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giovedì 2 febbraio 2012

Alassio - Arci Brixton. Avogadro: “Trovata nuova sede nei locali comunali di Villa Fiske”



Il sindaco di Alassio Roberto Avogadro


Alassio - Il problema connesso alla sistemazione del Circolo Arci Brixton, venutosi a creare dopo i noti fatti che avevano portato alla chiusura della sede a Borgo Coscia si sta risolvendo. 

Ad annunciarlo è il sindaco della città del Muretto, Roberto Avogadro che sottolinea: “La mia amministrazione si è da subito resa disponibile a trovare una alternativa per quella che è, con i suoi oltre 400 iscritti, una importante realtà culturale per Alassio. In particolare si è impegnata in questa ricerca la consigliera con delega alla cultura, Maria Vittoria Ienca, che si è continuamente interfacciata con il presidente del circolo Lorenzo Peruzzo”.

“La soluzione è stata trovata individuando nei locali di proprietà comunale siti all’interno di Villa Fiske una sede idonea per il Circolo Arci Brixton e la sua attività. Sono locali che il comune ha ricevuto insieme al Parco a seguito dell’operazione immobiliare connessa alla proprietà dei Padri Oblati e che a pochi anni dalla loro realizzazione abbiamo trovato al momento del nostro insediamento, come del resto il parco, nel più totale abbandono e decadimento. In particolare al Brixton verrà dato il locale a piano terreno” prosegue Avogadro.

“Questa operazione, che è in via di formalizzazione attraverso una delibera di giunta che andrà a breve in approvazione, prevede che, a fronte della concessione del locale citato, il Circolo Arci Brixton fornirà al Comune una serie di prestazioni che riguarderanno la manutenzione del giardino della Villa, la sua apertura e chiusura, garantendo la presenza di due persone a tempo pieno, più l’impiego di personale volontario. Inoltre il Brixton si impegna ad organizzare nell’arco dell’anno, al piano superiore degli stessi locali avuti in concessione, una serie di eventi culturali, mostre e convegni. Naturalmente all’interno della convenzione saranno previste tutte le tutele necessarie per il Comune, a cominciare dal rispetto di regole ben precise circa le modalità di utilizzo di questa struttura. Questa operazione oltre a fornire al Brixton una sede adeguata si propone anche di risolvere il problema della gestione di uno spazio, quello di Villa Fiske, tanto bello quando difficile da gestire alla luce delle ridotte possibilità economiche del Comune. Una sinergia importante come è auspicabile anche in altre situazioni” conclude Avogadro.


Da www.Ivg.it  del 02 Febbraio 2012

sabato 13 febbraio 2010

Alassio, omaggio a Fausto Coppi da Motta e Celestino

Da sinistra, l'Assessore dott.ssa Monica Zioni, 
il Sindaco Marco Melgrati, i campioni del ciclismo 
Gianni Motta e Mirko Celestino 

Oggi pomeriggio, ad Alassio, i ciclisti Gianni Motta 
e Mirko Celestino hanno ricordato il grande ciclista 
Fausto Coppi, in occasione dell’omaggio che 
la città del muretto ha voluto fare al 
campione della due ruote, 
nell’ambito del concorso 
“Le più belle lettere d’amore”

Quest’anno, infatti, la sezione dedicata ai personaggi che hanno firmato le piastrelle che compongono il celebre muretto di Alassio è stata dedicata a Fausto Coppi e domani saranno premiate le due più belle lettere a lui indirizzate.
Gianni Motta, uno dei grandi ciclisti dell’epoca di Eddy Merckx, per l’occasione ha firmato la piastrella del muretto.  Dotato di una grande classe, tra le sue vittorie più importanti c’è il Giro d’Italia del 1966 e il terzo posto al Tour de France del 1965, vinto da Gimondi.
Mirko Celestino, atleta ligure che ad Alassio ha iniziato a muovere i suoi primi passi nel ciclismo, è un professionista degli anni Novanta. Ha vinto diverse classiche di Coppa del Mondo e ha indossato la maglia azzurra. Nel 2007 Celestino ha lasciato il ciclismo su strada ed è passato alla mountain bike dove ha vinto il Campionato Italiano di Mountain Bike Maraton.
Nella foto: l’Assessore al turismo Monica Zioni, il Sindaco Marco Melgrati, i ciclisti Gianni Motta e Mirko Celestino.

Da www.Ivg.it  del 13 Febbraio 2010

giovedì 4 febbraio 2010

Alassio: Lettere d’amore sul Muretto

 Il famosissimo "Muretto di Alassio" nato da una felice intuizione
del maestro Mario Berrino ed i "fidanzatini" di Peynet
C’è tempo fino a domani per partecipare al concorso 
«Le più belle lettere d’amore» 
organizzato dal maestro Mario Berrino, 
in collaborazione con 
Assessorato al Turismo e alla Cultura 
del Comune di Alassio

