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lunedì 26 marzo 2012

Imperia - Caos politico dopo il ciclone porto, visita a sorpresa per Strescino

Paolo Strescino sindaco di Imperia

Dopo la riunione con i capigruppo, Strescino si è chiuso nel suo ufficio con l'on Eugenio Minasso e col capogruppo di FLi Giuseppe Fossati. Il 12 aprile si terrà un consiglio monotematico in attesa che venga azzerata la giunta

E' finita pochi istanti fa la riunione dei capigruppo in programma in comune ad Imperia. L'amministrazione guidata da Paolo Strescino è giunta infatti ad un punto critico dopo la bufera per la nota vicenda del porto turistico che, tra l'altro, ha portato anche ad una serie di arresti, tra cui Francesco Bellavista Caltagirone e Carlo Conti.
Stamattina il primo cittadino ha incontrato i suoi assessori ma solo ora emerge che Strescino li ha messi davanti ad una scelta chiara: o rassegnano le dimissioni oppure lui sarà costretto a revocare tutte le deleghe. Di fatto si tratta di un aut aut che porterà in ogni caso all'azzeramento di giunta.
Colpo di scena al municipio quando all'uscita dei rappresentanti delle forze politiche del parlamentino imperiese, Strescino ha ricevuto una nuova visita. Infatti il sindaco si è nuovamente chiuso nel suo ufficio ospitando l'On. Eugenio Minasso del PDL ed il capogruppo provinciale di Futuro e Libertà Giuseppe Fossati. Quali saranno i termini di quest'ultimo colloquio non è dato saperlo al momento.
Intanto, sul futuro politico imperiese di certo rimane solo una data: il 12 aprile. In quella serata ci sarà un consiglio comunale monotematico dedicato proprio ad Imperia, l'amministrazione e la politica per la città. Una scadenza che comunque la minoranza aveva auspicato fosse ben più vicina tanto che era stata proposto il 6 aprile ma sembra che non fosse possibile. Secondo i bene informati questo lasso di tempo permetterà agli assessori di prendere una decisione che il primo cittadino ha già preso.

Gabriele Piccardo

Da www.Sanremonews.it  del 26 Marzo 2012

 


venerdì 1 luglio 2011

Genova - Incontri sospetti, bufera in Fli

 
 L'avvocato Enrico Nan coordinatore regionale Fli

Genova - Il commissariamento del partito a livello provinciale e cittadino, insieme alle dimissioni a raffica di 25 fra dirigenti e iscritti vari. Per Enrico Nan, guida regionale di Futuro e libertà, si tratta della «normale soluzione a conflitti interni, preludio a un democratico congresso. E chiunque desse una chiave di lettura diversa o maliziosa, meriterebbe querele». Ma ci sono due retroscena importanti, che potrebbero aver pesato (sebbene non in modo esclusivo) nel terremoto ufficializzato ieri fra gli esponenti del partito di Gianfranco Fini all’ombra della Lanterna.
Non è infatti un caso se il termine «codice etico» è segnato in neretto nel comunicato con cui i 25 hanno annunciato il proprio addio. Perché quel passo è stato preceduto da uno scambio di telefonate e mail al vetriolo, in cui si commentavano due episodi rimasti finora (parecchio) sottotraccia: un incontro riservato nella sede regionale del partito, fra lo stesso Enrico Nan e gli imprenditori Mamone (al centro di varie inchieste e sospettati di contatti con la criminalità calabrese). E il ruolo di presidente di circolo, con annessa possibilità di rapido ampliamento, che s’era ritagliato Pietro Malatesti, un particolarissimo personaggio che la Finanza qualche anno fa intercettò per mesi. Di entrambi questi fatti sarebbe stato informato Fabio Granata, esponente di spicco di Fli e vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, a Genova la settimana scorsa. Ma per il momento il vincitore è Nan.
Flashback, allora. Bisogna tornare al febbraio scorso, sede della Fiumara, per rievocare il blitz dei fratelli Mamone, Gino e Antonino detto Ninetto. Il primo, patròn della Eco.Ge, colosso delle bonifiche e demolizioni, è sotto processo a Genova per corruzione e indagato per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta (avrebbe guidato un cartello d’imprese per spartirsi degli appalti) ed emissione di false fatture. Il suo nome è stato più volte accostato a quello di alcune cosche calabresi, e lo stesso Gino - come certifica un video acquisito dalla Direzione distrettuale antimafia - fu protagonista agli inizi della sua carriera di un imbarazzante brindisi con alcuni personaggi che risulteranno poi conclamati capiclan. Di cos’hanno parlato con Nan? «Si sono proposti a sostegno del movimento - conferma il coordinatore - ma il colloquio durò pochissimo». Alcuni militanti non gradiscono; anche perché da almeno quattro anni la stampa cittadina - Il Secolo XIX in particolare - ha dedicato fior di pubblicazioni alle vicende dei Mamone. Nan non si scompone: «La mia segretaria mi fissa centinaia di incontri. È normale, per un rappresentante politico. Le questioni giudiziarie dei Mamone sui giornali? Lì per lì non ci ho pensato».


