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venerdì 6 gennaio 2012

Genova - Processo senza reato: il senatore Bornacin si «condanna» a lasciare la politica



 Giorgio Bornacin, senatore della Repubblica in quota PdL


Giura che se solo potesse tornare indietro, sceglierebbe un altro mestiere. Di certo non farebbe il politico. Non più, non ora quantomeno, non per uno che ha preso questa strada per convinzione e passione. «Non è una boutade. Sto meditando seriamente da coordinatore metropolitano del Pdl, mollo il posto da parlamentare». Da quando si è visto il suo nome in prima pagina, insieme a quello dell'ex ministro dei Trasporti Altero Matteoli, entrambi citati, ma non indagati, per una presunta vicenda di appalti pilotati per la ristrutturazione del Forte San Martino - nella quale sono finiti nel mirino della Procura a vario titolo e con ipotesi investigative diverse, il provveditore ai lavori pubblici di Liguria e Lombardia, alcuni funzionari del provveditorato, il presidente del Municipio Medio Levante, il pidiellino Fabio Orengo, oltre a imprenditori titolari delle ditte interessate alla gara d'appalto per il restyling del Forte -, Giorgio Bornacin è tentato di mandare tutto al diavolo
Perchè il limite è stato superato, il bicchiere è colmo e su certe cose non si può passare sopra come se niente fosse.
Il senatore è un fiume in piena: «Mi vergogno ad andare in giro per Genova e non ho fatto niente, niente di illegale, niente di moralmente riprovevole. E invece vengo sputtanato in prima pagina? Che deontologia giornalistica è quella che sbatte in prima pagina il mostro quando non è un mostro? Questa non è libertà di stampa, è liberta di diffamazione e di insulto». E guai a pensare che un suo eventuale passo indietro sia in qualche modo un'ammissione di colpa in questa vicenda velenosa. «Ma quale ammissione di colpa, io non ho fatto niente. Ho ricevuto anche la solidarietà di gente di Rifondazione comunista. Capisco il povero Berlusconi tutto quello che deve aver passato». E poi c'è l'altro fronte, quello della delusione politica per questo momento che pesa come un macigno. «Finchè c'era Berlusconi c'era legittimità, c'era una linea da seguire, un dialogo. Ora cosa faccio: il parlamentare per difendere Monti e la Goldman Sachs?». Poi questo continuo attacco alla «casta», quando la vera «casta», dice Bornacin non sono certo i parlamentari.
D'accordo, ma torniamo all'inchiesta degli appalti, a Fabio Orengo e all'ingegner Salvatore Buonaccorso, uno dei membri del Provveditorato alle opere pubbliche della Liguria accusati di far parte della «cricca» che truccava gli appalti sotto la Lanterna. Secondo gli inquirenti, Bornacin e Matteoli si sarebbero attivati per farlo progredire nella carriera e sarebbe stato proprio Fabio Orengo il tramite tra l'ingegnere e i politici, in cambio della possibilità di partecipare ad una commissione di collaudo con un paio di decine di migliaia di euro di gettone.
«Orengo mi ha chiesto se potevo ricevere Buonaccorso - spiega Bornacin che ha già dato disposizioni al suo legale di querelare il Secolo XIX -, cosa che ho fatto appena ho avuto un momento libero. Gli ho chiesto di portarmi il suo curriculum vitae, lui me lo ha portato e gli ho domandato di farmi un appunto via mail». A quel punto il senatore del Pdl dice a Orengo e a Buonaccorso che avrebbe sentito Matteoli, il quale contatterà poi direttamente l'ingegnere. «Dopo che mi ha regalato un libro sui lavori pubblici, non ho più visto Buonaccorso. Se lo incontrassi per strada oggi, non lo riconoscerei nemmeno. Della storia del Forte San Martino non ne sapevo nulla». Ma cosa chiedeva Buonaccorso? «Aspirava ad avere un incarico superiore. Sono scelte fatte all'interno del ministero, con l'interpello. Senza nessuno concorso pubblico. Lo ripeto, in questa vicenda non c'entro niente. Non mi sento nemmeno persona informata sui fatti». E però, per Fabio Orengo, presidente del Municipio Medio Levante, tirato in ballo per un ipotetico abuso d'ufficio, ieri è arrivata la prima richiesta ufficiale di dimissioni. È stato Renzo Di Prima, segretario della sezione Lega Nord Liguria «Genova Levante» e assessore del Municipio, a metterla nero su bianco. «Pur nell'ottica del più ampio garantismo - scrive il leghista - non posso che auspicare un passo indietro da parte di Fabio Orengo, dal ruolo che riveste nel mio Municipio».
«Delle dimissioni? Ne parleremo fra di noi - continua Bornacin -. Orengo è uno che ha scoperto di essere al centro di questa vicenda l'altro giorno leggendo i giornali. Ma non ha alcuna comunicazione giudiziaria».
«Mai mi sarei immaginato di arrivare a tanto - racconta al telefono il presidente di Municipio -. Sono amareggiato, mi hanno massacrato. Ora preferisco non dire nulla. Continuo a fare il mio mestiere che ho sempre fatto, in attesa che venga dimostrata la mia totale estraneità ai fatti. Al momento non sono neanche indagato, in mano non ho nulla. Apprendo tutto dai giornali. Ora capisco cosa sia il massacro mediatico subito da altre persone». 

