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mercoledì 28 dicembre 2011

Alassio - Integrazione al Comunicato stampa di Marco Melgrati su Catastrofismo e Allarmismo nocivo per il Turismo

 
In relazione al comunicato stampa già diffuso, vorrei aggiungere che non solo queste notizie sono state diffuse sulla pagina provinciale del quotidiano “Il Secolo XIX”, ma nei giorni scorsi l’ex assessore provinciale Scarpati, oggi consigliere di maggioranza ad Alassioè riuscito a sputtanare la Città di Alassio in prima serata sul Tg1, sempre con gli stessi argomenti, davanti a un pubblico di più di otto milioni di persone… non si può prendersela con i giornalisti quando si è i primi a diffondere notizie allarmanti, false e tendenziose, e dannose per l’immagine della città.


Marco Melgrati  Consigliere Regionale

Alassio - Melgrati: Catastrofismo e Allarmismo nocivo per il Turismo in un momento economico già difficile da parte di Avogadro e Scarpati ...



L'ex sindaco Marco Melgrati, spara a zero contro l'Amministrazione Avogadro


... sul Secolo XIX questa mattina: Alluvione: Alassio a rischio come le 5 terre.


 A Natale siamo tutti più buoni, e avevo deciso di sospendere la mia attività di censore di questa Amministrazione, ma… In un momento difficile per l’economia della Città di Alassio e in generale italiana, penso che l’ultima cosa che gli operatori turistici e commerciali volevano vedere è la locandina del Secolo XIX di questa mattina, che rispecchia in pieno il pensiero espresso dai “nostri” due amministratori.  

Oggi, che le stazioni sciistiche più vicine sono chiuse per mancanza di neve, e che quindi vede la città riempirsi (si fa per dire) di turisti, questa locandina e il testo dell’articolo certo non aiutano il turismo della nostra Città… anzi

Credo che un turista che legge questa locandina e questo articolo non scelga più Alassio come meta turistica, non volendo essere coinvolto in un disastro ambientale come quello paventato dai due amministratori…. sceglieranno altre mete, che so, la Versilia o la riviera Adriatica.

Come ben ha ricordato il Sindaco, la tombinatura dei rii è stata realizzata negli anni ’60, nel pieno del boom edilizio…la eventuale “cementificazione” della collina, peraltro frutto di un piano Regolatore approvato da tutti gli enti preposti, con una relazione geologica a firma dello studio Scarpati, porta la firma del Sindaco Avogadro, oggi “pentito”.

E le costruzioni in collina poco o nulla hanno a che vedere con il deflusso delle acque nei rii, che negli anni non si è modificato…. anzi, si è cercato di migliorarne la ampiezza della sezione, come nel caso del tratto finale di Piazza Partigiani…lo testimoniano la mancanza di eventi alluvionali, nonostante le forti piogge che nel passato hanno interessato la nostra città, a differenza con quanto successo, per esempio, nella vicina Albenga…e il caso citato da Scarpati del 2000 era riferito all’allagamento di uno scantinato dove non poteva e non doveva esserci l’abitabilità, in quanto in zona rossa di piano di bacino.

Quante volte in questi 20 anni di amministrazione, con me responsabile, prima come assessore e poi come Sindaco, abbiamo avuto l’allarme 2 Meteo della Regione Liguria, eppure le tombinature hanno retto??? 
Bene la pulizia dei rii, ma questa è sempre stata fatta!!!! 

E dall’entrata in vigore del piano di bacino, con le “famigeratezone rosse di inedificabilità assoluta, non si è più costruito in queste zone, proprio perchè proibito per legge.

Stupisce ancora di più perché la famiglia di Scarpati è comproprietaria di un Albergo prestigioso, e questo allarmismo danneggia sicuramente l’immagine turistica della nostra Città. 

Provate a sentire i commenti dei turisti questa mattina davanti alle locandine dei giornali, fuori dalle edicole !!! 

I Commercianti, gli Esercenti, gli Albergatori, gli Operatori turistici, i Gestori di stabilimenti balneari ringraziano per questa pubblicità gratuita, dannosa e distruttiva.

