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lunedì 8 febbraio 2010

PDL, CONVENTION A IMPERIA - L'ex presidente della provincia di Savona Bertolotto candidato con Biasotti alle Regionali

Il dott. Marco Bertolotto ex presidente della Provincia di Savona

Imperia - Ha detto Biasotti a Imperia: 
'E' ufficiale, lo comunicheremo definitivamente 
martedi', insieme agli altri candidati. 
Presenteremo il logo e il simbolo e i candidati, 
tra cui ci sara' sicuramente 
Bertolotto'

L'ex presidente della Provincia di Savona, Marco Bertolotto, entrera' a far parte della lista civica di Biasotti e correra' alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Liguria. Lo ha anticipato il candidato presidente Sandro Biasotti (Pdl), in serata, alla convention che si e' tenuta al Teatro Cavour di Imperia, per la presentazione delle liste e dei candidati a Provinciali e Regionali. 'E' ufficiale, lo comunicheremo definitivamente martedi', insieme agli altri candidati. Presenteremo il logo e il simbolo e i candidati, tra cui ci sara' sicuramente Bertolotto'.

Nel parlare ancora di elezioni a Savona, alla domanda di un giornalista: 'Bellasio dentro, Falciani fuori', Biasotti ha risposto: 'Credo che Falciani possa, comunque, dare una mano, perche' e' uno dei nostri. Ha lavorato bene in Regione e magari anche in un altro ruolo, credo che possa essere utile. Dobbiamo recuperare tutti'. Sulla Valbormida ha affermato: 'Credo che potremmo trovare una soluzione abbiamo ancora una lista civica, dei posti. Il ministro mi ha chiesto ospitalita' per alcuni che non sono entrati e discuteremo, tra oggi e domani, per vedere se si potra' dare soddisfazione ad alcuni esclusi'.

Sulle liste ha detto: 'Tutti vorrebbero correre, ma direi che per il 95 per cento siamo assolutamente contenti e soddisfatti, soprattutto perche' in tutte le province abbiamo candidati che possono farcela. E quindi, ho ottenuto cio' che avevo chiesto al ministro ovvero persone che possono e che devono correre Quindi, non primi attori e non comprimari e questa e' per me una grande soddisfazione'.

Conclude: 'Per me la corsa alla Regione e' partita, gia' da tanto tempo, ho avuto la soddisfazione di essere stato il primo candidato presidente annunciato da diversi mesi dal ministro Scajola e confermato sei mesi fa da tutti i leader: Berlusconi, Bossi e Fini, che ringrazio per la loro stima. Sul mio nome, e mi fa piacere, non c'e' mai stata alcuna obiezione e sono partito con grande entusiasmo e sinceramente, mentre prima tutti i mass media nazionali e regionali, erano poco convinti della nostra affermazione, oggi sono tutti assolutamente convinti che la partita e' aperta. Sono molto ottimista'.

Fabrizio Tenerelli

Da www.Riviera24.it  del 07 Febbraio 2010

domenica 3 gennaio 2010

BERLUSCONI: BONAIUTI, RIAPPARIRA' DOPO L'EPIFANIA

Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, 
portavoce di Silvio Berlusconi

(ASCA) - Roma, 3 gen - Berlusconi e' impaziente di riapparire in pubblico e lo fara' presto, subito dopo l'epifania.

Lo ha annunciato Paolo Bonaiuti, intervistato da Sky-Tg24.

Rispondendo alla domanda su quando Berlusconi fara' ritorno dopo l'aggressione subita a Milano, Boniauti ha risposto: ''Berlusconi e' uno della gente, e' uno che viene dalla gente, uno che ama stare con la gente. Credo che gia' dalla fine della prossima settimana, quella dell'Epifania,il Presidente riapparira' ''.

