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giovedì 2 maggio 2024
mercoledì 10 aprile 2024
Italia - Alassio, è mancato Paolo Pininfarina: il sindaco Melgrati si "commuove" durante il Consiglio comunale di ieri sera, ricordando la morte, dopo lunga malattia, di un affezionato frequentatore di Alassio
Paolo Pininfarina, era erede di una piccola dinastia di Carrozzieri che hanno firmato il design di alcuni dei modelli di vetture di prestigio tra i più noti al mondo, come Ferrari, Rolls Roice, Fiat, Bentley, Peugeot e tanti altri.
Paolo Pininfarina e la moglie signora Ilaria, ritratti in un momento di serenità
Ci vengono a mente
le considerazioni sul degrado della città, già piuttosto evidente
nel 2020, portate con discrezione ma estrema puntualità dalla moglie di
Pininfarina, la giornalista Ilaria Chionetti Pininfarina. E non si pùò
dire che la stessa avesse torto, la situazione malgrado lo sfoggio
sistematico di nuove opere pubbliche, non rende giustizia alla città per
l'assenza crescente di frequentazione di qualità, di quella élite di
stile e signorilità che ormai da decenni sta progressivamente svanendo.
Condoglianze alla famiglia per la dipartita di un vero "Amico" di Alassio, sinceramente affezionato con tutti i suoi famigliari alla nostra cittadina, per la quale ha cercato più volte, negli anni, di dare un contributo concreto alla salvaguardia della sua immagine.
mercoledì 7 febbraio 2024
Italia - Stellantis e il marchio Fiat, quelli di "Affari Sbullonati" combattono con tutte le loro forze il Made in Italy 🇮🇹
Come Luca di Montezemolo dipinge la situazione degli stabilimenti del Gruppo Stellantis in Italia e cosa comporta l'avvenuta cessione di Magneti Marelli
venerdì 2 febbraio 2024
Italia - Fiat, quando le banche italiane salvarono la prima azienda "pubblica" col prestito "convertendo"
John Elkann sostiene che le banche, nella crisi tra il 2002 e il 2003, lasciarono sola la Fiat. Un’affermazione infondata: le principali banche la salvarono con il finanziamento convertendo di 3 miliardi. Ciò fu pienamente riconosciuto da Sergio Marchionne
martedì 4 ottobre 2022
Olanda - Le aziende italiane con sede legale in Olanda (per motivi fiscali)
Da Campari alla Fiat sono decine le grandi aziende nostrane che hanno spostato la sede legale nei Paesi Bassi, per motivi fiscali facendoci perdere 30 mld l'anno
venerdì 8 ottobre 2021
Italia - Alfa Romeo, la strategia anti crisi: dal 2023 le auto saranno prodotte su richiesta
Alfa Romeo si ripensa. Il marchio storico della casa di Arese, che
nell’impianto di Cassino ha attualmente una produzione tra il 10 e il
15% della propria potenzialità, cambia strategia. Una storia mai
rilanciata fino in fondo, proposito in cui non è riuscito nemmeno Sergio
Marchionne, che pure voleva renderlo il marchio premio della galassia
Fiat (ora Stellantis). Ora
prova a rivitalizzarsi tagliando i costi. È previsto un modello di
business basato su una produzione «su misura» in base alla richiesta dei
clienti. In ossequio alla strategia di sinergie per 5 miliardi che il
ceo di Stellantis, Carlos Tavares, ha spiegato all’alba della fusione
tra Fca e Psa. Il ceo Jean Philippe Imparato ha descritto il nuovo modello just in time dopo
l’incontro con le associazioni dei concessionari italiani dei brand
Alfa, Ds e Lancia. «Fino al 2026 ci sarà un lancio all’anno di Alfa
Romeo, Ds e Lancia. Il suv Tonale sarà prodotto a partire da marzo 2022
(a Pomigliano, ndr) e sarà in
vendita in Italia a giugno 2022», ha detto Imparato che ha escluso la
partecipazione del marchio al prossimo Salone di Ginevra («Non fa parte
dei miei progetti di spesa per il 2022», ha detto).
