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giovedì 24 novembre 2022
Russia - Mosca, la Duma approva la legge contro la propaganda Lgbt
martedì 9 novembre 2021
Francia - Il Secolo XIX : Chiesa e pedofilia, la lezione francese
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sabato 6 novembre 2021
Italia - Altare, tentativo di estorsione dopo una chat erotica su internet: donna denunciata dai Carabinieri
Ad essere coinvolto un operaio 34enne valbormidese. La 50enne per farsi dare ulteriori soldi lo minacciava dicendo che avrebbe formalizzato nei suoi confronti una denuncia per adescamento di minore e pedofilia
martedì 22 febbraio 2011
Pedofilia - Ai genitori accusati per gli abusi sulla figlia è stata sospesa la patria potestà
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sabato 19 febbraio 2011
lunedì 20 dicembre 2010
Abusi sessuali, il Papa: "Responsabilità è nostra, ora serve rinnovamento"
Papa Benedetto XVI benedice i fedeli dalla finestra che affaccia su Piazza San Pietro
Il Papa torna a parlare dello scandalo degli abusi sessuali nei confronti dei minori:
"Se la Chiesa è coperta di polvere la colpa è dei sacerdoti.
Ora dobbiamo essere capaci di penitenza e rinnovamento
perché una tale cosa non possa più succedere"
Roma - "Il volto della Chiesa è coperto di polvere, ed è così che noi l'abbiamo visto. Il suo vestito è strappato, per la colpa dei sacerdoti".
Benedetto XVI non usa mezzi termini per descrivere l'anno che sta per concludersi e che ha visto la Chiesa Cattolica macchiarsi di episodi orribili, dello scandalo degli abusi nei confronti di minori.
"Siamo stati sconvolti quando, proprio in quest’anno e in una dimensione per noi inimmaginabile, siamo venuti a conoscenza di abusi contro i minori commessi da sacerdoti, che stravolgono il Sacramento nel suo contrario: sotto il manto del sacro feriscono profondamente la persona umana nella sua infanzia e le recano un danno per tutta la vita", ha detto il Papa in occasione degli auguri natalizi ricevendo in udienza la Curia romana.
- Esame di coscienza. Un attacco duro da cui ripartire e una "umiliazione" da vivere "come una esortazione alla verità e una chiamata al rinnovamento".
Da qui l'invito del Pontefice a "ringraziare di cuore tutti coloro che si impegnano per aiutare le vittime e per ridare loro la fiducia nella Chiesa, la capacità di credere al suo messaggio".
"Dobbiamo chiederci che cosa era sbagliato nel nostro annuncio - si interroga il capo della Chiesa di Roma - dobbiamo trovare una nuova risolutezza nella fede e nel bene. Dobbiamo essere capaci di penitenza. Dobbiamo sforzarci di tentare tutto il possibile, nella preparazione al sacerdozio, perché una tale cosa non possa più succedere".
- I mali del mondo. Poi Benedetto XVI ha lanciato il suo attacco nei confronti degli altri mali che affliggono la società: dal mercato della pornografia, al turismo sessuale e alla droga.
Infine il Pontefice ha allargato lo sguardo alla situazione attuale del mondo e in particolare del nostro Paese: "Il mondo con tutte le sue nuove speranze e possibilità è al tempo stesso angustiato dall’impressione che il consenso morale si stia dissolvendo, un consenso senza il quale le strutture giuridiche e politiche non funzionano".
Da www.ilGiornale.it del 20 Dicembre 2010
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lunedì 19 luglio 2010
Don Luciano per la prima volta in aula: «Sono innocente»
Don Luciano Massaferro per la prima volta in aula
Don Luciano ha chiesto di poter fare alcune dichiarazioni spontanee.
Un lungo discorso, il suo, durato circa mezz’ora e pronunciato a braccio, consultando una traccia scritta su alcuni foglietti.
Secondo quanto riferito al Secolo XIX (il processo si svolge a porte chiuse) da persone presenti in aula, il prete si è dichiarato innocente e per la prima volta si è detto disponibile a rispondere in aula alle domande dell’accusa.
«Il nostro cliente si è proclamato innocente come più volte ribadito anche in fase istruttoria e oggi, con quel documento, ha voluto ribadirlo anche al collegio», hanno spiegato i legali difensori Mauro Ronco e Alessandro Chirivì.
