Il consigliere regionale Marco Melgrati prende le distanze dai toni
usati dal sindaco Avogadro
Melgrati:
le stesse cose, in maniera diversa, le avevo segnalate con una lettera a
Ottobre 2011 all’amministratore
delegato Agazzi e al Presidente Maricone
“Servi della gleba” è una espressione
dispregiativa e offensiva, che non rende l’idea e non fotografa la realtà; se
vogliamo parlare di diverso trattamento, di predilezione per il personale ex
Acts, possiamo essere anche d’accordo.
Infatti in data 26.10.2011 avevo a
scrivere: “All’atto della fusione tra SAR e ACTS, che
ha dato luogo alla società T.p.l. e della quale mi sento responsabile in prima
persona, in quanto in allora Sindaco e azionista come città di
Alassio della Sar, firmatario del documento di fusione,
esisteva un protocollo di intesa a tutela dei lavoratori. L’assessore Marson in
seguito ai tagli imposti dalla finanziaria del Governo nazionale, ha dichiarato
di non poter tenere fede a quanto concordato e firmato al momento della
fusione. L’accordo confermava quanto garantito in precedenza dall’assessore
Marson stesso quando svolgeva il ruolo di Presidente della ACTS , e cioè che i
dipendenti autisti e non che vivono nel comprensorio Albenganese non dovevano
essere trasferiti a Savona per svolgere il servizio; di fatto questo impegno è
stato disatteso, visto che per riempire i buchi di un servizio definito sotto
organico del comparto savonese vengono chiamati ogni giorno alcuni autisti, con
trasferimenti giornalieri rimborsati con 9 euro di rimborso spese. Ma se è
vero come è vero che un operatore può usare i mezzi dell’azienda per
trasferirsi a Savona, è vero che per andare a Savona con i mezzi della T.p.l.,
svolgere il servizio e tornare, l’operatore impiega 12 ore contro le 6 di
lavoro effettivamente svolto. E se un operatore va con i propri mezzi, 9
euro non coprono quasi nemmeno il costo dell’autostrada, figuratevi il costo
della benzina! E a dicembre, con la chiusura del deposito di Finale, ci
sarà il problema analogo dei dipendenti del comprensorio Finalese che vengono
spostati di base a Cisano sul Neva o a Savona... omissis... Per quanto attiene
poi alle contestazioni al personale, risulta quantomeno strano che nell’anno
in corso siano state fatte circa 700 contestazioni al personale…perché? Forse
che le contestazioni sono il motivo per trasferire il personale del
comprensorio Albenganese a lavorare sul comprensorio Savonese e in Valbormida,
dove il personale è sotto-organico? E poi è normale che i controlli vengano
effettuati prioritariamente sui dipendenti e non sugli utenti, che magari sono
senza biglietto? Se si controllano i primi, gli stessi controllori non
possono controllare anche gli utenti? Magari con un maggior utile per la
Società!!
La convinzione dei dipendenti è che quelli ex Sar siano sotto
particolare osservazione! Ad un autista è stato
contestato un arrivo ad Alberga con 15 secondi (diconsi quindici secondi) di
arrivo in anticipo!!! Forse che la T.p.l. fornisce orologi sincronizzati ai
dipendenti? O esiste una tolleranza, che non può essere quantificata in
“secondi”, ma in minuti, a seconda delle condizioni di traffico…Non stiamo
forse esagerando?
Si mandano in giro mezzi privi di indicatori elettronici
e poi si contesta all’autista che non c’è l’indicazione della tratta…Anche il
ricorso a continui spostati-riposi, per la copertura del sevizio, che significa
che alcuni autisti fanno solo un riposo al mese, con le ovvie conseguenze sulla
sicurezza e sulla qualità della vita…E inoltre il ricorso continuo alle
consulenze esterne, che erode quote di bilancio…Altro motivo di
contestazione sono i danni, anche infinitesimi, arrecati per “causa di
servizio” ai mezzi; anche la strisciata di uno specchietto retrovisore
viene addebitato come sanzione, anche economica.E queste e altre contestazioni
hanno dato luogo negli anni a licenziamenti, forse troppo frettolosi, che hanno
portato a vertenze con lavoratori licenziati, che hanno visto l’azienda Tpl
puntualmente soccombere in giudizio, con la riassunzione dei dipendenti e
il pagamento degli arretrati e degli interessi, contenziosi valutabili, si
dice, negli anni, in circa 1.000.000 di euro”…omissis…
Se vogliamo aiutare i dipendenti a
risolvere alcuni problemi, lo dobbiamo fare con analisi accurate, proposte
serie e organiche, non con sparate giornalistiche per tentare di “bucare i
media” e riconquistare una visibilità, tipo il divieto dei “bikini!”.
Queste
sparate servono solo a distrarre l’attenzione sul fatto che il
Comune di Alassio, fra i pochi Enti che non hanno aderito alla
revisione della propria quota di servizio dei costi operativi della T.P.L.,
dal 2 Luglio scorso ha perso come primo effetto le due corse serali estive (dopo
le ore 20) verso le frazioni di
Moglio e Solva, mentre la quasi totalità dei Comuni della Provincia di Savona
ha sottoscritto l’integrazione.
Il problema vero è
che Alassio paga la sua quota, ma
ottiene da sempre un servizio in più rispetto ad altri Comuni, che non
hanno corse verso le frazioni (Solva, Moglio e Caso).
Quindi, invece che
dire stupidaggini su una fantomatica e inattuabile
privatizzazione (peraltro già non più citata nell’ultimo Comunicato stampa del
“fenomeno di Montalcino”) di una parte del servizio, impossibile da
realizzare, stante concessione Provinciale con il contratto di
servizio in essere, il sindaco Avogadro venga a sedersi ad un
tavolo, in sinergia con i sindacati degli autisti e del personale della ex Sar,
con Presidente e Amministratore TPL, per vedere di migliorare la situazione a
favore dei dipendenti e dei cittadini utenti.
Alassio, 07.09.2012.
Marco
Melgrati Consigliere Regionale