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giovedì 29 novembre 2012

Alassio - Convocazione Consiglio Comunale per oggi Giovedì 29 Novembre 2012, alle ore 12.00



Ordine del Giorno del Consiglio Comunale


Il Consiglio Comunale è convocato nella Sala Consiliare del palazzo comunale per il giorno:


Giovedì 29 Novembre 2012 ore 12:00

  1. Lettura ed approvazione verbali adottati nella seduta del 05 Ottobre 2012.
  2. Designazione Rappresentante del Consiglio Comunale in seno al Comitato di Gestione Asilo Nido Comunale “PICCOLO PRINCIPE”.
  3. Assestamento generale del Bilancio di previsione 2012, della Relazione previsionale e programmatica 2012/2014 e del Bilancio pluriennale 2012/2014 – Rideterminazione obiettivo del patto di stabilità interno 2012 a seguito del contributo ottenuto a titolo di “patto regionale verticale e orizzontale” – Aggiornamento programma incarichi professionali.
  4. Riconoscimento debiti fuori bilancio a seguito delle sentenze n° 10261/2010 e n° 820/2012 emesse dal TAR Liguria Sez. II ricorso della Severn Trent Italia SpA/Comune di Alassio (Art. 194, comma 1. lett. a) del D.Lgs. 267/2000).
  5. Interventi riduzione indebitamento in essere. Estinzione anticipata mutui. Art. 16 comma 6 bis D.L. n. 95 del 06/07/2012.
  6. Approvazione Accordo di programma per la realizzazione dell’intervento “Impianto Consortile di Villanova d’Albenga “ ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. N.267/2000.
  7. Adesione Convenzione Servizio Luce 2 – Lotto 1 stipulata tra la CONSIP S.P.A. per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze e Enel Sole S.R.L. per la gestione degli impianti di pubblica illuminazione.
  8. Adesione del Comune di Alassio al “Patto dei Sindaci” in tema di energia e cambiamento climatico.

domenica 25 novembre 2012

Alassio - Giovedì 29 Novembre p.v., convocato il Consiglio Comunale e tra i vari punti all'Ordine del Giorno c'è anche il caso del Depuratore con la penale di 223 mila euro oltre interessi, oneri, parcelle, per un totale che supera i 239 mila euro, stabilita dal Tar, da pagare per il vecchio progetto di Sant'Anna che il sindaco Roberto Avogadro ha assolutamente voluto abbandonare, ma si parlerà anche dell'adesione all' Accordo di Programma per aderire al nuovo, fino ad ora stentoreo progetto appoggiato dal Pd per il depuratore ingauno a Villanova d'Albenga, in forse dopo l'intenzione espressa dal sindaco di Andora Franco Floris di allacciare la sua città al depuratore di Imperia


Da www.laStampa.it del 25 Novembre 2012

Alassio - Per il depuratore che doveva essere realizzato dalla Severn Trent e bloccato dal sindaco Roberto Avogadro il Comune è stato condannato dal Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) a pagare la bella cifra di 223 mila euro riconoscendo il danno subito dalla società, per ora, solo relativamente al valore della realizzazione del progetto dell'impianto. Pare pendano altri ricorsi nel merito di cui si dovrà attendere l'esito dei giudizi


Da www.il Secoloxix.it del 25 Novembre 2012

lunedì 18 giugno 2012

Alassio - Depuratore di Alassio: anche il Consigliere Scarpati mente sapendo di mentire. Melgrati: Severn Trent unica partecipante al bando del Project Financing del depuratore di Alassio perché unica società presentatasi con FIDEIUSSIONE BANCARIA.



Un impianto di depurazione visto dall'alto 


E’ necessario fare chiarezza sulla vicenda del depuratore di Alassio, visto che il consigliere delegato Scarpati ha preso dal Sindaco Avogadro il vezzo di raccontare delle Balle colossali
Il 26 aprile 2004 il consiglio comunale di Alassio dichiarò di pubblico interesse una proposta di progettazione, costruzione e gestione in projet financing del depuratore consortile di Alassio presentata da Acqua Azzurra s.c.a.r.l. Il progetto fu dichiarato, e accettato dal Comune di Alassio, del valore di euro 444.000,00. Non essendo riuscita ad avere la fidejussione richiesta in sede di bando della gara per l'assegnazione dell'opera, Acqua Azzurra Scarl non venne ammessa alla apertura delle buste e quindi alla gara, che ebbe un solo concorrente e cioè la Severn Trent., che si presentò al bando con la fideiussione bancaria.
Come è una sonora balla che la Regione aveva imposto ad Alassio di confluire nel depuratore comprensoriale; se Scarpati ha le prove del contrario tiri fuori gli atti, se ce ne sono (ma non è così!!!). E se c’è un problema economico, è più facile che ci sia con il depuratore di Villanova, viste le vicissitudini del bando di gara, che così come è stato fatto non può andare avanti, ed in effetti è fermo!!!
E il 31.12 2011 il Consigliere Scarpati, commentando un mio comunicato stampa sui proclami di questa giunta sull’impianto di pretrattamento aveva a dire: “Nessuna bufala, ma splendida realtà: nel corso del 2012 il grigliatore-rotostracciatore sarà realizzato ed entrerà in funzione e Melgrati sarà invitato all´inaugurazione quale ospite di riguardo”. A dirlo è il consigliere comunale Alessandro Scarpati replicando alla parole del consigliere regionale Pdl che aveva definito il progetto “una bufala di fine anno in quanto un impianto di pretrattamento con “grigliatore-roto stracciatore”, che dovrebbe essere solo aggiornato nei prezzi, e nella tecnologia, perché dopo più di dieci anni potrebbe essere obsoleta, non potrebbe essere autorizzato, e quindi allacciato alla rete, perché proibito per legge”.
Ripeto le parole di Scarpati: nel corso del 2012 il grigliatore-rotostracciatore sarà realizzato ed entrerà in funzione…siamo alle porte dell’estate, e ad oggi di BUFALA si tratta: non c’è nemmeno ancora il progetto, figurarsi l’opera!!! Inoltre non si capisce perché nel 2000 non poteva essere autorizzato il depuratore primario senza il secondario allo scarico e ora sì…che cosa è cambiato? NULLA, a quanto ci risulta….

