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mercoledì 30 novembre 2011

Popolo della Libertà - Non sottovalutare (il tablet di) Alfano

 
 Angelino Alfano


da www.ilFattoQuotidiano.it  del 30 Novembre 2011


Dopo i primi mesi di stenti, sovrastato e spesso smentito dal suo mentore Berlusconi, il segretario del Pdl Angelino Alfano sembrava destinato a giocare il ruolo di eterno comprimario. I ripetuti endorsement del premier a favore della sua candidatura a premier, con o senza primarie, nel pieno della crisi politica della maggioranza, avevano ispirato i retropensieri. Sembrava fosse in atto un ripetuto tentativo di bruciarlo.

Probabilmente quelle ricostruzioni estive non erano prive di fondamento. A Berlusconi che diceva di non volersi ricandidare nel 2013 non ha creduto nessuno. Sembrava fossero tentativi di placare i mal di pancia dei vari frondisti che si sono alternati alla porta di Palazzo Grazioli per guadagnare il tempo necessario a difendersi dalla giustizia.

L’attacco alle aziende di famiglia ha indotto a più miti consigli. Lo scenario è inevitabilmente cambiato, ma non la ratio strategica. Berlusconi ha compreso che non ha bisogno di essere in politica per fare politica, che non deve firmare le leggi ad personam perché siano attuate, che non deve governare per essere al governo.

A Mediaset e al Pdl hanno compreso che il premier non ha più una sua forza propulsiva, ma ha ancora una macchina dell’immaginario perfettamente funzionante e in grado di promuovere chiunque. Con parole nuove, immagini nuove, regole nuove, ma con la stessa forza (magari un po’ fiaccata dal progressivo allontanamento dei giovani dalla tv). E soprattutto con gli stessi obiettivi.

Berlusconi aveva semplicemente bisogno di un prestanome di lusso, di una figura con una sua identità riconoscibile ma allo stesso tempo vincolato politicamente e mediaticamente a lui (senza Berlusconi, il prossimo candidato premier del centrodestra non fa un metro) e dunque incapace di recidere il cordone ombelicale. Ed ecco che Alfano è diventato improvvisamente spendibile.

Questa strategia ha numerosi punti di forza: Alfano è il più giovane segretario di partito in Italia: circa vent’anni in meno di Bersani e Di Pietro, circa quindici in meno di Vendola e Casini, trenta in meno di Bossi e Berlusconi.

Può essere percepito come nuovo: è sulla scena nazionale da soli tre anni; a lui, di certo, non possono essere attestate le ataviche storture del nostro Paese. È detentore di una stima personale e politica che va ben al di là del Pdl: da tempo si parla di un asse sotterraneo tra lui, Casini e Maroni. I tre non hanno mai smentito. Se Berlusconi sparisse dalla scena politica mettendo la sua squadra di lavoro (mezzi di comunicazione inclusi) a disposizione del progetto, il centrodestra tornerebbe improvvisamente in partita.

Ma la grande novità di Alfano è l’atteggiamento verso la Rete. Tutto il ritardo del centrodestra su Internet è sparito magicamente a Ballarò, ieri sera. Alfano è stato il primo segretario di partito a usare un iPad durante un talk show politico di approfondimento (4,4 milioni di spettatori, 15% di share). Lo ha fatto prima di tutti gli altri e questa è un’immagine che ha una sua potenza, soprattutto tra i cittadini meno smaliziati, ossia il suo elettorato potenziale. Con i cittadini maliziosi è una guerra persa e lui lo sa. Non si sa se abbia aggiornato Facebook e Twitter in prima persona o lo abbia fatto qualcuno per lui: sono dettagli che meritano un’approfondita discussione qui in Rete, ma che non riducono minimamente l’impatto dell’immagine che ieri è entrata nelle case degli italiani.

Alfano, con quella mossa, ha imposto un’accelerazione a tutti gli altri leader, che ora diventeranno follower, mutuando il linguaggio di Twitter: se non avrai l’iPad in studio, da domani, apparirai vecchio. Il Pdl, che aveva già annunciato un forte investimento in Rete, ha in realtà usato il web e la tecnologia in chiave “analogica”: lo scopo non è comunicare in Rete, ma comunicare la Rete, la presenza, la novità, la tecnologia, ammiccando alla cultura pop come Alfano aveva già fatto da Fazio domenica scorsa, citando Fonzie e Caparezza nel giro di cinque minuti.

Tornando alla malizia, vorrei segnalare un ultimo dato che conforta la mia tesi: l’atteggiamento di una parte dell’elettorato di centrosinistra nei suoi confronti. Lo irride. Come con Berlusconi in tutti questi anni. Sappiamo com’è andata a finire.

Alfano sarà candidato premier del centrodestra e passerà per le elezioni primarie. Saranno limitate agli iscritti e dunque saranno abbastanza fasulle, perché regolate dalle indicazioni di voto dei signori delle tessere: se il Pd farà l’alleanza col Terzo Polo, però, saranno un altro punto di forza simbolico, un altro elemento (insieme al simbolo del presidio della comunicazione sul web) sfilato alla sinistra in pochi mesi.

