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domenica 24 settembre 2023

Italia - Mediaset, Antonio Ricci: da domani la nuova edizione di "Striscia la notizia" che si appresta a festeggiare il 35° anno

Ho affrontato 400 cause ma siamo ancora qui

"La Libertà è una spirazione a cui tutti dovremmo tendere, si rinuncia per pigrizia. Faccio cose che altri non farebbero mai non perchè sia potente, sono incosciente"  


 

martedì 27 dicembre 2022

Ucraina - La guerra d'invasione dei russi in Ucraina, il presidente Zelensky: la libertà ha un prezzo alto, ma la schiavitù costa di più

L'atto principale del coraggio è la resistenza e il portare a termine il proprio lavoro nonostante tutto. La verità illumina il nostro cammino. La conosciamo. La proteggiamo. La nostra verità è la lotta per la libertà", ha detto il presidente ucraino che poi ha ringraziato la premier Meloni via Twitter

lunedì 11 ottobre 2021

Italia - Roma, chi è Pamela Testa, la 39enne di Forza Nuova ferita al volto e arrestata a Roma durante gli scontri "No green pass"

Pamela Testa, romana, era in piazza sabato con una felpa con la scritta «Boia chi molla» e la testa insanguinata. «Prima ero solo una mamma lavoratrice che ha sempre pagato le tasse. Ora sono diventata una terrorista che combatte per la libertà»

mercoledì 16 giugno 2021

Italia - Stato di emergenza, è braccio di ferro: Draghi frena lo stop

Il premier pensa di prorogarlo fino a dicembre: "A luglio non sarà finito tutto". Salvini e Meloni sono contrari: "Non ci sono i presupposti, basta violare le libertà"

domenica 4 agosto 2013

Italia - Roma : Giustizia, oggi il PdL in piazza: "Tutti con Berlusconi" ... e noi ci saremo !

 
Il PdL scende in piazza per Silvio Berlusconi

La manifestazione si svolgerà domenica, 4 agosto alle ore 18, nella Capitale 
in via del Plebiscito. 

Non è ancora chiaro, ma non viene nemmeno escluso, che potrebbe prendervi parte lo stesso Silvio Berlusconi. 

Mentre non ci saranno i ministri del partito. Lo ha annunciato il titolare delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. 

Decisione questa bocciata dal vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri: "Posto che è una democratica e pacifica manifestazione di totale e convinta solidarietà a Berlusconi, trovo assolutamente sbagliata la non partecipazione di ministri e membri di governo. Non è un buon segnale per il nostro popolo e per la pubblica opinione".

La macchina organizzativa è già in moto da venerdì dopo che i vertici del partito hanno dato l'ok finale ad una grande mobilitazione a Roma per chiedere la riforma della giustizia in Italia. Da via dell'Umiltà fanno sapere che sono attesi 500 pullman da tutt'Italia.

Da www.Tgcom24.it.mediaset.it  del 03 Agosto 2013

sabato 29 ottobre 2011

Silvio Berlusconi - La mia lettera al Foglio: Sì a responsabilità, autonomia, libertà: austerità no

 Silvio Berlusconi - Presidente del Consiglio

Gentile direttore, bisogna stare attenti alle parole, come sapete voi del Foglio.

“Austerità” non fa parte del mio vocabolario. Responsabilità sì, autonomia sì, libertà sì, ma austerità no. La polemica sui “licenziamenti facili” è figlia di una cultura ottocentesca che ignora i cambiamenti del mercato mondiale ed è oltraggiosa per l’intelligenza degli italiani: già ora nelle aziende con meno di 15 dipendenti, dove lavora circa la metà degli occupati, non vige la giusta causa. E se ora il governo si propone di intervenire sui contratti di lavoro, seguendo la strada indicata dal disegno di legge presentato dal senatore dell’opposizione Pietro Ichino, è solo per aumentare la competitività del Paese, aprire nuovi spazi occupazionali per le donne e per i giovani, e garantire a chi perde il lavoro l’aiuto della cassa integrazione per trovare una nuova occupazione. Di fronte al compimento di una fase critica e turbolenta, e dopo che in Europa il nostro e altri governi hanno chiesto e ottenuto impegni finanziari a difesa dell’euro, dando assicurazioni sulle riforme e un calendario impegnativo per la loro realizzazione, si va purtroppo dipanando una campagna fatta di ipocrisie e falsità, che tende a rovesciare come un guanto il senso delle cose.
Ci siamo impegnati per la crescita, per lo sviluppo, per più efficaci regole di concorrenza, di competitività, di mobilità sociale, non per deprimere l’economia e rilanciare la lotta di classe, che come ho detto in Parlamento è finita da un pezzo. La rete di protezione sociale, in specie sul tema del lavoro, è tutto sommato abbastanza solida in Italia, e nessuno vuole sfilacciarla. Il problema è di ridurre le cattive abitudini, scongiurare un’estensione abnorme del lavoro precario, offrire un futuro qualificato ai giovani e alle donne rimuovendo solo e soltanto le rigidità improprie che impediscono l’allargamento della base occupazionale e produttiva, per avvicinarci agli obiettivi del Trattato di Lisbona sulla partecipazione al mercato del lavoro, purtroppo ancora lontani.
Gli imprenditori del XXI secolo non sono i padroni delle ferriere dell’Ottocento, non si svegliano al mattino con l’impulso di liberarsi di manodopera per gonfiare profitti. E i lavoratori sono titolari di forza contrattuale e di diritti, non schiavi sociali. Non dobbiamo sottometterci alla caricatura di noi stessi. Il lavoro è cambiato. Sono cambiati i bisogni e le aspettative sociali. Il lavoro socialmente tutelato ha le sue ragioni, ma gli investimenti in ricerca e in sviluppo, il rischio d’impresa e il ruolo delle politiche pubbliche si misurano con la capacità di competere produttivamente in una dimensione infinitamente più grande e varia che nel passato, di rendere il lavoro un’utilità sociale di cui andare orgogliosi, una scala da salire per vedere meglio l’orizzonte, non un buco in cui ripararsi.
Sono cose che anche la migliore cultura riformista di una grande filiera di tecnici del diritto del lavoro, al di là delle diverse appartenenze, ha sempre coerentemente sostenuto.
Siamo tutti chiamati a un grande senso di responsabilità nell’interesse dell’Italia e dell’Europa. Mi affido al senso della realtà dei sindacati, a una resipiscenza di senso comune nelle opposizioni, e soprattutto all’intelligenza paziente, tendenzialmente infinita, del nostro popolo. Abbiamo un orizzonte stretto e ravvicinato per varare alcuni provvedimenti in favore del lavoro e dello sviluppo, capaci di rimettere in moto la produzione di ricchezza nel manifatturiero e nei servizi, in particolare capace di restituire orgoglio e fiducia al Mezzogiorno italiano, e diciotto mesi di serio e responsabile lavoro prima del compimento della legislatura.
Avvilire il tutto in manovre di concertazione corporativa, in giochi di palazzo e di vecchia politica, non è la soluzione auspicata dalla maggioranza degli italiani.
Possiamo e dobbiamo fare di meglio. Siamo europei e liberi cittadini di un’Unione cha ha battuto un colpo sonoro nell’ultimo vertice di Bruxelles, l’Italia ha dei vincoli ma anche dei vantaggi da sfruttare. Rimettere in moto la macchina demagogica del catastrofismo e del pessimismo può essere l’istinto politicista di pochi, ma non deve essere la pratica dei molti, nella maggioranza e perfino nell’opposizione, che si rendono conto della necessità di crescere. Stimolata a dovere, in un nuovo clima di cooperazione che non ha alternative, l’economia italiana, che dipende dal funzionamento del sistema politico e dal comportamento della società civile, può vincere anche questa sfida. Io ci scommetto fiducioso. Altro che austerità.