La donna ha messo in evidenza tra le altre cose lo sdegno e il disgusto che provò quando la figlia le fece i primi racconti dell’accaduto.
In aula sono stati ascoltati anche gli educatori e i catechisti delle due parrocchie gestite dal sacerdote, lo psichiatra che ha riferito come don Luciano sia sano di mente e i consulenti informatici che hanno detto come nei pc visionati non ci sia traccia di materiale compromettente.
La parte civile che rappresenta la famiglia della bambina all’uscita ha un po’ polemizzato per scambi di saluti e sorrisi che sarebbero intercorsi tra alcuni di questi testimoni e l’imputato, parlando di un «clima che aveva ravvisato anche all’oratorio».
Il processo riprenderà ora il prossimo 23 settembre.
Da www.ilSecoloxix.it del 19 Luglio2010
Da www.ilSecoloxix.it del 19 Luglio2010
giovedì 10 giugno 2010
Città del Vaticano - Il segretario di Stato Vaticano, Bertone: “La pedofilia ha minato l’autorità della Chiesa”
IL CARDINAL BERTONE:
NON CONSENTIREMO ZONE GRIGIE
CITTÀ DEL VATICANO
«La pedofilia ha minato la credibilità della Chiesa», avverte il numero due del Vaticano.
Lo scandalo degli abusi sessuali del clero, sostiene il cardinale Tarcisio Bertone, «ha portato alla presa di coscienza sulla necessità di un rinnovamento spirituale».
Ai 10 mila preti riuniti a Roma per la conclusione dell’Anno sacerdotale, il segretario di Stato (supervisore della «tolleranza zero») chiede di voltare pagina affinché «dal dolore scaturisca una stagione di rinascita». La nuova linea di rigore non consentirà più zone grigie e insabbiamenti, assicura al meeting dei Focolarini.
«In questo tempo ci siamo dovuti far carico del dolore per le infedeltà, a volte anche gravi, di alcuni membri del clero che hanno inciso così negativamente sulla credibilità della Chiesa - afferma Bertone -.
Il Papa ha giustamente parlato di una persecuzione che nasce dall’interno stesso della Chiesa». Adesso, quindi, bisogna «seguire con coraggio la via della conversione, della purificazione e della riconciliazione», «trovare nuove vie per trasmettere ai giovani la bellezza e la ricchezza dell’amicizia con Gesù nella comunione della sua Chiesa».
Bertone sta concordando con l'ex Sant'Uffizio le nuove misure contro i preti pedofili (sanzioni e prevenzione) alle quali dovranno attenersi tutte le conferenze episcopali del mondo. L'obiettivo è favorire un «vita sacerdotale robusta e generosa, improntata a una radicale forma comunitaria che faccia del sacerdote un tutt’uno con il vescovo».
[GIA. GAL.]
Da www.laStampa.it del 10 Giugno 2010
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martedì 12 gennaio 2010
L’Avvenire stigmatizza l’operato dei PM di Savona sull’inchiesta contro Don Massaferro
Sorpresa ed incredulità stamattina in Procura a Savona per il duro attacco di Avvenire, cronaca locale di Albenga ed Imperia, contro la magistratura savonese accusata di anti-clericalismo.
Duro attacco ieri sulle pagine di Avvenire, cronaca locale di Albenga ed Imperia, contro la Procura della Repubblica di Savona, rea di aver chiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale della medesima città la custodia cautelare in carcere per il parroco alassino Don Luciano Massaferro accusato da un’adolescente della “città del muretto” di pedofilia.
Eraldo Ciangherotti, Presidente del Centro Aiuto alla Vita di Albenga, uomo impegnato in politica nel centro-destra ligure che sostiene Sandro Biasotti nella futura corsa alla Presidenza della Regione contro il Governatore uscente di sinistra Claudio Burlando ma soprattutto giornalista pubblicista che da sempre collabora con il quotidiano della Cei, tra l’altro ha scritto «…La Procura di Savona… ha predisposto il fascicolo delle indagini senza aver ascoltato ad oggi neppure una volta chi del sacerdote potesse conoscere, giorno dopo giorno, non solo la sua crescita spirituale ma anche le ragioni della sua vocazione. Siamo stati bombardati da più parti, come un carosello pubblicitario, con la testimonianza di una minore che sembrerebbe provenire da un contesto familiare noto e difficile nel quale spesso, a detta di parecchi esperti della psichiatria infantile, ci si potrebbe convincere che sia vera una pura fantasia. La comunità, infine, stando agli elementi emersi non solo non può condannare il sacerdote ma prega con carità cristiana per lui e per il disagio della minore».