Ma un poco di storia non guasta, anche a memoria del consigliere Scarpati: Nel 1993, quando assunsi la carica di assessore ai Lavori Pubblici della Città di Alassio, Sindaco un certo Avogadro,  Il Piano Regionale della depurazione prevedeva un impianto per i Comuni di Alassio e Laigueglia, situato in  Alassio nella zona di S. Anna; tanto è vero che venne redatto un progetto di un impianto di pretrattamento, finanziato a bilancio e mai realizzato perché l’amministrazione Provinciale di Sinistra mi avvertì in toni minacciosi circa  l’impossibilità di  dare il nulla osta allo scarico a mare del prettrattamento, di competenza Provinciale, se non esisteva il trattamento completo con la depurazione. L’impianto prevedeva la grigliatura, con insacchettamento automatico dei rifiuti solidi oltre i 3 millimetri con l’invio alla discarica, la disoleatura e la dissabbiatura del liquame, e secondo me, per un comune che non ha impianti industriali, era più che sufficiente a risolvere al 90% i problemi di Alassio.
Quanto previsto dal Piano Regionale della depurazione era stato traslato nell’ATO provinciale, che prevedeva 3 depuratori nella zona di ponente: uno ad Alassio, uno ad Albenga, con opzione di conferire a Borghetto S.S. e uno ad  Andora  insieme a Testico e Stellanello. Del depuratore Comprensoriale Ingauno nemmeno l’idea, nemmeno l’ombra!!!!
In seguito a quanto disposto del Piano Regionale e a quanto previsto dall’ ATO   provinciale  il Comune di Alassio aveva deciso di avviare una gara in project financing per realizzare il depuratore.
Questa gara è arrivata a conclusione con unica partecipante la società multinazionale “Severn Trent”, unica ad aver garantito con fideiussione i 9milioni e 600mila euro già previsti come finanziamento nell’accordo Stato-Regione e poi volatilizzati.
Appunto per quanto attiene al finanziamento,  era stato previsto dal Governo Berlusconi con il Ministro Matteoli, Presidente della Regione Biasotti, nella conferenza Stato-Regioni, un importo pari a 9milioni e 600mila euro. Con l’avvento di Prodi e del Governo dei “Compagni” (insieme al Governatore Burlando) il finanziamento è stato cancellato senza giustificazione alcuna.
Nel frattempo veniva ad essere modificata la composizione della giunta di Laigueglia e quindi il nuovo Sindaco e il Comune di Laigueglia decideva di non conferire più i liquami reflui della fognatura ad Alassio con la motivazione addotta che le tubazioni  avrebbero dovuto attraversare tutto il territorio di Laigueglia, in quanto il grigliatore che convoglia tutta la fognatura di Laigueglia è posto all’estremo ponente della città e  i tubi avrebbero attraversato il territorio comunale con un troppo pieno che in caso di rottura avrebbe sversato in mare libero. Questa la giustificazione della nuova giunta.
Per quanto attiene al costo della tariffa, la tariffa oggi prevista nel depuratore di Borghetto dovrebbe essere portata a regime a 0,80 €.
La tariffa prevista nell’asseverazione bancaria del piano economico finanziario proposto dalla Severn Trent e verificato nell’ultimo periodo porta una tariffa di 0,97 senza contributo da parte del Comune o di organi superiori, oppure in alternativa di 0,82 € con 3milioni di euro di investimento o del Comune o di altri enti sovraordinati.
In un primo tempo esisteva un previsione,  anch’essa in oggi modificata, di 2 milioni e 400 mila litri/mc. di reflui che dovevano scaricare in mare, anche perché era prevista la quota di depurazione dei reflui di Laigueglia.
Venuta a mancare la depurazione  di Laigueglia è stata modificata questa previsione con una cifra congrua data dai valori di acqua consumata nel comune di Alassio che porta a 1 milione e 600 mila litri/mc. all’anno, quindi una cifra assolutamente realistica. È ovvio che se anche Laigueglia conferisse i suoi reflui, probabilmente i 3 milioni di euro non si renderebbero più necessari per abbassare la tariffa, o perlomeno non tutta la cifra,  in quanto ci sarebbe il conferimento dei reflui di Laigueglia con un abbassamento della tariffa standard di 0,93 €, tariffa che con esattezza comunque che non è possibile ad oggi quantificare, in questa sede, perché non abbiamo il dato del consumo a Laigueglia.
L’aspetto simpatico, se vogliamo, o meglio fariseo, della vicenda,  vedeva l’amministrazione comunale di Laigueglia dire NO  all’ipotesi di depurare con Alassio per una motivazione “logistica” ossia per l’ attraversamento del proprio territorio con tubazioni, la stessa criticità si ripresenta oggi con l’adesione di Laigueglia al depuratore ingauno.
I fondi europei che sono stati destinati dalla regione al comune di Villanova o al  depuratore consortile devono servire alla depuratore dell’intero ponente perché la Regione vincola il conferimento di questi fondi al sistema di depurazione completo del ponente. È quanto meno singolare che tutti i finanziamenti che coprono questo asse vengano destinati esclusivamente al depuratore di  Villanova e non, ad esempio, anche al depuratore di Alassio che aveva già un progetto approvato e finanziato, finanziamento che è stato ingiustamente e sorprendentemente cancellato dallo stesso Burlando e dal governo di sinistra di Prodi.
Oggi peraltro sono spariti anche i fondi Fas europei nella disponibilità della Regione per il depuratore Ingauno!!!
Altra singolarità dell’intervento di Villanova che si riverbera sul progetto alassino è che quando l’amministrazione di Alassio insisteva per realizzare il depuratore (previsto sia dal piano di depurazione regionale sia dall’A.T.O.), anche perché riteniamo che la depurazione sia fondamentale e irrinunciabile per una città turistica come quella di Alassio e comunque per tutto il comparto del Ponente, la maggioranza di sinistra in Provincia sosteneva che Alassio potesse realizzare il proprio impianto ma pagandolo esclusivamente con la tariffa e quindi con i soldi dei cittadini Alassini; oggi invece si è creata  questa situazione paradossale in cui la tariffa del depuratore ingauno, che sembrerebbe nettamente superiore sia a quelle già citate per il depuratore di Alassio stabilite dall’asseverazione bancaria sia alla tariffa del depuratore consortile di Borghetto, ebbene, questa tariffa dovrebbe essere spalmata per ridurre il costo dell’acqua su tutto l’A.T.O. di Ponente, quindi anche su Alassio, Borghetto  L oano,  Pietra insomma su tutte quelle città che sono virtuose e che hanno una depurazione. Questo è assolutamente inaccettabile.
Oltretutto è bene ricordare che l’impianto ingauno ha un sistema di tubi che attraversa tre volte l’alveo dei due torrenti che affluiscono nella parte terminale nel fiume Centa. Se questi tubi si danneggiassero, il liquame andrebbe ad inquinare i due torrenti che sfociano nel Centa dove esistono le stazioni di pompaggio per il prelevamento dell’acqua di Alassio e di Albenga quindi con conseguenze gravissime e catastrofiche dal punto di vista igienico-sanitario per le falde acquifere che servono le città di Alassio e Albenga.
Quindi questo progetto è preoccupante non solo per l’aspetto economico finanziario (che non sta in piedi, come sosteniamo da anni) ma soprattutto dal punto di vista della salute dei cittadini.

