Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post
martedì 29 marzo 2022
Mondo - L'intervista al professor Charles Kupchan: "La società civile adesso è sotto choc, ma il dopo Putin resta un'incognita". Il professore: "Biden ha detto cose giuste e il viaggio in Europa è stato un successo
Etichette:
Biden,
Europa,
incognita Putin,
intervista,
Mondo,
prof. Charles Kupchan,
società civile
giovedì 9 settembre 2021
Afghanistan - L’ inviata Rai Lucia Goracci ricolta al talebano armato: «Perché non mi guardi in faccia quando rispondi?»
Il servizio da Kabul della reporter del Tg3, Lucia Goracci
Etichette:
Afghanistan,
intervista,
inviata Rai Tg3,
Kabul,
reporter Lucia Goracci,
talebano armato
lunedì 17 maggio 2021
Italia - Meloni tira dritto: "Chi vince le elezioni sceglie il premier"
Il presidente di FdI ha così replicato ad una specifica domanda sul prossimo presidente del Consiglio in caso di vittoria del centrodestra, arrivata dopo le parole dell'intervista concessa a Lucia Annunziata
Etichette:
Fdi,
Giorgia Meloni,
intervista,
Italia,
Lucia Annunziata,
presidente del Consigiio
mercoledì 2 settembre 2020
Liguria - INTERVISTA A GIOVANNI TOTI, presidente uscente di Regione Liguria e candidato presidente per il centrodestra
Etichette:
Alassio,
elezioni regionali 2020,
Giovanni Toti,
intervista,
Liguria,
Regione Liguria
mercoledì 12 settembre 2018
Italia - Telenord: intervista a Claudio Scajola sindaco di Imperia, trascorsi 100 giorni dalla sua elezione. Tra i vari temi trattati la vicenda Ilva e l'accordo di programma, il Decreto periferie bloccato dal governo che impatta con progetti ormai in itinere che interessano anche la Città di Imperia e il progetto "Columbus 2021" con la sfida alla America's Cup .
Etichette:
Claudio Scajola,
Columbus 2021,
Decreto periferie,
Ilva,
Imperia,
intervista,
Italia,
TeleNord
lunedì 11 giugno 2018
domenica 24 marzo 2013
Roma - Il Giornale - Manifestazione del PdL - Intervista a Marco Melgrati presidente del Gruppo Consiliare Pdl in Regione Liguria : " In piazza con lostesso entusiasmo del 1994 ". Il liguri in 1500 in marcia su Roma con pullman, aereo, treno, macchina per unirsi agli altri 300 mila da tutta Italia
Marco Melgrati, ieri, appena arrivato a Roma in una Piazza del Popolo, già
gremita di persone, per la manifestazione nazionale
del Popolo della Libertà
Da www.ilGiornale.it del 24 Marzo 2013
venerdì 15 febbraio 2013
sabato 8 dicembre 2012
lunedì 8 ottobre 2012
Genova - Scajola a Primocanale: "Azzeriamo il Pdl e ripartiamo"
L'on. Claudio Scajola durante l'intervista rilasciata oggi a Primo Canale
Genova - "Pdl? E' un grande pasticcio. C'è
fibrillazione anche perchè è stata un'intuizione che non è diventata
realtà": parola di Claudio Scajola, deputato ligure ed ex Ministro dello
Sviluppo economico, intervistato da Mario Paternostro. "Io penso a un
nuovo soggetto. Il Pdl ha un brutto simbolo e un brutto nome, ora bisogna azzerare tutto e mettere insieme i moderati che fanno riferimento al Partito popolare europeo" ha detto Scajola, reduce da un recente incontro riservato con Silvio Berlusconi.
Il futuro del Cavaliere? " Non credo voglia fare il presidente del Consiglio
- risponde Scajola - Ha voluto dare una scossa, anche con la
provocazione del 'torno io'. Lui deve essere il regista per ricomporre i
moderati. Ora ai cittadini dobbiamo dire chi siamo e cosa vogliamo per
migliorare il Paese".
Scajola si dice favorevole alle Primarie, e quando gli si chiede cosa
farà, risponde: "Quando ci sono stati problemi ho sempre fatto un passo
indietro. Se fossi condannato, anche solo in primo grado, non
mi candiderei mai a un'elezione, ma le vicende della casa romana e del
porticciolo di Imperia sono in via di risoluzione". Insomma, pronto a tornare in campo, e anche a cercare casa a Genova.
Dall'ex ministro un attacco frontale al coordinatore regionale del
Pdl, di cui molti iscritti vicini a Scajola hanno chiesto le dimissioni:
"Scandroglio l'ho proposto io a Berlusconi. Ora il consenso non c'è più, nè il mio nè quello della maggioranza del partito".