Marco Melgrati  Consigliere Regionale

domenica 5 settembre 2010

Liguria - Allarme cosche in Liguria a Savona pool antimafia




 Carta geografica del Ponente Ligure


La ’ndrangheta, le mafie e i loro tentativi d’infiltrazione non rispettano i confini. «Dopo le inchieste nel ponente ligure e a Genova, può essere Savona la sola isola felice?».   
È una domanda retorica quella del procuratore Francantonio Granero. 
La risposta è però tutta pragmatica: via a un superpool “interforze” di polizia giudiziaria, composto da polizia, carabinieri e Finanza, un gruppo di detective specializzati che ha già iniziato a lavorare a tempo pieno per la procura. 
La provincia di Savona è inserita tra le emergenze della regione anche nell’ultima relazione della procura nazionale antimafia.
La decisione del procuratore capo Francantonio Granero discende non solo dalla diretta conoscenza dei fenomeni, ma anche da una constatazione logica.   
Si parla di mafia, ‘ndrangheta e criminalità organizzata e Granero constata: 
«Ci sono state le inchieste nel Ponente della regione, che sta letteralmente fibrillando. Genova ha i suoi problemi, come altre recenti inchieste hanno evidenziato. A levante certe presenze legate al crimine organizzato sono ormai verificate da anni». 
Ne scaturisce, appunto, quell’interrogativo che non può che essere retorico: «Savona è l’unica isola felice?». 
Il procuratore conosce la risposta, perché i suoi uomini hanno già iniziato a lavorare su alcuni filoni “caldi”. 
Anche se le indagini sulla criminalità organizzata hanno giocoforza tempi lunghi e le risposte non saranno immediate.
Ma ci sono anche carte di grande interesse investigativo. Come quelle che riguardano il componente di una “famiglia” che se ne è distaccato e ha denunciato più volte le attività sporche dei familiari.  
Di fronte a un fenomeno che sembra assediare la provincia dai due lati e di alcune intuizioni investigative che già dai primi passi si sono dimostrate corrette, Granero ha preso la sua decisione. 

Organizzando alla procura della Repubblica di Savona un pool di investigatori che lavoreranno a tempo pieno sulla criminalità organizzata, sulle mafie, sui tentativi di infiltrazione nella politica, nella pubblica amministrazione, nell’economia locale.  
Un gruppo interforze, uomini che hanno acquisito negli anni una specifica preparazione e che ora sono stati posti a lavorare fianco a fianco, con una precisa finalità: snidare mafiosi e ‘ndranghetisti sul territorio.
Il pool lavorerà su singoli reati (la lotta alle associazioni criminali in quanto tali rimane sempre, ovviamente, nelle mani della procura distrettuale antimafia di Genova) ma il varo rappresenta una svolta epocale nel controllo del territorio da parte dei magistrati e delle forze dell’ordine. 
Come dimostra anche la recente inchiesta (appena conclusa) condotta in prima battuta dalla procura di Sanremo sulla famiglia Pellegrino a Bordighera. 
Qual è il raggio di azione in cui ha già cominciato a muoversi il pool savonese? Alcune linee sono già scandite nelle relazioni della Procura nazionale antimafia. 
La relazione del 2006 è stata poi sviluppata dal procuratore Anna Canepa, con una lunga nota pubblicata nel dicembre 2009. 
Spiega Anna Canepa: «Il fenomeno appare connotato da speciali note di concretezza con precipuo riguardo alla situazione nelle province di Savona (ove operano soprattutto le famiglie Fameli, Fazzari, Gullace e Fotia) e Imperia».
Parla, il magistrato, della «sfera di interessi economici ruotante intorno alle varie anime della ‘ndrangheta presenti nella regione ligure». 
Le indagini iniziano ad evidenziare come il fenomeno ‘ndrangheta si è concoslidato nel Savonese. Le “famiglie” mafiose godono di contatti eccellenti e hanno sempre mantenuto un profilo criminale molto basso, senza episodi clamorosi che potrebbero creare allarme sociale o attirare l’attenzione. 