Inoltre, per quanto attiene alla vicenda di Alassio, il gioire del consigliere Scarpati per la sentenza del TAR della scorsa settimana  è quanto di più folle si potesse sentire. Infatti ci risulta che la Severn Trent ricorrerà in cassazione, in quanto ritiene la cifra di 233.000 euro assolutamente incongrua, e soprattutto sono stati riconosciuti alla stessa società solo 10.000 euro per il progetto presentato. Quindi la cifra di 233.000 euro non è certo definitiva, e a questa cifra vanno aggiunte le spettanze del promotore, la soc. Acqua Azzurra, peraltro privata; un parere del prof. Piscitelli (2009) certifica infatti l’esistenza di responsabilità dirette verso la società Acqua Azzurra Scarl in caso di interruzione dell'iter per la costruzione del Depuratore di Sant'Anna
Il parere del legale ribadisce il dover pagare, da parte del Comune di Alassio,  l'ammontare del progetto alla società Acqua Azzurra (444.000,00 euro) più le modifiche richieste nel corso del tempo, più ogni danno occorso, materiale e morale.
L’offerta di “finanza di progetto” riveste infatti pubblico interesse e non può essere cassata semplicemente con un mero atto amministrativo.
Un danno stimato dal prof. avv. Piscitelli  in un milione di euro, a cui aggiungere ulteriori interessi e spese alla data odierna, non ultime quelle legali.

Chi pagherà i denari previsti per Severn Trent e Acqua Azzurra, lo stesso consigliere Scarpati? O Avogadro che dichiara che “spenderemo volentieri quei soldi, per riparare un danno che Lui aveva fatto”; spero che spenderemo sia riferito a Lui e ai suoi colleghi di giunta, e non ai cittadini di Alassio, e che si ricordi che le procedure per il depuratore a S.Anna le aveva avviate Avogadro stesso quando era Sindaco…o lo smemorato di Montalcino si è dimenticato anche questo????
Certo che questi 223.000 euro con annessi e connessi non potranno essere addebitati alle casse comunali e soprattutto non dovranno essere prelevati dalle tasche dei cittadini alassini, già oberati in questo periodo da innumerevoli tasse e balzelli, non ultime quelle di competenza comunale.
Poi, se si trovasse una soluzione condivisa che permettesse di portare i liquami di Alassio al Depuratore Comprensoriale, qualunque esso sia, senza costi aggiuntivi per il Comune di Alassio e per i Cittadini, liberando la spiaggia di S.Anna da un impianto che comunque potrebbe creare dei problemi (e sicuramente un grigliatore ne creerà, in termini di puzza e di smaltimento dei rifiuti solidi esito della grigliatura) io sarei il più felice di tutti…ma la vedo difficile…ricordo ancora che a Mentone sotto la piazza principale sul mare c’è il depuratore, e a Montecarlo è in un palazzo vicino alla stazione e allo stadio, in pieno centro cittadino…

