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giovedì 6 luglio 2023

Italia - Imperia: Sindaco e assessori si aumentano lo stipendio. Ecco le nuove indennità, fino a oltre 10 mila euro al mese

Aumentanto ancora gli stipendi di Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio, a Imperia.  Oltre agli incrementi previsti dalla legge di bilancio 234/2021, il Comune, tramite una recente Delibera di Giunta, ha applicato anche le maggiorazioni previste dall’art. 2 del Decreto Interministeriale del 4 aprile 2000.

sabato 29 ottobre 2022

Italia - Roma, La prima volta di Giorgia Meloni da presidente del Consiglio all’Altare della Patria per deporre la corona al Milite Ignoto

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata all’Altare della Patria per rendere omaggio al Sacello del Milite Ignoto nel 101° anniversario della partenza del treno il 29 ottobre 1921 della salma dalla stazione di Aquileia. Dopo aver deposto la corona d’alloro davanti alla tomba del Milite Ignoto, la presidente Meloni è scesa dalla scalinata.

giovedì 15 aprile 2021

Italia - Ristoranti, cinema e palestre: tutte le nuove regole

Forza Italia, intanto, ha presentato in conferenza stampa il suo piano per la ripresa delle attività, che sarà consegnato al presidente del consiglio Mario Draghi

domenica 27 dicembre 2020

Italia - Roma, Servizi Segreti, la partita finale di Conte: controllo totale sui servizi?

Concentrare attorno a Palazzo Chigi tutto il coordinamento e il controllo sull’attività dei Servizi segreti. Di più: rendere il presidente del Consiglio referente centrale e definitivo di tutte le attività legate all’intelligence, rafforzando i poteri che già la legge puntualmente prescrive circa il decisivo ruolo del premier nel dare indirizzo alle mosse degli 007. 

La volontà politica di Giuseppe Conte è chiara, la tregua di fine anno sulla manovra non deve far dimenticare che la partita decisiva all’interno del governo è quella sull’intelligence, per il cui coordinamento le forze di maggioranza chiedono la nomina di un’autorità delegata di provenienza partitica, mentre il premier preferirebbe un profilo tecnico.
 
 

domenica 13 novembre 2011

Italia - Silvio Berlusconi si è dimesso da presidente del Consiglio



Da www.laStampa.it  del 13 Novembre 2011

PdL - Ecco il comunicato finale dell'Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà, tenutosi ieri sera a Palazzo Grazioli.







"L’ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà ha approvato la proposta del presidente, Silvio Berlusconi, e del segretario politico, Angelino Alfano, di dichiarare al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la disponibilità al conferimento dell’incarico al senatore Mario Monti per la formazione di un governo tecnico.

L’Ufficio di Presidenza sarà riconvocato dopo l’incontro tra il Presidente incaricato e la delegazione del Pdl, così da consentire la verifica circa l’esito di un confronto in merito alla composizione dell’esecutivo, al programma proposto e ai tempi del mandato".

 

sabato 1 ottobre 2011

Alassio - Offesa a Berlusconi pubblicata su Facebook da Avogadro: Melgrati scrive al Prefetto ed ai Procuratori di Genova e Savona

 Il consigliere regionale Marco Melgrati ex Sindaco di Alassio


Alassio. “Per il compleanno di Silvio Berlusconi dedichiamogli 1.000.000 di vaffanc*** entro stasera”. Per questa frase pubblicata sul social network Facebook dal sindaco di Alassio Robaerto Avogadro il consigliere Regionale del Pdl Marco Melgrati ha deciso di scrivere al Prefetto, al Procuratore Generale della Repubblica di Genova, Luigi Carli, ed al Procuratore della Repubblica Di Savona, Francantonio Granero.
In relazione alla pubblicazione offensiva fatta dal Sindaco di Alassio ho ritenuto doveroso segnalare questo grave atto di mancanza del più elementare rispetto da parte di un uomo delle istituzioni, un Sindaco quale Avogadro, nei confronti di una persona che riveste una funzione pubblica che rappresenta la quarta carica dello Stato, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. Questa cosa sarebbe ancora più grave se Avogadro lo avesse fatto per ingraziarsi i suoi ‘compagni’ del Pd; se poi la giustificazione addotta sui media sarebbe che lo aveva fatto prima di Lui l’assessore Nattero [non come scritto erroneamente in precedenza Bogliolo], diventa una aggravante, perché anche Nattero, in quanto assessore, è, o dovrebbe essere, persona delle istituzioni” dice Melgrati.
Ho scritto quindi questa lettera a Sua Ecc.za il Prefetto di Savona Claudio Sammartino, al Procuratore Generale della Repubblica di Genova F.F. Dott. Luigi Carli e al Procuratore della Repubblica Di Savona Dott. Francantonio Granero, per chiedere di verificare se vi siano rilevanze penali, o se questo comportamento meriti, almeno, una censura” prosegue Melgrati che continua: “Personalmente, invece, come ogni anno, ho inviato al Presidente Silvio Berlusconi gli auguri più cari di buon compleanno, con l’invito mediato dalla procura milanese: resistere, resistere, resistere
E spero che mi risponda simpaticamente, di suo pugno, come ogni anno. L’anno scorso, nel ringraziarmi, scriveva: ‘La mia mamma diceva che c’è un solo modo per non invecchiare: ringiovanire! E’ quello che cerco di fare!! Grazie di cuore per gli auguri… Firmato Silvio Berlusconi’”.

