconoscere da parte degli elettori. Il rischio è dunque che domani pomeriggio, quando si procederà allo spoglio dei voti, si verifichino schermaglie procedurali che potrebbero creare il caos, soprattutto se la distanza tra le due principali candidate sarà minima.
LE ALTRE SFIDE Oggi e domani votano regioni del Nord tradizionalmente in testa alle classifiche per reddito pro capite e per i servizi resi ai cittadini e con maggioranze politiche storiche (la Lombardia per il centrodestra, l’Emilia- Romagna per il centrosinistra) e regioni del Sud fanalino di coda delle stesse graduatorie e con maggioranze che cambiano più spesso segno (come la Calabria). Due regioni, Lazio e Campania, arrivano alle elezioni con la sanità commissariata dal governo. Per la prima volta in due regioni del Nord, Veneto e Piemonte, ci sono due candidati presidenti della Lega, e qui il partito di Umberto Bossi potrebbe anche superare per consensi il Pdl. Ma anche in Lombardia la sfida nel centrodestra è accesa, dopo che Umberto Bossi ha detto che potrebbe essere lui il prossimo sindaco di Milano dopo Letizia Moratti. In alcune regioni l’Udc di Pierferdinando Casini è alleato del Pdl (come nel Lazio) o del Pd (come in Piemonte), ma mai della Lega Nord. In Toscana e Umbra, o anche in Puglia, corre invece da solo. Secondo alcuni analisti, queste elezioni sono dunque anche un test sul ruolo da ago della bilancia che i centristi potrebbero giocare sulla politica nazionale, che uscirebbe rafforzato se vincessero per esempio le coalizioni appoggiate da Casini in Piemonte e Lazio.
Il Piemonte, governato negli ultimi cinque anni dal centrosinistra e prima dal centrodestra, é considerato da molti sondaggisti in bilico: contro la presidente uscente Mercedes Bresso (Pd) il centrodestra ha schierato il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota. Nell’ultimo trimestre del 2009, dice l’Istat, il Piemonte, tradizionalmente «centro» della Fiat, era la regione col tasso di disoccupazione più elevato del Nord Italia: il 6,8%. La regione è anche alle prese con le vaste proteste per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità. In Liguria, invece, il voto è una sorta di replay. Il presidente uscente di centrosinistra Claudio Burlando (Pd) ha per sfidante Sandro Biasotti (Pdl); che aveva già battuto nel 2005 (quando Biasotti era a sua volta presidente uscente). I sondaggi pre-voto davano la situazione in bilico, ma con una probabile vittoria del centrosinistra, appoggiato dall’Udc. Altra regione il cui voto è seguito con particolare attenzione è la Puglia, che doveva essere un «laboratorio politico» per le prove di alleanza tra Pd e Udc. Poi però la strenua resistenza del presidente uscente Nichi Vendola - che ha vinto le primarie locali ed è anche leader della nuova formazione rossoverde Sinistra e Libertà - e i dissidi interni ai democratici hanno fatto saltare gli accordi. Ora però Vendola potrebbe rivincere le elezioni proprio grazie alla posizione terzista dell’Udc, che candida alla presidenza l’ex ministro ed ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone.
Il Pdl è rappresentato dal capogruppo Rocco Palese. Nonostante le divisioni di schieramento, a unire quasi tutti i candidati in tutte le regioni c’è il no al nucleare. Di solito sono contrari in generale i rappresentanti del centrosinistra, mentre quelli di centrodestra in alcuni casi distinguono, appoggiando il piano del governo per la costruzione di nuove centrali nucleari ma affermando che nella loro regione non ve n’è bisogno.
QUANDO E COME SI VOTA Oggi fino alle 22 e domani dalle 7 alle 15 si vota, oltre che per le 13 regioni anche per quattro province (tra cui l’Aquila, colpita quasi un anno fa dal terremoto) e in 453 Comuni, il più importante dei quali è Venezia, dove è candidato sindaco del centrodestra il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Per le regionali si vota a turno unico, senza ballottaggio (come è invece nel caso di provinciali e comunali). Le modalità di voto cambiano però di regione in regione, secondo quanto previsto dalle rispettive leggi. Nella maggior parte delle regioni (escluse Toscana, Marche, Campania, Puglia e Calabria) si può votare per una delle liste provinciali o per la lista regionale collegata (il cosiddetto listino), o si può anche disgiungere il voto, votando per due schieramenti diversi. Si può esprimere una sola preferenza per un candidato alla carica di consigliere regionale, scrivendone il nome nell’apposita riga vicino al contrassegno della lista provinciale. Per votare serve, insieme a un documento di riconoscimento, la tessera elettorale. Chi l’avesse smarrita può rivolgersi al proprio Comune fino a domani.
Da www.ilSecoloxix.it del 28 Marzo 2010
sabato 27 marzo 2010
Scajola è fiducioso “La sinistra è al palo, noi in forte recupero”
Il ministro Claudio Scajola
«Svolta, non alternanza»:
questo il tasto pigiato più volte dal ministro Claudio Scajola nel comizio di fine campagna elettorale nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale tra sventolanti bandiere biancoblu (e anche un buon numero di vessilli leghisti) e le note di «Azzurra libertà».