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mercoledì 25 agosto 2021
Svizzera - Margherita Agnelli e John Elkann: come è nata la guerra di successione in Italia
Dopo quasi vent’anni Margherita Agnelli, 65 anni, riprende la disfida per l’eredità del padre contro i suoi primi tre figli, John Elkann e i fratelli Lapo e Ginevra, di fatto unici eredi del patrimonio dell’Avvocato — con la quota maggiore andata al figlio più grande oggi 45enne — di fronte a quello che l’unica figlia superstite dello storico presidente della Fiat considera un esautoramento di fatto dei suoi cinque figli avuti dal secondo marito, Serge de Pahlen. È una vicenda nella quale si intrecciano rancori decennali, incomprensioni radicate, visioni opposte del mondo, una posizione ben precisa su ricchezza e patrimonio fondata sul principio che «gli Agnelli comandano uno per volta», la sofferenza di Margherita per la morte prematura del fratello maggiore Edoardo, suicida nel novembre 2000 a 46 anni, il giallo sull’ammontare del tesoro effettivo dell’Avvocato scomparso il 24 gennaio 2003.
martedì 17 agosto 2021
Italia - Stellantis mette in vendita la storica palazzina Fiat al Lingotto (con l’ufficio di Gianni Agnelli)
Un mandato ad advisor internazionali
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mercoledì 25 luglio 2018
venerdì 21 gennaio 2011
Saso (Pdl) su Fincantieri: “Aiutare i sindacati a superare le divisioni”
Alessio Saso consigliere del Pdl in Regione Liguria
Genova - Sarà discussa martedì prossimo in Consiglio regionale la mozione presentata da Alessio Saso, e sottoscritta da tutti i consiglieri regionali del Pdl, che chiede alla Giunta un impegno per ricomporre la frattura che si è creata a livello nazionale fra le sigle sindacali.
«Il tema – ha detto Saso - è di particolare attualità anche per il territorio ligure, in relazione agli scenari che si profilano in Fincantieri sul tema della flessibilità del lavoro. Del resto lo stesso amministratore delegato Giuseppe Bono ha dichiarato di aver addirittura anticipato l’Ad della Fiat Marchionne in tema di flessibilità e capacità produttiva nella sfida con il mercato globale.
Credo, quindi, che sia necessario l’impegno da parte della Giunta ligure su questo tema vitale e ad adottare tutte le politiche necessarie per ricomporre la pericolosa frattura che si è creata fra le sigle sindacali. Mi aspetto in aula un dibattito serio, intellettualmente onesto, scevro da pregiudizi, che, mettendo da parte posizioni meramente ideologiche e preconcette, possa dare un apporto costruttivo, nell’interesse del territorio ligure».
«La carenza di competitività, e di una produttività che oramai si misura a livello globale, è un problema oggettivo». L’esponente del Pdl ha ricordato come i 18 o i 21 turni di lavoro, la disciplina degli straordinari, le pause, questioni al centro dell’accordo di Pomigliano, e riproposte per lo stabilimento di Mirafiori, vengano da tempo applicati in molti contratti nazionali di lavoro in altri settori produttivi, dove si è definita una diversa distribuzione dell’orario anche con l’intesa della Filcem-Cgil o della Fiom-Cgil, senza arrivare alle criticità della situazione attuale. «Mai – ha detto Saso - come in questo momento economico, un atteggiamento improntato alla collaborazione tra parti sociali è l’unica via perseguibile per mantenere e potenziare il nostro assetto industriale.
«La carenza di competitività, e di una produttività che oramai si misura a livello globale, è un problema oggettivo». L’esponente del Pdl ha ricordato come i 18 o i 21 turni di lavoro, la disciplina degli straordinari, le pause, questioni al centro dell’accordo di Pomigliano, e riproposte per lo stabilimento di Mirafiori, vengano da tempo applicati in molti contratti nazionali di lavoro in altri settori produttivi, dove si è definita una diversa distribuzione dell’orario anche con l’intesa della Filcem-Cgil o della Fiom-Cgil, senza arrivare alle criticità della situazione attuale. «Mai – ha detto Saso - come in questo momento economico, un atteggiamento improntato alla collaborazione tra parti sociali è l’unica via perseguibile per mantenere e potenziare il nostro assetto industriale.
Quest’ultimo non può prescindere dalla presenza sul territorio dei grandi impianti ad alto contenuto tecnologico. Occorre un impegno stringente della politica per mantenerli e svilupparli».