Scajola è intervenuto anche sui temi dell'industria, con l'emergenza
Ilva in primo piano. "Anche a Genova nel 2005 arrivò un'ordinanza della
magistratura contro la cockeria: qui siamo riusciti a risolvere
la vicenda grazie all'impegno mio e del presidente della Regione. Ora se
Taranto chiude saremo in crisi". E su Ansaldo Energia l'ex ministro non ha dubbi: "Ansaldo va protetta, non dobbiamo cederla ai tedeschi. Su questo tema Passera è timido, e anche la Liguria è silenziosa. Non vorrei che Siemens avesse promesso di dare qualcosa in cambio del silenzio sull'operazione di acquisizione dell'azienda".
In chiusura di intervista Claudio Scajola ha criticato il Governo
Monti ("Quattro quinti dei ministri sono inadeguati, anche se Monti
lavora per il Paese") e non si è fatto mancare una battuta sulle
Primarie del Pd: "Renzi? Non mi piace l'idea che basta mettere
dei giovani, anche se incompetenti, per risolvere i problemi. Fanfani
diceva che se uno è bischero a 20 anni lo è anche a 70".
Da www.Primocanale.it del 08 Ottobre 2012
Da www.Primocanale.it del 08 Ottobre 2012
domenica 15 luglio 2012
Alassio - Visiona la registrazione dell'intervista al consigliere regionale Marco Melgrati e al consigliere comunale Fabio Lucchini, andata in onda su ImperiaTV venerdì 13 Luglio 2012 alle ore 21. La stessa intervista andrà in onda in differita oggi Domenica 15 Luglio alle ore 15 e alle 22.30. Si parla dei problemi della Sanità del savonese, della chiusura del Tribunale di Albenga e delle gravi lacune dell'Amministrazione alassina, guidata dal sindaco Roberto Avogadro
venerdì 13 luglio 2012
Alassio - “Melgrati e Lucchini ospiti questa sera ad Imperia Tv ”. I Consiglieri comunali di opposizione di Alassio Fabio Lucchini e Marco Melgrati saranno ospiti questa sera della trasmissione “Microfono Aperto”, alle 21.00 su Imperia Tv.
Comunicato Stampa:
Tanti gli argomenti che verranno toccati, dalla situazione
politico-amministrativa della Città del Muretto a tematiche di più ampio
interesse regionale.
In particolare si parlerà delle condizioni che hanno portato
alla cacciata del Consigliere Lucchini dalla maggioranza guidata dal Sindaco
Avogadro: “In realtà Avogrado mi ha fatto
un favore, perché da mesi ormai non mi riconoscevo più nella linea
politico-amministrativa da lui espressa. Quello che devo denunciare - dichiara
Lucchini- è la totale assenza di dialogo
e democrazia all’interno della maggioranza, la servile sudditanza al Pd e l’impossibilità di esprimere idee e opinioni
autonome come invece dovrebbe accadere all’interno di una lista che si dichiara
civica e democratica. Non sono uno dei tanti cagnolini addestrati che alzano la
mano, per non dire la zampa, in Consiglio comunale. Denuncerò, altresì, durante l’intervista le minacce verbali ricevute da
un autorevole membro della Giunta, molto contrariato dall’attività di verifica
e controllo che svolgevo nell’ambito del mio mandato di Consigliere,
successivamente raggiunto da uno degli avvisi di garanzia emesso dalla
Magistratura.”
Anche il Consigliere Melgrati lamenta una grave mancanza di
democrazia nel consesso alassino:
“Come
gruppo di minoranza abbiamo richiesto più volte al Sindaco di ripristinare la
diretta del Consiglio su Tele Imperia, come era consuetudine da decenni,
offrendoci di pagare noi stessi il costo delle riprese e della messa in onda,
ma Avogadro non ne vuol sapere. Evidentemente non vuole che quello che accade
all’interno del consiglio comunale sia noto anche ai cittadini. Alla faccia
della tanto sbandierata trasparenza e legalità da lui professata in campagna
elettorale e, di fatto, mai concretizzata nel sua amministrazione.”
Stasera si parlerà anche di temi di importanza regionale,
come la chiusura del Pronto Soccorso e della sezione distaccata del Tribunale.