Questo invece il testo della lettera inviata alle autorità da Melgrati: “Mi permetto di segnalare alle SS.LL. questa vicenda, peraltro apparsa oggi sui media locali. In data 29 settembre il Sindaco di Alassio, sig. Roberto Avogadro, pubblicava sul Suo profilo di Facebook sulla Sua bacheca, condividendolo, e dichiarando il proprio compiacimento (cliccando ‘mi piace’) il link ‘Per il compleanno di Silvio Berlusconi dedichiamogli 1.000.000 di vaffanc*** entro stasera’. Ora, al di la e al di sopra del giudizio personale e politico di chiunque sulla figura privata e istituzionale del Presidente del Consiglio, credo che da un Sindaco, una figura istituzionale appunto, ci si debba aspettare un rispetto diverso per una delle più alte cariche dello Stato, che ci piaccia oppure no. Sarebbe per chiunque una caduta di stile; non stiamo parlando di un ragazzino dei centri sociali, ma di un Sindaco di una città importante come Alassio; assolutamente di cattivo gusto e sintomo almeno di maleducazione. La mia scarsa conoscenza del Codice Penale mi impedisce di sapere se possano essere ravvisate ipotesi di reato, come il vilipendio al Presidente del Consiglio o altri; per questo motivo pongo alla Vostra attenzione questo fatto, che al di la della rilevanza penale, meriterebbe comunque una censura”.


Da www.Ivg.it  del 01 Ottobre 2011



giovedì 20 gennaio 2011

Silvio Berlusconi - Il nuovo messaggio : state sereni, perchè la verità vince sempre.

 
 Il premier Silvio Berlusconi durante il suo ultimo messaggio

Oggi il Senato e la Camera hanno riconfermato la loro fiducia al Governo e lo hanno fatto su un tema delicato e di grande rilievo per i cittadini: la relazione al Parlamento del ministro Alfano sullo stato della giustizia in Italia. Le opposizioni hanno nuovamente messo insieme tutti i loro voti nel tentativo di fare cadere il Governo ma come è avvenuto il 14 dicembre scorso, hanno perso.
Se oggi fossimo stati sconfitti, la sinistra e il cosiddetto terzo polo sarebbero andati su tutte le reti televisive per sostenere l’inesistenza di una maggioranza e quindi per chiedere le inevitabili dimissioni del Governo.
Invece abbiamo vinto noi, con un margine di venti voti!!
Ecco perché considero il voto di oggi come quello del 14 dicembre: un voto di rinnovata fiducia a me ed al Governo che presiedo. Ma anche un voto di fiducia in materia di giustizia che arriva proprio mentre il Presidente del Consiglio è ingiustamente attaccato per l’ennesima volta in sede giudiziaria.
Ho avuto finalmente modo di leggere le 389 pagine dell’ultima vera e propria persecuzione giudiziaria, la ventottesima in 17 anni, che la Procura di Milano mi ha notificato con grande e voluto clamore nei giorni scorsi.
Le violazioni di legge che sono state commesse in queste indagini sono talmente tante e talmente incredibili che non posso non  raccontarvele perché possiate denunciarle e farvi portatori di un messaggio ai vostri amici di come si sta cercando di sovvertire il voto popolare.
Pensate che la mia casa di Arcore è stata sottoposta a un continuo monitoraggio che dura dal gennaio del 2010 per controllare tutte le persone che entravano e uscivano e per quanto tempo vi rimanevano.
Hanno utilizzato tecniche sofisticate come se dovessero fare una retata contro la mafia o contro la camorra.
Nella mia casa da sempre svolgo funzioni di governo e di parlamentare, avendolo addirittura comunicato alla Camera dei Deputati sin dal 2004, e la violazione che è stata compiuta è particolarmente grave perché va contro i più elementari principi costituzionali.
Ma questo comportamento è gravissimo anche per il comune cittadino perché gli toglie qualsiasi possibilità di privacy. Sappiate che la Procura di Milano mi ha iscritto come indagato soltanto il 21 dicembre scorso, guarda caso appena sette giorni dopo il voto di  fiducia del Parlamento, e quindi tutte le indagini precedenti erano formalmente rivolte verso altri ma sostanzialmente tenevano sotto controllo proprio la mia abitazione e la mia persona.
Tutto questo potrebbe capitare a chiunque di voi.
Inoltre i fatti che mi vengono contestati secondo la stessa Procura sarebbero stati commessi nella mia qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri.
Come prescrivono la legge e la Costituzione, entro 15 giorni dall’inizio delle indagini la Procura avrebbe dovuto trasmettere tutti gli atti al Tribunale dei ministri, l’unico competente per tutte queste vicende.
E’ gravissimo, ancora, che la Procura voglia continuare ad indagare pur non essendo legittimata a farlo. Tra l’altro la Procura di Milano non era neppure competente per territorio. Infatti il reato di concussione mi viene contestato come se fosse stato commesso a Milano. Questo è palesemente infondato poiché il funzionario della questura che ha ricevuto la mia telefonata in quel momento era, come risulta dalle stesse indagini, a Sesto San Giovanni. Quindi la competenza territoriale era ed è del Tribunale di Monza. Come vedete una serie di violazioni impressionanti. Io vorrei andare immediatamente dai giudici per contrastare queste accuse e per ottenere una rapida archiviazione, ma non posso presentarmi a dei pubblici ministeri che non hanno competenza né funzionale né territoriale, anche per non avallare la illegittimità che sto denunciando.
Ripeto, io vorrei andare subito dai giudici proprio perché i fatti contestati sono talmente assurdi che sarebbe facilissimo smontare il teorema accusatorio. Pensate, mi si accusa di aver costretto o indotto il dirigente della questura ad intervenire sul fermo di questa ragazza, di Ruby.
Vi leggo le risposte del funzionario al pubblico ministero dove descrive la mia telefonata: “l’addetto alla sicurezza mi disse: dottore le passo il Presidente del Consiglio perché c’è un problema. Subito dopo il Presidente del Consiglio mi ha detto che vi era in questura una ragazza di origine nord africana che gli era stata segnalata come nipote di Mubarak e che un consigliere regionale, la signora Minetti, si sarebbe fatta carico di questa ragazza. La telefonata finì così”. Ma vi pare che questa possa essere considerata una telefonata di minaccia? Tutto ciò è assolutamente ridicolo.
Ma altrettanto assurdo è quanto si sostiene per la vicenda di Ruby dove mi si contestano rapporti sessuali con una ragazza minore di 18 anni. Questa ragazza ha dichiarato agli avvocati e mille volte a tutti i giornali italiani e stranieri che mai e poi mai ha avuto rapporti sessuali con me e che si era presentata, creduta da tutti come risulta da numerosissime testimonianze, come una egiziana ventiquattrenne, inoltre sia lei sia il suo avvocato hanno radicalmente smentito di aver richiesto o ricevuto offerte di denaro. E vi leggo quello che ha detto la stessa Ruby in una dichiarazione firmata e autenticata dai suoi avvocati: “Non ho mai avuto alcun tipo di rapporto sessuale con l’onorevole Silvio Berlusconi. Nessuno, né l’onorevole Berlusconi né altre persone, mi ha mai prospettato la possibilità di ottenere denari o altre utilità in cambio di una disponibilità ad avere rapporti di carattere sessuale con l’on. Silvio Berlusconi. Posso aggiungere che, invece, ho ricevuto da lui, come forma di aiuto, vista la mia particolare situazione di difficoltà, una somma di denaro. Quando ho conosciuto l’on. Berlusconi, gli ho illustrato la mia condizione personale e famigliare nei seguenti termini: gli ho detto di avere 24 anni, di essere di nazionalità egiziana (non marocchina), di essere originaria di una famiglia di alto livello sociale, in  particolare di essere figlia di una nota cantante egiziana. Gli ho detto anche di trovarmi in difficoltà per essere stata ripudiata dalla mia famiglia di origine dopo che mi ero convertita al cattolicesimo”.
Ecco perché vorrei fare il processo subito, con queste prove inconfutabili, ma con giudici super partes e non con P.M. che vogliono utilizzare questa vicenda come strumento di lotta politica.
Gli stessi P.M. che hanno ordinato con uno spiegamento di forze di almeno 150 uomini una imponente operazione di perquisizione contro ragazze colpevoli soltanto di essere state mie ospiti in alcune cene.
Queste perquisizioni nei confronti di persone che non erano neppure indagate ma soltanto testimoni sono state compiute con il più totale disprezzo della dignità della loro persona e della loro intimità. Sono state maltrattate, sbeffeggiate, costrette a spogliarsi, perquisite corporalmente, fotografati tutti i vestiti, sequestrati tutti i soldi, le carte di credito, i gioielli, i telefoni e i computer. Sono state portate in questura, alcune senza neppure poter chiamare un avvocato e tenute lì dalle otto di mattina fino alle otto di sera senza mangiare e senza poter avere alcun contatto con l’esterno. Trattate, dunque, come criminali in una pericolosa operazione antimafia.
Una procedura irrituale e violenta indegna di uno stato di diritto che non può rimanere senza una adeguata reazione.
Non c’è stata nessuna concussione, non c’è stata nessuna induzione alla prostituzione, meno che meno di minorenni. Non c’è stato nulla di cui mi debba vergognare. C’è solo un attacco gravissimo di alcuni pubblici ministeri che hanno calpestato le leggi a fini politici con grande risonanza mediatica.
Io sono sereno, state sereni anche voi perché la verità vince sempre. Il Governo continuerà a lavorare e il Parlamento farà le riforme necessarie per garantire che qualche magistrato non possa più cercare di far fuori illegittimamente chi è stato eletto dai cittadini.

