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sabato 27 novembre 2010

FINI - An : presentata opposizione a archiviazione inchiesta casa Montecarlo (ndr: l'8 Novembre c.a.)

 


Da parte di due esponenti de La Destra di Storace (Il Sole 24 Ore Radiocor) -  
, 08 nov - E' stata depositata l'opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Roma per l'inchiesta sulla sulla vendita radell'appartamento a Montecarlo appartenuto ad An e ora in affitto a Giancarlo Tulliani, cognato del presidente della Camera, .
Lo affermano, in una nota, il consigliere regionale de La Destra, Roberto Buonasorte e l'avvocato Marco Di Andrea, autori della denuncia da cui aveva preso avvio l'indagine per truffa aggravata che vede indagati lo stesso Fini e l'ex tesoriere di An, , vale a dire coloro che nel 2008 decisero e realizzarono la vendita a Monaco dell'immobile per 300mila euro. 
"Con tutto il rispetto per la magistratura - si legge nella nota - gli opponenti non possono condividere la tesi secondo cui la Procura non ravviserebbe nei fatti denunciati la ricorrenza di artifici e raggiri". Nelle 63 pagine dell'opposizione alla richiesta di archiviazione, scrivono gli esponenti de La Destra di , "abbiamo voluto indicare alla Procura di Roma dove andrebbero individuati gli artifici e i raggiri, e si e' tra l'altro chiesto di archiviare il reato di truffa per il solo senatore Pontone in quanto sarebbe lui stesso vittima di artifici e raggiri. 
Si e' invece chiesto di contestare al segretario amministrativo Pontone il reato di false dichiarazioni al e di favoreggiamento, nonche' di contestare, oltre che per il presidente della Camera onorevole Gianfranco Fini, gia' indagato per il reato di truffa aggravata, anche per l'onorevole , e Giancarlo Tulliani il reato di concorso in truffa". 
con-dlu- (RADIOCOR) 08-11-10 16:03:38 (0265)

lunedì 1 novembre 2010

Storace: "Il caso Ruby è imbarazzante? Che faccia tosta, pensi al cognato"

   
 Francesco Storace leader della formazione politica "La Destra"

Roma - «Ma che faccia tosta». Francesco Storace è saltato sulla sedia quando ha letto i resoconti della convention di Generazione Italia con Gianfranco Fini, al teatro Adriano di Roma. E non per la folla. «Erano pochi - assicura il leader della Destra - noi faremo una manifestazione e saremo molti di più». Il fatto è che lui avrebbe voluto qualche parola di chiarezza su Montecarlo e invece ha sentito solo l’indignazione di Fini per il caso Ruby.
E lei non la condivide?
«Fini ha una faccia tosta incredibile. Insomma, alla fine a Berlusconi si rimprovera solo questa famosa telefonata. Se non ci fosse stata, sarebbe stato tutto tranquillo? E come si fa a mettere sullo stesso piano una cosa del genere e il contratto del cognato? Tutti sanno della telefonata in questura, nessuno saprà mai se ce ne sono state a piazzale Clodio (sede del tribunale di Roma, ndr)».
Non è normale che il presidente del Consiglio abbia i riflettori puntati addosso?
«Lui è il presidente della Camera. Fino a qualche minuto fa era anche capo del partito al quale era stato donato un appartamento per la giusta battaglia».
A adesso cosa è?
«Mi sembra un qualunque estremista dell’altro schieramento. Dice che vuole cambiare la legge elettorale che lui ha voluto, arriva a dire che non sarebbe uno scandalo il governo alternativo ed è terrorizzato dalle elezioni. Ma che differenza c’è con D’Alema? Sabato facciamo una grande manifestazione a Roma all’Eur, dimostreremo che abbiamo più militanti e simpatizzanti noi e spiegheremo all’Italia cosa vuole dire essere di destra».
C’è poca destra in Italia?
«Al contrario, è una moda. Tutti si dicono di destra. Persino Fini».
Parlerete di Montecarlo?
«Ci sarà Roberto Bonasorte. E spiegheremo, con un video, la nostra posizione che è contro l’archiviazione».
Cosa ne pensate della sentenza?
«Gli hanno fatto una cortesia iscrivendolo nel registro degli indicati un secondo prima della richiesta di archiviazione. E gli hanno fatto un favore anche sentendo solo Pontone. Che a leggere le carte mi sembra sia stato messo in mezzo».
Le sembravano veramente pochi i militanti finiani?
«La sala ne tiene seicento con quelli in piedi, facciamo mille. Hanno scelto una sala piccola, ma non è questo il dato significativo. Il fatto è che non hanno nulla da dire di coerente con la loro storia. Contraddicono quanto hanno detto e fatto negli ultimi sedici anni».
A volte la politica è solo tattica. E se la guerra la vincessero loro?
«Io penso che il rischio di un governo alternativo sia reale. La sovranità non è più un valore di riferimento, se è vero quello che ho letto nei retroscena».
Cosa?
«Che c’è un gruppo di parlamentari che non vuole andare a casa. È il colmo se si pensa che sono tutti parlamentari nominati...».
Fini ha sferrato un attacco durissimo a Berlusconi sulle leggi ad personam.
«Ha evocato l’ostruzionismo ed è il presidente della Camera. Ha preso il posto di Diliberto e Ferrando. E poi cosa ha detto per sedici anni se quelle erano leggi ad personam?».
Cosa vuole fare Fini?
«Un altro governo da portare a fine legislatura per poi fare una legge che impedisca a Berlusconi di candidarsi». 

