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lunedì 15 ottobre 2012
Savona - I fondi FAS dirottati sulla Sanità. Centrale unica e nuovo numero così potrebbe cambiare il 118
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centrale unica 118,
Claudio Burlando,
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sabato 16 giugno 2012
Alassio - DEPURATORE: il Consigliere di Maggioranza Scarpati felice per i “soli” 223.000 euro che dovrà pagare il Comune di Alassio…certo che è felice, non li dovrà pagare Lui!!! E mancano ancora i soldi del progetto di Acqua Azzurra!!!!
Un impianto di depurazione
Sentenza del Tar che condanna il Comune di Alassio al pagamento di 223.000 euro…Scarpati esulta, e lo possiamo anche capire…lui non è membro della Giunta Comunale, e quindi non sarà chiamato, pro quota, dalla Corte dei Conti, a pagare i 223.000 euro che il Comune dovrà rifondere alla Severn Trent…sono 37.170 euro per ognuno dei membri di giunta presenti alla Deliberazione che annullava il progetto del depuratore di Sant’Anna.
E non è finita qui…infatti mancano all’appello i 450.000
euro spesi dalla soc. Acqua Azzurra per realizzare il progetto presentato
all’atto di impulso del Project Financing; avrebbero dovuto essere pagati
dalla Soc. Severn Trent alla aggiudicazione del bando; ora saranno a carico del
Comune. E sono altri 75.000 euro per ogni Assessore e per il
Sindaco!!!
Anche perché, appena in possesso della
sentenza del T.a.r., sarà nostra premura trasmettere tutto alla Corte dei
Conti,
per appurare la responsabilità della Giunta in questa scelta, dettata non già
dall’amore per la Città ma da meri motivi politici di adesione al progetto
di Villanova, targato PD.
E’ inutile ricordare che la scelta del Depuratore a
Sant’Anna era stata fatta dall’allora Sindaco Avogadro, oggi “pentito”,
perché il Piano Regionale della depurazione prevedeva un impianto per i Comuni
di Alassio e Laigueglia, situato in
Alassio nella zona di S. Anna; tanto è vero che venne redatto un
progetto per un impianto di pretrattamento, finanziato a bilancio e mai
realizzato perché l’amministrazione Provinciale di Sinistra in allora ci
avvertì con toni minacciosi circa
l’impossibilità di dare il nulla
osta allo scarico a mare del pretrattamento, di competenza Provinciale, se
non esisteva il trattamento completo con la depurazione. L’impianto prevedeva
la grigliatura, con insacchettamento automatico dei rifiuti solidi oltre i 3
millimetri con l’invio alla discarica, la disoleatura e la dissabbiatura del
liquame e, secondo me, per un Comune che non ha impianti industriali, era più
che sufficiente a risolvere al 90% i problemi di Alassio.
Impianto da 2.000.000 di euro, che oggi si pensa di
sostituire con un “impiantino” da 200.000 euro, con i problemi annessi e
connessi di odore (puzza), trasporto alla discarica speciale dei rifiuti
derivati ecc…
Quanto previsto dal Piano Regionale della Depurazione era
stato traslato nell’Ambito Territoriale Ottimale provinciale, che prevedeva 3
depuratori nella zona di ponente: uno ad Alassio, uno ad Albenga,
con opzione di conferire a Borghetto S.S. e uno ad Andora insieme a Testico
e Stellanello.
In seguito a
quanto disposto del Piano Regionale e a quanto previsto dall’ATO provinciale il Comune di Alassio aveva deciso di avviare una gara in project
financing per realizzare il depuratore.
Ora i nodi vengono al pettine, ma chi pagherà
per questa decisione? i Cittadini di Alassio? Non credo proprio, a
pagare sarà la giunta di Alassio che sarà chiamata dalla Corte dei Conti
a rispondere di questa decisione dettata dalla politica e non dal buon senso… E
intanto il depuratore di Villanova ha perso i finanziamenti Fas Regionali
(almeno per ora), e il progetto è in alto mare, se non da rifare come il
bando….
E intanto la M…a va a bagno, con i
risultati che tutti, in estate, possono apprezzare negativamente.
Marco Melgrati Consigliere Regionale
martedì 15 giugno 2010
Manovra, i trucchi del mago Burlando smascherati dal Pdl
Il presidente della Regione, Claudio Burlando, durante una seduta consigliare
Il trucco c’è e ora si vede
Il Pdl smaschera i giochetti del mago Burlando che in campagna elettorale ha promesso posti di lavoro a tempo indeterminato, fondi per progetti di riqualificazione in Liguria e un bilancio della sanità messo molto meglio di quello che in realtà sembra essere.
«Ora prova a scaricare ogni responsabilità sulla manovra di Tremonti per smarcarsi dalle sue colpe, ma è tutto nero su bianco. Ha creato illusioni che sapeva già di non poter mantenere, anche se non fosse arrivata la manovra», accusa Luigi Morgillo, pidiellino e vicepresidente del consiglio regionale che elenca le inadempienze della giunta ribaltando le accuse che il governatore aveva lanciato contro il Governo.
