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venerdì 20 marzo 2026

Italia - Roma, il caso Delmastro, il ristorante e i rapporti con i Caroccia: cosa sappiamo finora

A pochi giorni dalla tornata referendaria lo scontro politico si è acceso su una vicenda giudiziaria che tira in ballo il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. L'esponente di Fdi aveva una quota in una società in cui tra gli altri soci figurava la figlia di un uomo legato al clan Senese. Il politico si difende: “Già fuori da società, mia battaglia sempre chiara”. Ma le opposizioni lo attaccano e chiedono le dimissioni. Il caso finisce in Antimafia: la prossima settimana si valuteranno in ufficio di presidenza eventuali proposte di audizione. Ecco cosa è successo.

mercoledì 10 febbraio 2021

lunedì 12 novembre 2012

Imperia - Convegno Confindustria Imperia “Economia e Legalità”: partecipazione del Presidente del Gruppo P.d.L. in Regione Liguria Marco Melgrati



Il Capogruppo PdL in Regione Liguria Marco Melgrati si intrattiene con 
il vice-Presidente nazionale di Confindustria Ivan Lo Bello, 
a margine del convegno tenutosi presso l'Auditorium della Camera di Commercio 
di Imperia dal titolo " Economia e Legalità "


Melgrati: condanna ferma della Mafia e delle infiltrazioni Mafiose 
nel tessuto economico ligure, ma riconsiderazione dell’opportunità 
dello scioglimento dei Consigli Comunali 
di Bordighera e Ventimiglia


Nell’intervento del Magistrato della Direzione Nazionale Antimafia Dott.ssa Anna Canepa mi è parso di cogliere una critica agli interventi di chi, come me, Marco Scajola e Morgillo, consiglieri Regionali del P.d.L., all’indomani delle assoluzioni in primo grado, quindi non  definitive, degli imputati nell’inchiesta Maglio 3, assolti dal Tribunale di Genova “perché il fatto non sussiste”, indagini che avevano portato, come “effetto collaterale”, allo scioglimento dei Consigli Comunali di Bordighera e Ventimiglia, avevano svolto considerazioni sulla necessità, opportunità e giustezza dello scioglimento dei parlamentini di Bordighera e Ventimiglia. 
Nel ribadire la mia e la nostra assoluta fiducia nella Magistratura, consapevoli della esistenza di personaggi e fenomeni direttamente correlati alla mafia e alla ndrangheta nella nostra Regione, così come emerso da diverse indagini approfondite della magistratura in Liguria, e condannando senza se e senza ma sia il fenomeno, sia i personaggi che le eventuali infiltrazioni nel tessuto economico e sociale della nostra terra di Liguria, avevamo espresso la nostra perplessità appunto sulla opportunità dello scioglimento dei Consigli Comunali di Bordighera e Ventimiglia.
Quindi, nessuno di noi ha esultato, come impropriamente riferito al convegno, per queste assoluzioni, peraltro non definitive, perché non in terzo grado di giudizio. E la nostra condanna anche e solo a comportamenti di contiguità con personaggi o attività sospette o, peggio,  riconosciute, è indiscutibile, univoco e totale.
La politica lavori insieme agli imprenditori e alla Magistratura, e a tutte le forze sane del territorio, nell’interesse della legalità e dei nostri concittadini, e nessuno cerchi per fini elettorali di strumentalizzare queste delicate situazioni. 
La nostra era una considerazione in ordine ai danni di immagine, morali e materiali che i Sindaci di Bordighera e Ventimiglia, Bosio e Scullino, persone per bene, e le loro Amministrazioni, hanno dovuto subire in relazione a questa vicenda. 
Siamo proprio sicuri che i due Consigli Comunali andavano sciolti??? 

Se ci sono responsabilità individuali vanno perseguite pervicamente, ma il danno di immagine e di onore alle comunità di Bordighera e Ventimiglia è stato enorme. Paragonare realtà sociali, economiche e politiche come Bordighera e Ventimiglia a realtà della Sicilia o della Locride ci era sembrato, e ci sembra ancora, eccessivo e superficiale. 
Concordiamo con chi ha ben relazionato questa mattina a Imperia sulla necessità di tenere viva l’attenzione e perseguire questi fenomeni e i personaggi collegati in modo duro, incisivo  e puntuale, ma attenzione a fare di ogni erba un fascio! 
Un apprezzamento poi per le parole del Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri che ha assicurato il mantenimento dei presidi territoriali e dello Stato (Prefettura, Questura, Comando provinciale dei Carabinieri) in un territorio delicato come quello della Provincia di Imperia, area geografica di confine con la Francia, e per questo ancora più sensibile! 

