Visualizzazione post con etichetta autisti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta autisti. Mostra tutti i post

sabato 23 giugno 2012

Regione : T.P.L. - sciopero per alzare il livello di attenzione sulla nuova Legge Regionale sul trasporto pubblico locale.

 


La denuncia che ho fatto all’indomani della Commissione Regionale sulla cancellazione di interi articoli della Legge da parte della Giunta Regionale allarma i sindacati!!!
Melgrati: la prossima settimana farò un reportage sugli autobus della Provincia… e intanto Alassio perde le corse serali verso Moglio e Solva
All’indomani della mia denuncia, dopo l’annuncio dell’assessore Vesco in IV Commissione Regionale sulle pesanti modifiche effettuate dalla Giunta, che ha cancellato l’art. 12, l’art. 13 e l’art. 14 del D.D.L. sul trasporto pubblico Regionale e Locale, sulla base dei rilievi dell’autorità antitrust,  i sindacati del trasporto pubblico su gomma, per voce delle Segreterie Regionali di Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrasporti Faisa-Cisal Ugltrasporti indicono uno SCIOPERO REGIONALE DI 4 ORE PER IL 24 LUGLIO 2012 per sottolineare il forte stato di preoccupazione per la lentezza dell'iter approvativo della nuova Legge in Consiglio Regionale, il ritardato avvio del processo di negoziazione del Regolamento Attuativo e dell'Accordo di programma e la cancellazione dell'articolo relativo alla clausola sociale.
E intanto il Comune di Alassio, fra i pochi Comuni che non ha aderito alla revisione della sua quota di servizio delle spese della T.P.L., dal 2 di Luglio perde come primo effetto le due corse serali estive (dopo le ore 20)  verso le frazioni di Moglio e Solva. Meglio buttare via i soldi per rifare l’aiuola di Piazza Partigiani (108.000 euro) o per spostare la statua di Totò (10.000 euro) che investire sui servizi di trasporto pubblico per i cittadiniad Andora, invece, si è scelto di impiegare 70.000 euro nella quota di servizio della T.p.l., e il Consiglio Comunale ha votato il provvedimento all’unanimità, con maggioranza e minoranza favorevoli…un esempio purtroppo non seguito ad Alassio. E’ chiaro che se si deve tagliare i primi a subire i tagli sono i Comuni che non hanno dato il loro apporto al disavanzo!!!
Questo disagio si andrà ad aggiungere alla cancellazione del potenziamento del servizio estivo serale su tutta la Provincia, frutto della politica dei tagli.
Ma i 123 milioni promessi dalla Regione e stanziati a bilancio ci sono o non ci sono???
E se ci sono i tagli si faranno comunque???
Questi sono interrogativi che per ora non trovano risposta!
Per la T.p.l. si parla di 575.000 Km di tagli, contro i 400.000 Km. annunciati, con 160.000 Km. su chiamata, artificio per dire che se ne tagliano altri 160.000 di Km. …nessuno ha mai visto o quasi, un servizio su chiamata, soprattutto se non pianificato o programmato.
E intanto, vista la mancanza di controlli, la corsa dell’alba del sabato e della domenica mattina di ritorno dalle discoteche vede autobus stracolmi di ragazzi (fino ad 80 per autobus) e solo 3 persone (in media) dotate di biglietto…saranno tutti abbonati? Meglio sarebbe allora agevolare i ragazzi che così non guidano in preda ai fumi dell’alcool prevedendo un biglietto “speciale”, che almeno copra le spese!!! Si continua con la politica del controllo “feroce” sul personale e si tralascia di effettuare i controlli sugli utenti, incentivando i “portoghesi”…e intanto si perdono risorse… Sono state “buttate a mare” dalla T.p.l. 50 macchine emettitrici di biglietti che erano presenti a bordo dei bus (saranno pur costate qualche cosa  a comprarle?);  e che dire di quelle  9 a terra, anch’esse eliminate? Sono necessari più controllori a bordo degli autobus, ma per i passeggeri! La filosofia che è meno costoso non controllare piuttosto che investire in personale non paga, e non è etica, nei confronti dei passeggeri “corretti” che invece pagano il biglietto!!!
Qualcosa non funziona in una società che 5 anni fa aveva un debito di tre milioni e duecento mila euro circa e oggi si ritrova con un passivo di un milione e trecento mila euro, grazie anche all’apporto di quasi tutti i Comuni (con Alassio e pochi altri a non aver integrato la quota di servizio), altrimenti sarebbe stato molto peggio, con 40 effettivi in meno!!!
La prossima settimana farò un giro sugli autobus della Provincia, ed effettuerò un reportage, interrogando utenti e autisti…ne vedremo delle belle!!!
E intanto l’assessore Vesco continua a negarsi all’incontro con gli autisti!!! Altro che politica a servizio dei cittadini!!!
                                                                        Marco Melgrati Consigliere Regionale