Uno slogan, quello di Scajola, un impegno perché l'obiettivo non è solo la conquista della Regione (e non è poco) ma il paragone scelto dal ministro imperiese è sicuramente ambizioso: «Qui - dice - succede come per il Muro di Berlino: crolla la Regione, crolla il Comune di Genova e poi crolla la sinistra in questo territorio». L'onda azzurra stabile da tempo a Imperia e che lo scorso anno ha conquistato Savona sta dunque soffiando contro il «profondo rosso» di Genova e Spezia tanto da far dire al leader ligure del Pdl che «se i sondaggi scientifici ci dicono di una sostanziale parità, i sondaggi a naso ci fanno invece cogliere un entusiasmo più forte rispetto al 2000 e al 2005, una coalizione coesa ed una campagna elettorale efficiente: e questo mi fa dire che lunedì potremo festeggiare in piazza De Ferrari».
Prima di lui a prenotare la principale piazza genovese, quella delle grandi adunate, erano stato Roberto Cassinelli, deputato Pdl e ieri sera cerimoniere dell’ultimo appuntamento elettorale (che ha anche confessato che lunedì indosserà «il vestito buono per fare la foto col presidente Biasotti») e dall'onorevole Michele Scandroglio, coordinatore regionale del partito, al grido di «Genova si sta decomunistizzando».
Perché il percorso indicato ieri davanti ai supporter è stato chiaro: prima tocca a Burlando, e poi alla Vincenzi. Ai giornalisti Scajola aveva dichiarato che per quanto riguarda l'esito finale in Liguria «siamo sul filo del rasoio». «I contendenti sono molto vicini - aveva aggiunto - ma c’è un dato significativo: noi siamo partiti indietro e abbiamo raggiunto la sinistra, che invece è rimasta al palo». Ottimismo a piene mani, dunque, e allora in questo clima stonano un po’ i continui attacchi all’incoerenza dell’Udc e l’appello agli elettori liguri del partito di Casini e qui, forzando un po’ la mano, il ministro ha ammonito che «votare per l’altra parte significa votare per l’aborto»: «Da una parte abbiamo una coalizione unita. Dall’altra c’è una coalizione che ha messo insieme gli opposti, dai cattolici dell’Udc agli anticlericali più accesi, fino a tre liste della sinistra estrema massimalista».
Il voto di domani e lunedì ha anche un’altra valenza, quella cioè di essere un test nazionale. «Partiamo da due su 13 e ogni regione in più strappata alla sinistra sarà una vittoria». Soddisfatto anche il candidato presidente Sandro Biasotti che ha dettato i primi passaggi in caso di vittoria: «Rifare il Piano casa, perché questa legge così com’è è inapplicabile; cambiare i primari e tante posizioni apicali perché serve sangue nuovo e più presenze a Roma e Bruxelles».
Prima di lui a prenotare la principale piazza genovese, quella delle grandi adunate, erano stato Roberto Cassinelli, deputato Pdl e ieri sera cerimoniere dell’ultimo appuntamento elettorale (che ha anche confessato che lunedì indosserà «il vestito buono per fare la foto col presidente Biasotti») e dall'onorevole Michele Scandroglio, coordinatore regionale del partito, al grido di «Genova si sta decomunistizzando».
Perché il percorso indicato ieri davanti ai supporter è stato chiaro: prima tocca a Burlando, e poi alla Vincenzi. Ai giornalisti Scajola aveva dichiarato che per quanto riguarda l'esito finale in Liguria «siamo sul filo del rasoio». «I contendenti sono molto vicini - aveva aggiunto - ma c’è un dato significativo: noi siamo partiti indietro e abbiamo raggiunto la sinistra, che invece è rimasta al palo». Ottimismo a piene mani, dunque, e allora in questo clima stonano un po’ i continui attacchi all’incoerenza dell’Udc e l’appello agli elettori liguri del partito di Casini e qui, forzando un po’ la mano, il ministro ha ammonito che «votare per l’altra parte significa votare per l’aborto»: «Da una parte abbiamo una coalizione unita. Dall’altra c’è una coalizione che ha messo insieme gli opposti, dai cattolici dell’Udc agli anticlericali più accesi, fino a tre liste della sinistra estrema massimalista».
Il voto di domani e lunedì ha anche un’altra valenza, quella cioè di essere un test nazionale. «Partiamo da due su 13 e ogni regione in più strappata alla sinistra sarà una vittoria». Soddisfatto anche il candidato presidente Sandro Biasotti che ha dettato i primi passaggi in caso di vittoria: «Rifare il Piano casa, perché questa legge così com’è è inapplicabile; cambiare i primari e tante posizioni apicali perché serve sangue nuovo e più presenze a Roma e Bruxelles».
Da www.laStampa.it del 27 Marzo 2010
venerdì 26 marzo 2010
Vota Sandro Biasotti - Vota per una Liguria Nuova e Proiettata nel Futuro !