Da www.ilSecoloxix.it  del  01 Luglio 2011

domenica 20 febbraio 2011

Bye Bye: e alla fine Barbareschi lascia (Fli) Futuro e Libertà. Un'altra defezione in casa di Fini e Bocchino

Luca Barbareschi noto attore e deputato finiano lascia Futuro e Libertà

un'altra defezione in casa di Gianfranco Fini ed Italo Bocchino

Il deputato finiano passerà al gruppo Misto dopo un tira e molla durato settimane

L’aveva definita una "provocazione mediatica". Aveva accusato i giornalisti di "inseguire il gossip politico senza verificare le notizie".
Alla fine – invece – era tutto vero.
Luca Barbareschi lascia definitivamente Fli per aderire al gruppo Misto.
Il tira e molla è durato settimane. Dopo l’incontro con il premier Silvio Berlusconi era stato dato per scontato l’addio al partito di Fini. Ma Barbareschi aveva smentito con forza, nonostante qualche stoccata al partito e al presidente della Camera ("voglio le sue scuse": aveva detto in un’intervista).
Ora i giochi sono fatti, nonostante i malumori che la "mossa" ha scatenato da entrambe le parti.
Il coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, aveva infatti chiarito che Barbareschi non sarebbe rientrato. Altrimenti, questa la frase chiave: "usciamo in 50".
"Spiace vedere tanta acredine nei miei confronti da parte del ministro che invece di pensare al suo lavoro e al bene dell'Italia, spreca il tempo per attaccarmi in modo strumentale": aveva replicato l’interessato.
 

"Le mie scelte dipendono dalle mie idee"

"Come sa bene chi mi conosce - aggiungeva Barbareschi - il mio lavoro e il mio pensiero non sono stati e non saranno mai in vendita. Le mie scelte dipendono esclusivamente dalle mie idee. Le parole che ho detto a Mirabello sono ancora attuali e credo che il disagio di molti di Futuro e Libertà non dipende dal mercato ma dalle proprie coscienze. So che l'onorevole Granata mi ha messo in lista di proscrizione, a proposito di democrazia interna. È inutile ogni ulteriore commento".

Da www.ilSalvagente.it  del 20 Febbraio 2011

sabato 19 febbraio 2011

Fli - Futuro e Libertà: Bellotti lascia e torna al Popolo della Libertà

 

L'on. Luca Bellotti lascia Fli di Fini e torna al Popolo della Libertà

 

Una nuova defezione per la formazione di Gianfranco Fini 

(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Ancora defezioni da Futuro e Liberta'. 

'L'onorevole Luca Bellotti lascia il partito e il gruppo del Fli per tornare nel fila del Pdl e nel gruppo parlamentare di riferimento'. 

E' quanto si legge in una nota dell'ufficio Stampa del Pdl. Bellotti ha motivato la sua scelta spiegando di avere da sempre una storia politica di centrodestra, peraltro con incarichi di responsabilita' e di governo locale nella sua regione, il Veneto, non facendo mai venire meno il suo sostegno al governo nazionale'.

 

Da www.ilSecoloxix.it  del 19 Febbraio 2011

 

venerdì 18 febbraio 2011

Il Giornale - Quei guru tromboni che annunciavano i radiosi successi di Fini

 

Gianfranco Fini si stropiccia gli occhi per lo stress accumulato 

dopo il terremoto che ha colpito FLI  conseguente alla fuga di

parecchi senatori 

 

Politologi, filosofi, giornalisti, sondaggisti, docenti riempivano 

di lodi Fini e il suo nascente Fli. 

Ma ora il progetto del presidente della Camera 

si è rivelato per quello che è.

E i suoi declamatori sono diventati dei tromboni sbugiardati

 

di  Alessandro Gnocchi

Gianfranco Fini e il suo partito hanno un grande avveni­re dietro le spalle. Mentre Futuro e libertà si disintegra, senatore dopo senatore, deputato dopo deputato, è inevitabile pen­sare alle raffinate analisi di politologi e commentato­ri. I quali, dopo aver guar­dato nella sfera di cristallo, avevano annunciato al vol­go: il domani appartiene al presidente della Camera. Concordi le analisi. Se­condo Eugenio Scalfari, Fi­ni stabiliva «un importan­te passo avanti per il no­s­tro Paese e la fine dell’ano­malia berlusconiana». Massimo Cacciari elogia­va il superamento degli steccati e sentenziava: «Il Pdl non sta in piedi, per questo guardo a Fini». An­che Pierluigi Battista, di so­lito prudente, si sbilancia­va: dopo aver sottolineato «il drammatico errore di Berlusconi», sottolineava come «il partito che Fini ha fatto nascere a Perugia» ap­parisse «invece come una forza politica vera, proie­zione di un’anima autenti­ca del centrodestra italia­no ».
Insomma, solo l’ex lea­der di An, affiancato dai cervelloni di Farefuturo, aveva la ricetta giusta per un’altra destra: responsa­bile, libertaria, moderna, aperta al dialogo. Soprat­tutto antiberlusconiana. Di fronte a quest’ultimo dettaglio, i giornali nemici, come Repubblica , di pun­to in bianco divennero amici. A lungo anche il Cor­riere della Sera e il Sole-24 ore strizzarono l’occhio con simpatia. Accorsero professori, registi, cinema­tografari dell’altra sponda politica: da Giulio Giorello a Giacomo Marramao pas­sando per Moni Ovadia.


