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mercoledì 19 gennaio 2011

Alassio: don Luciano è tornato a casa, accolte le richieste dei difensori

 
 Don Luciano Massaferro assieme all'avvocato Chirivì, uno dei suoi difensori

Dopo quattro mesi agli arresti domiciliari e' tornato oggi nella sua casa ad Alassio don Luciano Massaferro, il parroco di San Vincenzo e San Giovanni, arrestato il 29 dicembre 2009 dalla squadra mobile della questura di Savona per molestie sessuali su una chierichetta di 12 anni. 
Il collegio del tribunale, presieduto da Giovanni Zerilli, ha accolto l'istanza presentata la settimana scorsa dagli avvocati difensori Mauro Ronco e Alessandro Chirivi' non sussistendo piu' le esigenze cautelari. 
'Don Lu', come lo chiamano i parrocchiani che da settembre era ospite del convento delle suore di Diano Castello (Imperia) potra' anche comunicare con amici e parenti. 
La settimana scorsa, durante l'udienza, erano state anche formulate le richieste dei pubblici ministeri Alessandra Coccoli e Giovanni Battista Ferro per una condanna a sette anni e mezzo del sacerdote alassino.
Ora si attendono eventuali repliche e la sentenza prevista per il 17 febbraio prossimo in tribunale a Savona.

Da www.Savonanews.it  del 19 Gennaio 2011

giovedì 13 gennaio 2011

Alassio - Molestie su chierichetta, chiesti 7 anni e mezzo per don Lu

   
 Don Luciano Massaferro in una foto di repertorio

Sette anni e mezzo di reclusione è la pena richiesta dai pubblici ministeri Giovanni Battista Ferro e Alessandra Coccoli stamane al collegio del tribunale di Savona presieduta da Giovanni Zerilli che giudica don Luciano Massaferro, il parroco di San Giovanni e San Vincenzo di Alassio (Savona), arrestato dalla squadra mobile della questura di Savona il 29 dicembre 2009 perché accusato di presunte molestie sessuali nei confronti di una sua chierichetta di 12 anni.
Gli abusi, secondo l’accusa, sarebbero stati messi in atto dal sacerdote in almeno tre diverse occasioni. Nel corso dell’udienza, che si svolge a porte chiuse al secondo piano del palazzo di giustizia savonese, i magistrati hanno ripercorso le fasi del processo anche basandosi sulle testimonianze arrivate in aula.
Nel pomeriggio è in programma l’arringa di Mauro Ronco e Alessandro Chirivì, i difensori del sacerdote di Alassio che attualmente si trova agli arresti domiciliari in un istituto di religiose a Diano Castello, dopo essere rimasto in carcere dal dicembre 2009 al settembre 2010 prima a Chiavari poi a Sanremo. 

Da www.ilSecoloxix.it  del 13 Gennaio 2011

lunedì 19 luglio 2010

Don Luciano per la prima volta in aula: «Sono innocente»




Don Luciano Massaferro per la prima volta in aula

Il parroco di Alassio, in carcere da dicembre per pedofilia, si è presentato al processo che lo vede come unico imputato per quella che era l’ultima udienza prima della pausa per le ferie. 
Don Luciano ha chiesto di poter fare alcune dichiarazioni spontanee. 
Un lungo discorso, il suo, durato circa mezz’ora e pronunciato a braccio, consultando una traccia scritta su alcuni foglietti. 
Secondo quanto riferito al Secolo XIX (il processo si svolge a porte chiuse) da persone presenti in aula, il prete si è dichiarato innocente e per la prima volta si è detto disponibile a rispondere in aula alle domande dell’accusa.
«Il nostro cliente si è proclamato innocente come più volte ribadito anche in fase istruttoria e oggi, con quel documento, ha voluto ribadirlo anche al collegio», hanno spiegato i legali difensori Mauro Ronco e Alessandro Chirivì.
In aula hanno testimoniato la madre della bambina, che ha raccontato la versione fornita dalla figlia e in particolare le molestie che la ragazzina avrebbe subito dal prete.  
La donna ha messo in evidenza tra le altre cose lo sdegno e il disgusto che provò quando la figlia le fece i primi racconti dell’accaduto.
In aula sono stati ascoltati anche gli educatori e i catechisti delle due parrocchie gestite dal sacerdote, lo psichiatra che ha riferito come don Luciano sia sano di mente e i consulenti informatici che hanno detto come nei pc visionati non ci sia traccia di materiale compromettente.
La parte civile che rappresenta la famiglia della bambina all’uscita ha un po’ polemizzato per scambi di saluti e sorrisi che sarebbero intercorsi tra alcuni di questi testimoni e l’imputato, parlando di un «clima che aveva ravvisato anche all’oratorio».
Il processo riprenderà ora il prossimo 23 settembre.