                                                                                    Marco Melgrati Consigliere Regionale

sabato 16 giugno 2012

Alassio - DEPURATORE: il Consigliere di Maggioranza Scarpati felice per i “soli” 223.000 euro che dovrà pagare il Comune di Alassio…certo che è felice, non li dovrà pagare Lui!!! E mancano ancora i soldi del progetto di Acqua Azzurra!!!!



Un impianto di depurazione

Sentenza del Tar che condanna il Comune di Alassio al pagamento di 223.000 euroScarpati esulta, e lo possiamo anche capire…lui non è membro della Giunta Comunale, e quindi non sarà chiamato, pro quota, dalla Corte dei Conti, a pagare i 223.000 euro che il Comune dovrà rifondere alla Severn Trent…sono 37.170 euro per ognuno dei membri di giunta presenti alla Deliberazione che annullava il progetto del depuratore di Sant’Anna.
E non è finita qui…infatti mancano all’appello i 450.000 euro spesi dalla soc. Acqua Azzurra per realizzare il progetto presentato all’atto di impulso del Project Financing; avrebbero dovuto essere pagati dalla Soc. Severn Trent alla aggiudicazione del bando; ora saranno a carico del Comune. E sono altri 75.000 euro per ogni Assessore e per il Sindaco!!!
Anche perché, appena in possesso della sentenza del T.a.r., sarà nostra premura trasmettere tutto alla Corte dei Conti, per appurare la responsabilità della Giunta in questa scelta, dettata non già dall’amore per la Città ma da meri motivi politici di adesione al progetto di Villanova, targato PD.
E’ inutile ricordare che la scelta del Depuratore a Sant’Anna era stata fatta dall’allora Sindaco Avogadro, oggi “pentito”, perché il Piano Regionale della depurazione prevedeva un impianto per i Comuni di Alassio e Laigueglia, situato in  Alassio nella zona di S. Anna; tanto è vero che venne redatto un progetto per un impianto di pretrattamento, finanziato a bilancio e mai realizzato perché l’amministrazione Provinciale di Sinistra in allora ci avvertì con toni minacciosi circa  l’impossibilità di  dare il nulla osta allo scarico a mare del pretrattamento, di competenza Provinciale, se non esisteva il trattamento completo con la depurazione. L’impianto prevedeva la grigliatura, con insacchettamento automatico dei rifiuti solidi oltre i 3 millimetri con l’invio alla discarica, la disoleatura e la dissabbiatura del liquame e, secondo me, per un Comune che non ha impianti industriali, era più che sufficiente a risolvere al 90% i problemi di Alassio.
Impianto da 2.000.000 di euro, che oggi si pensa di sostituire con un “impiantino” da 200.000 euro, con i problemi annessi e connessi di odore (puzza), trasporto alla discarica speciale dei rifiuti derivati ecc…
Quanto previsto dal Piano Regionale della Depurazione era stato traslato nell’Ambito Territoriale Ottimale provinciale, che prevedeva 3 depuratori nella zona di ponente: uno ad Alassio, uno ad Albenga, con opzione di conferire a Borghetto S.S. e uno ad  Andora  insieme a Testico e Stellanello.
In seguito a quanto disposto del Piano Regionale e a quanto previsto dall’ATO   provinciale  il Comune di Alassio aveva deciso di avviare una gara in project financing per realizzare il depuratore.
Ora i nodi vengono al pettine, ma chi pagherà per questa decisione? i Cittadini di Alassio? Non credo proprio, a pagare sarà la giunta di Alassio che sarà chiamata dalla Corte dei Conti a rispondere di questa decisione dettata dalla politica e non dal buon senso… E intanto il depuratore di Villanova ha perso i finanziamenti Fas Regionali (almeno per ora), e il progetto è in alto mare, se non da rifare come il bando….
E intanto la M…a va a bagno, con i risultati che tutti, in estate, possono apprezzare negativamente.
                                                                                  
                                                                         Marco Melgrati  Consigliere Regionale

Alassio - Depuratore: nel contenzioso al Tar, tra Comune e Severn Trent, quest'ultima sarà liquidata con 223 mila euro di soldi pubblici, sostiene con soddisfazione il consigliere comunale Alessandro Scarpati.



Da www.la Stampa.it  del 16 Giugno 2012

sabato 27 novembre 2010

In una colorita ricostruzione al San Carlo, Marco Melgrati interviene sul caso depuratore

 
 
 Un'immagine del depuratore di Lugo
 
Marco Melgrati“Ho seguito la vicenda della depurazione delle acque dagli arbori, dal 1993, sin da quando “sono sceso in campo” come dice qualcuno di più importante  di me, come Assessore ai Lavori Pubblici, Urbanistica ed Edilizia Privata del Comune di Alassio; il primo problema che mi è capitato è stato quello del depuratore.

