Visualizzazione post con etichetta querela. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta querela. Mostra tutti i post
mercoledì 29 aprile 2026
sabato 11 dicembre 2021
Francia - Italia: la frase incriminata: "Anche i premi Nobel rincoglioniscono", per questa espressione colorita il ricercatore di fama mondiale Luc Montagnier ha querelato Matteo Bassetti
A dare notizia della querela è l’avvocato Tiziana Vigni, che cura gli interessi di Montagnier
venerdì 8 gennaio 2021
Italia - Bordate di fuoco tra Rocco Casalino e Filippo Facci: "Non sai quanto io ti disprezzi"
Sono lettere al veleno quelle che si sono scambiati per mezzo stampa Filippo Facci e Rocco Casalino, che ha minacciato querela contro il giornalista
Etichette:
bordate di fuoco,
Filippo Facci,
giornalista,
Grande Fratello,
Italia,
lettere al veleno,
querela,
Rocco Casalino
sabato 22 settembre 2012
Alassio - Quasi pronto l'Avogadro bis, con i fedelissimi e ciechi Maria Vittoria Ienca e Matteo Monti. Avogadro ha querelato Boggiano, pur di rimanere in sella, come i " condannati a morte " per i quali ogni giorno guadagnato è uno in... più !
Etichette:
Alassio,
Avogadro bis,
Franco Boggiano,
Maria Vittoria Ienca,
Matteo Monti,
querela,
sindaco Avogadro
lunedì 12 marzo 2012
Alassio - Melgrati VS Casa della Legalità: ci vedremo in tribunale !!! Christian Abbondanza continua a reiterare la diffamazione… deciderà il tribunale di Genova !!!
Il consigliere regionale Marco Melgrati risponde per le rime a Christian Abbondanza
della Casa della Legalità
Leggo
sui media telematici che il sig. Abbondanza non solo non vuole chiedere scusa,
come aveva fatto il
giornale “La Repubblica”, pubblicando a titolo risarcitorio una mia
precisazione, ma ribatte ancora, addirittura chiedendo a me di scusarmi…inaudito!!!
“I molteplici procedimenti
a suo carico, per le vicende edilizie ad Alassio, quando da un lato era sindaco
e dall’altro progettista ed architetto, sono una costante presso il Palazzo di
Giustizia di Savona, scrive
Abbondanza…omettendo però che da tutti i procedimenti in corso sono stato
assolto con formula piena o perché il fatto non sussiste, o perché il fatto
non costituisce reato, o archiviato in istruttoria.
“Ed ancora: è colpa nostra
se il nucleo interforze, coordinato dalla Prefettura, negli accessi antimafia,
ha riscontrato problematiche nell’ambito dei lavori di costruzione dello stadio
di Alassio? Scrive Abbondanza…è vero
che la D.i.a. ha fatto delle verifiche nel cantiere dello stadio, più di un
anno fa, ma non mi risulta che ci siano stati riscontri positivi, e il
cantiere si avvia alla conclusione… .
“Così come mai abbiamo
detto o scritto che sia un iscritto alla massoneria”…pur rispettando la Massoneria come istituzione, non
ne ho mai fatto parte, come invece si paventa nei video, chiamandomi “maestro
venerabile”…certo non maestro di scuola elementare…piuttosto,
immodestamente, sono da anni docente di Storia dell’Architettura, ovviamente a
titolo onorifico e gratuito, presso Unitre di Alassio, l’università della terza
età, che da anni è stata istituita per svolgere corsi annuali su diversi temi a
servizio dei “giovani” over 50, e tengo lezioni che riscuotono sempre un
discreto successo, di pubblico e di critica… .
O, ancora, è colpa nostra,
se alla segreteria generale del Comune di Alassio è stato chiamato ad operare,
dalla sua amministrazione, l’ex segretario e direttore generale del Comune di
Gioia Tauro (sciolto perché piegato a garantire gli interessi dei Piromalli),
ovvero quel Giuseppe “Pino” Strangi… l’avv.to
Strangi, peraltro a me segnalato da un Funzionario della Polizia di Stato, e
continua la Sua opera presso l’amministrazione del Sindaco Avogadro, fin dalla
campagna elettorale si è dichiarato strenuo difensore (dice Lui) del “rispetto
delle regole e della legalità”… .