C’è solo un punto di debolezza attuale: i sondaggi. Ma si sa, la sinistra è sempre molto forte prima dell’inizio della campagna elettorale.

giovedì 5 agosto 2010

POL - Da D'Alema a Fini, quanti politici "inciampati" sulla casa

Roma, 5 ago (Il Velino) - Dagli anni '90 fino ai nostri giorni è attorno alla casa - affittata o acquistata a prezzi stracciati, o venduta - che molti politici di primo piano sono inciampati. Di recente l'ex ministro Scajola si è dovuto dimettere sospettando di abitare in una casa, vista Colosseo, pagata in parte da altri a sua insaputa; ora anche il presidente della Camera Fini è al centro dell'attenzione degli organi di stampa per una casa a Montecarlo che era di proprietà di An, che sarebbe stata "svenduta" ad una società offshore, e in cui ora vive il cognato. All'inizio fu "affittopoli", scandalo degli anni '90 che nel 2007 si trasformò in "svendopoli". Decine di politici e sindacalisti di primo piano, quasi tutti di sinistra, che hanno potuto abitare in affitto a canoni irrisori, e poi acquistare a prezzi di assoluto favore immobili di prestigio dai principali enti previdenziali. Scandali che ancora 'bruciano'. Solo qualche mese fa, infatti, la reazione scomposta di Massimo D'Alema, durante una puntata di Ballarò, contro il vicedirettore del Giornale Alessandro Sallusti, che gli rimproverava di essere stato uno dei protagonisti di "affittopoli". Va ricordato che a differenza di altri D'Alema, a seguito delle polemiche, non attese la vendita dell'immobile in cui abitava in affitto e si trasferì in Prati, dove acquistò un appartamento di 7 camere, accessori, soffitta e terrazza. L'importo della transazione non fu dichiarato, ma D'Alema e la moglie Linda Giuva chiesero un mutuo ipotecario al Banco di Napoli di 250 milioni di vecchie lire. Secondo le regole della banca, ricorda Franco Bechis in un articolo di qualche tempo fa, il mutuo poteva arrivare all'80 per cento del valore della transazione. Il prezzo quindi potrebbe essere stato di 300 milioni di lire, non in linea - se la supposizione di Bechis era fondata - con i valori di mercato nel 1997.

Sulla casa è inciampato l'ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Secondo le indiscrezioni giornalistiche che lo hanno indotto a rassegnare le dimissioni, gran parte del valore effettivo della sua abitazione romana, con vista sul Colosseo, sarebbe stata pagata con assegni della "cricca" degli appalti per il G8. Tuttavia, secondo una stima del sistema Sevia-Cerved, che raccoglie i valori minimi e massimi ponderati di mercato e le relative variazioni dal 2001 in poi, il prezzo giusto nel 2004 per la casa di Scajola - che il diretto interessato sostiene di aver pagato poco più di 600mila euro, e che secondo le testimonianze raccolte dai pm perugini sarebbe costata invece oltre 1,7 milioni di euro - sarebbe stato di 930mila euro. Negli ultimi giorni il Giornale e Libero hanno pubblicato diversi articoli in cui sostengono che un appartamento a Montecarlo, ricevuto in eredità da An negli anni scorsi, e in cui oggi vive il cognato di Fini, Giancarlo Tulliani, sarebbe stato venduto a società offshore con sede nei Caraibi per circa 300 mila euro (mentre oggi è stimato 3 milioni di euro) e a bilancio del partito risulterebbero solo 67 mila euro. Il presidente della Camera ha annunciato querela nei confronti del Giornale, ma del caso si stanno occupando anche gli altri quotidiani e la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta ipotizzando a carico di ignoti il reato di truffa aggravata. Un atto dovuto dopo la presentazione di una denuncia il 30 luglio da parte di due esponenti di La Destra. La proprietà della casa in cui il presidente Fini vive oggi con Elisabetta Tulliani è rivendicata da Luciano Gaucci, smentito dalla Tulliani. Decideranno i giudici.

Tra gli altri politici di primo piano ad aver concluso l'affare immobiliare della vita, Walter Veltroni (a Roma in zona Fiume; anno 2005; metri quadrati 190; vani 8,5; pagato 377.590,27 euro; valore di mercato 766.703 euro; sconto del 50,75 per cento), Franco Marini (a Roma in zona Parioli; anno 2007; metri quadrati 330; vani 14,5; pagato 1 milione di euro; valore di mercato 2.188.894 euro; sconto del 54,31 per cento), Luciano Violante (a Roma in zona Quirinale; anno 2003; vani 4,5; pagato 327.000 euro; valore di mercato 637.364 euro; sconto del 48,67 per cento), Nicola Mancino (a Roma in zona Navona; anno 2001; vani 10; pagato 516.740 euro; valore di mercato 787.171 euro; sconto del 34,35 per cento) e Rosy Bindi (a Roma in zona Piazza del Popolo; anno 2006; vani 4,5; pagato 300.000 euro; valore di mercato 739.810 euro; sconto del 59,44 per cento). Il palazzo a Roma, in zona Trieste, nel quale (fino al 1999) Pier Ferdinando Casini viveva in affitto con la prima moglie, Roberta Lubich, e le figlie è stato ceduto a fine 2005 da Generali. I 5 appartamenti che lo compongono sono stati poi girati all'ex moglie (due interni), alle due figlie (uno per ciascuna) e alla ex suocera del presidente dell'Udc. Per un totale di 30 vani catastali, pagati 1,8 milioni di euro a dispetto di una stima nel 2006 (fonte Agenzia del territorio) di 5100/6900 euro al metro quadrato. Grazie ai diritti d'autore di un suo romanzo, Veltroni nel 2008 ha acquistato un appartamento di 60 metri quadrati a Manhattan per la figlia Martina, a New York per studiare cinema.
 
Federico Punzi
Da www.ilVelino.it del  05 Agosto 2010