19/01/2011

sabato 29 maggio 2010

Ciampi: nel '92 a un passo da colpo stato

 L'ex Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi

Verita' su chi ordino' stragi, senza non c'e' democrazia

(ANSA) - ROMA, 29 MAG - 'Ebbi paura che fossimo a un passo dal colpo di Stato', afferma Ciampi ricordando il 27 luglio '92 (con le bombe a Milano e a Roma)

Il Paese, aggiunge Ciampi, all'epoca presidente del Consiglio, 'ha diritto di sapere', sapere chi ordino' quelle stragi per 'evitare che quella stagione si ripeta' e perche' 'senza verita' non c'e' democrazia'.

giovedì 27 maggio 2010

Conferenza stampa del Presidente Silvio Berlusconi sulla manovra di bilancio di 24 miliardi Roma, tenutasi il 26 maggio 2010

Questa manovra non è la tradizionale operazione di aggiustamento dei conti pubblici. Si inquadra nella crisi dell’euro scatenata dalla speculazione e ha come obiettivo una riduzione del peso dello Stato nell’economia e nella società.

Questa crisi provocata dalla speculazione è diversa da tutte le precedenti. Non è una crisi, come quella del 2008-2009, provocata dalla bolla immobiliare, che il governo ha saputo superare con risultati riconosciuti da tutti.
E’ una situazione senza precedenti in tutti i Paesi europei che tutti hanno vissuto sopra le loro possibilità.
Parlare, come fanno alcuni, di pessimismo contro ottimismo significa non avere capito nulla.

Basta con uno Stato da socialismo reale.
Oggi in Italia abbiamo uno Stato che intermedia più del 50% della ricchezza prodotta ogni anno dai suoi cittadini e dalle sue imprese. Un costo non più sostenibile. Ed una spesa pubblica così ingente, capillare e scarsamente responsabilizzata è fatalmente soggetta a pessime gestioni e malversazioni. Ne portano la responsabilità sia i 2 “governi consociativi” della prima Repubblica, che negli Anni Ottanta hanno moltiplicato per otto il debito pubblico, sia il governo della sinistra che poco più di dieci anni fa, con soli quattro voti di scarto, ha modificato il Titolo quinto della Costituzione e attribuito alle Regioni un potere di spesa nella sanità sganciato da ogni vincolo di responsabilità.
Una riforma costituzionale che si è rivelata dissennata, il contrario del federalismo fiscale che noi vogliamo attuare, una riforma che ha fatto esplodere la spesa sanitaria, soprattutto in molte Regioni del Centro Sud.
La migliore ricetta contro le spese eccesive e la corruzione è la riduzione della spesa pubblica e quindi dell’intervento dello Stato nell’economia. Sono questi gli obbiettivi che intendiamo raggiungere.
Lo faremo con provvedimenti equilibrati e inevitabili. Equilibrati perché si chiede di più a chi ha di più o ha evaso di più. Inevitabili perché da anni l’Italia, come tutti i Paesi della vecchia Europa, sta vivendo al di sopra delle proprie risorse.