SANDRO BIASOTTI - Elezioni Regionali Liguria 2010 - Lettera agli Elettori
Biasotti chiude la campagna elettorale: “E’ una partita aperta e ce la giochiamo”
Il candidato presidente alla Regione Liguria dott. Sandro Biasotti
sul palco del teatro Chiabrera a Savona per la chiusura
della campagna elettorale
Savona - “Ho cercato di dare il massimo”.
E’ questo il primo commento del candidato
del centrodestra alla presidenza della
Regione Liguria, Sandro Biasotti,
sulla sua campagna elettorale.
“Ho girato tanto la Liguria, sono stato molto presente sulla ’strada’. Ho avuto un appoggio incredibile da parte del Ministro Scajola e soprattutto ho una coalizione compatta alla quale davvero non devo rimproverare nulla” spiega il candidato del Pdl.
Biasotti, che ha chiuso ieri sera, al Teatro Chiabrera di Savona, la sua campagna, ha voluto fare un bilancio ed un’analisi di questa esperienza: “Siamo arrivati alla fine, siamo al fotofinish e ce la giochiamo in volata. Questa per me è una grande soddisfazione perché nessuno poteva immaginare che la Liguria potesse essere in dubbio, nessun giornale, nessun commentatore e qualcuno anche nella mia coalizione”.
“La situazione è cambiata nel giro di pochi mesi. E’ una partita aperta e ce la giochiamo” ha detto lo sfidante di Burlando che poi è voluto tornare su uno dei punti del suo programma che gli è più caro: “Sono convinto, grazie alla mia esperienza imprenditoriale, di poter portare un contributo in più per questa grande emergenza che è il lavoro. Penso di poter essere utile in questo senso”.
Il candidato del centrodestra ha poi commentato i toni della campagna che in Liguria, contrariamente a quanto accaduto in altre regioni, sono stati pacati: “Io ho voluto fin da subito una campagna così. La gente deve capire che non si ha ragione se si urla o se si offende e quindi credo che sia giusto che si faccia una competizione sui temi e sugli argomenti del programma”.
“Io ho voluto parlare di cose concrete: lavoro, tempi di attesa della sanità, ridare autonomia agli ospedali, valore della famiglia, valore del matrimonio e della difesa della vita. Tutti temi che non possono essere inseriti nel programma dell’Udc e della coalizione di centrosinistra” osserva l’esponente del Pdl.
“Siamo due coalizioni diverse e due presidenti diversi e due esperienze diverse. Insomma quello che chiedo è di andare a votare. Se la gente si lamenta ma poi non va a votare infatti lascia le cose come stanno. Il mio invito è: votate per me, poi nel caso venite a protestare” osserva Sandro Biasotti che in conclusione ci tiene a precisare: “La mia Regione sarà sempre aperta”.
Da www.Ivg.it del 26 Marzo 2010
GENOVA - Il vicesindaco e un assessore di Pericu con Biasotti
L’ex vicesindaco Alberto Ghio e l’ex assessore al Lavoro
del Comune di Genova Giovanni Facco,
per dieci anni nella giunta di sinistra guidata da Giuseppe Pericu, hanno annunciato oggi pomeriggio il loro sostegno al candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Liguria Sandro Biasotti.
I progetti del candidato presidente del Popolo delle Libertà per il mondo del lavoro in Liguria hanno spinto i due tecnici al passaggio di schieramento dal centrosinistra al centrodestra.
«Il lavoro è la priorità del mio programma - ha commentato Biasotti - sono contento del sostegno di due grandi esperti».
«La Liguria deve lavorare su occupazione e sistema produttivo - ha spiegato Facco - con reali incentivi alle imprese che assumono, cassa in deroga, più ricerca, sviluppo dei centri per l’impiego, servizi di export, accordi finanziari con le banche, ricapitalizzazioni e nuove misure da fuori Regione».
Biasotti ha infine annunciato che, se eletto, realizzerà un nuovo portale per il mondo del lavoro, un legame più stretto tra università e imprese grazie alla collaborazione della preside della Facoltà d’Ingegneria di Genova Paola Girdinio e la cessione in comodato gratuito per cinque anni dei capannoni pubblici dismessi ad aziende che assumono.
Da www.ilSecoloxix.it del 26 Marzo 2010
giovedì 25 marzo 2010
LIGURIA - Elezioni Regionali 2010 - Vota Popolo della Libertà - Vota Biasotti
Matteoli smentisce Burlando «Il tunnel arriva dopo il voto»
Il ministro alle Infrastrutture sen. Altero Matteoli
«Ho assicurato i sindaci della Fontanabuona:
il tunnel si farà, ma non fatemi dettare i tempi».
Il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli sbarca a Genova a sostegno di Sandro Biasotti con tre appuntamenti distinti, il secondo dei quali è stato considerato strategico ed ha avuto l’efficacia di tranquillizzare i sindaci della Val Fontanabuona preoccupati da chi, in queste settimane, aveva fatto intendere che il governo Berlusconi volesse rinunciare alla galleria che collegherebbe Rapallo con la valle dell’entroterra.