Per quanto attiene poi a quello che ho detto sul palco a Imperia, “per averci dato pubblicamente (dal palco della manifestazione “pro” Scajola-Caltagirone del 23 ottobre 2010 ad Imperia) degli ‘squallidi’ ed ‘infami’”… infame è chi gode di dubbia fama, e il sig. Abbondanza e la sua “casa della Legalità” sono già stati più volte condannati per diffamazione con sentenze definitive, proprio per il Suo modo approssimativo, urlato e fazioso di rappresentare i fatti, e non è mia intenzione chiedere scusa…e non mi risulta di essere stato rinviato a giudizio per questo, diversamente dal sig. Abbondanza…che applica una tecnica di difesa che implica l’attacco…e nel rispetto della democrazia e della libertà di pensiero, al sig. Abbondanza fu permesso, durante la manifestazione di Imperia, di diffondere volantini con il pensiero proprio che coincide con quello della “Casa della Legalità”.
Per quanto attiene poi a quello che ho detto sul palco a Imperia, “per averci dato pubblicamente (dal palco della manifestazione “pro” Scajola-Caltagirone del 23 ottobre 2010 ad Imperia) degli ‘squallidi’ ed ‘infami’”… infame è chi gode di dubbia fama, e il sig. Abbondanza e la sua “casa della Legalità” sono già stati più volte condannati per diffamazione con sentenze definitive, proprio per il Suo modo approssimativo, urlato e fazioso di rappresentare i fatti, e non è mia intenzione chiedere scusa…e non mi risulta di essere stato rinviato a giudizio per questo, diversamente dal sig. Abbondanza…che applica una tecnica di difesa che implica l’attacco…e nel rispetto della democrazia e della libertà di pensiero, al sig. Abbondanza fu permesso, durante la manifestazione di Imperia, di diffondere volantini con il pensiero proprio che coincide con quello della “Casa della Legalità”.
Inoltre
voglio specificare che non
ho mai avuto il piacere di essere stato invitato presso la villa del notaio
Valentino, né in forma privata né a feste da questi organizzate.
Ci vedremo in tribunale, e siccome ho piene fiducia nella Giustizia, prova ne è che non sono mai stato condannato, sono certo che giustizia sarà fatta!!!
Ci vedremo in tribunale, e siccome ho piene fiducia nella Giustizia, prova ne è che non sono mai stato condannato, sono certo che giustizia sarà fatta!!!
Marco Melgrati Consigliere Regionale
Si
allega qui sotto copia della lettera pubblicata da “La Repubblica” a titolo risarcitorio.
Preg.mo Direttore de “la Repubblica”
Dott. Ezio Mauro
E p.c.
Preg.mo Dott. Carmelo Lopapa
Oggetto: articolo apparso su La Repubblica in data
13.10.2010 a firma del dott. Lopapa al titolo: oltre cento i sospettati e
l’Antimafia accusa “Maroni non ci aiuta”.
Pregiatissimo Direttore,
nell’articolo apparso oggi su La
Repubblica a firma del dott. Carmelo Lopapa dal titolo: oltre cento i sospettati
e l’Antimafia accusa “Maroni non ci aiuta”, oltre a inserire la mia fotografia
al posto di quella del sig. Roberto Conte, condannato per concorso esterno,
cosa già di per sé grave, nel testo dell’articolo vengono scritte
imprecisioni e falsità gravemente lesive della mia dignità e onorabilità.
Premesso che, in 18 anni di
carriera amministrativa, di cui 9 da Assessore, 9 da Sindaco del Comune di
Alassio, eletto con il 70% dei consensi, 15 da Consigliere Provinciale,
rieletto quatto volte consecutivamente, e oggi da Consigliere Regionale, primo
tra gli eletti del P.d.L. in provincia di Savona, pur avendo avuto svariati
avvisi di garanzia, 18 per la precisione, non sono mai stato rinviato a giudizio o condannato
per reati connessi con i miei incarichi pubblici.