Welfare: svolta epocale. 
Il secolo scorso è stato caratterizzato in Europa dall’aumento del ruolo dello Stato nella vita dell’economia e dei singoli individui. Come si diceva ai tempi di Lord Beveridge, lo Stato aveva il compito di accompagnare ogni persona dalla culla fino alla tomba. Il principio era giusto in sé. Ma in questo modo in Italia è cresciuta in maniera 3 incontrollata la spesa sociale che all’inizio era effettivamente destinata
a sostenere i ceti più bisognosi, ma poi si è trasformata in una spesa assistenziale.
Questo sistema irresponsabile ha funzionato finché era possibile ricorrere alla svalutazione della moneta e finché si è potuto ricorrere all’aumento delle tasse.
Con l’euro e dopo la recente crisi internazionale questi due strumenti (svalutazione e aumento delle tasse) sono diventati inservibili, perché la crisi impone a tutti i Paesi di ridurre il debito pubblico.

I numeri della manovra.
La speculazione ha ora posto nel mirino i debiti sovrani degli Stati.
Vale a dire la stabilità dei nostri Bot e Btp: assieme alla casa, al risparmio ed al patrimonio delle nostre famiglie. Per questo, così come un anno fa abbiamo messo in sicurezza i depositi dei risparmiatori ed imposto un tetto ai mutui, ora abbiamo deciso di intervenire per riportare il rapporto deficit-Pil dal 5% di adesso al 2,7
nel 2012.
Dunque abbiamo varato un aggiustamento da 12 miliardi l’anno, 24 per i due anni, che punta essenzialmente sulla riduzione della spesa pubblica e sulla lotta all’evasione fiscale.
Voglio però sottolineare che non abbiamo aumentato le tasse, perché il nostro obbiettivo resta sempre quello di ridurle.

Le manovre degli altri Paesi: i numeri.
La Grecia si è per ora salvata con una manovra di 30 miliardi in tre anni, circa 12-13 punti del pil greco. La Spagna ne ha decisa una da 50 miliardi alla quale si è aggiunto un supplemento di 15 miliardi. La Francia una da 100 miliardi di euro in tre anni. La Germania taglierà 10 miliardi da qui al 2016; in totale 60 miliardi.
L’aggiustamento di bilancio dell’Italia è minore perché il governo ha bene operato in questi due anni.
Dobbiamo tagliare le spese eccessive per salvare ciò che abbiamo di buono e ci viene invidiato:
• abbiamo un sistema pensionistico che garantisce il massimo di
copertura con l’equilibrio contabile;
• abbiamo la sanità per tutti, nonostante gli sprechi;
• abbiamo gli ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro, tutela
che noi abbiamo esteso per la prima volta anche agli autonomi;
• infine, grazie a tutto questo e grazie al nostro governo, a imprese e banche solide, abbiamo il tasso di disoccupazione più basso rispetto alla media europea.

I dipendenti pubblici.
Con la manovra chiediamo un atto di responsabilità ai nostri dipendenti pubblici, per alcune ragioni. In primo luogo perché negli scorsi anni i loro redditi sono aumentati più di quelli dei dipendenti 5 privati: 42,5 per cento in dieci anni le retribuzioni pubbliche, rispetto al 24,8 per cento dei privati (fonte: Corte dei Conti). Poi perché i dipendenti pubblici godono del vantaggio della garanzia del posto di  lavoro, non possono essere licenziati per chiusura dell’attività e non rischiano di andare in cassa integrazione né di vedersi ridurre lo stipendio come i privati. E dunque ai dipendenti dello Stato spetta una particolare responsabilità per il risanamento dello stesso Stato.

Pensioni.
Le pensioni sono tutelate e garantite: chiediamo solo a chi si accinge ad andare in pensione di lavorare qualche mese in più.

Enti locali: sacrifici e federalismo.
Chiediamo a Regioni, Province e Comuni di ridurre le spese meno produttive, e ce ne sono ancora tante. Ma in cambio daremo loro i beni demaniali da valorizzare, che potranno generare notevoli risorse. Così
il federalismo fa un sostanziale passo avanti.

Lotta all’evasione e al sommerso.
Il nostro governo ha già avviato un forte contrasto all’evasione fiscale. Rispetto ai 6,4 miliardi di euro recuperati nel 2007, siamo saliti a 6,9 miliardi nel 2008 e a 9,1 miliardi nel 2009.
Nel 2009 gli accertamenti fiscali sono stati 711.932, e le maggiori imposte accertate hanno riguardato 26.338 casi: più 30 per cento.
L’evasione stimata nei giorni scorsi è pari a un mancato introito di 120 miliardi di euro. E’ la conferma di quanto andiamo dicendo da tempo: l’economia sommersa dell’Italia è pari al 22,2 per cento del pil, seconda in Europa solo alla Grecia. Poiché l’imponibile evaso dall’economia sommersa è di 270 miliardi, il mancato introito fiscale – secondo l’Agenzia delle entrate - è pari a poco più di un terzo: 100 miliardi. 
In alcune Regioni del Sud l’evasione raggiunge poi percentuali inaccettabili: 85 per cento in Calabria, 63 in Sicilia, 55 in Campania, contro il 12 per cento della Lombardia, il 19 dell’Emilia-Romagna e il 19,6 del Veneto.
I controlli introdotti con la manovra sono la prima medicina a questo malcostume. Con il federalismo fiscale potremo porre un rimedio ancora più efficace a questa autentica “diserzione” fiscale, coinvolgendo i Comuni nell’accertamento dei redditi.