Da www.cittadigenova.it del 21 Gennaio 2011
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venerdì 14 gennaio 2011
Politica - I "nazionalisti" doc
sabato 1 gennaio 2011
Imperia - Luigi Sappa, l'uomo politico che ha attraversato il decennio di vita pubblica della provincia traccia un bilancio e fa gli auguri ai cittadini
Luigi Sappa, Presidente della Provincia di Imperia
"L'auspicio per i prossimi dieci anni? Coesione politica di chi governa, rispetto dei ruoli, efficienza degli apparati con l'obiettivo di soddisfare i bisogni dei cittadini senza perdere alcuna occasione positiva".
Luigi Sappa uomo pubblico ha sicuramente attraversato il decennio appena terminato, prima come sindaco del capoluogo (dal giugno 1999 al maggio del 2009) poi dalla primavera scorsa come presidente della Provincia.
Nessuno è più titolato di lui, quindi, per stilare un bilancio degli ultimi dieci anni, traguardando con lo sguardo il decennio appena aperto.
L’intervista che segue è stata realizzata la mattina del 31 dicembre nel suo studio. Ha così esordito il presidente della Provincia:“L’atmosfera è quella del sabato del villaggio. Tutti ci sentiamo pieni di propositi, ma visto che la maggior parte dei suoi lettori leggerà questa intervista dopo Capodanno, ancorchè domenica, quando però il dì di festa sarà passato, è meglio entrare subito in argomento. Le tre grandi sfide che ci attendono sono sostanzialmente riconducibili a tre temi, ambiente, tutela del territorio e sviluppo”.
“Le vicende che hanno segnato i cambiamenti dell’Italia – ha, quindi, proseguito Luigi Sappa – sono da sempre quelle che sono partite da ciò che insegna la gente. Una lezione in questi giorni ci è arrivata dalla vicenda Fiat che è destinata a ripercuotersi sull’economia e sulla società. La cinghia di trasmissione sono le esigenze di chi lavora, che come questo caso ha dimostrato sono diverse da quelle che chi ha la rappresentanza assume di conoscere. Anche da noi dobbiamo pensare che i problemi nei quali ci dibattiamo non possono prescindere dal mondo del lavoro. Quando si parla di nuovo porto turistico a Imperia, Ucflor, Casinò, Ferrovia, in tutti questi casi il comune denominatore è il lavoro.
Noi abbiamo davanti delle sfide che partono dal comparto floricolo, dall’agroalimentare e dal turismo.
Posizionare gli obiettivi su questi temi vuol dire fare fronte comune per risolvere i problemi delle infrastrutture, raddoppio ferroviario, Statali 20 e 28, Autostrada, bretella Albenga-Carcare-Predosa.
Noi da parte nostra dobbiamo mettere a sistema le dimore storiche per attrarre i turisti che vengono anche per 2 o 3 giorni in modo che abbiano delle cose da vedere. Il sistema della portualità, poi, è essenziale per colmare il gap con la vicina Francia”.
“La tutela del territorio - sottolinea il presidente della Provincia – è essenziale. Mai come in questi giorni capiamo che questo è un territorio fragile e che tenere un muretto in piedi a Mendatica vuol dire evitare l’alluvione a Imperia. Sarà, quindi, fondamentale investire nell’entroterra. In questo senso la Provincia presenterà un progetto di consolidamento del collegamento stradale dell’asse tra la Statale del Nava, Molini di Triora e Pigna attraverso i valichi ”.
In un quadro di lotta tra poteri dello Stato (vedi vicenda nuovo porto di Imperia) che sta emergendo oggi anche in provincia di Imperia, suona come emblematico il riferimento di Sappa alla demolizione dei ruderi delle ex Ferriere, un fatto storico per la città.
Sappa che nel suo ufficio ha appeso un quadro che riproduce una veduta di Oneglia quando ancora erano operative le Ferriere dice: “Non posso non ricordare come nell’abbattimento di un simbolo di degrado di Imperia ci sia stata condivisione da parte del procuratore della Repubblica dell’epoca ( Luigi Carli ndr) che non solo condivise le ragioni di sicurezza, igiene pubblica e tutela dell’incolumità, ma, anzi, sostenne l’iniziativa.
Poiché io sono un assertore del dialogo e del confronto civile e del rispetto dei ruoli non posso non sottolineare come nel passato tutte le istituzioni abbiano concorso per la crescita e lo sviluppo di questo territorio da troppo tempo abbandonato”.