venerdì 23 marzo 2012

Regione Liguria - Alassio: Rinviato a data da destinarsi l’incontro con gli autisti della T.P.L. in Comune ad Alassio; lunedì l’assessore Vesco non è più disponibile



Melgrati: o ci fissa un altro appuntamento a breve o lo andiamo a “trovare” in Regione…


Annullato per non meglio specificati sopravvenuti impegni dell’assessore Regionale Vesco l’incontro programmato Lunedì 2 Aprile 2012 con gli autisti della T.P.L. in Comune ad Alassio

Questa mattina mi ha chiamato la segreteria dell’assessore, dandomi la notizia della indisponibilità per quella data; alla mia richiesta di fissare un’altra data la segretaria mi ha detto che ne avrebbe parlato con l’Assessore Vesco.

 

 L'assessore regionale ai Trasporti Enrico Vesco che ha dato disdettato l'incontro 
previsto per il 2 Aprile 2012 senza fissare una nuova data

La prossima volta, se riusciremo ad incontrarLo, troverà ad accoglierLo anche l’assessore Provinciale ai trasporti Santiago Vacca, che come me è estremamente critico sulla legge che prevede una unica società per i trasporti Regionale

Sia Vacca che io non siamo contrari come concetto ad una unica azienda di trasporto pubblico per il bacino ligure, ma siamo fortemente critici sulla formulazione di questa legge, che non tiene conto delle diversità delle aziende sul territorio, con l’azienda Genovese che non ha un piano industriale, a differenza di quelle del ponente e dello spezzino, e non considera in maniera globale il trasporto pubblico, che potrebbe tenere conto anche di quello su ferro



(Immagine archivio Ivg.it)



Questa legge impedisce poi, di fatto, ad altri soggetti extraregionali o transnazionali di partecipare ad un bando che deve avere come scopo la economicità del servizio e la qualità dello stesso, senza dimenticare lo scopo sociale del servizio pubblico.
 
Considero poi questo appuntamento annullato, se non verrà a breve riconvocato, come un grave atto di scortesia nei confronti degli autisti, veri protagonisti dell’azienda, e testimoni sul territorio della stessa

Le loro preoccupazioni sono le nostre… se non ci sarà in tempi stretti l’incontro, organizzerò con l’assessore Provinciale Vacca e con i dipendenti TPL un presidio presso il Consiglio Regionale, per “stanare “ l’assessore dal palazzo.


Marco Melgrati  Consigliere Regionale

martedì 20 marzo 2012

Savona - Incontrati ieri sui temi del trasporto locale, delle preoccupazioni del personale e dei disservizi agli utenti dal Consigliere Regionale Marco Melgrati i vertici della T.P.L. nelle persone del Presidente Dott. Maricone e l’amministratore delegato dott. Agazzi.



Marco Melgrati consigliere regionale in quota Pdl


Ieri nella sede di Savona, in attesa dell’incontro di lunedì con l’assessore Regionale Vesco con gli autisti ex SAR ad Alassio,  si è svolto l’incontro tra il Consigliere Regionale Marco Melgrati e  il Presidente Dott. Maricone e l’Amministratore Delegato Dott. Agazzi. 

