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giovedì 14 aprile 2022
lunedì 20 settembre 2021
Italia - Silvio Berlusconi e la perizia psichiatrica, "un rimbambito?". Vittorio Feltri: perché deve accettare la richiesta dei Pm
Comprendiamo l'irritazione di Silvio Berlusconi nell'apprendere che i magistrati, quelli che lo vogliono a processo (l'ennesimo), hanno chiesto di sottoporlo a perizia psichiatrica. La qualcosa, interpretata in senso malevolo, insinua che il più grande imprenditore italiano non abbia tutte le rotelle funzionanti. È normale che il Cavaliere si sia offeso a sangue e pretenda di rifiutare l'esame. Sul piano emotivo è difficile dargli torto. Tuttavia io al posto suo avrei accettato il confronto con gli strizzacervelli per una ragione semplice.
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venerdì 4 maggio 2018
mercoledì 12 dicembre 2012
mercoledì 19 ottobre 2011
Il Giornale - WSJ ( Wall Street Journal ) promuove il Cav: "Unica soluzione realistica ai problemi per l'Italia"
Il quotidiano di Murdoch: "Il suo programma è l'unico pacchetto di riforme serio che sia stato presentato".
E affonda il Pd: "Vuole solo nuovi posti di lavoro e una tassazione progressiva"
"La settimana scorsa Berlusconi ha ottenuto la vittoria raggiungendo la
quota necessaria di 316 voti senza troppe difficoltà. Il suo trionfo
sembra quasi sfidare ogni logica. Come ha fatto? La risposta è semplice.
Per quanto gli elettori e alcuni parlamentari disapprovino le sue
misure di austerità, il Cavaliere offre l'unica soluzione realistica ai
problemi economici dell'Italia".
A dirlo è il Wall Street Journal della famiglia Murdoch in un
editoriale a firma Alexander Lee che, pur spiegando che
"la politica economica di Berlusconi" non rappresenta "le speranze
migliori" per l'Italia, ammette che "il programma di Berlusconi è
l'unico pacchetto di riforme serio che sia stato presentato".
Una promozione per il Cavaliere e una netta bocciatura per il
centrosinistra italiano. "Nonostante abbia invocato le dimissioni del
premier per mesi, la principale forza di opposizione italiana, il
Partito Democratico, non ha saputo presentare alcuna alternativa reale
alle sue proposte di bilancio - tuona il quotidiano del magnate
australiano - non importa quanto valide siano le critiche avanzate alle
misure di austerità proposte da Berlusconi, il Partito Democratico non
ha niente di meglio da offrire".
Il Wall Street Journal
smaschera Pierluigi Bersani le cui soluzioni economiche sono incentrate
"sulla creazione di posti di lavoro e sulla tassazione progressiva". Non
solo. Il giornale americano spiega anche che "le continue divisioni tra
le varie fazioni ha impedito al Partito Democratico di spiegare come
riuscirà a centrare tali obiettivi".
A seguito dei risultati deludenti del partito di Bersani durante le elezioni amministrative di maggio, il Wall Street Journal
spiega che "gli elettori sono diventati diffidenti a causa di queste
situazioni vaghe" dal momento che temono che "il partito, se avrà la
possibilità di formare un governo, si possa spaccare".
"Queste stesse preoccupazioni hanno impedito ai sindacati italiani,
tradizionalmente di sinistra, di sostenere incondizionatamente il
Partito Democratico, e alla resa dei conti hanno fatto sì che i
parlamentari autonomi rimanessero dalla parte del presidente del
consiglio - continua - vista da questo punto di vista, la vittoria di
Berlusconi al voto di fiducia di venerdì appare meno sorprendente".
Insomma, per il giornale di Murdoch il successo del Cavaliere è "un
fallimento dell'opposizione". E ancora: "La leadership del Partito
Democratico deve riconoscere di avere la responsabilità di elaborare una
politica economica chiara ed efficiente atta a promuovere la crescita e
a stabilizzare la spesa pubblica, anche al costo di scindere il partito
e di incorrere in sconfitte elettorali future. Sarà dura, ma la
vittoria di Berlusconi dimostra che il Partito Democratico deve rivedere
la propria strategia economica da zero se vuole che l'Italia recuperi".
Da www.ilGiornale.it del 19 Ottobre 2011
sabato 27 novembre 2010
Governo: Berlusconi, non sopravvalutiamo Fli
Roma, 27 nov. (Adnkronos)
Nuovo affondo di Silvio Berlusconi contro i finiani
In collegamento telefonico con l'assemblea nazionale di alleanza del centro, il premier scherza con Francesco Pionati sui finiani.
"Sono convinto che il treno dei finiani sta andando a sbattere contro un muro di cemento a 200 chilometri all'ora...", assicura Pionati.
Replica con una battuta il Cavaliere: "a 200 allora, non sopravvalutiamoli...".
Poco prima il presidente del Consiglio aveva puntato il dito in questi termini sugli esponenti di Fli: "molti di loro sono in grave difficolta' ci stanno ripensando. Infatti si stanno interrogando se portare un danno al Paese e macchiarsi del reato di tradimento e slealta' oppure essere leali verso gli elettori".
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Berlusconi: "Al voto sbaragliamo tutti . Traditore a vita chi non ci sostiene"
Silvio Berlusconi mentre scherza dal palco di un comizio con i suoi sostenitori
Il premier: "Il nostro è il governo del fare, del fare quello che la gente chiede alla politica. La vita pubblica è paralizzata da una crisi politica, irragionevole e irresponsabile, che ci ha riportato indietro la vecchia partitocrazia con i suoi egoismi". Quindi l'aut aut: "Al nostro governo non c’è altra alternativa se non quello di nuove elezioni.