L’uomo del decennio per Luigi Sappa è sicuramente l’ex ministro Claudio Scajola. «Se vogliamo dire le cose col suo nome e cognome-sottolinea Sappa – la presenza forte di Claudio Scajola a livelli di vertice ha significato sdoganare la Liguria e Imperia. Sono convinto che Scajola sarà presto chiamato a responsabilità e ruoli che gli competono”.
Diego David
Da www.Sanremonews.it del 01 Gennaio 2011
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mercoledì 29 dicembre 2010
Dopo Berlusconi anche Bossi plaude all'accordo Fiat. Ma Marchionne e Mirafiori agitano il Pd
Il logo della Fiat in due formati estetici: uno abbastanza datato e l'ultimo in ordine temporale
Il via libera del premier era arrivato qualche giorno fa. «È un accordo storico e positivo. Si tratta di una intesa innovativa e di un investimento importante per il paese».
Poche parole pronunciate da Silvio Berlusconi per benedire l'intesa su Mirafiori siglata giovedì scorso da Fiat e sindacati , (leggi il testo dell'accordo) Ieri, poi, anche il leader della Lega Umberto Bossi ha elogiato l'accordo. «Se si sono accorti anche i sindacati - osserva il senatùr - vuol dire che qualcosa da cambiare c'era».
Quanto alla chiusura della Fiom (che non ha sottoscritto l'intesa) il segretario del Carroccio taglia corto. «È d'accordo la Cgil. Io penso che qualcosa da cambiare c'era, d'altra parte la cosa più grave sarebbe che la Fiat vada all'estero perché fin quando sta qui possiamo trattare, e ora bisogna superare il momento difficile».
La provocazione di Vendola
Se nella maggioranza si registrano solo giudizi positivi, l'accordo di Mirafiori crea invece parecchie fibrillazioni all'interno del Pd. Dove convivono anime diverse: gli ex diessini legati alla Cgil, ma anche gli ex popolari vicini soprattutto alla Cisl. Con Nichi Vendola, leader di Sel, che getta benzina sul fuoco sottolineando come il rigetto dell'accordo Fiat, definito «un atto di arroganza padronale», è «un punto dirimente per costruire una coalizione». Un sasso lanciato nello stagno democratico con l'obiettivo, nemmeno troppo velato, di provocare uno spostamento a sinistra del suo asse. E le repliche non si fanno attendere.
Se nella maggioranza si registrano solo giudizi positivi, l'accordo di Mirafiori crea invece parecchie fibrillazioni all'interno del Pd. Dove convivono anime diverse: gli ex diessini legati alla Cgil, ma anche gli ex popolari vicini soprattutto alla Cisl. Con Nichi Vendola, leader di Sel, che getta benzina sul fuoco sottolineando come il rigetto dell'accordo Fiat, definito «un atto di arroganza padronale», è «un punto dirimente per costruire una coalizione». Un sasso lanciato nello stagno democratico con l'obiettivo, nemmeno troppo velato, di provocare uno spostamento a sinistra del suo asse. E le repliche non si fanno attendere.
L'endorsement di Fassino
Chiarissimo è il sostegno dell'ex segretario dei Ds, Piero Fassino, torinese doc. «Se fossi un lavoratore della Fiat voterei sì all'accordo, tuttavia l'azienda deve avvertire la responsabilità di compiere atti per favorire un clima più disteso». Ma l'ex ministro getta anche uno sguardo oltre, al referendum su Mirafiori, per rimarcare che nel caso di un eventuale no all'intesa «quelli che pagherebbero sarebbero solo i lavoratori, perché l'azienda potrebbe trasferire la produzione negli Stati Uniti o altrove».
Chiarissimo è il sostegno dell'ex segretario dei Ds, Piero Fassino, torinese doc. «Se fossi un lavoratore della Fiat voterei sì all'accordo, tuttavia l'azienda deve avvertire la responsabilità di compiere atti per favorire un clima più disteso». Ma l'ex ministro getta anche uno sguardo oltre, al referendum su Mirafiori, per rimarcare che nel caso di un eventuale no all'intesa «quelli che pagherebbero sarebbero solo i lavoratori, perché l'azienda potrebbe trasferire la produzione negli Stati Uniti o altrove».
Ma l'accordo divide i democratici
Il richiamo di Vendola trova però qualche seguito tra i democrats soprattutto nella sinistra del partito con Vincenzo Vita che sollecita il Pd ad avere «un giudizio contrario forte e netto perché è uno di quei casi in cui ambiguità e incertezze minano dalle fondamenta la natura stessa del partito riformista». Di avviso diverso è invece Giorgio Merlo che risponde direttamente al leader di Sel.