Vi chiederete “Ma cosa ha a che fare il depuratore di Alassio con quello consortile di Villanova d’Albenga e che è in sostanza il tema di questo convegno?”
Ebbene io credo che sia importante avere una cultura, una informazione generale per capire perché tutti questi depuratori debbano essere messi a sistema, perché se noi andiamo a depurare Borghetto, Loano, Ceriale e Pietra Ligure e non realizziamo il depuratore di Albenga, non realizziamo il depuratore di Alassio, non depuriamo a Laigueglia e Andora, è inutile aver fatto tanti sforzi, è inutile aver speso tanti denari pubblici per depurare nel comprensorio del loanese e del pietrese.
Dunque dicevo, mi sono trovato nel ‘93, come assessore, a dover affrontare questa problematica ed occuparmi di una tubazione messa a mare di 1800 metri, che non era collegata e con una condotta vecchia che sversava a 500 metri dalla costa e di una previsione del piano regionale della depurazione che prevedeva la realizzazione di un impianto nel sito che ancor oggi è individuato come sito più idoneo per la realizzazione di un depuratore e che è la spiaggia immediatamente dopo il porto si Alassio.
Prima di tutto abbiamo pensato non di espropriare, perchè io concettualmente e ideologicamente sono contrario agli espropri, ma di andare alla trattativa con il proprietario del campeggio che insisteva su quel sito; una volta che abbiamo rilevato, con una discussione anche abbastanza accesa sul valore dell’area, quel sito, abbiamo subito predisposto un progetto di pre-trattamento, perché, secondo me, per la Città di Alassio, che non ha impianti chimici né industriali, era sufficiente il pretrattamento spinto, con disoleatura e sgrossamento, perché con un pretrattamento che tratteneva il rifiuto solido fino a 2 mm di spessore, con insacchettatura automatica di tutto quello che supera i 2 mm di diametro, con nessun apporto chimico derivante da industrie che non sono presenti sul territorio di Alassio, poteva già essere sufficiente.
Tutto questo in piena aderenza con il piano regionale della depurazione che prevedeva la località Sant’Anna come sito più idoneo ad ospitare un’impianto di questo genere.
Abbiamo fatto il progetto, siamo andati in Provincia per farcelo approvare, e la Provincia non ce l’ha approvato perché nel frattempo era intervenuta una legge, la legge Merli,  che diceva e dice tutt’ora che non si può realizzare un pretrattamento, ovvero un impianto primario senza realizzare anche un impianto secondario, e quindi non si può autorizzato lo scarico che, per assurdo, oggi è autorizzato in deroga senza nessun tipo di pretrattamento.
A questo punto, quinidi, noi avevamo comprato il terreno, realizzato il progetto e abbiamo speso quei soldi per fare altri lavori pubblici.
Siamo andati avanti nell’idea di realizzare questo depuratore e abbiamo pensato che, siccome non avevamo in 15 milioni di euro, che è il prezzo attuale quantificato per questo depuratore,  bisognava trovare un privato che lo realizzasse
Quindi abbiamo fatto una società mista con dei privati, con la società che gestisce l’acquedotto di Alassio, la S.c.a.,  e questa società ha predisposto un progetto con uno dei primari attori della depurazione internazionale e ha realizzato un progetto che è diventato promotore di un project-financing, che è andato alla gara europea, e che si è conclusa con la vittoria dell’unico partecipante che ha garantito 9.600.000 euro con fideiussione, la Severn Trent.
Nel frattempo però erano spariti,  9.600.000 euro previsti dall’accordo Stato-Regione col primo governo Berlusconi, con il Ministro dell’Ambiente Matteoli, asseverati dalla giunta regionale Biasotti.
Con l’avvento del governo di centrosinistra al governo della nazione e con l’avvento della giunta Burlando in Regione Liguria, questi € 9.600.000 si sono volatilizzati, sono spariti…
Quindi noi abbiamo dovuto trovare una società che garantisse una fideiussione di € 9.600.000 che compensavano questa quota che era stata inserita nel bilancio del depuratore.
Nel frattempo è successo che quando noi siamo partiti col progetto di project-financing, il depuratore di Villanova, come dico sempre, non era neanche nella mente e  nei  pensieri dei promotori del depuratore di Villanova, quindi non esisteva.
La previsione dell’ATO prevedeva la possibilità per Alassio di realizzare un depuratore autonomo insieme a Laigueglia o di andare a depurare insieme con Albenga che doveva a sua volta andare depurare nel depuratore di Borghetto. E allora si diceva che il depuratore di Borghetto non era capiente per ricevere i reflui di Laigueglia, Alassio, Andora, Albenga, Ceriale, Pietra e tutti quelli che avrebbero dovuto allacciarsi.
Andora con Testico e Stellanello avrebbero dovuto depurare per conto loro ad Andora, e questo depuratore  era finanziato.