Come ormai noto, infatti, lo scorso 29 Dicembre Don Massaferro fu arrestato per atti di libidine compiuti contro una ragazzina minore di anni quattordici che, dopo essersi sfogata con una neuropsichiatria infantile dell’istituto Giannina Gaslini di Genova, lo ha accusato di aver tentato di abusare di lei in tre occasioni durante il ministero sacerdotale.
E’ ben vero che la ragazzina proviene da una famiglia disagiata ma è anche vero che dopo l’arresto del sacerdote si sono scatenate contro di lei le peggiori insinuazioni da parte dell’Alassio benpensante. A dire il vero le posizioni di Avvenire di ieri non sono direttamente riferibili alla Curia diocesana di Albenga ed Imperia ma da questa non sono state smentite.
Alla Cei comunque si tende a sfumare la polemica sorta e don Pompili, direttore dell’ufficio comunicazione del medesimo organismo, sottolinea come le diocesi abbiano la loro autonomia ecclesiale e la magistratura abbia, invece, le competenze giuridiche e che quindi sia preferibile non sovrapporsi a vicenda nei rispettivi capi d’azione.
Poi aggiunge: ”La condanna del Vaticano sulla violenza nei confronti di bambini è netta e nota, nello specifico posso solo dire che accuse così gravi vanno provate. Bisogna attendere i tre gradi di giudizio con fiducia nella magistratura, ricordando la presunzione di innocenza».
Una presa di distanza equilibrata e parziale, dunque, dall’infuocato articolo di Ciangherotti che, stamattina, è stato accolto con stupore dai magistrati del Tribunale di Savona. Qui il capo della Procura Francantonio Granero, che indagando sul caso Teardo, Presidente socialista della Regione, negli anni ottanta per primo squarciò il velo sui fenomeni di corruzione politica in Italia, raccomanda ai suoi sostituti nervi saldi ed osserva che “in coscienza la Procura di Savona ritiene di aver compiuto con la delicatezza del caso e con scrupolo le indagini e di aver concluso richiedendo la custodia cautelare in carcere, perché così impone il codice di procedura penale. Nessun intento anti-clericale nel nostro comportamento, dunque”.
Il centro-destra del Ponente ligure ovviamente non la pensa così e non perde l’occasione per accusare per l’ennesima volta i magistrati “comunisti e non allineati”. Il sindaco di Alassio del Pdl, Marco Melgrati, infatti, sottolinea come la Procura del capoluogo ligure abbia fatto di don Luciano un mostro e poi prosegue dicendo che ”un mostro non nasce da un giorno all’altro. Tutto si fonda solo sulle parole di una bambina facilmente suggestionabile. Per sbattere un sacerdote in carcere con un marchio di infamia ci vorrebbe qualcosa di più. Abbiamo appena deciso di intitolare una strada a Enzo Tortora e a Edgardo Sogno, vittime di malagiustizia. E chi vuole intendere intenda”.
Se alla fine del suo calvario processuale, e la riflessione pare obbligata, don Massaferro dovesse però risultare colpevole, che cosa potrebbe allora dire a sua discolpa Avvenire? Forse una maggiore prudenza, considerata la delicatezza del caso, sarebbe forse stata preferibile ma il giornale cattolico, proprio dopo che da qualche giorno all’avvocato Alessandro Chirivì d’Albenga, che fin dal primo momento aveva richiesto discrezione massima, nella difesa del sacerdote si è aggiunto Mauro Ronco, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino, ha intrapreso un’altra strada magari perché nel suo passato prossimo già si è trovato scottato da un presunto scandalo a sfondo sessuale, poi risultato una disgustosa “bufala”, che ha costretto il suo direttore Boffo alle dimissioni.
Luciano Bagnoli
Da www.Agoravox.it del 12 Gennaio 2010
Luciano Bagnoli
Da www.Agoravox.it del 12 Gennaio 2010
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