Una “manovra europea” che salva l’Italia.
Il Governo ha varato una manovra a cui siamo tenuti dagli impegni assunti con l’Unione europea. L’Europa, di cui siamo tra i fondatori, è la nostra casa, la nostra patria: lo è oggi e lo sarà sempre più. La nostra è una manovra europea, in linea con quanto stanno facendo altri Paesi come Francia, Germania e Gran Bretagna.
I sacrifici richiesti sono indispensabili per difendere l’euro: cioè i salari, le pensioni, i risparmi delle famiglie e i ricavi delle imprese.
Difendere l’euro oggi significa salvare il futuro dell’Italia, il benessere di 60 milioni di donne e uomini, e di oltre 5 milioni di imprese.
Poiché la sfida è questa, tra Governo, imprese e forze sociali non c’è alcuna diversità di obbiettivi. Come non ce ne deve essere, spero, tra noi e l’opposizione, e ringrazio il Presidente Napolitano per l’esortazione al senso di responsabilità e all’unità, che faccio mia.
Siamo tutti nella stessa barca, che andrà avanti e supererà anche questa difficile situazione.
Da inguaribile ottimista, sono convinto che ce la faremo anche questa volta.

martedì 12 gennaio 2010

Fabio Lucchini : lettera aperta a Silvio Berlusconi, leader del Popolo della libertà

Alassio: pubblichiamo mail integrale datata 31 Dicembre 2009 del sig. Fabio Lucchini

Pubblichiamo integralmente una email che ci è stata inviata dal signor Fabio Lucchini in merito alla  diffida  che lo stesso ha ricevuto dalla segreteria cittadina del Pdl di Alassio.

Lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi leader del PDL ed in copia per conoscenza alla Coordinatrice PDL della provincia di Savona, dott.ssa Roberta GASCO .

Carissimo Presidente Silvio Berlusconi, quale migliore occasione delle Festività Natalizie per porgerLe i Migliori Auguri di un pronto ristabilimento e possa riacquistare un pò di serenità, dopo il drammatico avvenimento di Piazza Duomo a Milano (anch'io sono milanese e conosco bene quella piazza tanto cara ai milanesi per la "madunina"). 
Ho ascoltato e seguito con molta attenzione le parole da Lei dette sul palco della manifestazione che ha avuto un così ripugnante epilogo, e devo dire che erano musica per le mie orecchie. Lei ha parlato di un partito di larga base popolare, di un partito non verticistico, dove le decisioni vengono prese collegialmente, di un partito che è aperto a tutti coloro che credono nel supremo valore della Libertà. 
Ora, dopo aver letto i quotidiani che trattano gli avvenimenti della provincia di Savona, ove io risiedo, ad Alassio, ho potuto leggere tra le altre notizie, della nomina di tutti i nuovi referenti cittadini del PDL in prospettiva della campagna elettorale, che è al nastro di partenza, per la conquista della Regione Liguria.

Sono sobbalzato sulla sedia quando ho letto il lungo elenco in cui compare il nome della gentile Avv. Emanuela Preve, confermata coordinatrice del PDL alassino. 

Mi interrogo e chiedo a Lei in primis ed in subordine alla neo responsabile (da un paio di mesi circa) del coordinamento del PDL per la provincia di Savona, Dott. Roberta Gasco: quali sono i criteri adottati per le nomine ed in particolare le valenze che hanno portato ufficialmente e non "provvisoriamente" (come era sino ad ora) al vertice del PDL di Alassio l’avv. Emanuela Preve? 

Dico ciò perché già in occasione della campagna elettorale della scorsa primavera, per le elezioni provinciali del Savonese, mi ero peritato di segnalare un attacco gratuito che l’ha riguardata in prima persona, illustre Presidente Silvio Berlusconi. 

Ovvero la lettera che l'avv. Emanuela Preve, in qualità di terza firmataria dell'iniziativa (insieme al padre, stimato professionista locale) si era preoccupata di inviare all'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. 

In questa lettera che allegherò qui sotto, per completezza di informazione, si chiedeva in buona sostanza che Lei caro Presidente Berlusconi fosse fermato in qualsiasi maniera nella Sua azione politica come leader dell'allora splendida, snella e coriacea ( peraltro mi permetto aggiungere come Lei, il fondatore) struttura di partito, che rispondeva al nome di Forza Italia.

Riporto quindi il testo della missiva, indirizzata al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi:

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Ill.mo Signor
Presidente della Repubblica
Palazzo del Quirinale
Roma

Quali avvocati del Foro di Savona, convinti assertori del principio di legalità, inteso quale eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge – principio che, necessariamente presuppone l’Indipendenza e l’autonomia della magistratura – sentiamo il dovere morale e professionale di prendere netta posizione sul disegno di legge in tema di “legittimo sospetto”, evidentemente predisposto ed attivato, oltre ogni logica e lecita misura, ad personam, come significativamente riconosciuto, tra gli altri, dall’On. Carlo Taormina, già sottosegretario nell’attuale Governo, in una recente intervista rilasciata a “La Stampa”.

Frase altamente significativa di tale intervento È stata: “fare in fretta per battere i Giudici di Milano... bisogna impedire la condanna di due innocenti: Berlusconi e Previti”. Tralasciando ogni considerazione di merito in ordine al disegno di legge come proposto e come frutto dell’affrettata – a tacer d’altro – approvazione al Senato, va sottolineato il tema della palese violazione dell’articolo 72 della nostra Carta Costituzionale, sia sotto il profilo della inesistenza dei requisiti di urgenza, sia comunque sotto il profilo della mancanza di una rituale dichiarazione al riguardo. È inaccettabile in uno Stato di diritto il tentativo (che è sotto gli occhi di tutti) di chi esercita il potere politico-istituzionale, fra l’altro in posizione di particolare preminenza, di sottrarsi al controllo di legalità cui è istituzionalmente preposto e tenuto il Potere Giudiziario, attaccando, peraltro rozzamente, quei Magistrati che, esercitando correttamente la loro funzione, osino perseguire anche i potenti.

Se questo palese tentativo avesse successo, se si dovesse constatare che ai “potenti di turno” ed a chi gode della loro protezione, è consentito di sottrarsi al controllo di legalità, di sottrarsi alla giurisdizione del Giudice naturale se non gradito, di sottrarsi addirittura al processo (ché questo accadrebbe attraverso la reiterazione di domande di remissione, se il disegno di legge in questione fosse malauguratamente approvato e promulgato), se si dovesse constatare ancora che l’alta funzione legislativa dei rappresentanti dell’intera collettività nazionale può essere piegata alla tutela di interessi particolari, ne sarebbe irrimediabilmente leso il principio della eguaglianza di tutti davanti alla legge e scossa la fiducia dei Cittadini nelle istituzioni democratiche.