Molti i problemi sul tavolo, già evidenziati dal Consigliere Regionale in una lettera scritta nei mesi scorsi ai vertici dell’azienda TPL in relazione ad alcune presunte criticità della gestione, all’ottimizzazione e all’economicità del servizio offerto, e delle condizioni di lavoro dei dipendenti, soprattutto quelli impiegati tutti i giorni “in prima” linea alla guida dei mezzi.
Avendo focalizzato la discussione sul personale che proveniva dalla ex SAR, sono emersi dalla discussione alcuni punti di riflessione. Dovrò sottoporre alla “base” degli autisti queste risposte, visto che avevo voluto incontrarLi per verificare queste criticità.
Dal contratto SAR al contratto TPL  è cambiato il contratto di 2° livello, che ha portato magari una piccola riduzione di stipendio, ma a compensazione il riconoscimento di 6 riposi l’anno in più, mediato dal contratto ACTS.
Con la premessa che sono stati destinati 10 mezzi nuovi sul ponente, la dirigenza ha fatto notare che il non utilizzare l’officina in house per i mezzi nuovi discenda dal fatto che gli stessi sono stati acquistati con un contratto Full Service; ed è per questo motivo che i manutentori vengono da fuori, direttamente dalle aziende che hanno fornito i mezzi, con la specificazione che i mezzi nuovi hanno controlli elettronici che solo i macchinari computerizzati delle aziende fornitrici possono effettuare i controlli sulla elettronica, e l’officina sempre di più dovrà fare interventi di “minuto mantenimento”. Comunque è stato evidenziato che la manutenzione è migliorata, e ci sono meno rotture che nel passato.
Un chiaro NO è stato comunque detto da parte della dirigenza alla paventata chiusura delle officine, e questo è importante, come importante è stato fugare i dubbi sui “rumors” che davano la possibilità di chiusura e alienazione del deposito di Cisano Sul Neva, ipotesi negata con fermezza dalla dirigenza, che si è dichiarata inoltre incompetente per la alienazione (spetterebbe eventualmente alla Proprietà, cioè ai Soci).
Sempre il Presidente ha fatto notare che dal passaggio da SAR a TPL le linee non sono state cambiate.
Per quanto attiene al fenomeno dei “portoghesi”, cioè di quelli che usano i mezzi senza pagare il biglietto, il dott. Maricone ha evidenziato che questo fenomeno è da combattere ma è impossibile da vincere, e che l’evasione vale 5/600 mila euro l’anno; a Suo parere, per cercare di contrastare questo fenomeno, dovrebbero essere assunte 5/6 persone, che potrebbero recuperare una cifra intorno a 250/300 mila euro l’anno, ma il costo degli stessi più il recupero comunque non coprirebbe l’intero fenomeno.
Alla mia osservazione sugli eccessivi controlli al personale, il Presidente ha voluto precisare che la proporzione è di 1 controllo sul personale contro i 10 sui passeggeri, che comunque, dal mio punto di vista, è sproporzionato a svantaggio dei dipendenti; le sanzioni sui biglietti sono più di 4.000 l’anno, di cui 3.000 circa dal circuito ex ACTS e 1.000 dal circuito ex SAR. 
In precedenza esisteva un sistema che prevedeva la doppia mansione, con in più quattro benefit di stipendio; questo sistema venne eliminato e sostituito  con un sistema di verifica; oggi è allo studio, proposto ai sindacati, un sistema di controllo da parte degli autisti che prevede un sistema di premio agli autisti stessi della sovrattassa riscossa sui biglietti staccati in autobus, quindi con il versamento di un euro direttamente in busta agli autisti..per la mancanza del servizio igienico nel deposito di Via Crispi a Pietra Ligure è già stato presentato in Comune il progetto relativo e la richiesta di allacci.
Per quanto attiene agli abbonamenti, il Presidente e l’amministratore di TPL hanno sostenuto che quello annuale in provincia di Savona è uno tra i più bassi, proprio per una scelta di fidelizzare e privilegiare gli utenti, a 27 euro, mentre a Imperia, per esempio, è a 35 euro, così come il biglietto ordinario cittadino, euro 1,30 in provincia di Savona mentre è euro 1,50 a Imperia. Si è ribadito che il numero di abbonamenti è in diminuzione. Alla mia domanda su come mai non si possono acquistare gli abbonamenti presso l’ufficio di Cisano, ma solo a Savona, nonostante la presenza in sede di personale, la risposta è stata che a Cisano i dipendenti presenti fanno altre cose, e l’abbonamento può essere recapitato a casa degli utenti, senza aumento di spese.
Alla mia contestazione, segnalata dagli utenti, che ad Alberga il viaggio dal centro verso l’Ospedale può costare euro 3,60, mi hanno risposto che è impossibile!!! 