Ma nessuno le vulle perché sanno che se andassimo alle elezioni sbaraglieremmo tutti"
Roma - "In questi due anni abbiamo lavorato bene e risolto tutte le emergenze, vecchie e nuove".
Nonostante gli attacchi dell'opposizione e la campagna mediatica che punta a screditare il lavoro portato avanti dal governo, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi invita i Promotori della Libertà ad "aiutare gli italiani a capire questo momento politico così assurdo, così contrario agli interessi del Paese e così lontano dagli interessi veri della gente".
Poi ha spiegato: "Il nostro è il governo del fare, del fare quello che la gente chiede alla politica, cioè quello di cui il Paese ha bisogno".
Un momento politico assurdo - La missione che il premier ha voluto affidare ai Promotori della libertà è quella di "aiutare gli italiani a capire questo momento politico così assurdo".
Un momento "così contrario agli interessi del Paese e così lontano dagli interessi veri della gente". Nel videomessaggio pubblicato oggi, Berlusconi ha voluto ricordare che "il nostro è il governo del fare, del fare quello che la gente chiede alla politica, cioè‚ quello di cui il Paese ha bisogno".
"Gli altri parlano - ha spiegato il premier - noi facciamo. La vita pubblica è paralizzata da una crisi politica, irragionevole e irresponsabile, che ci ha riportato indietro la vecchia partitocrazia, con i suoi linguaggi e i suoi egoismi".
L'eventualità di nuove elezioni - In attesa del voto di fiducia alle Camere, il premier è tornato a ragionare sui possibili scenari politici. "Questo governo è stato eletto dagli italiani - ha spiegato il presidente del Consiglio - al nostro governo non c’è altra alternativa se non quella di nuove elezioni".
Poi, però, ha avvertito: "Nessuno vuole le elezioni perché sanno che se andassimo alle elezioni li sbaraglieremmo tutti". Berlusconi è, inoltre, convinto che "l’Italia abbia bisogno di tutto meno che di instabilità e paralisi".
"Una crisi di credibilità, che spaventasse i mercati e gli investitori internazionali - ha avvertito il Cavaliere - ci porterebbe sulla stessa strada della Grecia e dell’Irlanda".
Da www.ilGiornale.it del 27 Novembre 2010
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domenica 10 gennaio 2010
Torna Berlusconi, al lavoro su 'agenda riforme'
Vertice Pdl a pranzo, poi l'incontro con Napolitano
Una colazione di lavoro a palazzo Grazioli per fare il punto sul cosidetto 'pacchetto giustizia' e poi nel pomeriggio l'incontro al Quirinale con il Capo dello Stato. Un rientro fitto di appuntamenti dunque, quello di Silvio Berlusconi, atteso nella Capitale dopo un mese di assenza forzata dai Palazzi della politica a causa dell'aggressione subita lo scorso 13 dicembre a Milano in piazza Duomo.
E così a via del Plebiscito arriveranno i tre coordinatori del partito insieme ai capigruppo di Camera e Senato insieme al ministro ministro della Giustizia Angelino Alfano. Il ritorno del Cavaliere infatti coincide con la ripresa dei lavori parlamentari che hanno tra i punti in discussione proprio i provvedimenti sulla giustizia. Alla Camera infatti proprio per lunedì è fissata la scadenza del termine degli emendamenti sul disegno di legge per il legittimo impedimento.
Mentre a palazzo Madama, al rientro dalla pausa natalizia, i senatori si troveranno a discutere il disegno di legge per il processo breve. Al di là dei testi già incardinati però, nel vertice di domani si discuterà anche di Lodo Alfano bis e di immunità parlamentare. E' proprio a quest'ultimo tema che la maggioranza guarda con interesse. L'obiettivo infatti è quello di riuscire a trovare una convergenza con l'opposizione a partire dal testo bipartisan di Franca Chiaromonte (Pd) e Luigi Compagna (Pdl).
Testare dunque la possibilità di dialogo con l'opposizione su un testo messo nero su bianco per poi provare ad andare avanti sulla stessa strada anche per quanto riguarda le costituzionali. Fermo restano, è il ragionamento fatto dal premier ai fedelissimi, che la maggioranza non rinuncerà i suoi provvedimenti bollati come leggi ad personam dall'opposizione.
Ecco perché si cercherà di mettere a punto una sorta di agenda delle riforme, un vero e proprio schema di lavoro, a cui lo stesso Berlusconi ha lavorato nei giorni di convalescenza ad Arcore. Oltre alla giustizia infatti con lo stato maggiore del Pdl il premier parlerà di modifiche alla Costituzione e di fisco. Argomento, quest'ultimo su cui è al lavoro il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Difficile che con i coordinatori del partito non si affronti poi il nodo regionali. Da sciogliere i nodi sulle candidature di Puglia e Campania (in molti nel Pdl sono convinti che la situazione sarà risolta solo dal premier) su cui manca ancora una convergenza all'interno della stessa maggioranza. In settimana poi potrebbe esserci anche un incontro con Gianfranco Fini chiesto a gran voce dalla pattuglia dei fedelissimi del presidente della Camera per discutere degli equilibri interni al partito.
Date ufficiali ancora non ce ne sono e nell'ultima telefonata i due co-fondatori del Pdl avevano concordato di risentirsi dopo le feste. Non è detto però che il faccia a faccia sia fissato per questa settimana. D'altronde era stato lo stesso Cavaliere nell'intervista a Repubblica a sostenere che con il presidente di Montecitorio "non ci sono problemi".
di Yasmin Inangiray
Da www.Ansa.it del 10 Gennaio 2010
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