Nella nostra qualità di avvocati, impegnati quotidianamente nella difesa dei diritti e per il conseguimento della giustizia nel caso concreto, con l’unico strumento della argomentazione giuridica, sentiamo il dovere, professionale e morale, in questo momento particolare, di esprimere la nostra forte preoccupazione per questo stato di cose che ci allarma ed insieme esprimere il convincimento che la Costituzione della Repubblica sia – e debba continuare ad essere – punto di riferimento e guida essenziale ed insostituibile e la nostra fiducia nel Presidente della Repubblica, che della Costituzione e dei principi dell’autonomia e della indipendenza della Magistratura e dell’eguaglianza di tutti davanti alla legge in essa affermati, è il supremo garante.

Con il massimo ossequio.
Alassio-Savona, lÏ 23 agosto 2002

F.to Avvocati Claudio Bottelli, Angelo Preve, Emanuela Preve, Giampiero Mentil, Nazzareno Siccardi, Gian Carlo Salomone, Gianluigi Bruzzone, E. Stefano Carrara Sutour, Silvio Carrara Sutour, Giorgio Cangiano, Franco Vazio, Giannantonio Chiavelli, Vittorio Varalli, Silvana Biamonti, Daniela Rosano, Giovanni Russo, Alberto Russo, Marco Russo, Marino Morixe, Franco Aglietto, Sergio Aquilino, Monica Becchino, Mauro Mazzi, Angelo Luciano Germano, Giuliano Germano, Pietro Beltrametti, Attilio Beltrametti, Francesco Bruno.

Questa missiva ha goduto di una particolare attenzione al punto di essere pubblicata nel libro dal titolo:
“Giustizia e impunità - Interviste a Antonio Di Pietro e Marco Travaglio, autrice la sig.ra Gloria Bardi, insegnante e candidata nell’ Idv di Antonio Di Pietro, alle ultime elezioni europee. 

La lettera, nel libro, è corredata dal commento del giornalista Travaglio, che riporto qui di seguito:

il commento di Marco Travaglio

Questo è un documento importante per quello che dice, ma soprattutto perché firmato da avvocati e quindi è l’ennesima dimostrazione che in questo momento non è in corso una guerra tra giudici e avvocati o tra giudici e politici, ma è in corso una guerra di alcuni imputati contro la Magistratura, contro l’Avvocatura che vuole vincere i processi dentro le aule e non in Parlamento e contro i Cittadini che pretendono la legge uguale per tutti.
Speriamo che Ciampi di lettere come questa ne riceva tante.

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Come avrà potuto vedere non manca il commento di Marco Travaglio e neppure uno stuolo di firme a corredo della "petizione" organizzata e sostenuta dall'avv. Emanuela Preve, dal papà e da tante altre persone (Legali) per lo più appartenenti allo schieramento di sinistra, più spesso, estrema sinistra.

Io mi interrogo, ma soprattutto chiedo a Lei, Sig. Presidente, a questo punto, come si possa innalzare al ruolo di coordinatore locale del PDl, l'avv. Emanuela Preve.

Per aver fatto presente questa deflagrante incongruenza, la scorsa primavera sono stato dileggiato, diffamato, su giornali locali, nella miglior tradizione della sinistra vetero-sistema, che, quando non può opporre argomentazioni concrete, si appiglia alla diffamazione ed al pettegolezzo.

Contattato in occasione delle scorse elezioni provinciali dalla Direzione generale del PDL di Milano per sapere se ero disponibile a ricoprire nuovamente il ruolo di "difensore del voto", ne sono stato escluso dal "comitato locale" già condotto dall’avv. Emanuela Preve.  

Anzi, sono stato ridicolizzato con la notizia che era stato espulso (pura menzogna !) da Alleanza Nazionale, di cui facevo parte prima della fusione con Forza Italia, ed escluso dal PDL dell’avv. Preve, che ha supportato questa affermazione con le seguenti parole: 

"Per quanto riguarda infine il signor Lucchini a lui certamente non si può addebitare alcuna incoerenza, infatti ha cocciutamente continuato a perpetrare quei comportamenti che gli sono avvalsi l’espulsione da AN prima e successivamente l’esclusione dal PDL."

A tali false, diffamanti e lesive accuse ho replicato a suo tempo, come segue :