Mentre per il biglietto Alassio-Laigueglia, di uguale costo di quello interno al Comune di Alassio, che costa uguale, ma di colore diverso, se un utente sbaglia il colore del biglietto è passibile di sanzione; questo, sempre a detta della dirigenza, dipende dalla diminuzione delle tipologie di biglietto avvenuta con l’avvento della TPL, che ha introdotto le fasce; mi è stata data rassicurazione di una particolare attenzione al problema, anche se pare diventi un problema di gestione.
Per quanto attiene al bilancio il 2011, sempre a detta del Presidente, è stato un anno di resistenza con il bilancio in perdita, perché si è scelto, a fronte di euro 1.700.000 di risorse in meno dalla Regione Liguria e a costi dati dall’aumento del gasolio di euro 600.000, si è scelto di non toccare il servizio, evitando di ridurre o eliminare corse; non si è toccato il personale, evitando esuberi o licenziamenti; non sono stati aumentati i costi dei biglietti, e non è stata modificata la contrattazione di secondo livello.
Per l’anno in corso il Presidente e l’Amministratore Delegato hanno però annunciato la decisione ineluttabile di sanare il gap di bilancio, con, in attesa di conoscere il livello del contributo Regionale, la possibilità molto realista di operare una serie di interventi che potranno consistere in: aumento dei biglietto e taglio delle corse come prima istanza, con la previsione di un aumento, in certi casi del raddoppio, del contributo dovuto dai Comuni a fini sociali per il trasporto, sempre che i Comuni decidano di concederlo…e questo ci preoccupa, come ci preoccupa fortemente il ricorso eventuale alla cassa integrazione in deroga per i dipendenti, in esubero sulla base della riduzione delle corse, e quindi una diminuzione del servizio.
Per quanto attiene poi alla cancellazione dei  numeri dei VV.UU. dai telefonini di servizio, non conoscendo questa realtà e riservandosi di approfondirla, la Presidenza  ha comunque giustificato il passaggio delle informazioni dal filtro dell’Ufficio Movimento come maggior garanzia per gli autisti stessi…il problema è il tempo, che con questi passaggi il problema  non viene magari risolto immediatamente, come succedeva in precedenza…
Abbiamo poi evidenziato l’inutilità delle corse a vuoto, stante l’ordine di non lasciare più i mezzi nei terminal remoti, soprattutto dell’entroterra; la motivazione addotta è legata alla necessità di una maggior sicurezza e controllo sui mezzi, e di una pretesa pulizia e miglior servizio, che viene effettuato nei depositi deputati;  questa scelta è stata presa per evitare episodi di vandalismo sui bus abbandonati la notte nei terminal remoti, che pare si siano verificati nel passato.
Per la mia domanda sui danni addebitati agli autisti, il Presidente ha specificato che esiste un premio annuale per il mancato sinistro agli autisti; in caso di piccoli sinistri, si scala da questo fondo, non in maniera automatica (costo-sottrazione dal fondo), e inoltre che per piccoli danni (specchietti rotti ecc… viene solo fatta una lettera che non comporta sottrazione dal fondo annuale, che non ha alcuna conseguenza, e che comunque i danni e gli eventuali addebiti vengono esaminati da una commissione che prevede la presenza della R.S.U. aziendale, che dovrebbe tutelare i lavoratori; mi è stato confermato che non c’è un meccanismo di addebito automatico del danno; mi premurerò di verificare se questa prassi è quella veramente adottata, perché le notizie da me raccolte sono diverse…
La Dirigenza dell’azienda ha inoltre comunicato di essere riuscita, operazione non facile di questi tempi, a ridurre il premio generale assicurativo, dovuto alla diminuzione di danni e incidenti con questa gestione TPL rispetto alle due precedenti di SAR e ACTS.
Il Presidente e l’amministratore delegato hanno tenuto a far notare che l’azienda impiega 450 persone, con 250 mezzi, di cui 180 sono quelli che girano tutti i giorni…che l’azienda promuove corsi di guida sicura per gli autisti sotto l’egida degli esperti formatori di Quattroruote; che l’addetta stampa pare che sia necessaria in quanto non svolge solo questo ruolo ma si occupa anche dell’ufficio reclami e in parte della promozione aziendale; che la TPL è una azienda pubblica gestita con criteri di una azienda privata; che le consulenze si sono rese necessarie, ma affidate a persone che provengono dall’azienda, e quindi conoscono a fondo le problematiche; che gli stage, da alcuni criticati, si sono rivelati importanti anche per eventuali inserimenti in forma definitiva; che l’azienda ha e avrà sempre di più uno spirito meritocratico;
il Presidente e l’Amministratore Delegato si sono comunque resi disponibili ad incontri singoli o con piccoli gruppi di dipendenti, per verificare le problematiche che sono o dovessero emergere.

