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lunedì 26 marzo 2012
Imperia - Caos politico dopo il ciclone porto, visita a sorpresa per Strescino
E' finita pochi istanti fa la riunione dei capigruppo in programma in comune ad Imperia. L'amministrazione guidata da Paolo Strescino è giunta infatti ad un punto critico dopo la bufera per la nota vicenda del porto turistico che, tra l'altro, ha portato anche ad una serie di arresti, tra cui Francesco Bellavista Caltagirone e Carlo Conti.
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domenica 8 gennaio 2012
mercoledì 4 gennaio 2012
Albenga - Il progetto delle 2 nuove torri scatena già lo scontro politico contrari: Pd e Fli mentre l'assessore Ciangherotti plaude l'iniziativa
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venerdì 1 luglio 2011
Genova - Incontri sospetti, bufera in Fli
L'avvocato Enrico Nan coordinatore regionale Fli
Genova - Il commissariamento del partito a livello provinciale e cittadino, insieme alle dimissioni a raffica di 25 fra dirigenti e iscritti vari. Per Enrico Nan, guida regionale di Futuro e libertà, si tratta della «normale soluzione a conflitti interni, preludio a un democratico congresso. E chiunque desse una chiave di lettura diversa o maliziosa, meriterebbe querele». Ma ci sono due retroscena importanti, che potrebbero aver pesato (sebbene non in modo esclusivo) nel terremoto ufficializzato ieri fra gli esponenti del partito di Gianfranco Fini all’ombra della Lanterna.
Non è infatti un caso se il termine «codice etico» è segnato in neretto nel comunicato con cui i 25 hanno annunciato il proprio addio. Perché quel passo è stato preceduto da uno scambio di telefonate e mail al vetriolo, in cui si commentavano due episodi rimasti finora (parecchio) sottotraccia: un incontro riservato nella sede regionale del partito, fra lo stesso Enrico Nan e gli imprenditori Mamone (al centro di varie inchieste e sospettati di contatti con la criminalità calabrese). E il ruolo di presidente di circolo, con annessa possibilità di rapido ampliamento, che s’era ritagliato Pietro Malatesti, un particolarissimo personaggio che la Finanza qualche anno fa intercettò per mesi. Di entrambi questi fatti sarebbe stato informato Fabio Granata, esponente di spicco di Fli e vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, a Genova la settimana scorsa. Ma per il momento il vincitore è Nan.
Flashback, allora. Bisogna tornare al febbraio scorso, sede della Fiumara, per rievocare il blitz dei fratelli Mamone, Gino e Antonino detto Ninetto. Il primo, patròn della Eco.Ge, colosso delle bonifiche e demolizioni, è sotto processo a Genova per corruzione e indagato per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta (avrebbe guidato un cartello d’imprese per spartirsi degli appalti) ed emissione di false fatture. Il suo nome è stato più volte accostato a quello di alcune cosche calabresi, e lo stesso Gino - come certifica un video acquisito dalla Direzione distrettuale antimafia - fu protagonista agli inizi della sua carriera di un imbarazzante brindisi con alcuni personaggi che risulteranno poi conclamati capiclan. Di cos’hanno parlato con Nan? «Si sono proposti a sostegno del movimento - conferma il coordinatore - ma il colloquio durò pochissimo». Alcuni militanti non gradiscono; anche perché da almeno quattro anni la stampa cittadina - Il Secolo XIX in particolare - ha dedicato fior di pubblicazioni alle vicende dei Mamone. Nan non si scompone: «La mia segretaria mi fissa centinaia di incontri. È normale, per un rappresentante politico. Le questioni giudiziarie dei Mamone sui giornali? Lì per lì non ci ho pensato».
Da www.ilSecoloxix.it del 01 Luglio 2011
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domenica 20 febbraio 2011
Bye Bye: e alla fine Barbareschi lascia (Fli) Futuro e Libertà. Un'altra defezione in casa di Fini e Bocchino
Luca Barbareschi noto attore e deputato finiano lascia Futuro e Libertà
un'altra defezione in casa di Gianfranco Fini ed Italo Bocchino
Il deputato finiano passerà al gruppo Misto dopo un tira e molla durato settimane
L’aveva definita una "provocazione mediatica". Aveva accusato i giornalisti di "inseguire il gossip politico senza verificare le notizie".
Alla fine – invece – era tutto vero.Luca Barbareschi lascia definitivamente Fli per aderire al gruppo Misto.