Da www.ilSecoloxix.it del 19 Luglio2010

sabato 13 febbraio 2010

Alassio, trafficante di cocaina: accolta richiesta di patteggiamento


Alassio. E’ stata accolta la richiesta di patteggiamento, 
con una pena di tre anni di reclusione, 
per Luis Armando Rossi, il 32enne originario 
della Repubblica Dominicana arrestato 
insieme ad un complice per traffico 
di sostanze stupefacenti 
tra la Colombia e Alassio

L’uomo, difeso dall’avvocato Alessandro Chirivì, ha ammesso le sue responsabilità davanti al sostituto procuratore Alberto Landolfi, titolare dell’indagine per la Procura, e al gip del Tribunale, il quale dovrà ora fissare l’udienza nella quale si procederà a dar corso all’applicazione della pena stabilita dall’accordo tra accusa e difesa.
Luis Armando Rossi, insieme a Mariano Rodriguez Venturini, aveva organizzato un traffico di cocaina liquida purissima confezionando dei pacchi che venivano trasmessi tramite un noto corriere internazionale. La droga all’interno dei pacchi era nascosta in ovuli ricoperti di cioccolato e incartati con la confezione di grossi cioccolatini brasiliani (marca “Serenada de amor”).
Uno di questi pacchi, però, non era passato inosservato alla polizia inglese durante uno scalo nell’aeroporto di Londra “Gatwick”.  
Da lì era partita la segnalazione alle autorità italiane che aveva portato all’arresto, eseguito dai carabinieri, dei due trafficanti.

Da www.Ivg.it  del 13 Febbraio 2010

sabato 30 gennaio 2010

IERI POMERIGGIO L’INCIDENTE PROBATORIO SUL CASO DEL PARROCO DI ALASSIO ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE

 
Don Luciano Massaferro parroco di Alassio
 
In una stanza la verità della bambina
Nessun commento dalla Procura. I difensori di don Lu: 
emerse molte contraddizioni 
Nei suoi undici anni mai è stata adulta come ieri pomeriggio, nemmeno quando avvenivano, o lei immaginava, i fatti che hanno portato in carcere a Chiavari don Luigi Massaferro, il parroco quarantacinquenne di Alassio. In una stanza asettica, ripresa da una telecamera, la bambina ha ripetuto a uno specialista il racconto che già aveva fatto alla psicologa del Gaslini. E oltre la telecamera - come dietro uno specchio magico - c’erano il giudice per le indagini preliminari, Emilio Fois, il pm Alessandra Coccoli, i difensori del sacerdote Mauro Ronco e Alessandro Chirivì con il loro consulente.
Piccola e forse stupefatta dell’attenzione che la circonda e la preme da dicembre, la bambina sapeva che il suo racconto in qualche modo era valutato, giudicato - giudicata lei stessa - dal mondo degli adulti.
Non era affannata, non spaventata. Con lo sforzo dei semplici di fronte a un’impresa della memoria o la quiete dei candidi di fronte a ricordi sentiti per certi, si è ancora una volta inoltrata sui sentieri sfociati in pagine giudiziarie: «Lo toccavo... », «Mi diceva...». Un pomeriggio al rallentatore, senza pressioni, senza metterle fretta, misurando la sua aderenza alla realtà del momento e a quella del ricordo.
A fine giornata gli avvocati Ronco e Chirivì hanno rilasciato una dichiarazione lapidaria come una parola fine: «Sono emerse palesi, stridenti, numerose e insanabili contraddizioni nei racconti della presunta persona offesa, tali da minarne definitivamente ed irrimediabilmente la sua credibilità e attendibilità».
Il capo della Procura savonese, Francantonio Granero, abito grigio e sorriso appena accennatodietro la scrivania del suo ufficio, non ha commentato, si è limitato a un’osservazione più di stile che di contenuti:
«Mi pare palese una scelta di processo condotto rapidamente attraverso le dichiarazioni ai media più che con gli strumenti che la legge fornisce per dibattere il caso dentro questi uffici e aule». Nulla da dire sull’esito
dell’incidente probatorio con la bambina protagonista: «Ho parlato con la collega Coccoli, che ha seguito il pomeriggio e mi ha riferito molto serena».
Per la gente di Alassio, per i parrocchiani fedelissimi difensori di don Luciano la giornata di ieri è una sorta di anticipo di sentenza di proscioglimento.
Non è così veloce. Mentre il parroco aspetta l’ok per la visita almeno del suo vescovo, la Procura e il Gip devono ancora mettere in fila molti pezzi della vicenda.
C’è il computer con i file dell’hard disk cancellati. Di per sé non è determinante, accende interesse se inserita tra le deposizioni di don Lu, tra quelle che le accuse considerano non soltanto contraddizioni ma anche dichiarazioni spontanee («a una parrocchiana psicologa chiesi di seguire la piccola», «i vicini mi dissero che era una famiglia litigiosa e aggressiva») smentite agli uomini della Squadra Mobile dalle stesse persone chiamate in causa.
E per la bambina c’è ancora un passaggio tra occhi, registratori, voci degli specialisti. Come disposto dal gip Fois ci sarà quella che sbrigativamente viene definita «perizia psichiatrica ». Più o meno: non è un’imputata per la quale stabilire se capace o no di intendere o volere. E’ una presunta parte lesa, in un’età in formazione.
Se ieri si è misurato, con tatto, il suo narrare, il nuovo appuntamento sarà una sorta di «diagnosi» generale della sua «attitudine a testimoniare». La credibilità. Dato oggettivo, non giudizio fra angelo violato o spudorata mentitrice. Vuol dire un altro passo in una inevitabile, progressiva solitudine nel mondo adulto. Un nuovo passo, difficile più per la sua inconsapevolezza giudiziaria che per tutti gli altri.

Marco Neirotti

Da ww.LaStampa.it  del 30 Gennaio 2010

martedì 12 gennaio 2010

L’Avvenire stigmatizza l’operato dei PM di Savona sull’inchiesta contro Don Massaferro


Sorpresa ed incredulità stamattina in Procura a Savona per il duro attacco di Avvenire, cronaca locale di Albenga ed Imperia, contro la magistratura savonese accusata di anti-clericalismo.

Duro attacco ieri sulle pagine di Avvenire, cronaca locale di Albenga ed Imperia, contro la Procura della Repubblica di Savona, rea di aver chiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale della medesima città la custodia cautelare in carcere per il parroco alassino Don Luciano Massaferro accusato da un’adolescente della “città del muretto” di pedofilia.

Eraldo Ciangherotti, Presidente del Centro Aiuto alla Vita di Albenga, uomo impegnato in politica nel centro-destra ligure che sostiene Sandro Biasotti nella futura corsa alla Presidenza della Regione contro il Governatore uscente di sinistra Claudio Burlando ma soprattutto giornalista pubblicista che da sempre collabora con il quotidiano della Cei, tra l’altro ha scritto «…La Procura di Savona… ha predisposto il fascicolo delle indagini senza aver ascoltato ad oggi neppure una volta chi del sacerdote potesse conoscere, giorno dopo giorno, non solo la sua crescita spirituale ma anche le ragioni della sua vocazione. Siamo stati bombardati da più parti, come un carosello pubblicitario, con la testimonianza di una minore che sembrerebbe provenire da un contesto familiare noto e difficile nel quale spesso, a detta di parecchi esperti della psichiatria infantile, ci si potrebbe convincere che sia vera una pura fantasia. La comunità, infine, stando agli elementi emersi non solo non può condannare il sacerdote ma prega con carità cristiana per lui e per il disagio della minore».