Si tratta ora di verificare queste risposte con i dipendenti, e l’occasione sarà già quella dell’incontro di lunedì con l’assessore Vesco, importante per conoscere anche gli orientamenti della Regione sul trasporto pubblico.

Marco Melgrati Consigliere Regionale

venerdì 26 novembre 2010

Il Giornale - Autisti privati di Fini pagati da An

 

La fuoriserie BMW 740, a spese di AN, del Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini

Finirà all’asta la Bmw 740 da 100mila euro restituita dal leader Fli dopo l’inchiesta del Giornale

Lamorte tenta di giustificare l’acquisto: "Avrebbe risparmiato i soldi dell’auto blu"

Gamba (Pdl): "Difesa comica"

 

 Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica

Un po’ come l’Aston Martin Db5 guidata dallo 007 Sean Connery, passata di mano un mesetto fa per circa 3 milioni di euro. O come la Mercedes 770K che accompagnava Adolf Hitler nelle sue parate, finita nel garage di un miliardario russo per una somma anche maggiore. 
La Bmw 740, di proprietà di An, che fino a pochi giorni fa portava senza motivo a spasso Gianfranco Fini potrebbe finire all’asta. Venduta come un cimelio per collezionisti, l’originale «macchina del fango», anche se l’ammiraglia tedesca in questione, immatricolata a marzo del 2010, è quasi nuova e senza macchia. 
Quell’auto è stata comprata per quasi centomila euro con i soldi della cassa di An, partito il liquidazione, e messa a disposizione (come pure gli autisti) del presidente della Camera Gianfranco Fini. Che in quel che resta di An, va ricordato, non ricopre alcun ruolo, e dunque non aveva titolo per utilizzarla.
Sarà un caso, ma infatti l’auto è stata «restituita» solo quando il Giornale stava per rivelare lo scandalo, ed è ora nella disponibilità del comitato di gestione che, spiegava due giorni fa il finiano Donato Lamorte, «non ha mai avuto da ridire». 
Anche perché a presiedere l’organismo ristretto che appunto gestisce il patrimonio di An, fino a poche settimane fa, c’era proprio il senatore finiano Francesco Pontone. 
L’uomo che firmò la (s)vendita della casa di Montecarlo a luglio del 2008, e che otto mesi fa comprò la Bmw al grande capo, Fini. Non che ne avesse bisogno: la terza carica dello Stato ha già, ovviamente, la sua brava auto blu. Un dettaglio che disintegra l’obiezione di Lamorte, che al Corsera ha detto: «Fini usava la macchina del partito per risparmiare i soldi pubblici». 
Cioè, per il fedelissimo finiano, il «risparmio» si concretizzerebbe nel lasciare l’auto di Stato pagata dai cittadini in garage, inutilizzata, acquistando al suo posto una macchina da centomila euro - e stipendiando due autisti - con soldi di un partito che, in gran parte, provengono dal finanziamento pubblico, e dunque dai contribuenti.