min/min/ss

martedì 15 dicembre 2009

Berlusconi: tranquilli l’amore vince sempre sull’odio



«State tutti sereni e sicuri perché l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio». Ancora in ospedale dopo l’aggressione di Piazza Duomo, Silvio Berlusconi ringrazia, con un post sul sito del Pdl, le «tantissime» persone che hanno inviato «messaggi di solidarietà e vicinanza». Poche righe per esprimere gratitudine a quanti ininterrottamente da due giorni continuano a sostenerlo, in un momento difficile. «Berlusconi sente più dolore di ieri», spiega il suo portavoce Paolo Bonaiuti riferendosi alle ferite riportate dal Cavaliere. Ecco perché oggi medici hanno imposto al premier di limitare le visite. Oggi, a parte il ministro della Giustizia Angelino Alfano, Berlusconi ha trascorso la giornata in compagnia delle due figlie, Marina e Barbara, e ha parlato al telefono con i governatori del Veneto Giancarlo Galan e del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo. E l’impressione chi gli ha parlato è unanime: Berlusconi «è moralmente scosso», racconta Galan; «subire un aggressione così volgare fa male al cuore». Anche Tondo parla di un «premier provato», ma pronto ad «andare avanti con il lavoro». Berlusconi avrebbe confidato ai suoi interlocutori di essere preoccupato per la tensione che si respira nel Paese. E nonostante il suo medico personale gli abbia imposto 15 giorni di assoluto riposo (domani Berlusconi sarà dimesso) le tensioni interne alla maggioranza lo raggiungono anche in ospedale. Il premier ha annullato tutti gli impegni ufficiali di dicembre, Consiglio dei ministri compresi. Dovrebbe saltare anche la conferenza stampa di fine anno così come la visita all’Aquila prevista la vigilia di Natale. La necessità di non spostarsi fisicamente da Arcore, però, non gli impedirà di lavorare a Villa San Martino, dove sono in programma incontri con i ministri. Già oggi però, nonostante sia bloccato al letto, Berlusconi si è tenuto aggiornato su quello che accadeva a Roma. La decisione del governo di porre la fiducia e le critiche di Gianfranco Fini all’esecutivo sono state l’antipasto ad una serie di problemi che il premier e la maggioranza dovranno risolvere entro fine anno. Berlusconi ha ricevuto una telefonata dai toni accesi da parte del presidente della Camera, che ha espresso il suo disappunto per le parole usate in Aula da Fabrizio Cicchitto e per la decisione di Giulio Tremonti di non rinunciare a porre la fiducia sulla manovra. Dall’altro capo della cornetta però Berlusconi si sarebbe limitato a prendere atto delle critiche del co-fondatore del Pdl. La linea scelta dal premier, infatti, sarebbe intanto di tenersi fuori dalla mischia. Ignorare finché è possibile le contrapposizioni e andare avanti, per evitare di gettare altra benzina sul fuoco. L’ennesima frattura nella maggioranza rischia però di avere a breve altre ricadute.
A cominciare da domani, quando si riunirà l’ufficio di presidenza del Pdl con all’ordine del giorno l’analisi della complicata situazione politica e la scelta dei candidati per le regionali. Ma nel partito prevale il pessimismo sulla possibilità che la partita delle elezioni si possa chiudere domani. L’idea è che possano riempirsi alcune caselle ma per il quadro completo si dovrà attendere, soprattutto per capire le intenzioni dell’Udc. Un ulteriore rinvio delle scelte, tuttavia, rischia di aprire un fronte polemico con la Lega Nord, impaziente di mettere i suoi (due) candidati sul territorio di Veneto e Piemonte. La riunione di domani, poi, potrebbe essere l’occasione per riaprire la questione della cittadinanza che da lunedì sarà all’esame della Camera. E quella della riforma della giustizia, per la quale si attendono le iniziative del centrodestra. Tutte questioni che rischiano di far salire ancora la frattura con il fronte `finiano´.