di Giulia Guerri

Da www.IlGiornale.it  del 06 Gennaio 2012

mercoledì 2 febbraio 2011

Roma - BERLUSCONI A CENA COMPLEANNO SCHERZA, "VENITE BUNGA BUNGA E' QUA"

Il premier Silvio Berlusconi

(AGI) - Roma, 1 feb. - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si concede una serata di relax assieme ai parlamentari del Pdl, riuniti in un hotel poco fuori Roma per festeggiare il compleanno della deputata campana, ex An, Pina Castiello.
Dopo una lunga giornata di vertici e incontri, il premier presenzia ad una festa di compleanno e non fa mancare agli ospiti la sua consueta ironia. 
Arrivato dove si svolge il ricevimento, subito alcune deputate e ospiti gli si fanno intorno per alcune foto e il Cavaliere scherza: "state attente che sono pericoloso...non vi mettete nei guai...". 
Poi, nel percorso che porta alla sala dove si svolge la cena, Berlusconi si ferma vicino a due banchetti dove vengono offerte delle mandorle dolci tostate e continua a scherzare: "noccioline...noccioline...". 
Rivolgendosi poi ai due cuochi, li avvicina e, imitando gli stacchetti pubblicitari di Italia 1 dice: "fatelo con me, Italia 1", mostrando il pollice alzato.
Infine, ai vari ospiti che via via arrivano, Berlusconi si rivolge con ironia: "venite, il 'bunga bunga' e' di qua", dice il premier indicando la sala del ricevimento.
Il presidente del Consiglio si e' quindi seduto a tavola a fianco della festeggiata. Allo stesso tavolo sono seduti l'ex ministro Claudio Scajola, il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri e il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro. 


(AGI) Rm6/Stp .
22:55 01 FEB 2011

giovedì 28 ottobre 2010

La Spezia - Edili in corteo Rischio paralisi



Il ministro Altero Matteoli

L’Autorità Portuale della Spezia ha creato una società «non conforme alle leggi vigenti». A scriverlo, e a promettere un pronto intervento, è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, che risponde a un’interrogazione del senatore Pdl Giorgio Bornacin   
Una lettera che conferma in pieno i sospetti del parlamentare ligure.
Il problema era quello della costituzione di una società, la «Apls Investimenti Srl», interamente partecipata dall’Autorità portuale spezzina guidata da Lorenzo Forcieri, che si occupasse di trasporto ferroviario delle merci, della logistica, e della gestione della stazione marittima. Settori di lavoro che assai facilmente possono coinvolgere quei «servizi di interesse generale» che per decreto devono essere affidati ad aziende esterne con regolare gara pubblica di appalto. 
 