Noi abbiamo pensato che, nonostante non sia il massimo avere un depuratore su una delle spiagge più belle e anche, come dire, meno frequentate della costa ponentina, parliamo di una spiaggia che potrebbe essere chiaramente valorizzata;  penso ad esempio alla spiaggia del Bi-Fly del Porto di Loano; è chiaro che se andiamo a realizzare un depuratore, questo non dovrebbe dare problemi, come dice l’amico Santiago, ma non possiamo escludere a priori questa possibilità.
Noi siamo anche andati a vedere il depuratore di Montecarlo che si trova al di là della Stazione centrale, al piano interrato di un palazzo dove ultimo piano c’era un ristorante fino a poco tempo fa, e  siamo andati a Mentone dove recentemente è stato inaugurato il depuratore, sotto la piazza principale, appena dietro il porto di Mentone, in pieno centro, quindi ci sono i sistemi per non avere impatto ambientale e problemi di odore per questo tipo di impianti.
Oggi noi veniamo accusati di remare contro al depuratore di Villanova, premesso che personalmente non me ne può fregare di meno, voglio dire, sia come persona fisica sia come amministratore, credo che l’atteggiamento della Regione sia un atteggiamento quantomeno strano, perché Alassio non lo considera;  tant’è vero che nella riunione che è stata fatta lunedì, il comune di Alassio non è stato neanche invitato;  o pensano che arrivi il Mago Zurlì e gli risolva i problemi oppure c’è qualcosa che non funziona; o Alassio è in grado di finanziarsi da solo, e noi abbiamo bloccato l’affidamento della gara perché ci siamo accorti che i calcoli erano state sopravvalutati; siamo partiti da un’ipotesi che prevedeva Alassio depurare con Laigueglia,  quindi c’era un calcolo di reflui maggiore di quello di adesso.
Cosa succede? che Laigueglia cambia l’amministrazione, cade l’amministrazione di centrodestra, subentra la Giunta Giuliano con una componente di centrosinistra che, io credo, per preconcetto decide di non depurare più con Alassio,  perché, essendo il pretrattamento di Laigueglia dalla parte di Andora, i tubi, per allacciarsi ad Alassio, avrebbero sconvolto l’assetto viario; peccato che per collegarsi al depuratore consortile il tracciato previsto sia esattamente lo stesso previsto per l’impianto alassino,  e allora queste cose strane suonano un po’ strane,  ma è bene trovare una soluzione comune.
Infatti noi ci siamo fermati un attimino, nonostante ci sia una gara vinta da questa società Severn Trent,  e abbiamo richiesto un stima aggiornata per evitare che ci sia un aumento della tariffa, dovuta a questa iniziale previsione sovrastimata.
Perché, come diceva l’assessore provinciale Marson, noi possiamo costruire tutto quello che vogliamo, ma dobbiamo tener conto di quanto andremo a pagare l’acqua domani.
Oggi ad Alassio l’acqua costa poco, 0, 25 al metro cubo. Senza ritoccare il piano finanziario, si arriverebbe ad avere una tariffa del depuratore di 0, 96 – 97  che è leggermente superiore alla tariffa prevista nei prossimi due anni dal comune di Borghetto che è 0,80.
Quindi la società ha rifatto i calcoli, ha fatto una ulteriore verifica contabile e bancaria di questo intervento e ci ha assicurato che con il reale apporto di flussi di materiale, di liquami, e con il reale carico insediativo del solo comune di Alassio, la tariffa va a 0,96 euro.
Benissimo, facciamo questo depuratore. Poi i dirigenti del comune di Alassio, che sono persone squisite, capacissime, ma non se la sono sentita, visto che era stata promossa dalla Severn Trent un’azione legale nei confronti del comune, perché il comune non decideva e non assegnava la gara, anche perché attendeva l’evolversi di altre situazioni e non voleva forzare la mano.
Se a me dicessero oggi “ti risolvo la situazione, tratto con la Severn Trent e la stessa società,  che ha vinto una gara europea, non ha più nessuna pretesa nei confronti del comune di Alassio, io il depuratore lo faccio da un’altra parte, non io in prima persona ma io comune di Alassio.
Lo farei volentieri da un’altra parte e al posto del sito del depuratore farei una bella discoteca estiva, perché è un posto splendido che se ne batte il belino del Bi-Fly, sia per posizionamento nel panorama della costa sia per la posizione strategica per parcheggi e facile raggiungimento e fruibilità.
Non sono mai stato contrario al depuratore di Albenga o Villanova, se non per esprimere qualche perplessità su due fatti fondamentali:
1) com’era stata concepito il comune di Alassio doveva arrangiarsi, invece il  depuratore consortile spalmava la sua tariffa anche sui cittadini del comune di Alassio,  Loano, Ceriale etc… cioè del comprensorio di questo sub ambito, cosa grave secondo me;
