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mercoledì 20 aprile 2022
Liguria - Tutti gli eventi promossi o sostenuti da Coop Liguria per l’anniversario della Liberazione - Imperia: • giovedì 21 aprile, ore 17, “Testimoni della nostra Resistenza” a cura di Daniele La Corte, giornalista, scrittore e coordinatore del comitato scientifico dell’Istituto Storico della Resistenza della provincia di Imperia; • venerdì 29 aprile, ore 17, presentazione del libro "Lina, partigiana e letterata", dedicato a Lina Meiffret, a cura delle autrici Daniela Cassini e Sarah Clarke.
sabato 26 marzo 2022
Mondo - Lo scrittore canadese Joel Bakan: "I capitalisti buoni sono ipocriti, lasciano Mosca per convenienza". L'antidoto all'autoritarismo è una democrazia più aperta e profonda. I governi possono fermare la guerra, non le multinazionali .
martedì 15 marzo 2022
Russia - Putin e la sfida dei nuovi mondi, tra nazionalpopulismo e democrazia. Lo Zar ha per anni sostenuto chi ha impulsi autoritari, da Trump a Salvini, Le Pen e Orban .
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domenica 4 agosto 2013
Italia - Roma : Giustizia, oggi il PdL in piazza: "Tutti con Berlusconi" ... e noi ci saremo !
Il PdL scende in piazza per Silvio Berlusconi
La manifestazione si
svolgerà domenica, 4 agosto alle ore 18, nella Capitale
in via del Plebiscito.
Non è
ancora chiaro, ma non viene nemmeno escluso, che potrebbe prendervi
parte lo stesso Silvio Berlusconi.
Mentre non ci saranno i ministri del
partito. Lo ha annunciato il titolare delle Infrastrutture, Maurizio
Lupi.
Decisione questa bocciata dal vicepresidente del Senato, Maurizio
Gasparri: "Posto che è una democratica e pacifica manifestazione di
totale e convinta solidarietà a Berlusconi, trovo assolutamente
sbagliata la non partecipazione di ministri e membri di governo. Non è
un buon segnale per il nostro popolo e per la pubblica opinione".
La macchina organizzativa è già in moto da venerdì dopo che i vertici del partito hanno dato l'ok finale ad una grande mobilitazione a Roma per chiedere la riforma della giustizia in Italia. Da via dell'Umiltà fanno sapere che sono attesi 500 pullman da tutt'Italia.
La macchina organizzativa è già in moto da venerdì dopo che i vertici del partito hanno dato l'ok finale ad una grande mobilitazione a Roma per chiedere la riforma della giustizia in Italia. Da via dell'Umiltà fanno sapere che sono attesi 500 pullman da tutt'Italia.
Da www.Tgcom24.it.mediaset.it del 03 Agosto 2013
venerdì 23 marzo 2012
Città del Vaticano - Intervista al Segretario di Stato Vaticano card. Tarcisio Bertone
mercoledì 21 settembre 2011
Albenga - La Giunta leghista si dimostra più democratica del Pd sul menù anche per i musulmani disponibile nelle mense
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domenica 20 febbraio 2011
Popolo della Libertà: Per una giustizia giusta e degna di un Paese civile
Il premier on. Silvio Berlusconi
"Al di là dei danni arrecati dalle ennesime, insensate e imperdonabili iniziative giudiziarie messe in campo dai magistrati di Milano, il Presidente del Consiglio, il governo e la maggioranza hanno lavorato e stanno lavorando alacremente alla soluzione dei tanti problemi che ci affliggono.
Abbiamo affrontato bene la crisi economica internazionale, ma, dopo aver evitato le conseguenze più gravi, siamo ancora alle prese con la necessità di creare le condizioni per uno sviluppo che sia solido e che sia duraturo.
Avere garantito la tenuta dei conti pubblici e del bilancio dello Stato, avere mantenuto la pace sociale, avere avviato finalmente la riforma della pubblica amministrazione, realizzato la riforma della scuola e dell’università, sostenuto con molti provvedimenti le imprese, tutto questo ci consente oggi di mettere i primi mattoni della ripresa e del rilancio dell’economia.