La Rcs libri, guidata da Pao­lo Mieli, pubblicò il manife­sto-Il futuro della libertà fir­mato da Gianfranco Fini. Poi venne il Terzo Polo e fu subito descritto dagli «esperti» come la casa de­gli autentici moderati. I gu­ru dei sondaggi, a canali unificati, diedero la lieta novella: l’alleanza tra Fini, Casini e Rutelli era destina­t­a a erodere il bacino eletto­rale della maggioranza. In costante crescita il consen­so: 13 per cento, 18 per cen­to, 22 per cento a Ballarò nel novembre 2010. Gradi­mento personale per Fini alle stelle.


Un entusiasmo popolare di cui non si è vi­sta traccia nel recente con­gresso di Futuro e Libertà celebrato a Milano. Già. Perché nel frattempo, senza chiedere il permesso ai politologi, il progetto ha mostrato la sua vera faccia. I paroloni spesi nei mesi passati si sono rivelati sproporzionati rispetto all’offerta politica, riassumibile quasi unicamente nel giustizialismo manettaro (che dovrebbe fare orrore a chi si proclama libertario, sia a destra sia a sinistra).


In quanto al pluralismo del nuovo schieramento, quando lo storico Alessandro Campi e la politologa Sofia Ventura hanno osato esprimere dissenso per la linea del partito, o meglio per la sua assenza, sono stati zittiti da Farefuturo. Le contraddizioni di Futuro e libertà sono esplose. Che senso ha un partito in cui dovrebbero convivere liberali (pochi) e statalisti (molti), superlaici e cattolici? Nessuno. Che successo può avere un partito di destra che fa la guerra a un governo amico e cerca sponda a sinistra? Nessuno. E infatti dopo la débâcle del 14 dicembre scorso, giorno in cui il governo ha ottenuto la fiducia ratificando l’irrilevanza dei finiani, Futuro e libertà si è sfasciato. Si poteva prevedere? Sì. Gli «esperti» però non si curano di dettagli come la realtà che hanno davanti agli occhi. 

Da www.ilGiornale.it  del 18 Febbraio 2011

mercoledì 2 febbraio 2011

I due dell’apocalisse democratica...


Massimo D'Alema e la maschera del suo braccio sinistro Bersani

Mentre l'ammucchiata anti-Berlusconi proposta da D'Alema ha già perso un pezzo e mezzo, dopo il no secco di Di Pietro e la solita spaccatura dentro Fli, Bersani non si è fatto mancare nulla perdendo le primarie anche a Cagliari.
Insomma, l'accoppiata D'Alema-Bersani - la mente e il braccio dell'agognata riscossa del Pd - sembra, più che una falange politica, una riproposizione grottesca di figure letterarie come Don Chisciotte e Sancho Pancia o, in modo forse più calzante, di personaggi dell'avanspettacolo come i fratelli De Rege.
Da quando ha ripreso in mano le redini del partito, infatti, la strana coppia non ne ha mai azzeccata una.

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sabato 27 novembre 2010

Governo: Berlusconi, non sopravvalutiamo Fli

 

Roma, 27 nov. (Adnkronos)

Nuovo affondo di Silvio Berlusconi contro i finiani

In collegamento telefonico con l'assemblea nazionale di alleanza del centro, il premier scherza con Francesco Pionati sui finiani. 
"Sono convinto che il treno dei finiani sta andando a sbattere contro un muro di cemento a 200 chilometri all'ora...", assicura Pionati. 
Replica con una battuta il Cavaliere: "a 200 allora, non sopravvalutiamoli...".
Poco prima il presidente del Consiglio aveva puntato il dito in questi termini sugli esponenti di Fli: "molti di loro sono in grave difficolta' ci stanno ripensando. Infatti si stanno interrogando se portare un danno al Paese e macchiarsi del reato di tradimento e slealta' oppure essere leali verso gli elettori".

mercoledì 4 agosto 2010

Viespoli, mi dimetto da sottosegretario

 

Il sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli, dimissionario 

Indicato da Fini come capogruppo Fli Senato, 

rimettera' mandato

(ANSA) - ROMA, 4 AGO - Pasquale Viespoli si dimettera' da sottosegretario al Lavoro, appena formalizzato nell'incarico di capogruppo al Senato del Fli. 

E' stato lo stesso Viespoli ad annunciare la sua decisione: a settembre rimettera' l'incarico.
 
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