Infatti l’articolo recita: Marco Melgrati è consigliere Pdl in
Liguria, è stato condannato il 29 novembre 2009 a 9 mesi di reclusione per
lottizzazione abusiva in zona sottoposta a vincolo paesistico-ambientale, in
quanto ex sindaco di Alassio ( peraltro assolto in Appello; n.d.r. successiva
alla lettera di Repubblica )
Occorre specificare che, essendo un professionista
imprestato alla politica, e non un politico di professione, esercito l’attività
di Architetto con studio in Alassio.
Già nel passato, anche la Procura di Savona, oltre alle
minoranze di sinistra in Consiglio Comunale avevano messo in discussione la mia
facoltà in quanto Sindaco, di fare il mio lavoro, cioè il progettista; premesso
che all’indomani della elezione a Sindaco il Segretario Comunale, su mio imput,
aveva posto il quesito sia al Ministero dell’interno che all’Anci, e la
risposta era stata che se la titolarità delle deleghe tecniche (urbanistica,
Lavori Pubblici e Edilizia Privata) fosse stata assegnata ad altri, ed in
effetti è quello che è stato fatto subito con le deleghe al Vicesindaco Ai
cardi, non ci sarebbe stata incompatibilità. Inoltre più indagini della
procura hanno sottolineato, scagionandomi già in istruttoria, quindi senza
il rinvio a giudizio, che questo doppio ruolo è compatibile e che non ho mai
approfittato della mia carica per fare pressioni agli uffici o alla commissione
edilizia. E questo lo dice la Procura di Savona, il chè è tutto dire!!!! Peraltro
le Concessioni Edilizie e i Permessi a Costruire sono a firma e responsabilità
del Dirigente dell’Ufficio Tecnico, senza possibilità di ingerenze dei
politici.
Sono stato condannato, è vero, in
primo grado, per Concorso in Lottizzazione Abusiva, ma non come Sindaco ma come
architetto. Voglio specificare che ho già dato mandato al mio avvocato di fare
appello alla sentenza di primo grado. Nel dettaglio, ero il direttore dei lavori
di opere interne di un Residence di n. 48 alloggi di Residenza Turistico
Ricettiva, in zona di vincolo ambientale, ma con opere esclusivamente interne.
Intorno ai primi giorni del dicembre 2003 il mio cliente mi comunica di voler
aderire ad una legge dello stato, il CONDONO EDILIZIO, legge 326/2003, per
chiedere il cambio di destinazione d’uso dell’immobile, senza opere, da
Residence Alberghiero a Alloggi di civile abitazione. Dopo aver espresso la
mia contrarietà ho comunicato al cliente che il giorno dopo avrei rassegnato le
dimissioni da direttore dei lavori e comunicato al Comune che il mio cliente
intendeva autodenunciarsi con il Condono Edilizio, venendo meno il rapporto di
fiducia tra cliente e professionista. Questo è quello che prevede la legge:
denuncia all’autorità competente e dimissioni, in caso di irregolarità edilizie
(peraltro ideologiche e non formali nel caso). Per me il caso era chiuso.
Invece sono stato prima rinviato a giudizio e poi condannato,
in primo grado, come Direttore dei Lavori e quindi Professionista, e non già
come Sindaco, per un reato che non ho commesso, e dimostrerò in appello la
mia estraneità ai fatti e la insussistenza del reato. Peraltro, già in sede di
sentenza di primo grado, non avevo invocato la prescrizione (5 anni), che era
già scattata (dicembre 2003-dicembre 2008, sentenza a dicembre 2009), e neppure
l’indulto, proprio perché mi aspettavo una assoluzione con formula piena. (assolto perché il reato è
prescritto mi sono appellato in Cassazione per vedere riconosciuta la mia
assoluta innocenza e la mia estraneità ai fatti; n.d.r. successiva alla lettera a Repubblica)
Peraltro appare quantomeno bizzarra la teoria della
lottizzazione abusiva portata avanti dalla Procura; avrebbero dovuto dimostrare
la non accoglibilità del Condono e quindi “condannare” l’imprenditore a fare
l’albergatore “forzatamente”, e sarebbe già stata una bella vittoria,
invece che insistere su un reato di lottizzazione abusiva che, a mio sommesso
parere, non sta in piedi; infatti il palazzo è lì da 40 anni, con tutte le
urbanizzazioni, in pieno centro abitato.