Tornando all’asta, l’idea di recuperare i soldi spesi per la berlinona vendendola al miglior offerente la lancia il senatore Antonino Caruso, vicepresidente del comitato dei garanti di An. «Io ho in mente una cosa: sotto Natale vorrei mettere in vendita la Bmw fra gli ex iscritti di An.
Chi vuole avere l’onore di sedere dove ha seduto per otto mesi Gianfranco Fini si faccia avanti. Io, purtroppo - prosegue Caruso - non posso partecipare all’asta. Per dire, anche io ho una Bmw ma di classe notevolmente inferiore rispetto alla classe 700 acquistata a marzo scorso». 
Ma il vice di Lamorte contesta anche la polemica, sollevata da quest’ultimo, sui mancati introiti dagli immobili ex An occupati dalle sezioni del Pdl. «L’uscita di Lamorte io proprio non la capisco», spiega Caruso: «Si lamenta dei fitti quando è lui il diretto responsabile, è lui l’amministratore delle srl che amministrano i beni immobili del partito. Ma di cosa stiamo parlando?». 
Insomma, qualche dubbio sulla vicenda, anche all’interno del comitato dei garanti, sembra esserci. 
Di certo l’acquisto di quell’auto non era proprio di dominio pubblico, come conferma Roberto Petri, anche all’interno del comitato: «La Bmw è saltata fuori - racconta Petri - perché, verificando il conto economico, c’era questa uscita per due autovetture. 
Una è quella utilizzata, direi legittimamente, proprio da Lamorte. Così è stato posto l’interrogativo su chi fosse l’utilizzatore dell’altra automobile». 
Solo a quel punto, come noto, l’«utilizzatore» Fini decide di riconsegnare l’auto.
Toni simili da un altro componente del comitato garanti, Pierfrancesco Gamba, sempre in quota Pdl: «Soprassediamo sulla comica critica di Lamorte quanto agli immobili, visto che l’amministratore unico delle srl che li gestiscono è proprio lui. 
La storia dell’auto, invece, andava chiarita e, grazie al vostro interessamento, è stata chiarita anzitempo proprio con l’annuncio di Lamorte che di fronte al vostro scoop ha annunciato il rientro dell’auto». 
E ora? Per Gamba non ci sono alternative: «Il comitato di gestione, con il nuovo presidente, Franco Mugnai, non potrà fare altro che vendere l’auto». 
Dei finiani che occupano posti nel comitato garanti o in quello di gestione, non parla nessuno. Sente il bisogno di dire la sua il finiano Carmelo Briguglio, che definisce «piccola e volgare speculazioncina» la vicenda della Bmw. 
Ma quando deve giustificare il motivo della trafelata restituzione delle chiavi da parte del suo capo, l’ex rautiano arriva a sostenere che il presidente della Camera l’ha fatto «per evitare qualsiasi polemica». 
Già che c’è, per evitare altre polemiche, perché non dice al Capo se restituisce anche le chiavi di Montecarlo?

Da www.ilGiornale.it  del 25 Novembre 2010