 Il senatore Giorgio Bornacin

Così facendo invece l’Autorità spezzina affida i servizi a una società che gestisce direttamente. Tra l’altro, come rileva Matteoli nella risposta a Bornacin, la «Apls Investimenti Srl», creata il 3 settembre scorso per prendere il posto della neonata e subito soppressa «Newco Srl» (il comitato portuale aveva approvato la nascita di Newco appena il 30 luglio scorso), prevede addirittura nel proprio statuto la «gestione delle stazioni marittime passeggeri». Mentre anche tra gli altri obiettivi che la società avrebbe potuto perseguire, c’era anche lo svolgimento di «tutte le attività dirette alla fornitura a titolo oneroso agli utenti portuali di servizi di interesse generale».
Qualcosa insomma, non tornava. L’anomalia, segnalata dal senatore al ministero, dovrà essere risolta. L’Autorità portuale spezzina dovrà prendere atto di aver fatto qualcosa di «non conforme alla legge». Anche perché la risposta di Matteoli si chiude con l’impegno del «Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a provvedere a segnalare all’Autorità portuale la necessità di ricondurre l’attività della neo costituita società nell’ambito di quelle consentite dalla normativa vigente». Decisione che potrebbe provocare ripercussioni non irrilevanti in banchina. E non solo alla Spezia. 

Da www.ilGiornale.it  del 28 Ottobre 2010

giovedì 25 marzo 2010

Matteoli smentisce Burlando «Il tunnel arriva dopo il voto»

Il ministro alle Infrastrutture sen. Altero Matteoli 
 
 
«Ho assicurato i sindaci della Fontanabuona: 
il tunnel si farà, ma non fatemi dettare i tempi». 
 
Il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli sbarca a Genova a sostegno di Sandro Biasotti con tre appuntamenti distinti, il secondo dei quali è stato considerato strategico ed ha avuto l’efficacia di tranquillizzare i sindaci della Val Fontanabuona preoccupati da chi, in queste settimane, aveva fatto intendere che il governo Berlusconi volesse rinunciare alla galleria che collegherebbe Rapallo con la valle dell’entroterra. 
«Dateci i tempi tecnici, aspettate che si insedi la nuova giunta regionale e, che sia guidata da Sandro Biasotti o da Claudio Burlando, firmeremo il protocollo di intesa: la volontà politica c’è, anzi c’è sempre stata». E per spiegare il progetto del governo Berlusconi, Matteoli è sceso direttamente in valle con Gianfranco Gadolla, candidato per la carica di consigliere regionale nel Pdl ed organizzatore della riunione tecnica svolta ieri pomeriggio. Il prossimo appuntamento per discutere del tunnel è fissato il 13 aprile a Roma.
In tarda mattinata, invece, Matteoli ha incontrato il popolo del centrodestra a Genova in un incontro pubblico che ha messo a confronto il «non governo» della giunta Burlando contro il progetto di Sandro Biasotti per una Liguria competitiva e soprattutto con un governo che si occupi dei suoi problemi. 
Ma con Matteoli il discorso non poteva che scivolare sempre sul tema infrastrutture ricordando che «qualcosa è partito. Abbiamo sottoscritto l’accordo che riguarda la gronda autostradale, andiamo avanti con gli accordi che abbiamo preso sul Terzo Valico. Sono infrastrutture che erano attese da tempo - ha concluso Matteoli - e per le quali, una volta sottoscritti gli accordi, sono partiti i lavori o stanno per partire». Quando si vedranno gli operai nei cantieri del Terzo valico? Sembra davvero questione di settimane: «Se non è per la fine di aprile sarà per i primi di maggio, stiamo risolvendo dei problemi di carattere burocratico. Le polemiche sui finanziamenti? - ha proseguito il ministro per le Infrastrutture - Non si può pensare di avere finanziata per intero un’opera colossale come questa».
Spazio per un confronto anche sulla riforma della portualità complice anche la presenza del senatore Luigi Grillo tra i promotori della riforma: «Siccome si è lavorato in sintonia con l’opposizione spero si possa andare in legislativa e licenziare in tempi brevi la riforma - ha aggiunto Matteoli -. Tutto dev’essere proporzionale alla situazione economica e finanziaria». 
E alla domanda se avesse più slancio ad aiutare la Liguria in caso di vittoria di Sandro Biasotti il ministro si dimostra super partes: «Ho lavorato correttamente anche con l’attuale giunta nel rispetto istituzionale. Tifo per Biasotti ma per la mia attività di ministro non cambia nulla che vinca uno o vinca l’altro». 
 