Trovare il mio nome in un articolo che parla di
collusioni con la mafia è per me motivo di sorpresa prima, di indignazione poi,
e motivo per chiedere a Lei una rettifica pari per ridondanza a quella avuta
con l’articolo e la fotografia sbagliata.
In caso contrario ho già avviato contatti con i miei
legali per denunciarVi, Lei come Direttore e il giornalista Lopapa, per
diffamazione aggravata a mezzo stampa, per proteggere la mia onorabilità e
la mia reputazione cristallina, mantenuta tale nonostante 18 anni di
amministrazione “sul campo”. La mia famiglia mi ha insegnato 4 valori
fondamentali, che per me sono imprescindibili: la Fede, la Famiglia, il Lavoro e soprattutto
l’Onestà.
Per questi motivi credo che si arriverà ad una
composizione benevola della nostra vertenza, nata da un equivoco di fondo, e
cioè dalle mie responsabilità come Politico, per ora immacolate, e dalle
questioni giudiziarie legate alla mia professione di Architetto.
Con i miei Saluti
Arch. Marco Melgrati
Alassio - Diffamazione, la Casa della Legalità a Melgrati: “Semmai è lui a dover chiedere scusa a noi”
Christian Abbondanza della "Casa della Legalità"
Alassio - La causa per diffamazione intentata dal
consigliere regionale Pdl Marco Melgrati contro Christian Abbondanza e
la Casa delle Legalità – e che è partita da un video, finito on line, e
dal titolo “Alassio, il regno di Melgrati, dove il cemento cola”, in cui
si mette in dubbio la trasparenza dell’operato dell’allora sindaco
alassino – prosegue al di fuori delle aule dei tribunali con un acceso
botta e risposta tra i contendenti.
A lanciare un messaggio diretto ad Abbondanza era stato proprio
Melgrati che, a seguito dell’udienza dell’8 marzo scorso, ventilava
l’ipotesi di ritirare la propria denuncia nel caso in cui il portavoce
della Casa della Legalità gli avesse reso pubbliche scuse.
Di qui, la
risposta. “L’udienza che si è tenuta l’8 marzo era un”udienza filtro’ dove
quella che è necessaria è la presenza dei legali e del querelante, cioè
lui – esordisce Abbondanza in una nota firmata anche dai suoi colleghi
Castiglion e D’Agostino – Melgrati, con la sua dichiarazione, dimostra
ancora una volta di parlare di cose che non conosce, come purtroppo ci
ha abituato ogni qualvolta parli dei molteplici procedimenti penali che
lo riguardano. Quindi a ‘brillare per l’assenza’ non è stato certo il
presidente della Casa della Legalità”.
“Noi dovremmo chiedere scusa a lui perché il vicepresidente della
Commissione Parlamentare Antimafia, Fabio Granata, aveva fatto il suo
nome tra gli ‘indegni’ eletti alle ultime elezioni regionali, e che
vennero – quindi – riportati sulle pagine nazionali del quotidiano ‘La
Repubblica’? Noi abbiamo semplicemente ripreso, nel video e
nell’articolo tali informazioni pubbliche e nulla ci siamo inventati.
Così come mai abbiamo detto o scritto che sia un iscritto alla
massoneria… quindi anche qui: perché scusarci di una cosa che non
abbiamo fatto?”.
“I molteplici procedimenti a suo carico, per le vicende edilizie ad
Alassio, quando da un lato era sindaco e dall’altro progettista ed
architetto, sono una costante presso il Palazzo di Giustizia di Savona –
si legge ancora nella nota – Dovremmo scusarci noi se nella sua
attività (amministrativa e professionale) vi sono stati molteplici e
ripetuti episodi degni dell’azione penale della Procura? Non
scherziamo!”.
“Ed ancora: è colpa nostra se il nucleo interforze, coordinato dalla
Prefettura, negli accessi antimafia, ha riscontrato problematiche
nell’ambito dei lavori di costruzione dello stadio di Alassio?
O,
ancora, è colpa nostra, se alla segreteria generale del Comune di
Alassio è stato chiamato ad operare, dalla sua amministrazione, l’ex
segretario e direttore generale del Comune di Gioia Tauro (sciolto
perché piegato a garantire gli interessi dei Piromalli), ovvero quel
Giuseppe “Pino” Strangi, che negli Atti dell’Antimafia calabrese (SCO e
DDA di Reggio Calabria), e non da noi, è indicato come esempio della
pratica omertosa?