Antonio Signorini
Da www.ilGiornale.it  del 01 Novembre 2010

domenica 26 settembre 2010

Lavitola avverte il leader Fli «Cerca di non dire stupidaggini»





IL RUOLO DEL DIRETTORE DELL’AVANTI

Parla l’uomo dello scoop di SantaLucia
«Ho notizia di una connection più grande...»


È UNA STORIA che si avvita e che riporta sempre al punto di partenza. Il nuovo giro lo offre, nel giorno del videomessaggio di Fini, Antonio Lavitola, direttore de L’Avanti. L’uomo indicato dai futuristi di Fini come l’autore del falso scoop (ma poi non tanto più falso) sulla lettera di Santa Lucia. Lavitola parla prima ancora che Fini videoparli. 
E la butta lì: «Ho un presentimento. E a quel punto la stupidità supererebbe la ragione.
Non è che scopriamo che i proprietari di Printemps Ltd e Timara Ltd sono due persone che si occupano di case da gioco e di consulenze per società offshore?». E aggiunge: «Se a qualcuno venisse in mente di inventarsi questa favoletta aggiunge consiglio di ricordarsi che è necessario dimostrare che questi erano i proprietari anche all’atto del passaggio dell’immobile dal partito alle società». 
La favoletta, durante la giornata non è saltata fuori. Ma il nuovo giro ripropone ancora una volta una ricostruzione offerta in prima battuta dal Secolo XIX, poi riproposta, con tagli differenti, sia dal Giornale, sia da Repubblica.
Quando Lavitola parla di case da gioco e di consulenze off shore fa riferimento ad Amedeo Laboccetta, parlamentare Pdl, prima fedelissimo di Fini con An (era il suo uomo a Napoli), oggi fedelissimo del Cavaliere. Laboccetta è stato uomo di fiducia di Francesco Corallo, proprietario di un impero di case da gioco nei Caraibi, e anche legale rappresentante in Italia (sino al giorno dell’elezione) della Atlantis World.
Che è una delle dieci concessionarie delle slot machine precipitate nel guaio della maxi penale (98miliardi) contestata dalla Corte dei conti e svelata dal nostro giornale. Laboccetta ha sempre smentito ogni coinvolgimento. «Di giochi non so più nulla, mi sono dimesso da Atlantis», ha sempre spiegato al Secolo XIX. La visita di Fini, nel 2004, nell’altro paradiso caraibico di Saint Maarten? «Lo invitai conoscendone la passione per le immersioni. Stop». Montecarlo? «Letto solo sui giornali». La favoletta, insomma, non ha una morale. Nemmeno la conclusione che Lavitola voleva suggerire.
Ma lui non molla. E rivela: «Frequento l’America Latina da quasi vent’anni, se si fa politica o giornalismo politico in Italia, è più opportuno fare l’imprenditore altrove. Se avessi voluto fare del sensazionalismo strumentale avrei pubblicato sull’Avanti !,  magari a puntate, le notizie che sto raccogliendo da mesi su una connection molto più vasta di questa sciocchezza». Chi ha orecchie...


Marco Menduni

Da ww.ilSecoloxix.it  del 26 Settembre 2010