Il tira e molla è durato settimane. Dopo l’incontro con il premier Silvio Berlusconi era stato dato per scontato l’addio al partito di Fini. Ma Barbareschi aveva smentito con forza, nonostante qualche stoccata al partito e al presidente della Camera ("voglio le sue scuse": aveva detto in un’intervista). Ora i giochi sono fatti, nonostante i malumori che la "mossa" ha scatenato da entrambe le parti.
Il coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, aveva infatti chiarito che Barbareschi non sarebbe rientrato. Altrimenti, questa la frase chiave: "usciamo in 50".
"Spiace vedere tanta acredine nei miei confronti da parte del ministro che invece di pensare al suo lavoro e al bene dell'Italia, spreca il tempo per attaccarmi in modo strumentale": aveva replicato l’interessato.
"Le mie scelte dipendono dalle mie idee"
"Come sa bene chi mi conosce - aggiungeva Barbareschi - il mio lavoro e il mio pensiero non sono stati e non saranno mai in vendita. Le mie scelte dipendono esclusivamente dalle mie idee. Le parole che ho detto a Mirabello sono ancora attuali e credo che il disagio di molti di Futuro e Libertà non dipende dal mercato ma dalle proprie coscienze. So che l'onorevole Granata mi ha messo in lista di proscrizione, a proposito di democrazia interna. È inutile ogni ulteriore commento".
Da www.ilSalvagente.it del 20 Febbraio 2011
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sabato 19 febbraio 2011
Fli - Futuro e Libertà: Bellotti lascia e torna al Popolo della Libertà
L'on. Luca Bellotti lascia Fli di Fini e torna al Popolo della Libertà
Una nuova defezione per la formazione di Gianfranco Fini
(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Ancora defezioni da Futuro e Liberta'.
'L'onorevole Luca Bellotti lascia il partito e il gruppo del Fli per tornare nel fila del Pdl e nel gruppo parlamentare di riferimento'.
E' quanto si legge in una nota dell'ufficio Stampa del Pdl. Bellotti ha motivato la sua scelta spiegando di avere da sempre una storia politica di centrodestra, peraltro con incarichi di responsabilita' e di governo locale nella sua regione, il Veneto, non facendo mai venire meno il suo sostegno al governo nazionale'.
Da www.ilSecoloxix.it del 19 Febbraio 2011
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venerdì 18 febbraio 2011
Il Giornale - Quei guru tromboni che annunciavano i radiosi successi di Fini
Gianfranco Fini si stropiccia gli occhi per lo stress accumulato
dopo il terremoto che ha colpito FLI conseguente alla fuga di
parecchi senatori
Politologi, filosofi, giornalisti, sondaggisti, docenti riempivano
di lodi Fini e il suo nascente Fli.
Ma ora il progetto del presidente della Camera
si è rivelato per quello che è.
E i suoi declamatori sono diventati dei tromboni sbugiardati
di Alessandro Gnocchi
Gianfranco Fini e il suo partito hanno un grande avvenire dietro le spalle. Mentre Futuro e libertà si disintegra, senatore dopo senatore, deputato dopo deputato, è inevitabile pensare alle raffinate analisi di politologi e commentatori. I quali, dopo aver guardato nella sfera di cristallo, avevano annunciato al volgo: il domani appartiene al presidente della Camera. Concordi le analisi. Secondo Eugenio Scalfari, Fini stabiliva «un importante passo avanti per il nostro Paese e la fine dell’anomalia berlusconiana». Massimo Cacciari elogiava il superamento degli steccati e sentenziava: «Il Pdl non sta in piedi, per questo guardo a Fini». Anche Pierluigi Battista, di solito prudente, si sbilanciava: dopo aver sottolineato «il drammatico errore di Berlusconi», sottolineava come «il partito che Fini ha fatto nascere a Perugia» apparisse «invece come una forza politica vera, proiezione di un’anima autentica del centrodestra italiano ».
Insomma, solo l’ex leader di An, affiancato dai cervelloni di Farefuturo, aveva la ricetta giusta per un’altra destra: responsabile, libertaria, moderna, aperta al dialogo. Soprattutto antiberlusconiana. Di fronte a quest’ultimo dettaglio, i giornali nemici, come Repubblica , di punto in bianco divennero amici. A lungo anche il Corriere della Sera e il Sole-24 ore strizzarono l’occhio con simpatia. Accorsero professori, registi, cinematografari dell’altra sponda politica: da Giulio Giorello a Giacomo Marramao passando per Moni Ovadia.