Il nostro governo, lungi dall’essere paralizzato o bloccato, come va dicendo l’opposizione con argomentazioni assolutamente infondate, il nostro governo del fare non si è fermato mai neppure un momento. E ora vogliamo e possiamo andare avanti grazie a un passo che è reso ancora più spedito dall’uscita dalla nostra maggioranza di Fini e dei suoi, che avevano sempre da ridire su ogni nostra iniziativa e ritardavano di proposito le riforme, in particolare, come sapete, quella della giustizia e quella sulle intercettazioni.
Negli ultimi due mesi abbiamo lavorato sodo, sottoponendo all’approvazione definitiva del Parlamento una serie di provvedimenti importanti: la legge di stabilità per continuare a tenere il bilancio pubblico in sicurezza; la riforma dell’università; il decreto per la situazione dei rifiuti in Campania; la legge comunitaria, più i decreti attuativi della legge sul federalismo fiscale, che per giudizio di tutti rappresenta una riforma epocale per un corretto uso del denaro pubblico, in quanto consentirà ai Comuni di contrastare l’evasione fiscale e consentirà ai contribuenti di controllare se le imposte versate corrispondano alla qualità dei servizi pubblici ricevuti.
Anche nell’ultima settimana l’azione del governo è stata nella direzione della crescita: abbiamo stipulato un accordo con le banche che proroga sino a tre anni la moratoria per il pagamento dei debiti delle piccole e medie imprese, e questo è un provvedimento che ha già aiutato circa 200 mila aziende e che nei prossimi mesi ne aiuterà ancora tantissime per uscire dalla crisi, per tornare a livelli di produzione che generano utili e per garantire migliaia di posti di lavoro.
Di fronte alle crisi politiche e sociali che hanno investito e che stanno investendo la Tunisia e l’Egitto e gli altri Paesi del Nord Africa e che hanno provocato l’afflusso di più di 5mila clandestini in pochissimi giorni, il governo si è riunito d’urgenza ed ha deliberato lo stato d’emergenza umanitaria, che consente l’immediata adozione, con una ordinanza di Protezione civile, delle misure necessarie per controllare il fenomeno e assistere i cittadini in fuga dalla Tunisia e dagli altri Paesi.
Poiché si tratta di un fenomeno che può assumere dimensioni molto rilevanti e che non riguarda soltanto noi e che non riguarda solo l’Italia, ma l’intera Europa, abbiamo chiesto un intervento adeguato dell’Unione europea, e io quanto prima porterò la questione all’attenzione del vertice dei capi di governo dell’Ue e dei partners europei affinchè tutti si facciano carico in modo concreto di questa emergenza.
Il Senato in questa settimana, su proposta del governo, ha approvato il cosiddetto decreto Milleproroghe, che introduce importanti misure di sostegno alle imprese e alle famiglie.
Fra le tante misure abbiamo introdotto: il ripristino della social card per consentire gli acquisti alimentari alle persone più indigenti, con un’innovazione importante che ne affida la gestione agli enti della carità. Abbiamo introdotto delle norme di sostegno all’autotrasporto, con un fondo di 30 milioni per la proroga dell’ecobonus. Abbiamo introdotto sgravi per le banche, che si riverbereranno positivamente sui risparmiatori; abbiamo introdotto acconti per i Comuni in vista dell’attuazione del federalismo fiscale; e sono così tante le cose che è difficile anche ricordarsele, abbiamo ripristinato il cinque per mille per le tantissime associazioni “no profit” che operano secondo il principio di sussidiarietà.
Quanto all’agenda futura, io convocherò il Consiglio dei Ministri per fargli varare entro pochi giorni e in seduta straordinaria la riforma costituzionale, questa importantissima della Giustizia, introducendo delle innovazioni di portata storica nell’ordinamento giudiziario, per fare in modo che anche l’Italia possa avere finalmente una giustizia giusta ed anche una giustizia degna di un Paese moderno, cioè senza quelle ingiustizie, quelle lentezze e quelle inefficienze che hanno scoraggiato per anni anche gli investitori stranieri a venire ad operare da noi. Sono ingiustizie, lentezze e inefficienze che hanno fatto precipitare al minimo la fiducia delle famiglie e delle imprese nella giustizia, che è divenuta sempre più un contropotere politico che esonda dai principi costituzionali e che è sempre meno un servizio pubblico efficiente e giusto, quale invece tutti vorrebbero che fosse.