Come ormai noto, infatti, lo scorso 29 Dicembre Don Massaferro fu arrestato per atti di libidine compiuti contro una ragazzina minore di anni quattordici che, dopo essersi sfogata con una neuropsichiatria infantile dell’istituto Giannina Gaslini di Genova, lo ha accusato di aver tentato di abusare di lei in tre occasioni durante il ministero sacerdotale.

E’ ben vero che la ragazzina proviene da una famiglia disagiata ma è anche vero che dopo l’arresto del sacerdote si sono scatenate contro di lei le peggiori insinuazioni da parte dell’Alassio benpensante. A dire il vero le posizioni di Avvenire di ieri non sono direttamente riferibili alla Curia diocesana di Albenga ed Imperia ma da questa non sono state smentite.

Alla Cei comunque si tende a sfumare la polemica sorta e don Pompili, direttore dell’ufficio comunicazione del medesimo organismo, sottolinea come le diocesi abbiano la loro autonomia ecclesiale e la magistratura abbia, invece, le competenze giuridiche e che quindi sia preferibile non sovrapporsi a vicenda nei rispettivi capi d’azione.

Poi aggiunge: ”La condanna del Vaticano sulla violenza nei confronti di bambini è netta e nota, nello specifico posso solo dire che accuse così gravi vanno provate. Bisogna attendere i tre gradi di giudizio con fiducia nella magistratura, ricordando la presunzione di innocenza».

Una presa di distanza equilibrata e parziale, dunque, dall’infuocato articolo di Ciangherotti che, stamattina, è stato accolto con stupore dai magistrati del Tribunale di Savona. Qui il capo della Procura Francantonio Granero, che indagando sul caso Teardo, Presidente socialista della Regione, negli anni ottanta per primo squarciò il velo sui fenomeni di corruzione politica in Italia, raccomanda ai suoi sostituti nervi saldi ed osserva che “in coscienza la Procura di Savona ritiene di aver compiuto con la delicatezza del caso e con scrupolo le indagini e di aver concluso richiedendo la custodia cautelare in carcere, perché così impone il codice di procedura penale. Nessun intento anti-clericale nel nostro comportamento, dunque”.

Il centro-destra del Ponente ligure ovviamente non la pensa così e non perde l’occasione per accusare per l’ennesima volta i magistrati “comunisti e non allineati”. Il sindaco di Alassio del Pdl, Marco Melgrati, infatti, sottolinea come la Procura del capoluogo ligure abbia fatto di don Luciano un mostro e poi prosegue dicendo che ”un mostro non nasce da un giorno all’altro. Tutto si fonda solo sulle parole di una bambina facilmente suggestionabile. Per sbattere un sacerdote in carcere con un marchio di infamia ci vorrebbe qualcosa di più. Abbiamo appena deciso di intitolare una strada a Enzo Tortora e a Edgardo Sogno, vittime di malagiustizia. E chi vuole intendere intenda”.

Se alla fine del suo calvario processuale, e la riflessione pare obbligata, don Massaferro dovesse però risultare colpevole, che cosa potrebbe allora dire a sua discolpa Avvenire? Forse una maggiore prudenza, considerata la delicatezza del caso, sarebbe forse stata preferibile ma il giornale cattolico, proprio dopo che da qualche giorno all’avvocato Alessandro Chirivì d’Albenga, che fin dal primo momento aveva richiesto discrezione massima, nella difesa del sacerdote si è aggiunto Mauro Ronco, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino, ha intrapreso un’altra strada magari perché nel suo passato prossimo già si è trovato scottato da un presunto scandalo a sfondo sessuale, poi risultato una disgustosa “bufala”, che ha costretto il suo direttore Boffo alle dimissioni.