«Dateci i tempi tecnici, aspettate che si insedi la nuova giunta regionale e, che sia guidata da Sandro Biasotti o da Claudio Burlando, firmeremo il protocollo di intesa: la volontà politica c’è, anzi c’è sempre stata». E per spiegare il progetto del governo Berlusconi, Matteoli è sceso direttamente in valle con Gianfranco Gadolla, candidato per la carica di consigliere regionale nel Pdl ed organizzatore della riunione tecnica svolta ieri pomeriggio. Il prossimo appuntamento per discutere del tunnel è fissato il 13 aprile a Roma.
In tarda mattinata, invece, Matteoli ha incontrato il popolo del centrodestra a Genova in un incontro pubblico che ha messo a confronto il «non governo» della giunta Burlando contro il progetto di Sandro Biasotti per una Liguria competitiva e soprattutto con un governo che si occupi dei suoi problemi.
In tarda mattinata, invece, Matteoli ha incontrato il popolo del centrodestra a Genova in un incontro pubblico che ha messo a confronto il «non governo» della giunta Burlando contro il progetto di Sandro Biasotti per una Liguria competitiva e soprattutto con un governo che si occupi dei suoi problemi.
Ma con Matteoli il discorso non poteva che scivolare sempre sul tema infrastrutture ricordando che «qualcosa è partito. Abbiamo sottoscritto l’accordo che riguarda la gronda autostradale, andiamo avanti con gli accordi che abbiamo preso sul Terzo Valico. Sono infrastrutture che erano attese da tempo - ha concluso Matteoli - e per le quali, una volta sottoscritti gli accordi, sono partiti i lavori o stanno per partire». Quando si vedranno gli operai nei cantieri del Terzo valico? Sembra davvero questione di settimane: «Se non è per la fine di aprile sarà per i primi di maggio, stiamo risolvendo dei problemi di carattere burocratico. Le polemiche sui finanziamenti? - ha proseguito il ministro per le Infrastrutture - Non si può pensare di avere finanziata per intero un’opera colossale come questa».
Spazio per un confronto anche sulla riforma della portualità complice anche la presenza del senatore Luigi Grillo tra i promotori della riforma: «Siccome si è lavorato in sintonia con l’opposizione spero si possa andare in legislativa e licenziare in tempi brevi la riforma - ha aggiunto Matteoli -. Tutto dev’essere proporzionale alla situazione economica e finanziaria».
Spazio per un confronto anche sulla riforma della portualità complice anche la presenza del senatore Luigi Grillo tra i promotori della riforma: «Siccome si è lavorato in sintonia con l’opposizione spero si possa andare in legislativa e licenziare in tempi brevi la riforma - ha aggiunto Matteoli -. Tutto dev’essere proporzionale alla situazione economica e finanziaria».
E alla domanda se avesse più slancio ad aiutare la Liguria in caso di vittoria di Sandro Biasotti il ministro si dimostra super partes: «Ho lavorato correttamente anche con l’attuale giunta nel rispetto istituzionale. Tifo per Biasotti ma per la mia attività di ministro non cambia nulla che vinca uno o vinca l’altro».
Da www.ilGiornale.it del 25 Marzo 2010
sabato 20 marzo 2010
ROMA - PDL : manifestazione di sabato 20 Marzo 2010 - Circo Massimo ore 14.00
venerdì 26 febbraio 2010
Albenga: un allegro gazebo per Robello De Filippis
L'avv. Bruno Robello de Filippis attorniato da alcuni
"Robello de Filippis Boys"
L'avv. Bruno Robello De Filippis,
ex coordinatore cittadino di Forza Italia,
candidato alla carica di consigliere comunale
per la lista del Popolo della Libertà ad Albenga
(a sostegno del candidato Sindaco del centrodestra Rosy Guarnieri), è presente oggi ad Albenga con un gazebo elettorale, nei pressi della rotonda all'inizio di Viale Martiri della Libertà.
Non nuovo a trovate originali, l'avv. Robello De Filippis sta avviando in questi giorni una campagna elettorale dal sapore americano. Dopo i “santini” in bianco e nero, da circa una settimana, si può intravedere per le strade di Albenga un'automobile interamente addobbata di manifesti elettorali. “Dopo la Robello De Filippis-mobile”, afferma non senza autoironia il candidato consigliere comunale, “ecco arrivare il gazebo, presso il quale i 'Robello De Filippis boys' distribuiranno gratuitamente biscotti, merendine, dolciumi, aranciata e succhi di frutta”.
Un'iniziativa insolita, per un candidato che vuole fare la differenza. “Dopo cinque anni di disastrosa amministrazione Tabbò”, prosegue l'ex coordinatore cittadino di FI, “è mia intenzione dare vita a iniziative, anche simpatiche come quella odierna, per dare un po' di colore alla nostra amata città e combattere il grigiore della sinistra”.
“Ho letto che in questi giorni i nostri avversari hanno avuto qualche problema nella composizione delle liste, e UDC e IDV stanno già litigando prima del voto. Il Sindaco avrà un po' di amarezza, per questo lo invito a bersi un succo di frutta qui al mio gazebo”.