Le missive d’amore potranno essere recapitate a mano, direttamente nella buca posta accanto alla famosa piastrella degli innamorati di Peynet, potranno essere spedite agli indirizzi postali dell’Ufficio Turismo del Comune di Alassio (Piazza Paccini, 28 17021 Alassio) e della Galleria d’arte Berrino (via Cavour, 10 17021 Alassio) oppure potranno essere affidate a una e-mail all’indirizzo sanvalentino@comune.alassio.sv.it  . 
Le missive d’amore saranno lette e giudicate da una prestigiosa giuria presieduta dal maestro Berrino e dal professor Andrea Gallea e le venti lettere più belle saranno premiate il 14 febbraio, alle 15 sul muretto di Alassio.  
«Il concorso “Le più belle lettere d’amore“ dice l’assessore al Turismo e alla Cultura Monica Zioni - riscuote ogni anno un grande successo. 
Sono tantissimi i messaggi d’amore che giungono ad Alassio da tutta Italia e anche dall’estero. È forte il desiderio di rivolgersi alla persona amata prendendo carta e penna, le parole danno corpo a passioni intense che fanno palpitare il cuore». 
Ogni anno viene estratto un nome tra i grandi personaggi del passato che hanno firmato le piastrelle del Muretto e che sono scomparsi. Quest’anno il personaggio cui verranno dedicate le lettere degli ammiratori è Fausto Coppi.

Da www.ilGiornale.it  del 04 Febbraio 2010

giovedì 7 gennaio 2010

ALASSIO GLI INVESTIGATORI CERCANO DI SCOPRIRE EVENTUALI COMPLICI - La coca dalla Colombia vale un milione

Armando Rossi è figlio dei gestori di Jack’s Scampi,Mariano Venturini di una gioielliera


Due figli dell’Alassio bene, senza problemi economici, che avrebbero scoperto il «gioco» di importare cocaina dal Sud America solo negli ultimi mesi, con un guadagno illecito che potrebbe sfiorare il milione di euro. Adesso, quel gioco criminale rischia di costare ai trentaduenni Luis Armando Rossi e Mariano Rodriguez Venturini fino a venti anni di carcere, la pena massima prevista per il reato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Dopo l’interrogatorio di martedì, in cui entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, il giudice per le indagini preliminari Barbara Romano dovrebbe pronunciarsi nelle prossime ore sulla convalida degli arresti, compiuti dai carabinieri del nucleo operativo alassino agli ordini del maggiore Samuele Sighinolfi.
Rossi, difeso dall’avvocato Alessandro Chirivì, e Venturini, assistito dal legale Carlo Fossati, sono molto conosciuti nella città del Muretto. Il primo, di origine dominicana, lavora come cameriere nel ristorante Jack’s Scampi di piazza Partigiani, gestito dai genitori, ed è un frequentatore abituale dei locali notturni rivieraschi. 

Gli avventori delle discoteche ponentine lo hanno conosciuto per il carattere allegro e per la propensione a circondarsi di belle ragazze. In pochi avrebbero sospettato una seconda vita da trafficante di droga, in grado di ideare ed introdurre in Italia cocaina allo stato puro con un sistema di trattamento allo stato liquido quasi sconosciuto alle stesse forze dell’ordine. Adesso gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro, stanno cercando di capire se quella rete di contatti, maturata negli ambienti della movida, abbia aiutato il ristoratore a vendere lo stupefacente oppure se il presunto spacciatore si sia appoggiato ad una rete di corrieri per piazzare la polvere bianca.


Venturini è nato dal matrimonio tra il padre italiano e la madre colombiana, proprietaria di una gioielleria di via Dante. Le case di famigliain Sudamerica si sarebbero trasformate in basi d’appoggio. Nelle ville colombiane i due i avrebbero diluito la cocaina e inserita nei cioccolatini e nelle caramelle, prima di rimetterle nelle confezioni e spedirle ad Alassio tramite un corriere postale. I due trentaduenni hanno avuto la «sfortuna» di essere nel pieno dell’attività proprio nel momento in cui il fallito attentato terroristico sul volo tra Amsterdam e Detroit ha messo sotto accusa i sistemi di controllo per passeggeri e pacchi in viaggio nei cieli. Dopo la bomba inesplosa la sera di Natale, le autorità inglesi hanno intensificato i controlli sulle merci trasportate dagli aerei.
Ma invece dei possibili ordigni, gli scanner per il riconoscimento dei liquidi nello scalo londinese di Gatwick hanno individuato il carico di cocaina diretto nel vecchio continente. Subito dopo l’arresto, le posizioni dei due complici si sono subito separate. Uno ha negato qualsiasi addebito e si è professato innocente. L’altro avrebbe ammesso qualche responsabilità, attribuendo una parte delle colpe anche all’amico finito dietro le sbarre. Solo nelle prossime settimane sarà chiaro se i due indagati manterranno questa linea difensiva o se muteranno la loro posizione davanti al giudice. Nel frattempo, i carabinieri di Alassio e del Raggruppamento operativo speciale (Ros) continuano gli accertamenti per ricostruire nei dettagli l’attività della coppia. Restano molti dubbi sull’effettiva capacità dei due incensurati di allestire autonomamente un traffico così complesso e lucroso. Secondo le prime indagini, Rossi e Venturini potrebbero avere importato complessivamente quasi un chilo di cocaina. E agli occhi degli investigatori appare difficile che siano riusciti ad organizzarsi senza l’aiuto di complici in Colombia ed in Italia.

Angelo Fresia

Da www.laStampa.it  del 07 Gennaio 2010