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martedì 4 agosto 2026

Italia - Stabilimenti balneari, la classifica delle località più care secondo "Altroconsumo"

Gli stabilimenti balneari in Italia stanno diventando sempre più cari: a dirlo è Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, secondo cui nel 2026 i prezzi risulterebbero essere in aumento del 6%, con la crescita delle tariffe a un +24% negli ultimi cinque anni. L’organizzazione ha raccolto anche le informazioni sui costi delle spiagge attrezzate, stilando la graduatoria delle località dove i prezzi sono più alti: ecco tutto quello che c’è da sapere. 

lunedì 5 luglio 2021

lunedì 12 marzo 2012

Alassio - Diffamazione, la Casa della Legalità a Melgrati: “Semmai è lui a dover chiedere scusa a noi”







Christian Abbondanza della "Casa della Legalità"



Alassio - La causa per diffamazione intentata dal consigliere regionale Pdl Marco Melgrati contro Christian Abbondanza e la Casa delle Legalità – e che è partita da un video, finito on line, e dal titolo “Alassio, il regno di Melgrati, dove il cemento cola”, in cui si mette in dubbio la trasparenza dell’operato dell’allora sindaco alassino – prosegue al di fuori delle aule dei tribunali con un acceso botta e risposta tra i contendenti.

A lanciare un messaggio diretto ad Abbondanza era stato proprio Melgrati che, a seguito dell’udienza dell’8 marzo scorso, ventilava l’ipotesi di ritirare la propria denuncia nel caso in cui il portavoce della Casa della Legalità gli avesse reso pubbliche scuse. 

Di qui, la risposta. “L’udienza che si è tenuta l’8 marzo era un”udienza filtro’ dove quella che è necessaria è la presenza dei legali e del querelante, cioè lui – esordisce Abbondanza in una nota firmata anche dai suoi colleghi Castiglion e D’AgostinoMelgrati, con la sua dichiarazione, dimostra ancora una volta di parlare di cose che non conosce, come purtroppo ci ha abituato ogni qualvolta parli dei molteplici procedimenti penali che lo riguardano. Quindi a ‘brillare per l’assenza’ non è stato certo il presidente della Casa della Legalità”.

Noi dovremmo chiedere scusa a lui perché il vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Fabio Granata, aveva fatto il suo nome tra gli ‘indegni’ eletti alle ultime elezioni regionali, e che vennero – quindi – riportati sulle pagine nazionali del quotidiano ‘La Repubblica? Noi abbiamo semplicemente ripreso, nel video e nell’articolo tali informazioni pubbliche e nulla ci siamo inventati. Così come mai abbiamo detto o scritto che sia un iscritto alla massoneriaquindi anche qui: perché scusarci di una cosa che non abbiamo fatto?”.

I molteplici procedimenti a suo carico, per le vicende edilizie ad Alassio, quando da un lato era sindaco e dall’altro progettista ed architetto, sono una costante presso il Palazzo di Giustizia di Savona – si legge ancora nella nota – Dovremmo scusarci noi se nella sua attività (amministrativa e professionale) vi sono stati molteplici e ripetuti episodi degni dell’azione penale della Procura? Non scherziamo!”.

Ed ancora: è colpa nostra se il nucleo interforze, coordinato dalla Prefettura, negli accessi antimafia, ha riscontrato problematiche nell’ambito dei lavori di costruzione dello stadio di Alassio? 
O, ancora, è colpa nostra, se alla segreteria generale del Comune di Alassio è stato chiamato ad operare, dalla sua amministrazione, l’ex segretario e direttore generale del Comune di Gioia Tauro (sciolto perché piegato a garantire gli interessi dei Piromalli), ovvero quel Giuseppe “Pino” Strangi, che negli Atti dell’Antimafia calabrese (SCO e DDA di Reggio Calabria), e non da noi, è indicato come esempio della pratica omertosa? 
Oppure, è ancora colpa nostra se la DIA di Torino è recentemente andata a far visita agli Uffici Comunali di Alassio per la pratica relativa al Grand Hotel che è stata, senza ombra di dubbio alcuno, un’operazione del Melgrati sindaco?”.

In ultimo: è colpa nostra se era un assiduo frequentatore delle feste, insieme al pm Alberto Landolfi, presso la villa del notaio Elpidio Valentino, che è risultato, dall’indagine della Squadra Mobile di Savona e della Procura savonese, uno dei principali soggetti che operavano per permettere le illecite condotte di riciclaggio all’organizzazione del boss Antonio Fameli, uomo dei Piromalli legato a Carmelo “Nino” Gullace?”.

Sulla questione Massoneria – precisano ancora gli esponenti della Casa della Legalità – noi non abbiamo mai, come già ricordato, indicato una partecipazione a tale sodalizio riservato del Melgrati. In merito ad Alassio (non di Melgrati) abbiamo parlato di Massoneria in riferimento ad un dato emerso dalle perquisizioni presso gli stabilimenti balneari, effettuate nell’ambito dell’inchiesta sulle concessioni della società del Comune di Alassio durante l’amministrazione Melgrati, visto e considerato che la Polizia Giudiziaria ha rinvenuto in quegli stabilimenti balneari vari oggetti dei rituali massonici”.