2) mi devono dare ampie garanzia perché il prelievo e l’emungimento dell’acqua potabile di Alassio e anche di Albenga è a valle del sito depuratore e voi sapete che i depuratori si rompono, voi sapete che i tubi della fognatura si rompono; e siccome ci sono sei attraversamenti del fiume e dei torrenti di questi tubi della fognatura c’è la possibilità che il tubo si rompa, magari di notte, magari non se ne accorge nessuno e inquini la falda acquifera del comune di Albenga e del comune di Alassio, e questo è grave perché se si inquina una falda non si recupera più per anni, e allora mi sta bene e il depuratore consortile se
1)      se la tariffa viene spalmata sui comuni che usufruiscono del depuratore consortile e
2)      2) se mi garantiscono l’assoluta assenza di rischi inquinamento per le falde acquifere.
La prima diciamo che l’abbiamo quasi risolta, si riduce il progetto, si toglie il superfluo che va ad aumentare grandemente i costi, si toglie tutto quello che c’è intorno, e cioè la possibilità di pretrattare le acque per restituirle al territorio albenganese sotto forma di acqua per l’ irrigazione, che comunque è una perdita per la piana di Albenga.
Se il depuratore consortile di Villanova risolve questi problemi a me va benissimo, quello che trovo strano è che poi la regione destina € 12.000.000 al consortile di Villanova e al depuratore di Alassio, che con un contributo pubblico di 3 milioni di euro abbatterebbe la tariffa da 0,96 – 0,98 euro a 0,82 – 0,83 quindi in linea con depuratore di Borghetto, niente. Perché? Perché noi che siamo stati i primi, che ci siamo fatti parte diligente di una progettazione sul territorio di un impianto di depuratore, che ci siamo preoccupati di fare un bando di gara europeo con un project financing, quindi progettando fisicamente un depuratore quando il depuratore consortile di Villanova non era neanche nei pensieri degli amministratori di Albenga, di Villanova e tantomeno di quelli di Andora che pensavano di fare un depuratore per conto proprio con Stellanello e Testico, ne per gli amministratori di Laigueglia che avevano deciso in un primo tempo di connettersi ad Alassio, perché il comune di Alassio non può fruire di parte di questi 12 milioni di euro, con una quota che abbasserebbe il costo della tariffa a quella che è una tariffa standard?
Perché ad Alassio no? Perché ad Alassio le case costano di più? Perché ad Alassio c’è un turismo d’elite? Una volta era così ma adesso non più..
Queste cose mi fanno riflettere e vedo che c’è un po’ di confusione. C’è un po’ di confusione a livello regionale,  con uno scarico di responsabilità e dove addirittura Alassio non è neanche invitata alle riunione, e quando poi si dice “ma il depuratore di Alassio?” alcuni esponenti tecnici della regione hanno avuto da dire “ma tanto il depuratore ad Alassio non si farà mai”.
Io credo che ci voglia un bel coraggio, bisogna assumersi delle responsabilità,  e allora se si pensa di impedire in tutte le maniere di approvare un progetto  che non ha impatto ambientale perchè il depuratore viene fatto in interrato, per facilitare una teoria che è diventata la teoria del centro-sinistra, perché poi questa è la verità: si è stabilito che una depuratore è diventato il depuratore del centro-sinistra e quindi giusto, e l’altro depuratore, quello di Alassio, il depuratore del centro-destra quindi sbagliato.
Queste sono cose che nella politica non devono funzionare, non devono succedere, perché se un depuratore è giusto, è giusto a prescindere, sia che lo faccia un’amministrazione di destra, sia che lo faccia un’amministrazione di sinistra.
E allora va benissimo il depuratore consortile, con le premesse che ho fatto e che con le assicurazioni che noi pretendiamo per la sicurezza del nostre fonti di emungimento dell’acqua, nostre e di quelle di Albenga. Con queste certezze noi siamo assolutamente favorevoli. Se poi trovo uno che appunto diventa il Mago Zurlì e riesce a mettermi d’accordo anche la Severn Trent, che ha vinto una gara europea, e mi dice “lì non farai più il depuratore” io sono la persona più felice di questo mondo; ma oggi come oggi, se il comune di Alassio dice alla Sever Trent “scusate abbiamo sbagliato” ci sono 15 milioni di euro di opere già assegnate, dovremmo aprire un contenzioso infinito e assolutamente costoso per il comune di Alassio, quindi non possiamo dire “scusate abbiamo scherzato” ma non possiamo dirlo, a maggior ragione, perché quando noi siamo partiti con questa gara in modo virtuoso altre soluzioni non ce n’erano.
Io non sono contrario, e voglio dirlo in maniera chiara una volta per tutte,  non sono contrario al depuratore consortile così com’è per partito preso, ho delle forti preoccupazioni che non vorrei che facessero diventare Villanova il buco del c..o della Liguria, per ritornare alla metafora del nostro amico ginecologo segretario della Lega Nord di Albenga che ha introdotto i lavori. Consentitemi questa battuta, ma io sono un po’ come il nostro Premier, che se non dico una stupidata non posso finire un discorso, ma credo invece di aver parlato in maniera seria e vi ringrazio dell’attenzione”.