Così tra le segnalazioni finite nelle mani degli investigatori ci sono anche i corposi dossier della onlus Casa della legalità.  
Anna Canepa inserisce Savona tra le città della Liguria in cui sono strutturati e attivi i “locali”, cioè l’articolazione sul territorio in piccoli gruppi, della ‘ndrangheta. 
Demandando poi il compito di “camera di compensazione”, che organizza l’attività e dirime le controversie, al gruppo di Ventimiglia.

Marco Menduni

Da www.ilSecoloxix.it  del 05 Settembre 2010

sabato 30 gennaio 2010

Alassio: sono assolutamente fiero ed orgoglioso del Grand Hotel !

 
Il Sindaco di Alassio, Dott. Arch. Marco Melgrati 

Sono orgoglioso di aver fatto quello che ho fatto 
per il Grand Hotel di Alassio, 
nel supremo interesse della Città.

Curiosamente, ma non è la prima volta, apprendo dal Secolo XIX della chiusura delle indagini relative al presunto reato di abuso d’ufficio in concorso per le opere in difformità alla concessione edilizia del Grand Hotel. 
Registro con stupore che il buon Giovanni Ciolina, giornalista del Secolo, riceva informazioni dal Palazzo di Giustizia prima degli interessati: era già successo nell’indagine sugli alberghi, risolta con l’archiviazione di tutta la giunta comunale. Ormai non mi stupisco più di niente.
La prossima settimana mi vedrò con il mio avvocato, Franco Vazio, per esaminare gli atti, se riusciremo ad averli anche noi; diversamente ne chiederò una copia al Ciolina.
Sono felice che sia stata dimostrata l’estraneità circa gli addebiti a 5 membri della Giunta Comunale; dimostreremo con i fatti che anche per gli altri non esistono gli elementi per un rinvio a giudizio.
E’ chiaro che tutti gli atti amministrativi che abbiamo compiuto sono stati deliberati nel supremo interesse della Città di Alassio, e che l’interesse pubblico deve sempre prevalere sull’interesse privato. 
Dimostreremo inoltre che queste opere hanno portato un arricchimento al Comune di Alassio, e non un danno. Il fatto poi che le varianti sono state autorizzate, comunque dopo un iter lungo e sofferto, con l’avvallo di enti sovra ordinati (Provincia, Regione; Soprintendenza, Agenzia Del Demanio, Capitaneria di Porto), mi lascia sereno, in quanto le opere erano comunque autorizzabili e sono state puntualmente legittimate da un Permesso a Costruire, ancorchè a posteriori della realizzazione.
Le delibere adottate dalla Giunta Comunale sono delibere in linea tecnica, che in gergo amministrativo vuol dire che si approva “politicamente” la variante proposta, ma la Fincos avrebbe dovuto dotarsi di tutte le autorizzazioni necessarie, urbanistiche, edilizie, demaniali; non sono l’avvallo delle opere o il via a realizzarle, ma la condivisione di un progetto che dovrà essere regolarizzato. Tutte queste delibere, prima di essere adottate, hanno ricevuto l’avvallo preventivo del consulente legale del Comune, l’avv.to Alberti, un principe del foro di Genova. Siamo assolutamente sereni, anche perché le opere saranno completate in totale trasparenza e legalità, e hanno ricevuto la piena conformità ambientale dalla Sopraintendenza, in quanto non ci sono aumenti di superficie utile e di volume, e sono assolutamente e completamente interrate.
E’ per me motivo di orgoglio essere il Sindaco che ha iniziato e che terminerà il lavoro del Grand Hotel et di Alassio e del Centro Talassoterapico, che fornirà a tutta la Città di Alassio un albergo a 5 stelle e una SPA che potrà allungare anche nei mesi invernali la stagione turistica di tutta la Città, con l’offerta Termale talassoterapia
E anche se dovremo presentare le nostre ragioni davanti ad un Giudice, ed io ho una profonda fiducia nella Magistratura, nonostante qualche incomprensione, sono certo che alla fine verrà dimostrato che non esistono reati e che quanto è stato fatto è sempre stato fatto con onestà, in buona fede, nel supremo interesse pubblico e soprattutto a maggior gloria della città di Alassio, di cui mi pregio essere il Sindaco da nove anni, rieletto con il 70% delle preferenze. E questa estate il Grand Hotel e la Sua spiaggia apriranno i battenti, con squilli di trombe e cotillons".