Tra i provvedimenti che sottoporremo di qui in avanti al Parlamento, vi ricordo: la divisione dell’ordine requirente da quello giudicante, con la separazione degli ordini tra avvocati dell’accusa e giudici giudicanti e con un Consiglio Superiore della Magistratura, uno per i pm e uno per i giudici, accompagneremo queste novità da una riforma elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura per ridurre quella che oggi è una politicizzazione che è eccessiva e che è inaccettabile. Introdurremo anche procedure più snelle per invocare la responsabilità civile dei magistrati e anche una normativa sulle intercettazioni telefoniche che ponga fine agli abusi e alle violazioni della nostra privacy che si verificano anche in danno di chi non è neppure indagato, con l’introduzione di nuove norme di garanzia che scoraggino la pratica di fornire ai giornali il risultato delle intercettazioni, così come avviene in tutti, tutti i Paesi civili, e tra l’altro come avviene negli Stati Uniti, dove chi passa le intercettazioni alla stampa va in galera, e ci resta per molti anni.
Continuiamo quindi, voglio ripeterlo, a lavorare con impegno. Perché come succede in ogni democrazia liberale, il governo è legittimato dal voto popolare ed ha il diritto-dovere, diritto-dovere di governare se ha il sostegno della maggioranza parlamentare.
Noi abbiamo vinto tutte le tornate elettorali degli ultimi tre anni: abbiamo vinto le elezioni politiche, le elezioni europee, le amministrative e quelle regionali. Non solo. Negli ultimi tre mesi il Parlamento ci ha rinnovato per ben otto volte la fiducia al governo, con uno scarto crescente tra maggioranza e opposizione, a favore della maggioranza.
Noi non abbiamo mai alimentato tensioni o conflitti tra le istituzioni, ma abbiamo sempre operato con determinazione per fare esclusivamente l’interesse dell’Italia, e siamo riusciti a porre le famiglie e le imprese al riparo dai contraccolpi della crisi internazionale.
Amici cari, vi invito dopo aver detto forse troppe cose, a fare partecipi delle cose che ho detto di questo messaggio i vostri familiari, i vostri amici e i vostri colleghi di lavoro. Vi ringrazio per il vostro impegno, che si sta rivelando sempre più prezioso per contrastare le menzogne dei nostri avversari.
Vi abbraccio tutti e vi auguro di conservare sempre lo spirito di missionari della libertà, di missionari della democrazia, che vi ha animato e vi anima e che vi rende tanto preziosi per tutti noi.
Ancora grazie, davvero di cuore.".
Silvio Berlusconi
20/02/2011 11:52:23
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venerdì 28 gennaio 2011
lunedì 9 agosto 2010
Montecarlo - Fini : Case ... partito
La palazzina di Montecarlo ove si trova l'alloggio oggetto dello scandalo
Nel mentre Claudio Scajola ancora cerca chi gli ha pagato la casa, Gianfranco Fini s’è dovuto mettere a cercare chi ha comprato l’appartamento di Montecarlo, lasciato in eredità al suo partito.
Rispetto al primo, aveva un indizio:
l’appartamento è occupato dal fratello della sua compagna, sicché oggi sappiamo che l’onorevole Fini ha avuto un moto di disappunto, quando lo ha appreso. Non c’è motivo di non credergli, il fatto è che i problemi sorgono proprio a credergli totalmente. E sono problemi relativi allo statuto e al patrimonio dei partiti politici.
Fini invoca le indagini della magistratura, sapendo bene che non andranno da nessuna parte, perché sfuggono i contorni di un eventuale reato.