Da www.ilSecoloxix.it  del 15 Dicembre 2009

ITALIA : Berlusconi rimane in ospedale, Tartaglia gli scrive e si scusa



Il volto fasciato e dolorante, Silvio Berlusconi si è rassegnato solo dopo le insistenze dei medici a restare ancora in ospedale. Quasi impossibile, però, convincerlo a una tranquilla degenza: ieri, nelle stanze al settimo piano dell’ospedale San Raffaele di Milano, c’è stato un susseguirsi di visite, ma in mattinata e nel secondo pomeriggio, perché nelle ore dopo pranzo il premier ha dormito.
«Presidente, lei da qui non si muove - gli hanno detto irremovibili i medici dopo l’aggressione di domenica in piazza Duomo - Le conseguenze sono peggiori di quello che si pensava ieri sera, è meglio se resta sotto osservazione». La Tac ha confermato la presenza di una frattura del setto nasale, la botta del souvenir sul viso gli ha causato la rottura di due denti superiori e il sanguinamento successivo al colpo ha provocato l’abbassamento dei valori di ematocrito.
«L’intervento chirurgico è stato scongiurato - ha detto il suo medico di fiducia e primario del San Raffaele, Alberto Zangrillo - ma non si parla di dimissioni prima di 24 o 36 ore: si nutre anche molto a fatica»; parole ribadite in serata: «La situazione è tranquilla, ma l’evoluzione che c’è stata richiede un monitoraggio attento. Le fratture ossee possono avere riflessi che necessitano di essere monitorati». Ecco perché il premier «non uscirà prima di ulteriori 36 ore».
Nel frattempo, per il Cavaliere proseguono le terapie antibiotiche, antinfiammatorie e analgesiche, per lenire il dolore e tenere sotto controllo il gonfiore del viso.
«È un po’ affaticato e sofferente - ha detto il sottosegretario, Paolo Bonaiuti - sente ora le conseguenze del colpo di domenica e durante la notte ha avuto un forte mal di testa». Ci vorrebbe anche molto riposo, ma non è una medicina che il premier assume volentieri, nonostante che il colpo ricevuto sia stato forte anche dal punto di vista psicologico: «L’ho trovato umiliato, non tanto dal fatto traumatico, ma da quello che esso rappresenta: l’odio - ha raccontato don Luigi Verzè, presidente del San Raffaele - Mi ha detto: “Io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perché mi odino a questo punto”».
Ieri, la sua giornata è incominciata presto e lui ha subito chiesto la mazzetta dei giornali. Fuori dall’ospedale, alla periferia tra Milano e la sua Milano 2, in una giornata gelida e uggiosa, l’accampamento di giornalisti e televisioni, molti anche provenienti dall’estero. Uno striscione (“presidente Berlusconi, una pronta guarigione. Gli italiani veri sono con te sempre”) con una bandiera tricolore sistemato sulla recinzione esterna, gli ha dato il buongiorno.
Quindi, al settimo piano, sono arrivate le prime visite. Alle 10.30 è salito Gianfranco Fini: un incontro di una ventina di minuti particolarmente «umano» (così l’ha definito il ministro la Russa), dopo le polemiche dei giorni scorsi. Quindi è stata la volta del presidente del Senato, Renato Schifani. Alle 11.40 ha varcato l’ingresso del San Raffaele, Pierluigi Bersani, leader del Pd. Poi, dopo alcune ore di riposo durante le quali gli ha fatto compagnia la figlia Marina, nel tardo pomeriggio sono arrivati il leader della Lega Nord, Umberto Bossi - «l’ho preso in giro sul pugilato» - e i ministri Calderoli e Tremonti. Alle 19, ultime visite: Marcello Dell’Utri e il portavoce Bonaiuti.

Da www.ilSecoloxix.it  del 15 Dicembre 2009

lunedì 14 dicembre 2009

Albenga: Barbero (Pdl) "Premier aggredito, è preoccupante"



Raggiunto telefonicamente da SavonaNews.it, il consigliere regionale del PDL Angelo Barbero commenta così l'aggressione di ieri al Presidente del Consiglio: “Quello che è successo mi preoccupa molto. Personalmente credo che la parola d’ordine, il principio da seguire sempre sia separare la violenza dalla politica. In quanto capogruppo del PDL in Consiglio Regionale, questa mattina proporrò un Ordine del Giorno che esprima la nostra più completa solidarietà al Presidente Berlusconi. Conoscendo la sua grandezza d’animo – ha proseguito Barbero – sono sicuro che, quando parlerà, il Presidente ci sorprenderà tutti perdonando l’aggressore ed il suo gesto gravissimo”.

Ricoverato da ieri sera all’Ospedale San Raffaele di Milano, secondo quanto si è appreso il Presidente del Consiglio ha passato una nottata tranquilla. La sua prima richiesta è stata quella di poter vedere subito i quotidiani. Intanto il Ministro degli Interni Roberto Maroni e il Questore di Milano Vincenzo Indolfi hanno convocato per questa mattina in Prefettura una riunione per avere un rapporto dettagliato e completo su quanto accaduto ieri sera in Piazza Duomo.

luca berto

Da www.Savonanews.it  del 14 Dicembre 2009