Oppure, è ancora colpa nostra se la DIA di Torino è
recentemente andata a far visita agli Uffici Comunali di Alassio per la
pratica relativa al Grand Hotel che è stata, senza ombra di dubbio
alcuno, un’operazione del Melgrati sindaco?”.
“In ultimo: è colpa nostra se era un assiduo frequentatore delle
feste, insieme al pm Alberto Landolfi, presso la villa del notaio
Elpidio Valentino, che è risultato, dall’indagine della Squadra Mobile
di Savona e della Procura savonese, uno dei principali soggetti che
operavano per permettere le illecite condotte di riciclaggio
all’organizzazione del boss Antonio Fameli, uomo dei Piromalli legato a
Carmelo “Nino” Gullace?”.
“Sulla questione Massoneria – precisano ancora gli esponenti della
Casa della Legalità – noi non abbiamo mai, come già ricordato, indicato
una partecipazione a tale sodalizio riservato del Melgrati. In merito ad
Alassio (non di Melgrati) abbiamo parlato di Massoneria in riferimento
ad un dato emerso dalle perquisizioni presso gli stabilimenti balneari,
effettuate nell’ambito dell’inchiesta sulle concessioni della società
del Comune di Alassio durante l’amministrazione Melgrati, visto e
considerato che la Polizia Giudiziaria ha rinvenuto in quegli
stabilimenti balneari vari oggetti dei rituali massonici”.
“Suvvia, come abbiamo detto ci vediamo in dibattimento (non
all’udienza filtro)… dove sarà nostra cura dimostrare la correttezza di
quanto da noi detto, scritto e pubblicato (ivi compreso chiedere di
sentire come testimone il vice-presidente della Commissione Parlamentare
Antimafia, ad esempio). Quindi: di quale scuse parla nel suo comunicato
stampa Melgrati proprio non si capisce. A meno che non intendesse dire
che è pronto lui, Marco Melgrati, a chiedere scusa a noi, Casa della
Legalità, per averci dato pubblicamente (dal palco della manifestazione
“pro” Scajola-Caltagirone del 23 ottobre 2010 ad Imperia) degli
‘squallidi’ ed ‘infami’”.
“In questo caso faccia le scuse pubbliche e dichiari quanto è
disposto a donare per le attività antimafia della Casa della Legalità,
o, se preferisce, quanto è disponibile a donare al Wwf di Savona che, in
questi anni, ha dovuto impegnare molteplici energie per difendere il
territorio di Alassio dalle colate di cemento. Noi se vedremo che è
sincero, valuteremo se ritirare la querela che abbiamo presentato nei
suoi confronti e se possiamo anche accettare la remissione della sua
querela nei nostri confronti, evitandogli di perdere in dibattimento”,
conclude la nota.
Redazione
Da www.Ivg.it del 12 Marzo 2012
giovedì 8 settembre 2011
Zuccarello - Scambio di querele tra il Sindaco Stefano Mai e il capogruppo di minoranza Maria Clara Romano
Etichette:
capogruppo,
Maria Clara Romano,
opposizione,
querela,
Sindaco,
Stefano Mai,
Zuccarello
lunedì 13 dicembre 2010
Alassio - Querela Iebole - Melgrati: pace fatta
Angelo Iebole
Marco Melgrati
E' stata rimessa questa mattina presso il Tribunale di Albenga la querela che Angelo Iebole, ex Consigliere Comunale della lista civica “Alassio più tua”, aveva sporto nei confronti del sindaco di Alassio, Marco Melgrati, che pare lo avesse definito "portaborse prezzolato”.
I due si sono scambiati reciproce scuse, e Iebole per primo ha ritirato la sua definizione del sindaco: "palazzinaro affarista".
Da www.primocanale.it del 13 Dicembre 2010
Etichette:
Alassio,
Alassio più tua,
Albenga,
diffamazione,
querela,
querelato Melgrati,
Sindaco di Alassio,
Tribunale
Iscriviti a:
Post (Atom)