Da www.Albengacorsara.it  del 24 Novembre 2010

mercoledì 20 gennaio 2010

Alassio, depuratore: il Pd attacca il Comune



Alassio. L’annosa vicenda del depuratore 
è stata al centro di una conferenza stampa 
organizzata dal Partito Democratico 
che si è svolta questa mattina 
ad Alassio. 
Il Pd ha voluto fare il punto su un progetto importante per tutto il comprensorio ingauno e chiede al Comune alassino risposte certe sulla strada che vuole intraprendere: un proprio impianto comunale, per il quale bisogna ancora trovare le risorse, oppure collegarsi a quello comprensoriale previsto a Villanova d’Albenga, finanziatodalla Regione Liguria con 12 mln di euro.
Intanto la società che ha vinto l’appalto per il depuratore alassino, la Severn Trent, è pronta a far causa al Comune in caso non partano i lavori nei tempi previsti.
“C’è il concreto rischio di incorrere in sazioni dell’Unione Europea in caso non si raggiungono gli obiettivi di depurazione delle acque entro il 2015 – sottolinea Franco Bogliolo, Coordinatore del Circolo Pd di Alassio -.
Quindi serve un progetto chiaro e discusso con la cittadinanza. Quello del depuratore è una questione che investe anche la nostra accoglienza turistica, quindi ora è il momento delle scelte”.
“E’ un’area senza depurazione e il progetto del depuratore consortile è la soluzione migliore per risolvere una forte criticità presente nel territorio alassino – afferma l’assessore regionale Carlo Ruggeri -. Dalla Provincia non sono in grado di risolvere la questione e ora Alassio deve affrontare il contenzioso con il soggetto privato. Mi auguro che ciò avvenga e che l’amministrazione decida di unirsi all’impianto di Villanova”.
Sulla possibilità, invece, che i comuni del ponente si colleghino con il depuratore di Borghetto, ipotesi ancora meno costosa rispetto all’impianto villanovese, così risponde Ruggeri:Bisogna affrontare il problema con progetti e ragionamenti seri, il Savonese funziona, il medio ponente con Borghetto anche, mentre l’estremo ponente dovrà funzionare con l’impianto villanovese. Questa è la mappatura per la depurazione delle acque nella Provincia di Savona. Il resto sono solo chiacchere e volontà di coprire le responsabilità altrui” conclude Ruggeri.

Da www.Ivg.it  del 20 Gennaio 2010

mercoledì 13 gennaio 2010

LA SEVERN TRENT CITA IL COMUNE di ALASSIO DAVANTI AL TAR - Depuratore, richiesta danni da 19 milioni

L’azienda ha vinto la gara, ma i lavori non sono mai stati assegnati. L’assessore “scarica” la colpa sugli uffici





ALASSIO.Una tegola da 19 milioni di euro sul depuratore di Sant’Anna, mentre anche a Villanova regna l’incertezza.
La Riviera, a dispetto di tutte le promesse, rischia di ritrovarsi con le fogne che scaricano direttamente in mare ancora a lungo. Se non bastavano le difficoltà tecniche e gli impegni finanziari di opere così complesse, se non bastavano le complicazioni dovute ad accordi difficili da trovare tra amministrazioni pubbliche di segno politico opposto, adesso arriva anche un ricorso al Tar a mescolare ulteriormente le carte.

A presentarlo è stata Severn Trent, la multinazionale che da oltre un anno aspetta di poter cominciare i lavori per costruire l’impianto alassino. Unica concorrente rimasta in gara dopo l’esclusione del consorzio Acqua Azzurra per la mancanza della fideiussione, SevernTrent si è vista assegnare provvisoriamente l’incarico dalla commissione esterna nel 2008, ma da allora il provvedimento definitivo non è mai arrivato. La multinazionale ha atteso l’esito dei ricorsi di Acqua Azzurra, ma poi ha cominciato a bussare alla porta del Comune, impaziente di iniziare i lavori. Dopo una serie di telefonate, lettere e viaggi ad Alassio senza esito, Severn Trent si è spazientita e ha deciso di passare alle carte bollate. 

Severn Trent quantifica il danno subito in ben 19milioni di euro, e chiede una  provvisionale di un milione. Cifre da capogiro. Inoltre, i tempi del ricorso potrebbero incidere su quelli di realizzazione del depuratore, anche se a palazzo comunale si ostenta sicurezza.

«Si tratta solo di un disguido dovuto agli uffici, che tra l’altro in questimesi hanno subito diversi avvicendamenti – spiega l’assessore all’ambiente Marco Salvo.  Da tempo sollecito gli uffici ad  avviare le procedure di assegnazione definitiva, ma per un motivo o per l’altro non è stato fatto. Allora Severn Trent ci ha avvisato che avrebbe presentato il ricorso soprattutto con lo scopo di sollecitare la soluzione».
Adesso che c’è, il ricorso deve però essere affrontato. «Credo che risolveremo tutto prima del giudizio. Gli avvocati si sono accordati per evitare sospensive che avrebbero allungato i tempi, e si è deciso di passare direttamente al giudizio di merito. In ogni caso contiamo di riuscire a risolvere tutto prima».


L'Assessore all'Ambiente del Comune di Alassio , Marco Salvo
 
Il come è così fatto: «Abbiamo già fatto scrivere a Severn Trent una lettera per puntualizzare alcuni elementi, come la mancanza del finanziamento statale da 9,4milioni e dei contributi per la depurazione versati ma bloccati dalla nota sentenza (1,2 milioni), oltre all’effettivo volume dei liquami da depurare.

Insomma, stiamo definendo quei dati che nel frattempo sono cambiati. Di fatto la procedura è stata avviata e si concluderà presto. A quel punto il ricorso sarà ritirato». La questione potrebbe però non essere così semplice, perché a quanto pare la proposta di Severn Trent modificherebbe il progetto originario presentato da Acqua Azzurra, e questo contrasterebbe con le norme del project financing.

Un gatto che si morde la coda: assegnare i lavori a Severn Trent potrebbe scatenare altri ricorsi e la vicenda rischia di trascinarsi per anni e anni nelle aule dei tribunali.

LUCA REBAGLIATI
 
Da www.ilSecoloxix.it  del  13 Gennaio 2010