Egregio avvocato, la mia espulsione da An?
E' falso, diffamante e lesivo


Gentile Avv. Emanuela PREVE, mi scuso per il ritardo con cui rispondo alla Sua lettera: ero impegnato in campagna elettorale per il PDL. Lei ha scritto: “ Per quanto riguarda infine il signor Lucchini a lui certamente non si può addebitare alcuna incoerenza, infatti ha cocciutamente continuato a perpetrare quei comportamenti che gli sono avvalsi l’espulsione da AN prima e successivamente
l’esclusione dal PDL. “Lei è un avvocato e come tale ha certamente una deontologia professionale, La invito quindi a pubblicare la documentazione a sostegno di quanto sopra riportato ed a suo tempo da Lei scritto. Al sottoscritto quanto da Lei sostenuto non risulta assolutamente: mai mi è stato notificato l’inizio di un’istruttoria relativa ad un tale provvedimento e men che meno un provvedimento in questo senso e neppure una qualsiasi lettera che possa anche lontanamente riferirsi a qualcosa del genere. E poi per quale motivo ? Forse perché ho raccolto e rappresentato le legittime attese di Legalità ed Ordine di Imprenditori e Commercianti tra i più prestigiosi in Alassio, tematiche, queste, che sono sempre state i cardini dell’azione politica di Alleanza Nazionale, al tempo non ancora confluita nel PDL ? Lei ben sa che provvedimenti simili prevedono tutta una serie di azioni ed attività che li corroborano anche al fine della corretta tutela del diretto interessato. Io non ne sono mai stato oggetto. Ritengo, quindi, qualsiasi elemento che dovesse scaturire a supporto di tale ipotizzato provvedimento artatamente redatto in palese assenza di qualsiasi principio di giustizia, equità e democrazia, in dispregio delle disposizioni statutarie di Alleanza Nazionale in proposito, dei Codici Civile e Penale e di conseguenza assolutamente falso, quindi diffamante e gravemente lesivo della mia rispettabilità, sia come cittadino politicamente impegnato che gode pienamente di tutti i diritti socio-politici sia come operatore inserito nel mondo imprenditoriale e commerciale da tanti anni. In relazione alla mia esclusione dal PDL oggi, sono certo non sia Lei la persona in grado di valutare e determinare il mio diritto di appartenenza o meno ad esso.
Rifletta e mediti, piuttosto, su quanto Lei ha sottoscritto a suo tempo: “Quali avvocati del Foro di Savona, convinti assertori del principio di legalità, inteso quale eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge – principio che, necessariamente presuppone l’Indipendenza e l’autonomia della magistratura – sentiamo il dovere morale e professionale di prendere netta posizione sul disegno di legge in tema di “legittimo sospetto”, evidentemente predisposto ed attivato, oltre ogni logica e lecita misura, ad personam, come significativamente riconosciuto, tra gli altri, dall’On. Carlo Taormina, già sottosegretario nell’attuale Governo, in una recente intervista rilasciata a “La Stampa”.
Frase altamente chiarificante di tale intervento è stata: ….come significativamente riconosciuto, tra gli altri, dall’On. Carlo Taormina, già sottosegretario nell’attuale Governo, in una recente intervista rilasciata a “La Stampa”. Frase altamente significativa di tale intervento È stata: “fare in fretta per battere i Giudici di Milano... bisogna impedire la condanna di due innocenti: Berlusconi e Previti”.


Ed ancora : “Tralasciando ogni considerazione di merito in ordine al disegno di legge come proposto e come frutto dell’affrettata – a tacer d’altro – approvazione al Senato, va sottolineato il tema della palese violazione dell’articolo 72 della nostra Carta Costituzionale, sia sotto il profilo della inesistenza dei requisiti di urgenza, sia comunque sotto il profilo della mancanza di una rituale dichiarazione al riguardo. È inaccettabile in uno Stato di diritto il tentativo (che è sotto gli occhi di tutti) di chi esercita il potere politico-istituzionale, fra l’altro in posizione di particolare preminenza, di sottrarsi al controllo di legalità cui è istituzionalmente preposto e tenuto il Potere Giudiziario, attaccando, peraltro rozzamente, quei Magistrati che, esercitando correttamente la loro funzione, osino perseguire anche i potenti.”
È inaccettabile in uno Stato di diritto il tentativo (che è sotto gli occhi di tutti) di chi esercita il potere politico-istituzionale, fra l’altro in posizione di particolare preminenza, di sottrarsi al controllo di legalità cui è istituzionalmente preposto e tenuto il Potere Giudiziario, attaccando, peraltro rozzamente, quei Magistrati che, esercitando correttamente la loro funzione, osino perseguire anche i potenti.”


Alle parole di cui sopra ho così completato la mia replica all'Avv. Preve: 

Alla luce degli ultimi attacchi da sinistra a Silvio Berlusconi ed a conferma dell’ indifendibilità, per chiunque si trovasse ad agire in politica nella sfera del PDL, di questa lettera da Lei sottoscritta tra i primi, come purtroppo sempre più spesso
avviene, nell’assenza di argomentazioni dialettiche di risposta, secondo una consolidata modalità di certa Sinistra, l’unica difesa è rispondere architettando ad arte la diffamazione dell’antagonista politico con ogni mezzo, tra cui il supporto di inquietanti individui che proprio da associazioni pseudo-intellettuali sinistroidi, dopo varie fasi di riciclaggio, sono riusciti ad approdare rocambolescamente nel Centrodestra!
Mi piace ribadire che io non confuto quanto da Lei sottoscritto in quella lettera: Lei è libera di pensare ciò che meglio crede. Contesto invece che una persona che ha sottoscritto quanto sopra riportato abbia avuto ieri l’incoerenza di ricoprire proprio l’incarico di coordinatrice di Forza Italia ed oggi di Presidente Provvisorio del Direttivo del PDL di Alassio. Io, pur avendo certamente, a questo punto, le carte più in regola di Lei, sempre politicamente parlando, non ho questa ambizione e neppure ritengo di possederne “le qualità”. Ah … l’ambizione, che irrefrenabile moto dell’animo è ! Vede, in fondo, nel mio piccolo, mi sento anch’io un po’ come Silvio Berlusconi, specialmente negli ultimi tempi: mi vengono affibbiati provvedimenti disciplinari a me del tutto sconosciuti. Stia comunque ben certa di una cosa: anch’io non mi fermerò ! Rimango in attesa della pubblicazione della documentazione che attesta quanto da Lei asserito entro 08 giorni dalla pubblicazione della presente.

Con osservanza
Fabio Lucchini

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Carissimo Presidente,

ho avuto il privilegio di essere difensore del Voto per il PDL inoccasione delle vittoriose elezioni politiche del 2008 ed ho sempre operato per quel che mi è stato concesso, per la crescita del PDL locale e non solo, tutto sempre senza fini personali, senza mai chiedere favori, dando una mano quando era necessario, senza farmelo chiedere due volte.

Ho potuto incontrarLa durante il rinfresco al Terminal Crociere di Savona seguito dalla vittoriosa competizione politica; ho ascoltato le Sue parole costruttive di allora; ho apprezzato i Suoi sforzi per affrontare questa gravissima crisi globale che attanaglia pure il nostro Paese ed il tentativo di condurlo fuori dalle acque tempestose del momento contingente. 