Cordiali saluti,
Silvio Berlusconi

lunedì 5 luglio 2010

Alassio - Guai a criticare ... Le critiche politiche sono male accette ! Ah, povero Solgenitsin

 Un nostro caro amico, una persona di cultura, una persona che ha una storia di credibilità alle spalle è stato oggetto di un esposto da chi non accetta le critiche, men che meno quelle politiche.   

C'è da chiedersi se questo delirio di onnipotenza, di intoccabilità, di incriticabiltà, non sia l'ultimo in ordine di tempo dei segnali di grande e grave debolezza che caratterizza alcuni personaggi della politica de "noantri" localmente.  

Chi occupa un posto pubblico è di per sè soggetto a critiche, fa parte del ruolo e guai se le critiche più o meno gratuite, più o meno costruttive, fossero proibite !

Ma l'insofferenza di talune persone, il grave stato di dasagio che le angustia ultimamente, il nervosismo generato dal fatto che qualcuno si interessa alle loro recenti attività, le riconsidera in un'ottica differente, frutto di un pensiero che non deve per forza coincidere con quello dell'altro, non va proprio a genio a questa classe dirigente (?) che di tale aggettivo possiede, sostanzialmente, solo l'arroganza.  

Qui, taluni credono di essersi comprati la città di Alassio assieme al cadreghino che occupano, ma dovranno, purtroppo per loro, ricredersi  abbastanza presto che ciò non corrisponde al vero e soprattutto a quello che i 'cittadini' desiderano sia il 'modus operandi' dei propri rappresentanti, se di delegati dal popolo si parla.

Il mio amico che chiameremo per solidarietà e simpatia con il soprannome di " Solgenitsin " sta rischiando proprio per aver espresso delle educate quanto concrete critiche politiche all'attività ed al "modus guidandi" (usiamo il latino "maccheronico" per stemperare i toni) di un personaggio che fa parte di quella "intellighenzia" di quell' "Elìtè" della politica locale che male si rapporta con qualsiasi critica alla propria pubblica attività.

La storia ci insegna che l'arroganza del potere gestito dai "proci" non ha limiti !


Mi torna alla mente l'ultima riunione dei commercianti diciamo così "non allineati" di Alassio in cui la persona in questione ospite come chiunque avesse voluto partecipare, non trattandosi in alcun modo di una riunione "carbonara", voleva a tutti i costi intervenire durante la riunione: questa opportunità non fu accordata, ma con cortesia, trattandosi di una riunione appunto di commercianti. La persona in questione si alzò in preda all'ira ed al delirio di onnipotenza per questo affronto, mandando tutti i presenti cortesemente a ... quel paese, ed uscendo, sbattè la porta.

Che dire, l'ignoranza, l'insipienza, l'egocentrismo, fanno parte di ciascuno di noi, purtroppo, in maniera più o meno evidente, ma il buon senso avrebbe dettato ad un personaggio pubblico, dotato di forte ben dell'intelletto, ben altro atteggiamento: che so, ad esempio, ringraziare i presenti, fare tesoro dei concetti più o meno interessanti uditi nel corso del dibattito, in certi momenti, anche molto acceso e coinvolgente, trarne suggerimenti ed idee per ponderare future iniziative...  

Ma no, non aspettatevi nulla di ciò, ci sarebbe da stupirsi, anzi da rimanere esterrefatti. 

Tutto questo ad Alassio da un pò di tempo non succede più "   
 
Date retta: quando si occupa un posto pubblico, ancorchè decisionale, ci vuole UMILTA' e tanto tanto spirito di SERVIZIO  e  DISPONIBILITA' ...

Aleramo