Il presidente aveva spiegato che, per effetto della manovra, la Liguria poteva considerarsi chiusa puntando il dito contro quei 340 milioni di fondi Fas che sarebbero dovuti arrivare alla Liguria nel 2010: «Burlando sapeva bene che quei soldi non avevano una copertura, ma ha girato da Ventimiglia a Sarzana promettendo denaro che sapeva di non disporre - attacca Morgillo -: dal tunnel della Fontanabuona in avanti vane promesse acchiappavoti». Proprio sul tunnel è intervenuto ieri anche il presidente della Comunità montana della zona che ha attaccato il governatore: «Burlando su questa opera strategica è andato a prendersi i voti dei cittadini in campagna elettorale e, a questo punto, se è un bravo amministratore deve dimostrarlo con i fatti senza scaricare sul Governo le sue responsabilità».
Attacco che fa il paio con un fatto ancora più grave per l’opposizione in consiglio regionale: l’inadempienza della Regione in materie di spese per il personale che ha superato il tetto di spesa imposto dalla finanziaria 2006 di oltre un milione. In base al decreto Tremonti la giunta fin da ora è sottoposta al blocco totale delle assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale. Un blocco che varrà non solo per il 2010 ma anche per il 2011: «Alcuni contratti ci risultano ancora giacenti nell’ufficio del personale e non perfezionati - puntualizza Raffaella Della Bianca -. Ora vedremo come manterranno le promesse di stabilizzare i precari e assumere nuovo personale».
Dalle promesse «populiste» ai ritardi della nuova giunta che, al momento, non ha ancora presentato l’assestamento di bilancio (da approvare per legge entro il 30 maggio dalla giunta regionale ed entro il 31 giugno dal consiglio). Così come non si è ancora ufficialmente parlato di quello che accadrà in fatto di sanità. Il primo trimestre del 2010 ha dimostrato come il deficit sia pesante e possa essere pari a 190 milioni se non si interverrà in maniera drastica.
Manca ancora la proroga dei termini per gli adempimenti dei comuni previsti per attuare la legge sull’edilizia: «Questa legge non ha portata a nulla - denuncia il consigliere savonese Marco Melgrati -; le concessioni edilizie e le Dia licenziate sono assolutamente risibili come numero. Il Pdl proporrà una nuova legge».
Non solo, il Popolo della Libertà è pronto a mettersi al tavolo per condividere con la maggioranza per lavorare di comune accordo: «A patto che Burlando la smetta di dire che l’unica cosa tagliabile in Liguria sono le auto blu e ci si metta a ragionare seriamente sulla sanità a partire dalle nomine dei nuovi dirgenti che devono essere condivise» è il ragionamento di Matteo Rosso.
Attacco che fa il paio con un fatto ancora più grave per l’opposizione in consiglio regionale: l’inadempienza della Regione in materie di spese per il personale che ha superato il tetto di spesa imposto dalla finanziaria 2006 di oltre un milione. In base al decreto Tremonti la giunta fin da ora è sottoposta al blocco totale delle assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale. Un blocco che varrà non solo per il 2010 ma anche per il 2011: «Alcuni contratti ci risultano ancora giacenti nell’ufficio del personale e non perfezionati - puntualizza Raffaella Della Bianca -. Ora vedremo come manterranno le promesse di stabilizzare i precari e assumere nuovo personale».
Dalle promesse «populiste» ai ritardi della nuova giunta che, al momento, non ha ancora presentato l’assestamento di bilancio (da approvare per legge entro il 30 maggio dalla giunta regionale ed entro il 31 giugno dal consiglio). Così come non si è ancora ufficialmente parlato di quello che accadrà in fatto di sanità. Il primo trimestre del 2010 ha dimostrato come il deficit sia pesante e possa essere pari a 190 milioni se non si interverrà in maniera drastica.
Manca ancora la proroga dei termini per gli adempimenti dei comuni previsti per attuare la legge sull’edilizia: «Questa legge non ha portata a nulla - denuncia il consigliere savonese Marco Melgrati -; le concessioni edilizie e le Dia licenziate sono assolutamente risibili come numero. Il Pdl proporrà una nuova legge».
Non solo, il Popolo della Libertà è pronto a mettersi al tavolo per condividere con la maggioranza per lavorare di comune accordo: «A patto che Burlando la smetta di dire che l’unica cosa tagliabile in Liguria sono le auto blu e ci si metta a ragionare seriamente sulla sanità a partire dalle nomine dei nuovi dirgenti che devono essere condivise» è il ragionamento di Matteo Rosso.
Condivisione è la seconda parte del tema pidiellino. Da parte del centrodestra c’è la volontà di collaborare solo se ci sono aperture sui contenuti e sulle scelte strategiche da seguire per il futuro della Regione: «Siamo pronti a decidere con lui dove tagliare, dove risparmiare. Siamo pronti anche in prima persona come consiglio regionale» ragiona Morgillo che sul balletto di Burlando è molto chiaro «sta giocando al rimpallo delle responsabilità solo perché sa benissimo che dovrà aumentare le tasse.
E lo sapeva già quando in campagna elettorale prometteva soldi a tutti».
Federico Casabella
Da www.ilGiornale.it del 15 Giugno 2010
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