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martedì 8 marzo 2011
giovedì 17 febbraio 2011
Alassio - L'inchiesta scaturita ad Alassio si allarga alle Riviere in merito alle modalità di concessione degli arenili
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domenica 21 novembre 2010
Alassio - Tra le spiagge della Baia del Sole spunta la Massoneria
L'affollato litorale alassino con i soliti "Vu Cumprà" carichi di merce contraffatta da proporre ai turisti
La Procura indaga sui 'Bagni di mare' e gli indagati sono al momento dodici tra assessori, funzionari, dirigenti della societa' e sub concessionari
Spiagge e massoneria. Ad Alassio, un tempo 'perla della Riviera', non si parla d'altro.
Lo rivela oggi Repubblica-cronaca di Genova anche se l'inchiesta sulle 'spiagge d'oro' (soldi evasi e forse mai finiti nelle casse del Comune) e' stata avviata gia' mesi fa dalla Procura della Repubblica di Savona.
L'articolo rivela l'esistenza della massoneria e quindi scrive uno dei nomi dei 'fratelli' quello di Gianpaolo Fracchia, gia' vicesindaco, assessore, e vicepresidente regionale dell'Udc. Uno dei 12 indagati per il caso spiagge e' il figlio Gianemanuele Fracchia.
La Procura indaga sui 'Bagni di mare' e gli indagati sono al momento dodici tra assessori, funzionari, dirigenti della societa' e sub concessionari. Si e' anche parlato della nascita di una nuova loggia.
Ma Gianpaolo Fracchia precisa: 'Macche' nuova esiste da dieci anni e non c'e' niente di segreto'. Tra le accuse contestate dalla magistratura c'e' quella di peculato: i soldi provenienti della gestione di un bene pubblico sono finiti in tasche diverse da quelle previste dalla legge.
E poi ci sono gli aspetti burocratici relativi alle pratiche di affidamento delle spiagge.
Da www.Savonanews.it del 21 Novembre 2010
lunedì 9 agosto 2010
ALASSIO - L’AGENZIA DELLE ENTRATE NEL POOL INVESTIGATIVO
Spiagge libere attrezzate la Procura
“scava” nei bilanci
Il sospetto: introiti bassi rispetto alle tariffe
Altre località nel mirino
ALASSIO - Evasione fiscale, ma non solo. Troppo bassi gli incassi dichiarati a fronte di tariffe non certo di favore per i servizi offerti dagli stabilimenti balneari pubblici e dalle spiagge libere attrezzate comunali.
Strutture date in gestione a società partecipate e poi girate a cooperative che in teoria dovrebbero fornire al pubblico prezzi più bassi di quelli riscontrati durante il blitz della polizia giudiziaria della Procura.
Strutture date in gestione a società partecipate e poi girate a cooperative che in teoria dovrebbero fornire al pubblico prezzi più bassi di quelli riscontrati durante il blitz della polizia giudiziaria della Procura.
A fronte di una quota fissa comunque versata in Comune. Ora dei conti degli stabilimenti balneari sotto inchiesta si occupano anche gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate.
Dodici gli indagati nell’inchiesta della procura sulle spiagge pubbliche comunali date in affidamento alla società pubblica “SBM Bagni di Mare” (ex Gescomare, costituitasi il 29 aprile 2006).
Controlli e indagini che si sono estesi ad ulteriori spiagge dei centri limitrofi.
Controlli e indagini che si sono estesi ad ulteriori spiagge dei centri limitrofi.
Gli inquirenti hanno non soltanto visionato tutta la documentazione riguardante gli aspetti fiscali e il rispetto delle regole sulla balneazione, ma hanno anche interrogato lungamente i gestori, i bagnini e persino i bagnanti.
Una sorta di ricognizione attenta e approfondita dell’attività delle spiagge, e anche sulla loro gestione per poi poter esaminare il flusso di denaro legato alle entrate e capire se c’è o meno proporzionalità.
Sopralluoghi non solo sulle spiagge, ma anche in Comune ad Alassio, per visionare e fotocopiare tutta la documentazione riguardante le spiagge libere attrezzate e gli stabilimenti balneari comunali dati in concessione. Concentrandosi in particolare sui criteri di assegnazione.
Nel mirino gli amministratori della società e i vertici delle tre cooperative coinvolte nella gestione delle spiagge. Gli inquirenti hanno anche acquisito contratti e convenzioni tra Comune e SBM (Società Bagni di Mare), il cui capitale sociale risulta essere ad aprile di quest’anno di 110 mila euro.
Oggetto degli approfondimenti è anche il lavoro di Corrado Barbero, amministratore unico della società partecipata.
Sopralluoghi non solo sulle spiagge, ma anche in Comune ad Alassio, per visionare e fotocopiare tutta la documentazione riguardante le spiagge libere attrezzate e gli stabilimenti balneari comunali dati in concessione. Concentrandosi in particolare sui criteri di assegnazione.
Nel mirino gli amministratori della società e i vertici delle tre cooperative coinvolte nella gestione delle spiagge. Gli inquirenti hanno anche acquisito contratti e convenzioni tra Comune e SBM (Società Bagni di Mare), il cui capitale sociale risulta essere ad aprile di quest’anno di 110 mila euro.
Oggetto degli approfondimenti è anche il lavoro di Corrado Barbero, amministratore unico della società partecipata.
Gli inquirenti cercano di capire dalla documentazione acquisita la regolarità di autorizzazioni e assegnazioni e soprattutto eventuali flussi di denaro nascosti al fisco.
E soprattutto se c’è trasparenza e corrispondenza tra i contratti di convenzioni e quanto in realtà pagato dai bagnanti.
Tariffe che non dovrebbero essere al pari dei bagni privati.
Tariffe che non dovrebbero essere al pari dei bagni privati.
Alberto Parodi
Da www.ilSecoloxix.it del 09 Agosto 2010
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