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venerdì 10 febbraio 2023

mercoledì 7 luglio 2021

Italia - Alassio: Sca s.r.l. Servizi Comunali Associati, contro la nomina a Direttore Generale dell'avvocato Massimo Parodi presentato ricorso al TAR - Liguria.

... il mistero sul componente della Commissione selezionatrice dei candidati, che il Comune di Albenga e il sindaco Riccardo Tomatis avrebbero smentito di aver mai nominato ... 

... il sindaco Marco Melgrati che si voleva "togliere dai coglioni" il presidente del Consiglio comunale ...

... l'avvocato Emanuela Preve affezionata della "mantella di visone" e i prestigiosi  incarichi pubblici ben retribuiti, presidente del Cda ... 

... i super stipendi dei "vertici" Sca pagati con denaro pubblico senza neppure una laurea a corredo ... 

... i milioni di euro di bollette dell'acqua mai pagate da utenti e attività e mai recuperati per anni e anni: ora, in assurdo ritardo, si cerca di rimediare alla colpevole inerzia di anni ... 

... i debiti impagati dei soci, una vergogna nella vergogna ... come spesso accade nel pubblico e dove si maneggia denaro di tutti e, quindi, di nessuno ...     

... e ora si prospetta all'orizzonte l'operazione Depuratore per un valore attorno ai 20 milioni di euro, tante assunzioni e potere "infinito" per chi gestisce un servizio primario come quello della depurazione ...




 Da www.ilSecoloXIX.it del 07 luglio 2021

venerdì 1 ottobre 2010

Milano, agguato a Belpietro





Il direttore di Libero atteso a casa da un uomo armato di pistola. 
Il caposcorta lo salva

PAOLO COLONNELLO
MILANO

Una serata come tante, al ritorno da Roma. Per Maurizio Belpietro, direttore di Libero, è quasi una routine. La scorta che arriva sotto casa, un agente che lo accompagna in ascensore. Si chiude la porta di casa alle spalle, si sente al sicuro. Invece inizia un incubo. Sente delle voci sul pianerottolo, poi degli spari. Belpietro è un uomo che vive sotto scorta da 8 anni, alle minacce è abituato. Ma questa volta è diverso. Qualcuno, forse, voleva fargli la pelle sul serio. E’ accaduto ieri sera poco prima delle 23. E’ lui stesso a raccontarlo, con la voce ancora tesa, impaurita. «Saranno state le 11 meno un quarto. Più o meno l’orario solito in cui torno a casa dopo aver chiuso il giornale. Un quarto d’ora più tardi perché arrivavo da Roma. L’agente di scorta mi accompagna in ascensore, ci salutiamo ed entro in casa...».  

Ma questa volta l’agente, che è un fumatore, preferisce scendere per le scale. E appena gira l’angolo del pianerottolo, se lo trova davanti: un uomo solo, sui 40 anni, alto 1 metro e 80 circa, vestito a quanto pare con una camicia che potrebbe ricordare una divisa della Guardia di Finanza Dura tutto pochi secondi, troppo pochi per fissare altri dettagli, perché lo sconosciuto non ha esitazioni: «Ha impugnato una pistola e ha tentato di sparare, solo che l’arma dev’essersi inceppata », racconta Belpietro, che dal suo appartamento coglie il trambusto e inizia a preoccuparsi. «Non vivo solo, c’è la mia famiglia. Mia moglie e due figlie piccole». Si sente indifeso, anche se abita a due passi dalla Questura, perché sa che oltre la porta, in quel momento c’è un solo il suo caposcorta e non può sapere quanti siano gli eventuali aggressori.

Il misterioso attentatore, invece ha già capito che per lui si sta mettendo male e dopo aver puntato il revolver contro l’agente si precipita per le scale. Il poliziotto rimane per un attimo interdetto: se il meccanismo della pistola avesse funzionato, ammesso che non fosse un’arma giocattolo, ora sarebbe morto. «Ho sentito almeno tre spari», dice ancora Belpietro. Sono i colpi che l’agente esplode contro l’uomo in fuga. Ma inutilmente. L’inseguimento dura pochissimo, perché il fuggiasco probabilmente ha studiato bene il palazzo di Belpietro e sa che dispone di due cortili: uno esterno, dove l’auto di scorta viene parcheggiata in attesa che il direttore di Libero rientri nel suo appartamento, l’altro più interno e separato da altri cortili soltanto da un muretto piuttosto basso. E’ così che si sarebbe dileguato, senza incontrare né farsi vedere dall’altro agente.  