A leggere la sua nota si apprendono tre cose significative:
a. la valutazione dell’appartamento non fu fatta da un’agenzia immobiliare;
b. a proporne la vendita non fu un dirigente di partito, ma un signore estraneo alla vita politica, la cui sorella è convivente del capo, oltre tutto la medesima persona che risulta abitare l’appartamento stesso;
c. il prezzo di vendita fu considerato congruo perché non inferiore a quello stimato. In altre parole: non fu il partito a mettere in vendita l’appartamento, non si consultarono immobiliaristi o si provò ad avere offerte, ma si accolse l’indicazione di chi avrebbe tratto il massimo beneficio dall’operazione, il cognato. Siccome così descritta (direttamente da Fini) è un’operazione dissennata, ne deriva che il partito ne ha avuto un danno patrimoniale.
E questo è il punto.
Il reato non c’è, o, almeno, non lo vedo, perché i partiti sono associazioni non riconosciute e il loro patrimonio non ha rilievo pubblico. La tutela dei loro interessi è affidata, in gran parte, agli organismi interni, quindi a quel minimo di collegialità che dovrebbe impedire l’uso del patrimonio per interessi meramente personali.
Il reato non c’è, o, almeno, non lo vedo, perché i partiti sono associazioni non riconosciute e il loro patrimonio non ha rilievo pubblico. La tutela dei loro interessi è affidata, in gran parte, agli organismi interni, quindi a quel minimo di collegialità che dovrebbe impedire l’uso del patrimonio per interessi meramente personali.
La democrazia interna ai partiti è l’unico argine all’amministrazione dispotica dei beni, non meno che della politica stessa. Il fatto è che mentre Fini reclama democrazia e articolazione, collegialità e trasparenza nella gestione di una coalizione divenuta partito, quelle stesse cose non le pratica manco per niente nel partito di cui è capo.
I partiti funzionavano, nella prima Repubblica, perché anche i più verticistici e centralistici avevano correnti vivaci e articolate, statuti che dovevano essere rispettati e istanze di controllo cui si poteva ricorrere, mentre oggi sono tutti sostanzialmente proprietari, privi di vita interna e strutturati per l’esaltazione del capo.
I partiti funzionavano, nella prima Repubblica, perché anche i più verticistici e centralistici avevano correnti vivaci e articolate, statuti che dovevano essere rispettati e istanze di controllo cui si poteva ricorrere, mentre oggi sono tutti sostanzialmente proprietari, privi di vita interna e strutturati per l’esaltazione del capo.
Taluni hanno il nome del proprietario nel simbolo, mentre tutti si giovano di un sistema elettorale che consente alle segreterie di scegliere gli eletti. Una volta i dirigenti, a cominciare dal segretario nazionale, dovevano lavorare per disporre del consenso degli iscritti e dei militanti, oggi sono questi ultimi a doversi ingraziare i capi, altrimenti se lo scordano di potere concorrere alle elezioni.
Una volta il patrimonio poteva essere in gran parte occulto (si pensi a quello dei comunisti, intestato massicciamente a dei prestanome e, quindi, mai comparso in alcun bilancio), ma se ne rispondeva in sedi collegiali, ora, invece, è considerato una disponibilità del capo-padrone, e non se ne risponde a nessuno, neanche ad una legge che non c’è.
Nella storia dell’appartamento monegasco c’è tutto questo, e i veri danneggiati sono soggetti apparentemente inesistenti: i militanti di un partito che non esiste più. Ma rivela un vuoto, normativo e morale.
Nella storia dell’appartamento monegasco c’è tutto questo, e i veri danneggiati sono soggetti apparentemente inesistenti: i militanti di un partito che non esiste più. Ma rivela un vuoto, normativo e morale.
www.davidegiacalone.it
Pubblicato da Il Tempo
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sabato 29 maggio 2010
Ciampi: nel '92 a un passo da colpo stato
L'ex Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi
Verita' su chi ordino' stragi, senza non c'e' democrazia
(ANSA) - ROMA, 29 MAG - 'Ebbi paura che fossimo a un passo dal colpo di Stato', afferma Ciampi ricordando il 27 luglio '92 (con le bombe a Milano e a Roma).
Il Paese, aggiunge Ciampi, all'epoca presidente del Consiglio, 'ha diritto di sapere', sapere chi ordino' quelle stragi per 'evitare che quella stagione si ripeta' e perche' 'senza verita' non c'e' democrazia'.
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