Ma ancor più ho visto gli eccellenti risultati in occasione del gravissimo terremoto che ha colpito L'Aquila e per la prima volta una reazione pronta, determinata ed incisiva per ridare un pò di serenità a quelle popolazioni travolte dalla catastrofe di una notte. Mai nei miei ricordi si sono raggiunti tali encomiabili risultati in circostanze simili, anzi spesso si è consumata una tragedia nella tragedia (basti pensare all’Irpinia ed a coloro che ancora vivono nei container), con l'oblio di queste popolazioni terremotate e delle loro legittime attese.

Chiedo pertanto a Silvio Berlusconi, fondatore di Forza Italia ieri, oggi leader del PDL, cosa si debba attendere un libero cittadino che gode di tutti i diritti socio-politici, elettore del PDL, da un partito gestito localmente in tale maniera, da permettere a persone come l'avv. Emanuela Preve di ricoprire un ruolo discrezionale, che Le consente di escludere cittadini leali e fedeli da sempre ai valori del centro-destra. 


Un sistema perverso permette di inserire una persona che sino all'altro ieri si era accanita al punto di scrivere al Presidente della Repubblica. Sottoscrivendo l'allontanamento, da oppositrice, di Silvio Berlusconi !

Fabio Lucchini

sabato 26 dicembre 2009

ROMA : Cancellata la fermata di bus davanti alla residenza di Berlusconi


La società di trasporti Atac comunica: da lunedì 28, soppressa per motivi di sicurezza

ROMA - Da lunedì 28 dicembre viene soppressa la fermata degli autobus in via del Plebiscito a Roma, davanti a Palazzo Grazioli, la residenza capitolina del premier Silvio Berlusconi.
La fermata, importante per centinaia di pendolari che lavorano negli uffici vicino a piazza Venezia, è stata cancellata dall’Atac, la società di trasporti pubblici capitolini, «per ragioni di sicurezza».
Nella zona intorno alla residenza del presidente del consiglio erano già state imposte, in precedenza restrizioni alla circolazione, con un cambio di senso di marcia davanti al Palazzo e la collocazione di fioriere che bloccano il passaggio di auto e motorini.

Da www.Corriere.it del 26 Dicembre 2009

domenica 13 dicembre 2009

BERLUSCONI AGGREDITO A MILANO


    Il presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi alcuni istanti 
dopo l'aggressione che gli ha procurato le profonde ferite al volto.

Identificato e arrestato contestatore

Il premier Silvio Berlusconi è stato colpito al viso da un manifestante scendendo dal palco da dove teneva un comizio in piazza Duomo a Milano. Berlusconi, colpito da un souvenir a forma di Duomo, ha subito una frattura del setto nasale. E' stato ricoverato all'ospedale San Raffaele per le medicazioni. Arrestato l'autore dell'aggressione per lesioni e premeditazione: si chiama Massimo Tartaglia e ha 42 anni. In tasca aveva altri oggetti.


 Massimo Tartaglia, l'aggressore di Silvio Berlusconi 
subito dopo essere stato fermato dalle forze dell'Ordine

Sotto osservazione per 24 ore
Perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato. E' la diagnosi fatta all'
ospedale san Raffaele. Il premier, rimasto sempre cosciente, è stato sottoposto a una tac precauzionale e, per decisione dei terapeuti, sarà tenuto sotto osservazione per 24 ore.
Centrato al volto dal lancio di un oggetto, una miniatura del Duomo, in un primo momento Silvio Berlusconi si è accasciato a terra, poi si è rialzato ed è salito in auto stando qualche momento sul predellino a salutare i sostenitori. Al San Raffaele è stato visitato dai suoi medici di fiducia.

Le dinamiche dell'aggressione
Tartaglia si trovava dietro le transenne, un paio di file indietro rispetto alla gente che si accalcava per salutare il presidente del Consiglio.

Quando Berlusconi, circondato dalla scorta, si è avvicinato, in particolare a un sostenitore con una bandiera di Forza Italia per stringergli la mano, da dietro la gente è saltato fuori Tartaglia, che si è praticamente inerpicato sulle spalle di quelli che aveva davanti e lanciato il souvenir che ha colpito il premier tra il naso e il labbro. Al momento del lancio, grazie al suo salto, Tartaglia si è trovato quasi faccia a faccia con Berlusconi anche se a una distanza di due-tre metri. Immediatamente dopo è stato bloccato da un uomo della scorta del presidente del Consiglio e da due agenti in borghese, immobilizzato e portato via a forza tra i molti sostenitori di Berlusconi che volevano aggredirlo.

"Gesto isolato"
Il 42enne è in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. Tartaglia non sarebbe legato a nessuna organizzazione antagonista conosciuta. In base alla dinamica dei fatti gli investigatori ipotizzano più un gesto isolato che un tentativo di aggressione organizzato. L'uomo lavora come grafico nella ditta del padre e, secondo quanto si è appreso, conduce una vita sociale normale. E' stato lui stesso a dire agli investigatori di essere in cura al Policlinico.

Magistrato: "Era un gesto premeditato"
Tartaglia è stato formalmente arrestato durante l'interrogatorio tenuto in questura. Le accuse sono di lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione. L'uomo, infatti, aveva in tasca un altro souvenir, un piccolo crocifisso, e una bomboletta di spray urticante al peperoncino.

La gente sotto shock
I testimoni dell'aggressione dicono tutti di essere scioccati. Il premier stava, infatti, salutando alcuni dei simpatizzanti dando loro la mano quando lo hanno visto accasciarsi.

"Prognosi di 20 giorni"
E' di circa 20 giorni la prognosi per il premier. A spiegarlo è stato il primario dell'ospedale San Raffaele Alberto Zangrillo. Il presidente del consiglio ha riportato un "importante" trauma contusivo maxillo facciale, contusioni interne ed esterne al labbro e una frattura del setto nasale. Gli sono saltate anche le otturazioni di due denti.

Figli in ospedale
I figli del premier, Piersilvio, Barbara ed Eleonora, hanno visitato il padre all'ospedale San Raffaele dove è ricoverato per l'aggressione subita in piazza Duomo.

Da www.tgcom.mediaset.it  del 13 Dicembre 2009