Luciano Bagnoli


Da www.Agoravox.it  del 12 Gennaio 2010

sabato 9 gennaio 2010

ALBENGA VERSO LE AMMINISTRATIVE - Il Pdl cerca un candidato unitario novità Marino,Torrengo sorpresa



Il primo, consulente del lavoro, finora non si è esposto; il secondo è l’ex sindaco di Cisano e sarà certamente in lista

ALBENGA. Un poker di candidati “azzurri” per non cedere il comando alla Lega Nord. È un’impresa quasi disperata quella che attende i vertici albenganesi del Pdl :  trovare entro una settimana o al massimo dieci giorni un candidato sindaco credibile e accettato da tutte le anime del partito e della coalizione. Dopo il fallimento degli assalti ad alcuni esponenti del mondo economico, culturale e sociale della città, l’ipotesi che il Pdl debba cedere la candidatura a sindaco di Albenga al Carroccio sembra farsi sempre più probabile e  l’annuncio della candidatura di Rosalia Guarnieri potrebbe essere dato attorno al 20 di questo mese. Ma in casa Pdl c’è chi spera ancora di trovare in casa il condottiero in grado di offrire al ministro Claudio Scajola la “riconquista” della città delle torri.
Tra i nomi che hanno preso a circolare in queste ore c’è quello di Aldo Marino, consulente del lavoro finora poco esposto politicamente e “non sgradito” a nessuna delle anime. Marino, però, sconta proprio la scarsa visibilità e alla fine potrebbe ripiegare sulla semplice candidatura in consiglio.
Tra i più attivi in questa fase di pre-campagna elettorale c’è Gerry Giallombardo, il noto impresario edile che sarebbe in pole position, non fosse per la nota vicenda urbanistica e giudiziaria dei palazzi di via Carloforte.
Allora ecco che i vertici azzurri potrebbero calare una carta a sorpresa. L’ex sindaco di Cisano, Paolo Torrengo, sarà certamente in lista e per lui si profila un probabilissimo incarico di giunta essendo uno dei pochi
a poter vantare positive esperienze amministrative, ma è evidente che un simile personaggio faccia venire anche la tentazione di proporgli di candidarsi allo scranno più alto. Tra l’altro Torrengo è assieme al laiguegliese Silvano Montaldo (tra l’altro commissario del Pdl albenganese) colui che gode della maggiore considerazione negli ambienti imperiesi, e il test elettorale alle provinciali ha dato risultati confortanti. 
Bisognerà vedere se sarà disposto a sottrarre tanto tempo alla sua attività di imprenditore per dedicarlo alla città e se sarà accolto con favore dalle varie componenti.
Più avanzati sembrano i contatti con Laura Basso, moglie del noto notaio e a sua volta molto conosciuta in città, che però non sembra il nome in grado di convincere la Lega a rinunciare alla candidatura di Rosalia Guarnieri, a meno di improbabili diktat romani.
A questo punto i quattro potrebbero trovare posto in lista, anche se la cosa spaventa gli altri possibili candidati, soprattutto se sarà approvata la legge che riduce a sedici i componenti di ciascuna lista. Un giro di vite che costringerebbe il Pdl, come altri partiti, a chiedere di farsi da parte a qualche candidato in pectore.
Per qualcuno potrebbe prospettarsi in cambio qualche ruolo interno al partito (Guido Lugani potrebbe essere il prossimo coordinatore cittadino) o in enti e società. Per gli assessorati, Alessandro Chirivì potrebbe avere quello al turismo, mentre Roberto Schneck dovrebbe essere il vicesindaco, anche se lui preferirebbe la presidenza del consiglio comunale.

LUCA REBAGLIATI

Da www.ilsecoloxix.it  del 09 Gennaio 2010