                                               Marco Melgrati  Presidente Gruppo P.d.L. Regione Liguria
 

domenica 27 febbraio 2011

Imperia - Il Sindaco Strescino davanti alla commissione Antimafia: "Risponderò a qualsiasi domanda. Serve chiarezza"


Paolo Strescino, Sindaco della città d'Imperia 

Imperia - "Sono convocato in qualità di sindaco del capoluogo" spiega Strescino. 
"In questa veste faccio parte del Comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica"

Dopo il presidente della Provincia Luigi Sappa e quello della Camera di commercio Franco Amadeo, anche il sindaco di Imperia Paolo Strescino è stato convocato, per mercoledì prossimo, dalla commissione bilaterale antimafia.   

La commissione, infatti, vuole fare chiarezza sulla delicata questione della criminalità organizzata di stampo mafioso nel Ponente ligure.

"Sono convocato in qualità di sindaco del capoluogo" spiega Strescino. "In questa veste faccio parte del Comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica. 
Mi presenterò volentieri davanti alla Commissione per dare il mio contributo a quello ritengo essere un potenziale problema e che non deve essere sottovalutato. 
Risponderò a qualsiasi domanda mi faranno i parlamentari perché su tutto questo ci deve essere chiarezza senza se e senza ma".
 
 
Da www.Riviera24.it  del 27 Febbraio 2011

mercoledì 23 febbraio 2011

Alassio: blitz allo stadio, Dia a caccia di infiltrazioni mafiose


A coordinare l'ispezione che ha visto la partecipazione di 40 uomini è stato il prefetto di Savona Claudio Sammartino

Sono stati impiegati ben 40 uomini stamane nel blitz compiuto all'interno del cantiere dove è in corso la realizzazione del parcheggio sotterraneo nel nuovo stadio Ferrando di via Ignazio dell'Oro ad Alassio i cui lavori sono attualmente sospesi.  
Il Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Genova, congiuntamente a quello della Questura di Savona, dei Comandi Provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Savona, nonché del Provveditorato alle Opere Pubbliche e dell’Ispettorato Provinciale del lavoro, coordinati dalla speciale task force costituita presso la Prefettura UTG di Savona, hanno effettuato un controllo a sorpresa  per la verifica del rispetto della normativa antimafia, del lavoro e delle misure relative alla sicurezza dei lavoratori ispettivo, presso “i cantieri concernenti la realizzazione, in regime di project financing. 
A disporre l'ispezione è stato il prefetto  Claudio Sammartino, su proposta del Centro Operativo Dia di Genova.
Durante l’attività ispettiva, andata avanti per l’intera mattinata, sono state controllate 55 persone addette ai lavori; 17 persone giuridiche;  5 automezzi. 
L'attività ispettiva è stata indirizzata, non solo verso quei cantieri e quelle ditte risultate aggiudicatrici di ordinarie gare pubbliche, ma anche verso quelle realtà infrastrutturali ed industriali dove si utilizzano le cosiddette procedure negoziate (come nel caso odierno) che poi danno luogo a concessioni o permessi di costruire.
Nell'operazione sono state impegnati la Direzione Investigativa Antimafia, la polizia, ai carabinieri, la guardia di finanza, il Provveditorato alle Opere Pubbliche e l’Ispettorato Provinciale del Lavoro e coordinato dagli Uffici Territoriali del Governo.
"Nel quadro delle attività info-investigative, il Centro Operativo Dia di Genova, in ragione delle specifiche competenze, svolge un ruolo di cerniera delle attività ispettive, sia assicurando l’assetto sinergico con le forze di polizia e sociali territoriali, sia agendo in autonomia controllando periodicamente le imprese, gli uomini e i mezzi operanti nei cantieri, strutturando metodi e modelli info-investigativi. 
Gli elementi raccolti confluiscono, poi, in elaborati demandati alla cognizione dal prefetto di Savona Sammartino cui sono conferiti specifici poteri in tema di contrasto degli appalti pubblici, al fine di scongiurare eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa", hanno spiegato il prefetto Sammartino e il capo della Dia Luigi Marra.