Non nuovo a trovate originali, l'avv. Robello De Filippis sta avviando in questi giorni una campagna elettorale dal sapore americano. Dopo i “santini” in bianco e nero, da circa una settimana, si può intravedere per le strade di Albenga un'automobile interamente addobbata di manifesti elettorali. “Dopo la Robello De Filippis-mobile”, afferma non senza autoironia il candidato consigliere comunale, “ecco arrivare il gazebo, presso il quale i 'Robello De Filippis boys' distribuiranno gratuitamente biscotti, merendine, dolciumi, aranciata e succhi di frutta”.
Un'iniziativa insolita, per un candidato che vuole fare la differenza. “Dopo cinque anni di disastrosa amministrazione Tabbò”, prosegue l'ex coordinatore cittadino di FI, “è mia intenzione dare vita a iniziative, anche simpatiche come quella odierna, per dare un po' di colore alla nostra amata città e combattere il grigiore della sinistra”.
“Ho letto che in questi giorni i nostri avversari hanno avuto qualche problema nella composizione delle liste, e UDC e IDV stanno già litigando prima del voto. Il Sindaco avrà un po' di amarezza, per questo lo invito a bersi un succo di frutta qui al mio gazebo”.
c.s.
mercoledì 17 febbraio 2010
REGIONALI: PER MANNHEIMER IL CENTRO-SINISTRA E' IN VANTAGGIO PER 7 A 6
Il Prof. Renato Manheimer
17 feb. - “Ormai ci siamo. La competizione per le elezioni regionali è entrata nella fase più calda
Gli ultimi candidati, appartenenti ai partiti minori, sono in via di definizione in questi giorni, tra oggi e domani. Ma, con la designazione ufficiale di Loiero, tutti i concorrenti appartenenti alle due forze maggiori sono stati scelti. Quali saranno gli esiti? Per alcune regioni - scrive Renato Mannheier sul CORRIERE DELLA SERA -, la previsione è relativamente facile, se non scontata. Ad esempio, nella cosiddetta ‘zona (ex) rossa’, la vittoria del centrosinistra appare più che probabile. In Emilia, Errani, presidente uscente espresso dal centrosinistra, dovrebbe abbastanza facilmente prevalere su Bernini, candidata del centrodestra.
Lo indicano sia i sondaggi di Crespi (che danno a Errani il 58 per cento), sia quelli di Euromedia, che lo stimano al 57 per cento.
Ancora, in Toscana, Rossi (Pd), sopravanza nettamente (col 53 per cento per Crespi e 57 per cento per Euromedia ) la sua oppositrice principale, Faenzi (Pdl).
Anche in Umbria il centrosinistra è in vantaggio: un sondaggio Euromedia suggerisce che Marini superi Modena con un distacco vicino al 10 per cento.
Nelle Marche non risultano sondaggi recenti, ma la vittoria di Spacca, del centrosinistra, viene data quasi per scontata.
Lo stesso, pur in assenza di ricerche di opinione nell'ultimo periodo, avviene per la Basilicata, ove dovrebbe vincere De Filippo, in Puglia, infine, Vendola (centrosinistra) è oggi in vantaggio (col 42 per cento per Crespi e 44 per cento per SWG) su Palese (39-40 per cento), seppur con un margine meno ampio di quello registrato per altre regioni.
Vi sono poi confronti in cui è altrettanto netta la previsione di vittoria per il centrodestra. m primo luogo, la Lombardia, ove Formigoni viene ‘quotato’ dal 61,5 per cento al 63,1 per cento, mentre Penati sarebbe fermo tra il 27,2 per cento e il 35 per cento.
Anche in Veneto il distacco è notevole: Zaia (centrodestra) raccoglie oggi il 56,3 per cento, mentre il suo oppositore principale, Bortolussi, si arresta al 34,6 per cento (sondaggi Euromedia e Crespi), il centrodestra risulta in vantaggio anche in Campania, ove Caldoro (stimato al 55 per cento da Crespi e al 49,5 per cento da SWG) supera De Luca (45 per cento . sia per Crespi, sia per SWG).
L'unico sondaggio disponibile per la Calabria (CED) suggerisce una conferma del risultato delle ultime Politiche ed Europee (in contrasto con l'esito delle Regionali precedenti), vale a dire la prevalenza dell'esponente di centrodestra, Scopelliti, stimato al 42 per cento.
Per alcune regioni, invece, l'esito è ancora incerto. In Piemonte, Bresso e Cota sono indicati sostanzialmente alla pari da Crespi, mentre vi sarebbe un lieve vantaggio della prima per Euromedia e Piepoli. Sembra profilarsi, per ora, un testa a testa: è vero che il centrodestra ha vinto nettamente alle ultime Politiche ed Europee, ma p vprr’ anchp chp la nrpsidpntp uscente gode di larga stima e che il fatto che il candidato del centrodestra sia un leghista ha suscitato qualche mal di pancia anche nel suo schieramento.
La Liguria e il Lazio sono le sole regioni in cui i sondaggi dei diversi istituti danno esiti in buona misura differenziati e, talvolta, opposti.
Nella prima, Biasotti (centrodestra) viene stimato vincente, seppur di pochissimo, da Ipr e da Piepoli, mentre Crespi e il Secolo XIX rilevano in questo momento un vantaggio per Burlando (centrosinistra).