Suvvia, come abbiamo detto ci vediamo in dibattimento (non all’udienza filtro)… dove sarà nostra cura dimostrare la correttezza di quanto da noi detto, scritto e pubblicato (ivi compreso chiedere di sentire come testimone il vice-presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, ad esempio). Quindi: di quale scuse parla nel suo comunicato stampa Melgrati proprio non si capisce. A meno che non intendesse dire che è pronto lui, Marco Melgrati, a chiedere scusa a noi, Casa della Legalità, per averci dato pubblicamente (dal palco della manifestazione “pro” Scajola-Caltagirone del 23 ottobre 2010 ad Imperia) degli ‘squallidi’ ed ‘infami’”

“In questo caso faccia le scuse pubbliche e dichiari quanto è disposto a donare per le attività antimafia della Casa della Legalità, o, se preferisce, quanto è disponibile a donare al Wwf di Savona che, in questi anni, ha dovuto impegnare molteplici energie per difendere il territorio di Alassio dalle colate di cemento. Noi se vedremo che è sincero, valuteremo se ritirare la querela che abbiamo presentato nei suoi confronti e se possiamo anche accettare la remissione della sua querela nei nostri confronti, evitandogli di perdere in dibattimento”, conclude la nota.

Redazione

Da www.Ivg.it  del 12 Marzo 2012

mercoledì 30 marzo 2011

Alassio - Caos spiagge: la proposta di "A come Alassio" - Lista AVOGADRO

 
Per uscire dal caos in cui l’attuale amministrazione ha fatto precipitare la gestione delle spiagge comunali di Alassio, “A come Alassio – Lista Avogadro” propone nel suo programma alcuni indirizzi che porterebbero a superare gli attuali problemi, restituendo soprattutto le spiagge agli Alassini. 
  1) Utilizzare le concessioni di Stabilimenti Balneari e Spiagge Libere Organizzate (S.L.O.) per garantire un’occupazione ai giovani alassini i quali dovranno avere canali preferenziali in sede di aggiudicazione.
    2) Coloro che saranno individuati per la gestione dovranno essere inquadrati con regolare contratto a tempo determinato per la durata della stagione estiva (6/7 mesi, da Aprile a Settembre/Ottobre). Saranno sottoposti a controlli di gestione a campione più volte alla settimana in modo da garantire un buon grado di efficienza ed impedire qualsiasi abuso o problema di evasione. 
      3) Prevedere una tessera per i residenti che dia diritto ad usufruire, tramite le strutture S.L.O. e gli Stabilimenti Balneari, di prezzi calmierati e molto convenienti, come accade oggi con i parcheggi a pagamento.
   4) La gestione degli Stabilimenti Balneari e soprattutto delle S.L.O. non deve avere finalità di lucro ma deve costituire un servizio agli Alassini indirizzando gli introiti verso servizi al cittadino o in attività di promozione turistica.
  5) Le S.L.O. devo essere, finalmente, a tutti gli effetti spiagge libere, seguendo in modo corretto le linee guida della Regione Liguria, garantendo gli spazi di spiaggia libera previsti dalla legge e fornendo una risposta concreta a chi non vuole o non può spendere per andare in spiaggia. 
    6) S.L.O. e Stabilimenti Balneari devono essere all’avanguardia per ciò che riguarda ordine, pulizia e decoro sia nel periodo estivo che in quello invernale.
 

Una spiaggia curata ed ordinata è il fiore all'occhiello di 
                              quell'accoglienza che deve distinguere il golfo alassino

       
        Emanuele Schivo, responsabile per le aree demaniali di “A come Alassio – Lista Avogadro” sottolinea come dall’applicazione ed il rispetto di questi sei punti possa ripartire, sia sotto il profilo dell’immagine che da quello della trasparenza amministrativa, il rilancio di una realtà importantissima per Alassio che una gestione clientelistica ha totalmente affossato. 
      
     "A come Alassio" - Lista AVOGADRO

venerdì 20 agosto 2010

ALASSIO - MERCOLEDI’ NEGLI UFFICI DEL SEGRETARIO





 Il Municipio di Alassio  (foto: AlassioFutura)

La Guardia di Finanza in Comune per l’inchiesta
sui bagni marini

Guardia di finanza in Comune ad Alassio, nell'ufficio del segretario comunale, per un'intera mattinata. E' successo mercoledì ma la notizia è filtrata solo ieri.   

Le fiamme gialle avrebbero chiesto chiarimenti, pare, su una vicenda legata alle spiagge. 

Non riguarderebbe però nulla l'inchiesta riguardante la Sbm, Società Bagni di Mare, al centro di alcuni controlli della Procura della Repubblica che hanno portato a sopralluoghi e perquisizioni anche ai titolari delle concessioni delle spiagge comunali.
Dall'ufficio del segretario sono stati visti avvicendarsi alcuni dipendenti dell' ufficio tecnico con vari faldoni sotto braccio.
Da indiscrezioni pare che la Finanza sia arrivata per reperire la documentazione riguardante le sanzioni amministrative risalenti al 2005. 
In quell'anno, in seguito ad alcuni controlli, era risultato che non tutti i concessionari degli stabilimenti balneari comunali rispettavano la norma che prevedeva di lasciare libero il 50% dello spazio, l'altra metà poteva essere attrezzata.
Una parte dei concessionari, in seguito ad alcune audizioni, non hanno dovuto pagare la multa prevista. 
Quindi mercoledì mattina le Fiamme Gialle avrebbero richiesto la documentazione che riguardava questo problema per chiarire definitivamente, pare, la situazione di tutti gli interessati e per prendere atto della posizione dei concessionari. 

[B.T.]

Da www.laStampa.it  del 20 Agosto 2010