Il richiamo di Vendola trova però qualche seguito tra i democrats soprattutto nella sinistra del partito con Vincenzo Vita che sollecita il Pd ad avere «un giudizio contrario forte e netto perché è uno di quei casi in cui ambiguità e incertezze minano dalle fondamenta la natura stessa del partito riformista». Di avviso diverso è invece Giorgio Merlo che risponde direttamente al leader di Sel.
«Se l'accordo è una discriminante allpora no si può dar vita a una coalizione dove sono prevalenti massimalismi ed estremismi politici e sindacali». A sbarrare la strada a Vendola intervengono poi gli ex popolari, in testa Franco Marini che da vecchio leader della Cisl pronuncia un giudizio netto, simile a quello di Fassino. Se fosse capitato a lui, osserva, avrebbe detto «sì» all'intesa e aggiunge che «si è perso anche troppo tempo».
Sulla stessa linea si colloca poi l'ex ministro Beppe Fioroni. «Un partito riformatore deve avere il coraggio di guardare avanti. Quell'accordo è frutto del lavoro di imprese e sindacati e spetta alla politica avere il coraggio di affrontare le nuove sfide». Analogo giudizio giunge anche dall'ala veltroniana che, per bocca di Giorgio Tonini, insiste. «Il Pd è il partito del cambiamento e non della conservazione».
Più o meno lo stesso refrain pronunciato da Alessia Mosca, vicina a Enrico Letta e membro della sua associazione Trecentosessanta, che attacca Vendola «teologo della conservazione» e colpevole «di lucrare sulle paure dettate dalla crisi».
Il giudizio del segretario Bersani
Nel Pd convivono dunque posizioni differenti. Mentre il responsabile economico dei democratici, Stefano Fassina, si limita a sottolineare che il partito non entra nel merito dell'accordo ma «valuta l'aspetto della democrazia sindacale considerato un pezzo fondamentale della democrazia» per cui «non si può negare rappresentanza alla parte dei lavoratori che dissente».
Nel Pd convivono dunque posizioni differenti. Mentre il responsabile economico dei democratici, Stefano Fassina, si limita a sottolineare che il partito non entra nel merito dell'accordo ma «valuta l'aspetto della democrazia sindacale considerato un pezzo fondamentale della democrazia» per cui «non si può negare rappresentanza alla parte dei lavoratori che dissente».
Pierluigi Bersani, invece, aveva posto l'attenzione sulle luci dei nuovi investimenti di Fiat ma anche sulle ombre delle relazioni sindacali chiedendo, qualche giorno fa, che il tema fosse affrontato in Parlamento. «L'iniziativa della Fiat è molto forte. Se porterà, come io spero, a sollecitare una riforma, che ci vuole, dei meccanismi di partecipazione e rappresentanza del mondo del lavoro, sarà un fatto che avrà un esito buono. Se, invece, porterà, come è anche possibile, a una disarticolazione dei rapporti sociali, allora sarà un fatto molto negativo».
L'associazione pro-Fiom di Bertinotti e Cofferati
Chi invece abbraccia in toto la linea Fiom di rigetto dell'accordo è la neonata associazione "Lavoro e libertà", promossa da autorevoli esponenti politici come Fausto Bertinotti, Sergio Cofferati, Stefano Rodotà, Rossana Rossanda. Sorta per combattere, scrivono gli ideatori, «fermare e rovesciare la deriva autoritaria» suggerendo di «ridare centralità politica al lavoro. Riportare il lavoro, il mondo del lavoro, al centro dell'agenda politica: nell'azione di governo, nei programmi dei partiti, nella battaglia delle idee».
Chi invece abbraccia in toto la linea Fiom di rigetto dell'accordo è la neonata associazione "Lavoro e libertà", promossa da autorevoli esponenti politici come Fausto Bertinotti, Sergio Cofferati, Stefano Rodotà, Rossana Rossanda. Sorta per combattere, scrivono gli ideatori, «fermare e rovesciare la deriva autoritaria» suggerendo di «ridare centralità politica al lavoro. Riportare il lavoro, il mondo del lavoro, al centro dell'agenda politica: nell'azione di governo, nei programmi dei partiti, nella battaglia delle idee».
Celestina Dominelli
Da www.ilSole24ore.com del 29 Dicembre 2010
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