La Rcs libri, guidata da Paolo Mieli, pubblicò il manifesto-Il futuro della libertà firmato da Gianfranco Fini. Poi venne il Terzo Polo e fu subito descritto dagli «esperti» come la casa degli autentici moderati. I guru dei sondaggi, a canali unificati, diedero la lieta novella: l’alleanza tra Fini, Casini e Rutelli era destinata a erodere il bacino elettorale della maggioranza. In costante crescita il consenso: 13 per cento, 18 per cento, 22 per cento a Ballarò nel novembre 2010. Gradimento personale per Fini alle stelle.
Un entusiasmo popolare di cui non si è vista traccia nel recente congresso di Futuro e Libertà celebrato a Milano. Già. Perché nel frattempo, senza chiedere il permesso ai politologi, il progetto ha mostrato la sua vera faccia. I paroloni spesi nei mesi passati si sono rivelati sproporzionati rispetto all’offerta politica, riassumibile quasi unicamente nel giustizialismo manettaro (che dovrebbe fare orrore a chi si proclama libertario, sia a destra sia a sinistra).
In quanto al pluralismo del nuovo schieramento, quando lo storico Alessandro Campi e la politologa Sofia Ventura hanno osato esprimere dissenso per la linea del partito, o meglio per la sua assenza, sono stati zittiti da Farefuturo. Le contraddizioni di Futuro e libertà sono esplose. Che senso ha un partito in cui dovrebbero convivere liberali (pochi) e statalisti (molti), superlaici e cattolici? Nessuno. Che successo può avere un partito di destra che fa la guerra a un governo amico e cerca sponda a sinistra? Nessuno. E infatti dopo la débâcle del 14 dicembre scorso, giorno in cui il governo ha ottenuto la fiducia ratificando l’irrilevanza dei finiani, Futuro e libertà si è sfasciato. Si poteva prevedere? Sì. Gli «esperti» però non si curano di dettagli come la realtà che hanno davanti agli occhi.
Da www.ilGiornale.it del 18 Febbraio 2011
Da www.ilGiornale.it del 18 Febbraio 2011
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mercoledì 2 febbraio 2011
I due dell’apocalisse democratica...
Massimo D'Alema e la maschera del suo braccio sinistro Bersani
Mentre l'ammucchiata anti-Berlusconi proposta da D'Alema ha già perso un pezzo e mezzo, dopo il no secco di Di Pietro e la solita spaccatura dentro Fli, Bersani non si è fatto mancare nulla perdendo le primarie anche a Cagliari.
Insomma, l'accoppiata D'Alema-Bersani - la mente e il braccio dell'agognata riscossa del Pd - sembra, più che una falange politica, una riproposizione grottesca di figure letterarie come Don Chisciotte e Sancho Pancia o, in modo forse più calzante, di personaggi dell'avanspettacolo come i fratelli De Rege.
Insomma, l'accoppiata D'Alema-Bersani - la mente e il braccio dell'agognata riscossa del Pd - sembra, più che una falange politica, una riproposizione grottesca di figure letterarie come Don Chisciotte e Sancho Pancia o, in modo forse più calzante, di personaggi dell'avanspettacolo come i fratelli De Rege.
Da quando ha ripreso in mano le redini del partito, infatti, la strana coppia non ne ha mai azzeccata una.
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sabato 27 novembre 2010
Governo: Berlusconi, non sopravvalutiamo Fli
Roma, 27 nov. (Adnkronos)
Nuovo affondo di Silvio Berlusconi contro i finiani
In collegamento telefonico con l'assemblea nazionale di alleanza del centro, il premier scherza con Francesco Pionati sui finiani.
"Sono convinto che il treno dei finiani sta andando a sbattere contro un muro di cemento a 200 chilometri all'ora...", assicura Pionati.
Replica con una battuta il Cavaliere: "a 200 allora, non sopravvalutiamoli...".
Poco prima il presidente del Consiglio aveva puntato il dito in questi termini sugli esponenti di Fli: "molti di loro sono in grave difficolta' ci stanno ripensando. Infatti si stanno interrogando se portare un danno al Paese e macchiarsi del reato di tradimento e slealta' oppure essere leali verso gli elettori".
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mercoledì 4 agosto 2010
Viespoli, mi dimetto da sottosegretario
Il sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli, dimissionario
Indicato da Fini come capogruppo Fli Senato,
rimettera' mandato
(ANSA) - ROMA, 4 AGO - Pasquale Viespoli si dimettera' da sottosegretario al Lavoro, appena formalizzato nell'incarico di capogruppo al Senato del Fli.
E' stato lo stesso Viespoli ad annunciare la sua decisione: a settembre rimettera' l'incarico.
E' stato lo stesso Viespoli ad annunciare la sua decisione: a settembre rimettera' l'incarico.
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