Nel Lazio, la Bonino prevale nelle preferenze sulla Polverini secondo Crespi e ISPO, mentre l'opposto accade per Gpf e Piepoli.
Occorre ricordare, tuttavia, che le medesime ricerche suggeriscono comunque una prevalenza dei voti di lista per il centrodestra, ciò che favorisce la Polverini, dato che, tradizionalmente, nelle consultazioni regionali il voto di lista è assai più adottato dagli elettori. m definitiva, stando ai sondaggi più recenti attualmente disponibili, 6 regioni dovrebbero andare al centrosinistra e 4 al centrodestra, mentre su 3 sussistono ancora molti dubbi.
Il risultato più probabile è di 7 a 6 per il centrosinistra (su questa previsione converge, oltre a ISPO, SWG): un esito ben lontano dall'n a 2 di cinque anni fa. Ma, nell'analizzare i risultati, oltre al numero di regioni, occorrerà considerare con attenzione la distribuzione dei voti di lista nell'insieme delle regioni chiamate al voto: sarà questo dato a fornire il vero indicatore degli attuali orientamenti politici del Paese”.
Da www.Clandestinoweb.com del 17 Febbraio 2010
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NUOVA LISTA per le REGIONALI in SOSTEGNO a SANDRO BIASOTTI
Sandro Biasotti candidato presidente alla Regione Liguria
Liguria – Nasce Centro, lista per le regionali,
frutto dell’accordo storico tra la Democrazia Cristiana
e il Partito Liberale Italiano:
«Con Sandro Biasotti per la rinascita della Liguria»
Un accordo storico, anzi due. Già perché la nascita di “Centro”, la nuova lista per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo, rappresenta il primo caso nazionale in cui si trovano insieme le tre anime della storica Democrazia Cristiana (quella di Angelo Sandri, quella di Giuseppe Pizza e quella di Publio Fiori), unite sotto il simbolo dello Scudo Crociato: ed è la prima volta che accade dopo tante discussioni.
Il secondo accordo altrettanto storico è quello che vede insieme nello stesso simbolo “Centro” la Democrazia Cristiana e il Partito Liberare Italiano. La firma dell’accordo è stata posta dal segretario regionale del Pli, Claudio Canepa, e dal vice segretario regionale della Dc, Enrico Sivori. Presenti all’incontro costituente, anche Piero Piritano, vice segretario nazionale di Rifondazione Democristiana (appunto il movimento di Publio Fiori) e Federico Risso, segretario provinciale della DC.
A unire le due forze moderate è la comune appartenenza a quel “Centro” cui si ispira l’onorevole Sandro Biasotti, candidato presidente della Regione Liguria, che ha salutato con grande soddisfazione l’arrivo dei nuovi alleati: «La nostra coalizione si allarga ancora senza snaturarsi; ho sempre detto che non avrei mai chiuso la porta a nessuno, a patto che venga confermata una piena condivisione dei programmi e dei valori – dice Biasotti – con gli amici democristiani e liberali di Centro condividiamo il programma di rilancio della Regione Liguria, i valori cristiani, la comune attenzione ai temi del lavoro, della meritocrazia, di una sanità che funzioni. Dc e Pli rappresentano un valore aggiunto per la nostra proposta di governo».
A unire le due forze moderate è la comune appartenenza a quel “Centro” cui si ispira l’onorevole Sandro Biasotti, candidato presidente della Regione Liguria, che ha salutato con grande soddisfazione l’arrivo dei nuovi alleati: «La nostra coalizione si allarga ancora senza snaturarsi; ho sempre detto che non avrei mai chiuso la porta a nessuno, a patto che venga confermata una piena condivisione dei programmi e dei valori – dice Biasotti – con gli amici democristiani e liberali di Centro condividiamo il programma di rilancio della Regione Liguria, i valori cristiani, la comune attenzione ai temi del lavoro, della meritocrazia, di una sanità che funzioni. Dc e Pli rappresentano un valore aggiunto per la nostra proposta di governo».
La nuova formazione ha anche presentato il proprio logo: un unico simbolo che racchiude sotto il riferimento al “Centro” i simboli dei due partiti. In attesa della conferenza stampa di presentazione di candidati per le quattro province della nuova lista, in programma per la settimana prossima (la data verrà comunicata presto), i segretari delle formazioni che da oggi sono unite a sostegno di Biasotti presidente della Liguria tengono a sottolineare che la lista ha già ottenuto una forte attenzione, evidenziata dal successo raggiunto nella raccolta delle firme in tutte e quattro le province.
