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domenica 30 maggio 2010

Dove ci condurrà tutto questo ?



Riprendiamo con piacere quanto pubblicato 
dal blog Alassio 2009 
che rilanciamo condividendo pienamente,

mentre ci sorge spontanea una domanda :

dove ci condurrà tutto questo e il resto che 
ancora dobbiamo - dovremo 
vedere, vivere e sopportare  ? 


Vero quel motto napoletano: 
"ogni scarrafone è bell' a mamma soia" 
..."ma se lo tenga a casa soia", aggiungiamo noi !


lunedì 8 febbraio 2010

PDL, CONVENTION A IMPERIA - L'ex presidente della provincia di Savona Bertolotto candidato con Biasotti alle Regionali

Il dott. Marco Bertolotto ex presidente della Provincia di Savona

Imperia - Ha detto Biasotti a Imperia: 
'E' ufficiale, lo comunicheremo definitivamente 
martedi', insieme agli altri candidati. 
Presenteremo il logo e il simbolo e i candidati, 
tra cui ci sara' sicuramente 
Bertolotto'

L'ex presidente della Provincia di Savona, Marco Bertolotto, entrera' a far parte della lista civica di Biasotti e correra' alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Liguria. Lo ha anticipato il candidato presidente Sandro Biasotti (Pdl), in serata, alla convention che si e' tenuta al Teatro Cavour di Imperia, per la presentazione delle liste e dei candidati a Provinciali e Regionali. 'E' ufficiale, lo comunicheremo definitivamente martedi', insieme agli altri candidati. Presenteremo il logo e il simbolo e i candidati, tra cui ci sara' sicuramente Bertolotto'.

Nel parlare ancora di elezioni a Savona, alla domanda di un giornalista: 'Bellasio dentro, Falciani fuori', Biasotti ha risposto: 'Credo che Falciani possa, comunque, dare una mano, perche' e' uno dei nostri. Ha lavorato bene in Regione e magari anche in un altro ruolo, credo che possa essere utile. Dobbiamo recuperare tutti'. Sulla Valbormida ha affermato: 'Credo che potremmo trovare una soluzione abbiamo ancora una lista civica, dei posti. Il ministro mi ha chiesto ospitalita' per alcuni che non sono entrati e discuteremo, tra oggi e domani, per vedere se si potra' dare soddisfazione ad alcuni esclusi'.

Sulle liste ha detto: 'Tutti vorrebbero correre, ma direi che per il 95 per cento siamo assolutamente contenti e soddisfatti, soprattutto perche' in tutte le province abbiamo candidati che possono farcela. E quindi, ho ottenuto cio' che avevo chiesto al ministro ovvero persone che possono e che devono correre Quindi, non primi attori e non comprimari e questa e' per me una grande soddisfazione'.

Conclude: 'Per me la corsa alla Regione e' partita, gia' da tanto tempo, ho avuto la soddisfazione di essere stato il primo candidato presidente annunciato da diversi mesi dal ministro Scajola e confermato sei mesi fa da tutti i leader: Berlusconi, Bossi e Fini, che ringrazio per la loro stima. Sul mio nome, e mi fa piacere, non c'e' mai stata alcuna obiezione e sono partito con grande entusiasmo e sinceramente, mentre prima tutti i mass media nazionali e regionali, erano poco convinti della nostra affermazione, oggi sono tutti assolutamente convinti che la partita e' aperta. Sono molto ottimista'.

Fabrizio Tenerelli

Da www.Riviera24.it  del 07 Febbraio 2010

martedì 15 dicembre 2009

ITALIA : Berlusconi rimane in ospedale, Tartaglia gli scrive e si scusa



Il volto fasciato e dolorante, Silvio Berlusconi si è rassegnato solo dopo le insistenze dei medici a restare ancora in ospedale. Quasi impossibile, però, convincerlo a una tranquilla degenza: ieri, nelle stanze al settimo piano dell’ospedale San Raffaele di Milano, c’è stato un susseguirsi di visite, ma in mattinata e nel secondo pomeriggio, perché nelle ore dopo pranzo il premier ha dormito.
«Presidente, lei da qui non si muove - gli hanno detto irremovibili i medici dopo l’aggressione di domenica in piazza Duomo - Le conseguenze sono peggiori di quello che si pensava ieri sera, è meglio se resta sotto osservazione». La Tac ha confermato la presenza di una frattura del setto nasale, la botta del souvenir sul viso gli ha causato la rottura di due denti superiori e il sanguinamento successivo al colpo ha provocato l’abbassamento dei valori di ematocrito.
«L’intervento chirurgico è stato scongiurato - ha detto il suo medico di fiducia e primario del San Raffaele, Alberto Zangrillo - ma non si parla di dimissioni prima di 24 o 36 ore: si nutre anche molto a fatica»; parole ribadite in serata: «La situazione è tranquilla, ma l’evoluzione che c’è stata richiede un monitoraggio attento. Le fratture ossee possono avere riflessi che necessitano di essere monitorati». Ecco perché il premier «non uscirà prima di ulteriori 36 ore».
Nel frattempo, per il Cavaliere proseguono le terapie antibiotiche, antinfiammatorie e analgesiche, per lenire il dolore e tenere sotto controllo il gonfiore del viso.
«È un po’ affaticato e sofferente - ha detto il sottosegretario, Paolo Bonaiuti - sente ora le conseguenze del colpo di domenica e durante la notte ha avuto un forte mal di testa». Ci vorrebbe anche molto riposo, ma non è una medicina che il premier assume volentieri, nonostante che il colpo ricevuto sia stato forte anche dal punto di vista psicologico: «L’ho trovato umiliato, non tanto dal fatto traumatico, ma da quello che esso rappresenta: l’odio - ha raccontato don Luigi Verzè, presidente del San Raffaele - Mi ha detto: “Io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perché mi odino a questo punto”».
Ieri, la sua giornata è incominciata presto e lui ha subito chiesto la mazzetta dei giornali. Fuori dall’ospedale, alla periferia tra Milano e la sua Milano 2, in una giornata gelida e uggiosa, l’accampamento di giornalisti e televisioni, molti anche provenienti dall’estero. Uno striscione (“presidente Berlusconi, una pronta guarigione. Gli italiani veri sono con te sempre”) con una bandiera tricolore sistemato sulla recinzione esterna, gli ha dato il buongiorno.
Quindi, al settimo piano, sono arrivate le prime visite. Alle 10.30 è salito Gianfranco Fini: un incontro di una ventina di minuti particolarmente «umano» (così l’ha definito il ministro la Russa), dopo le polemiche dei giorni scorsi. Quindi è stata la volta del presidente del Senato, Renato Schifani. Alle 11.40 ha varcato l’ingresso del San Raffaele, Pierluigi Bersani, leader del Pd. Poi, dopo alcune ore di riposo durante le quali gli ha fatto compagnia la figlia Marina, nel tardo pomeriggio sono arrivati il leader della Lega Nord, Umberto Bossi - «l’ho preso in giro sul pugilato» - e i ministri Calderoli e Tremonti. Alle 19, ultime visite: Marcello Dell’Utri e il portavoce Bonaiuti.

Da www.ilSecoloxix.it  del 15 Dicembre 2009