Da www.Savonanews.it 23 Febbraio 2011

domenica 5 settembre 2010

Liguria - Allarme cosche in Liguria a Savona pool antimafia




 Carta geografica del Ponente Ligure


La ’ndrangheta, le mafie e i loro tentativi d’infiltrazione non rispettano i confini. «Dopo le inchieste nel ponente ligure e a Genova, può essere Savona la sola isola felice?».   
È una domanda retorica quella del procuratore Francantonio Granero. 
La risposta è però tutta pragmatica: via a un superpool “interforze” di polizia giudiziaria, composto da polizia, carabinieri e Finanza, un gruppo di detective specializzati che ha già iniziato a lavorare a tempo pieno per la procura. 
La provincia di Savona è inserita tra le emergenze della regione anche nell’ultima relazione della procura nazionale antimafia.
La decisione del procuratore capo Francantonio Granero discende non solo dalla diretta conoscenza dei fenomeni, ma anche da una constatazione logica.   
Si parla di mafia, ‘ndrangheta e criminalità organizzata e Granero constata: 
«Ci sono state le inchieste nel Ponente della regione, che sta letteralmente fibrillando. Genova ha i suoi problemi, come altre recenti inchieste hanno evidenziato. A levante certe presenze legate al crimine organizzato sono ormai verificate da anni». 
Ne scaturisce, appunto, quell’interrogativo che non può che essere retorico: «Savona è l’unica isola felice?». 
Il procuratore conosce la risposta, perché i suoi uomini hanno già iniziato a lavorare su alcuni filoni “caldi”. 
Anche se le indagini sulla criminalità organizzata hanno giocoforza tempi lunghi e le risposte non saranno immediate.
Ma ci sono anche carte di grande interesse investigativo. Come quelle che riguardano il componente di una “famiglia” che se ne è distaccato e ha denunciato più volte le attività sporche dei familiari.  
Di fronte a un fenomeno che sembra assediare la provincia dai due lati e di alcune intuizioni investigative che già dai primi passi si sono dimostrate corrette, Granero ha preso la sua decisione. 

Organizzando alla procura della Repubblica di Savona un pool di investigatori che lavoreranno a tempo pieno sulla criminalità organizzata, sulle mafie, sui tentativi di infiltrazione nella politica, nella pubblica amministrazione, nell’economia locale.  
Un gruppo interforze, uomini che hanno acquisito negli anni una specifica preparazione e che ora sono stati posti a lavorare fianco a fianco, con una precisa finalità: snidare mafiosi e ‘ndranghetisti sul territorio.
Il pool lavorerà su singoli reati (la lotta alle associazioni criminali in quanto tali rimane sempre, ovviamente, nelle mani della procura distrettuale antimafia di Genova) ma il varo rappresenta una svolta epocale nel controllo del territorio da parte dei magistrati e delle forze dell’ordine. 
Come dimostra anche la recente inchiesta (appena conclusa) condotta in prima battuta dalla procura di Sanremo sulla famiglia Pellegrino a Bordighera. 
Qual è il raggio di azione in cui ha già cominciato a muoversi il pool savonese? Alcune linee sono già scandite nelle relazioni della Procura nazionale antimafia. 
La relazione del 2006 è stata poi sviluppata dal procuratore Anna Canepa, con una lunga nota pubblicata nel dicembre 2009. 
Spiega Anna Canepa: «Il fenomeno appare connotato da speciali note di concretezza con precipuo riguardo alla situazione nelle province di Savona (ove operano soprattutto le famiglie Fameli, Fazzari, Gullace e Fotia) e Imperia».
Parla, il magistrato, della «sfera di interessi economici ruotante intorno alle varie anime della ‘ndrangheta presenti nella regione ligure». 
Le indagini iniziano ad evidenziare come il fenomeno ‘ndrangheta si è concoslidato nel Savonese. Le “famiglie” mafiose godono di contatti eccellenti e hanno sempre mantenuto un profilo criminale molto basso, senza episodi clamorosi che potrebbero creare allarme sociale o attirare l’attenzione. 

Così tra le segnalazioni finite nelle mani degli investigatori ci sono anche i corposi dossier della onlus Casa della legalità.  
Anna Canepa inserisce Savona tra le città della Liguria in cui sono strutturati e attivi i “locali”, cioè l’articolazione sul territorio in piccoli gruppi, della ‘ndrangheta. 
Demandando poi il compito di “camera di compensazione”, che organizza l’attività e dirime le controversie, al gruppo di Ventimiglia.

Marco Menduni

Da www.ilSecoloxix.it  del 05 Settembre 2010