Da www.Liguriaoggi.it del 17 Febbraio 2010
domenica 7 febbraio 2010
Scajola al Cavour: "L'Udc ha fatto una scelta contronatura"
Il ministro Claudio Scajola sul palco del Teatro Cavour ad Imperia
Bacchettate all’Udc e zuccherini alla Lega Nord
E’ questo in estrema sintesi lo “Scajola – pensiero” espresso stasera dal ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola alla presentazione dei candidati regionali e provinciali al teatro Cavour di Imperia. Scajola ha anche ammesso, però, che la presenza dell’Udc sul territorio con liste autonome renderà più complicata, soprattutto, la scalata alla Regione.Ha detto Scajola:“Una scelta contro natura quella dell’Udc, una scelta della vecchia politica. L’Udc ha pensato di stare con chi pensa debba vincere, ma non sarà così. Casini in Liguria ha scelto di stare con il Pd insieme alla sinistra massimalista, una scelta che non sarà premiata dagli elettori,anche qui in provincia, dove quello che è rimasto dell’Udc, già ha detto di trovare difficoltà ad allinearsi con l’estrema sinistra. Alleato fondamentale è, invece, la Lega. Insieme alla Lega e alle liste civiche porteremo Sandro Biasotti alla presidenza della Regione”.
In prima fila al Cavour oltre ai sindaci di Imperia e Sanremo Paolo Strescino e Maurizio Zoccarato “li asfaltiamo” ha detto il primo cittadino della Città dei Fiori riferendosi alla sinistra, i candidati imperiesi al consiglio regionale Cristina Barabino, Gianni Giuliano, Alessio Saso, Marco Scajola e il capogruppo uscente del Pdl in Regione Gabriele Saldo candidato nel cosiddetto “listino”.
Dopo la presentazione del candidato presidente alla Provincia di Imperia Luigi Sappa è toccato ai candidati regionali ai quali Claudio Scajola ha chiesto una battuta sul perché della loro candidatura.
Cristina Barabino prima a salire sul palco ha detto:“Una Regione ferma che ripartirà con Sandro Biasotti”. Poi è toccato a Gianni Giuliano che riferendosi alle visite di Claudio Burlando nel Ponente ha affermato:“Basta partite e tresette e perline!” Marco Scajola, invece:“Sono stufo di subire soprusi da Genova ! ”.
Al termine della sfilata dei candidati regionali è toccato al sorteggio dei 48 candidati consiglieri provinciali per decidere che correrà sotto il simbolo della lista 1 e chi sotto il simbolo della lista 2.
Da www.Sanremonews.it del 07 Febbraio 2010
sabato 6 febbraio 2010
Alassio: Avogadro "ero stato scelto per frenare il Pdl"
Il futuro candidato della Lega Nord alla poltrona di Sindaco di Alassio nel 2011,
Prof. Roberto Avogadro
"L’ipotesi di una mia candidatura alle prossime Elezioni Regionali
nasce da una proposta fatta dalle sezioni della Lega Nord di Alassio
e Albenga per tentare di contenere in questa area il presumibile
strapotere dei candidati del PDL, mantenendo i voti nell’ambito
della candidatura Biasotti.
Questa ipotesi è stata da me accettata, soprattutto, con l’intento di rafforzare la mia posizione di candidato Sindaco nelle Elezioni Comunali di Alassio del 2011", è quanto afferma l'ex sindaco di Alassio Roberto Avogadro che doveva essere candidato alle prossime regionali di marzo, ma che all'ultimo momento è stato "messo da parte"
"Nel Consiglio Nazionale di Genova questo secondo obiettivo, cioè la riconquista del Comune di Alassio da parte della Lega Nord, ha avuto la priorità, facendo decadere la mia candidatura alle Regionali.
Naturalmente questa mia candidatura forte alla carica di Sindaco di Alassio, avvallata sia dal Consiglio Nazionale che da quello Provinciale, è quanto di meglio potessi aspettarmi e passate le Regionali, per cui mi impegnerò per un grande risultato da parte della Lega Nord, che le Comunali di Albenga in cui Rosy Guarneri avrà tutto il mio appoggio, comincerò a lavorare per creare la squadra con cui affrontare l’impegno elettorale dell’anno prossimo", dice Avogadro.
"L’obiettivo sarà quello di far uscire Alassio da questa situazione di degrado in cui si trova attraverso un totale rinnovamento e un forte segnale di discontinuità. Ed è per questi obiettivi che lavorerò in questi prossimi mesi", conclude.
"Nel Consiglio Nazionale di Genova questo secondo obiettivo, cioè la riconquista del Comune di Alassio da parte della Lega Nord, ha avuto la priorità, facendo decadere la mia candidatura alle Regionali.
Naturalmente questa mia candidatura forte alla carica di Sindaco di Alassio, avvallata sia dal Consiglio Nazionale che da quello Provinciale, è quanto di meglio potessi aspettarmi e passate le Regionali, per cui mi impegnerò per un grande risultato da parte della Lega Nord, che le Comunali di Albenga in cui Rosy Guarneri avrà tutto il mio appoggio, comincerò a lavorare per creare la squadra con cui affrontare l’impegno elettorale dell’anno prossimo", dice Avogadro.
"L’obiettivo sarà quello di far uscire Alassio da questa situazione di degrado in cui si trova attraverso un totale rinnovamento e un forte segnale di discontinuità. Ed è per questi obiettivi che lavorerò in questi prossimi mesi", conclude.