Subito viene lanciato l’allarme e si scatena una caccia all’uomo che però, fino all’una di notte rimane senza esito. «Non so che dire - commenta Belpietro - la sensazione è che quella persona stesse aspettando il mio ritorno a casa. E se il mio caposcorta avesse preso l’ascensore per scendere e non le scale, non so come sarebbe andata. Guardando dallo spioncino, forse lo avrei scambiato per un agente della Finanza e avrei sicuramente aperto». Difficile pensare che possa essersi trattato di un ladro, anche se armato. Troppo istintiva e fulminea la reazione di estrarre la pistola alla vista dell’agente, per altro in borghese, e tentare di sparargli. Secondo Belpietro l’uomo conosceva le sue abitudini: «Io torno sempre più o meno verso le 22,30 e ieri sera ho ritardato di un quarto d’ora. Non era necessario che sapesse del mio arrivo da Roma».


Dunque, se le indagini confermeranno tutta la dinamica, ci troveremmo di fronte a un bruttissimo segnale destinato ad innalzare la tensione politica di questi giorni. Di minacce il direttore di Libero dice di riceverne «in quantità» e quasi quotidianamente. L’ultimo episodio qualche mese fa, quando un uomo è entrato nella redazione di Porta Venezia con l’intenzione di picchiarlo, fermato appena in tempo dalla scorta. E poi i pedinamenti dei neo brigatisti di seconda posizione, il gruppo «Aurora», che nei progetti aveva proprio messo tra gli obiettivi per un attentato «Libero».


Da www.laStampa.it  del 01 Ottobre 2010

venerdì 11 dicembre 2009

ALASSIO : SILVIA LAVAGNO LASCIA IL SETTORE URBANISTICA




SE NE VA LA DIRIGENTE “CONTESA” CON ALBENGA.

UN POSTO da Dirigente (o anche da Funzionario) fa gola a molti, ma a volte capita che chi lo ha non ne voglia più sapere e decida di lasciarlo. A volte una piccola diaspora di dirigenti come quella che sta avvenendo al Comune di Alassio può creare problemi e provocare grattacapi agli amministratori che devono trovare rapidamente una soluzione.
Nella città del muretto i dirigenti che con ogni probabilità leveranno le tende nelle prossime settimane sono ben due, e non di poco conto per i ruoli che ricoprono: il segretario e direttore generale Teodoro Passini e la dirigente del settore urbanistica Silvia Lavagno.
Nel primo caso si tratta di un normale pensionamento, nel secondo si parla con sempre maggiore insistenza di un abbandono volontario. Silvia Lavagno, infatti, sarebbe andata dal sindaco Melgrati (che in piena bagarre per le regionali farebbe volentieri a meno di questi problemi) la sua intenzione di abbandonare la plancia del quarto settore. Naturalmente il comandante vorrebbe che i macchinisti restassero al loro posto almeno fino all’approdo di marzo (le regionali), ma dalla sala macchine arrivano segnali poco confortanti.
Silvia Lavagno sembra voler sbarcare prima possibile, anche se non se ne conosce la destinazione. La sua famiglia ha recentemente acquistato un’attività balneare, ma è improbabile che nel futuro della moglie architetto ci sia un lavoro sulla spiaggia. Siccome a marzo si vota anche per il Comune di Albenga (dove Silvia Lavagno ha lungamente lavorato tra edilizia pubblica e urbanistica) ecco che per lei si potrebbe profilare un ritorno, anche se molto dipenderà da chi saranno gli assessori oltre che dalla disponibilità di posti. Insomma, Albenga sembra un porto più al riparo da burrasche di quello alassino, dove tra spiagge, nuove costruzioni e ristrutturazioni la tempesta è sempre in agguato.
Le acque perennemente agitate potrebbero avere indotto a non prorogare i tempi dell’addio dell’antico nostromo Teodoro Passini, che raggiunta l’età della pensione si dedicherà ad altro. Se non si trova un successore il timone passerà ad interim al vicesegretario Demetrio Valdisserra, che in un anno passerebbe dalla sospensione per la vicenda degli acquisti anomali a una promozione sul campo.

L.R.

Da www.ilSecoloxix.it  del 09 Dicembre 2009