 
Da www.ilGiornale.it  del 25 Marzo 2010
 

sabato 6 febbraio 2010

INFRASTRUTTURE - Scajola, se Burlando non firma protocollo su Gronda lo firmera' Biasotti

Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola

Genova, 6 feb. - (Adnkronos) - ''Se non firma Burlando adesso, fra un mese e mezzo firmera' Biasotti''. 

Cosi' il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, questa sera a Genova per la presentazione delle liste elettorali del Pdl, commenta la posizione assunta dal presidente uscente della Regione Liguria (ricandidato dal centrosinistra), Claudio Burlando, che ieri ha dichiarato di non poter firmare lunedi' il protocollo d'intesa per la Gronda autostradale di Genova, con i ministri Scajola e Matteoli, se non viene inserito nel protocollo il progetto di tunnel tra Rapallo e la val Fontanabuona. Sandro Biasotti e' il candidato del centrodestra alle regionali.

''Non siamo in tempo a firmare il tunnel della Fontanabuona lunedi', firmeremo la Gronda e poi, nei tempi piu' brevi, firmeremo anche Fontanabuona e il suo tunnel, per levare un isolamento storico - ha spiegato Scajola - Io spero che Burlando cambi idea. Poiche' nel 1991, da sindaco di Genova, ha fatto si' che non si facesse la Gronda di Ponente, mi auguro che a distanza di 20 non faccia lo stesso errore. Ma si siccome questo governo e' un governo dei fatti - ha concluso il ministro - noi la Gronda la firmiamo e la realizziamo''.

Da www.Libero-news.it  del 06 Febbraio 2010

venerdì 22 gennaio 2010

Plinio (Pdl) «I marittimi fanno un lavoro usurante»


Il consigliere PDL alla Regione Liguria dott. Gianni Plinio

Il consigliere regionale Pdl Gianni Plinio ha ricevuto ieri mattina una delegazione di comandanti, direttori di macchina e membri degli equipaggi di diverse società di navigazione guidati dal segretario regionale Ugl per le Attività Marittime Giorgio Vallone e dalla responsabile Ufficio Provinciale Enas di Genova, Teresa Crispino, per chiedere al ministro delle Infrastrutture e Trasporti l’inserimento del lavoro marittimo tra quelli usuranti.
«È necessario rimediare a questa grave dimenticanza ponendo fine ad una iniqua discriminazione che riguarda anche tantissimi marittimi genovesi - ha detto Plinio - Che una attività come quella dei marittimi costantemente esposta ad agenti fisici e chimici di varia natura come rumore e vibrazioni oltreché particolarmente stressante sia usurante è un fatto reale e documentato.


Il senatore del PDL Giorgio Bornacin


Presenterò un ordine del giorno in merito nel prossimo consiglio regionale e insieme con il senatore Bornacin ed il segretario Vallone abbiamo chiesto un incontro urgente con il ministro Altero Matteoli».

Da www.ilGiornale.it  del 22 Gennaio 2010

venerdì 15 gennaio 2010

Ora anche Matteoli si fa la fondazione «Ma non è una corrente»


Il senatore del PDL, Altero Matteoli
 
È Altero Matteoli il presidente della neonata «Fondazione della Libertà per il bene comune», l’ultima arrivata tra le fondazioni che fanno capo a esponenti politici.  
Si vede che Gianfranco Fini, con la sua «Farefuturo», ha dato il via a una vera e propria moda. «L’intento - informa il ministro dei Trasporti, 69 anni - è quello di promuovere e realizzare eventi culturali, iniziative e dibattiti politici». Ma, tiene anche a precisare Matteoli, al fine di eliminare sul nascere possibili mormorii nel Pdl, la «fondazione non è un organismo prettamente politico né una corrente di partito». 
 

L'onorevole del PDL, Eugenio Minasso
 
Intanto l’assemblea dei soci fondatori ha distribuito le cariche sociali: vicepresidente il deputato pdl Eugenio Minasso, presidente del Comitato tecnico scientifico il professor Roberto Serrentino, segretario generale il senatore Pdl Andrea Fluttero. Del Cda fa parte anche il deputato Pdl Marco Martinelli. 
 
Da www.ilgiornale.it  del 15 Gennaio 2010