Da www.Savonanews.it del 06 Febbraio 2010
giovedì 4 febbraio 2010
Albenga, Barbero (PdL): “Dichiarazioni di Burlando “affette” da tempismo elettorale”
Angelo Barbero, medico, candidato del savonese alla Regione Liguria 2010
Albenga. Angelo Barbero, Capogruppo “Per la Liguria nel Popolo della Libertà” in Consiglio Regionale e Capogruppo “Popolo della Libertà” in Consiglio comunale ad Albenga, commenta il recente annuncio di Claudio Burlando, Presidente della Regione Liguria, relativo all’estensione dei servizi del reparto di rianimazione dell’Ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga.
“Con tutto il lavoro che ho fatto in Consiglio Regionale – dichiara Barbero – per il raggiungimento di questo obiettivo, non posso che registrare con soddisfazione le dichiarazioni rilasciate dal presidente Burlando, che ha finalmente annunciato che il reparto di rianimazione dell’Ospedale di Albenga sarà presto operativo sette giorni su sette”.
“Non sorprende – prosegue il consigliere regionale del PdL – lo strano tempismo di questo annuncio. Sono almeno tre le interrogazioni che ho presentato in Consiglio Regionale affinché il servizio offerto dal reparto di rianimazione venisse esteso a tutto l’arco della settimana, e più volte ho portato la questione all’attenzione delle istituzioni, come puntualmente riportato dagli organi di stampa”.
“Ora, a due mesi dal voto, Burlando mi dà finalmente retta: è quasi un peccato che non si voti più spesso. E non mi stupirei affatto se, nei prossimi giorni, dovesse annunciare anche l’apertura del reparto di ostetricia ad Albenga” conclude Barbero.
Da www.Ivg.it del 04 Febbraio 2010
mercoledì 3 febbraio 2010
Regionali, Melgrati: “Mi dimetto se divento assessore”
Il sindaco Marco Melgrati candidato alle elezioni 2010
per la Regione Liguria
Alassio. “Sono certo della mia candidatura e mi è stato dato il via per partire con la campagna elettorale, c’è poco tempo da qui alle elezioni e per vincere questa sfida dobbiamo condurre una campagna elettorale decisa, sul territorio, tra la gente, solo così possiamo farcela”.
Con queste parole Marco Melgrati, sindaco di Alassio e candidato del Pdl per le regionali del prossimo mese, ha inaugurato il suo point elettorale alassino, situato in via Dante.
E sulla composizione della lista del Pdl: “Più i candidati sono forti e rappresentativi del territorio meglio è, più c’è competizione e più si rafforza la lista, per vincere serve un lavoro comune. Se riconquisteremo la Regione sarà una vittoria per tutti”.
Sul futuro politico del primo cittadino alassino: “Se sarò eletto e diventerò assessore allora mi dimetterò da sindaco, altrimenti proseguirò il mio mandato fino al 2011″, ha detto Melgrati.
Da www.Ivg.it del 03 Febbraio 2010
Barbero: "Niente turni aggiuntivi di infermieri fatto grave"
Il dott. Angelo Barbero, medico, candidato alle
elezioni regionali liguri 2010 per il PDL
elezioni regionali liguri 2010 per il PDL
"Mi risulta che l'ASL 2 Savonese abbia dato disposizione al personale infermieristico di non effettuare più il cosiddetto 'turno aggiuntivo'", dichiara Angelo Barbero, capogruppo "Per la Liguria nel Popolo della Libertà" in Consiglio Regionale e Capogruppo "Popolo della Libertà" in Consiglio Comunale ad Albenga, da sempre attento alle questioni riguardanti la sanità ligure e provinciale.
Prosegue il consigliere regionale del PdL: "Le ore lavorative supplementari, che venivano retribuite al di fuori del regolare stipendio, dovrebbero ora rientrare nel lavoro straordinario, il quale però è pagato meno del turno aggiuntivo e prevede un monte ore annuale che non si può superare". "Se tale notizia corrisponde a realtà", nota, "si tratterebbe di un provvedimento dalla gravità non trascurabile: buona parte del personale infermieristico non sarebbe infatti disposta a effettuare lavoro straordinario e, di conseguenza, si verificherebbe un netto incremento delle liste di attesa".
"Un danno che, oltre a penalizzare gli addetti ai lavori, colpirebbe gli stessi pazienti, già oggi costretti ad affrontare lunghi tempi di attesa, punto critico della sanità nazionale e regionale", conclude Barbero.
Prosegue il consigliere regionale del PdL: "Le ore lavorative supplementari, che venivano retribuite al di fuori del regolare stipendio, dovrebbero ora rientrare nel lavoro straordinario, il quale però è pagato meno del turno aggiuntivo e prevede un monte ore annuale che non si può superare". "Se tale notizia corrisponde a realtà", nota, "si tratterebbe di un provvedimento dalla gravità non trascurabile: buona parte del personale infermieristico non sarebbe infatti disposta a effettuare lavoro straordinario e, di conseguenza, si verificherebbe un netto incremento delle liste di attesa".
"Un danno che, oltre a penalizzare gli addetti ai lavori, colpirebbe gli stessi pazienti, già oggi costretti ad affrontare lunghi tempi di attesa, punto critico della sanità nazionale e regionale", conclude Barbero.
c.s.
Da www.Savonanews.it del 02 Febbraio 2010
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