“Ad Albenga stanno succedendo cose
davvero spiacevoli.. –aggiunge Melgrati- “Da una parte si vuole chiudere e si chiuderà il Pronto Soccorso,
riducendolo a mero Punto di Primo Intervento, quindi apertura per 12 ore al
giorno e stabilizzazione del paziente per poi mandarlo al Santa Corona o al San
Paolo. Il tutto per risparmiare 300mila euro!!! Se pensate che l’anno scorso il
disavanzo della sanità, solo in provincia di Savona, era di 18 milioni di
euro!!! E’ ridicolo!! Per risparmiarne 300mila si pensa di chiudere i Pronto
Soccorso di Cairo e Albenga, con tutto quello che questa scelta scellerata comporta
per questi territori così complessi dal punto di vista della viabilità. Questa
è pazzia pura, aggravata dal fatto che così si specula sulla pelle e sulla salute dei cittadini.
Dall’altra parte si vuole chiudere e quasi
sicuramente si chiuderà il Tribunale di Albenga, nonostante il Ministero di
Grazia e Giustizia abbia fatto uno studio su tutte le sezioni distaccate e
abbia verificato che Albenga è al ventesimo posto per numeri, e quindi
sopravvenienze, pratiche svolte al suo interno. Con questo decreto della
spending review pare che il Governo voglia cancellare tutte le sezioni
distaccate delle Procure. È una battaglia che stiamo portando avanti con gli
avvocati, col territorio, coi Sindaci per mantenere la centralità di questi
servizi e non c’è nessun criterio che legittima questa chiusura.
Stupisce
l’atteggiamento ancora una volta contraddittorio del Sindaco Avogadro che a
dicembre approva un odg a favore del mantenimento della Sezione distaccata del
Tribunale di Albenga e ieri invece sui giornali dichiara di essere favorevole
alla chiusura si del Tribunale di Albenga sia dell’Università di Imperia e
Savona; un atteggiamento che denota insicurezza, pressapochismo e mancanza del
senso delle Istituzioni.”
Marco Melgrati - consigliere regionale, provinciale e comunale
Fabio Lucchini - consigliere comunale
Alassio 13 luglio 2012
Alassio - Questa sera alle 21.00 su TELEIMPERIA - intervista al consigliere regionale Marco Melgrati e al consigliere comunale Fabio Lucchini
![]() |
| Consigliere Fabio Lucchini |
![]() |
| Consigliere Marco Melgrati |
Questa sera alle 21.00 su TELEIMPERIA intervista al Consigliere Regionale Marco Melgrati e al Consigliere Comunale Fabio Lucchini sulle vicende della paventata chiusura del Pronto Soccorso di Albenga e Cairo Montenotte da parte della maggioranza di sinistra della Regione Liguria, sulla temuta chiusura della sezione distaccata del Tribunale di Albenga e sulle dichiarazioni del Sindaco di Alassio sulla necessità di chiusura delle sedi universitarie di Savona e Imperia.
Si parlerà, nell'intervista, dell' operazione immobiliare che ha visto l' alienazione dell'ex Ospedale Val d'Olivo per coprire le pesanti perdite della Sanità ligure e degli ultimi avvenimenti che hanno caratterizzato la vita politica alassina, anche alla luce degli avvisi di garanzia emessi dalla Magistratura.
Approfondimento circa la situazione amministrativa del Comune di Alassio.
Marco Melgrati - Fabio Lucchini
venerdì 4 maggio 2012
Italia - Il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione fondata da Don Giussani, è intervenuto il 1° Maggio 2012 su "La Repubblica" a proposito delle vicende dell'ultimo periodo che hanno in qualche maniera chiamato in causa il movimento
Julian Carron, presidente di Comunione e Liberazione
Abbiamo tanta strada da fare
di Julián Carrón
01/05/2012 - La lettera del Presidente della Fraternità di
Comunione e Liberazione a proposito delle vicende dell'ultimo periodo
che hanno chiamato in causa il movimento. "La Repubblica", 1° maggio 2012
Caro Direttore, leggendo in questi giorni i giornali sono stato
invaso da un dolore indicibile dal vedere cosa abbiamo fatto della
grazia che abbiamo ricevuto. Se il movimento di Comunione e Liberazione è
continuamente identificato con l’attrattiva del potere, dei soldi, di
stili di vita che nulla hanno a che vedere con quello che abbiamo
incontrato, qualche pretesto dobbiamo aver dato.
E questo sebbene Cl sia estranea a qualunque malversazione e non abbia mai dato vita a un “sistema” di potere. Né valgono le pur legittime considerazioni sulla modalità sconcertante con cui queste notizie vengono diffuse, attraverso una violazione, ormai accettata da tutti, delle procedure e delle garanzie pur previste dalla Costituzione.
L’incontro con don Giussani ha significato per noi la possibilità di scoprire il cristianesimo come una realtà tanto attraente quanto desiderabile. Per questo è una grande umiliazione costatare che a volte per noi non è bastato il fascino dell’inizio per renderci liberi dalla tentazione di una riuscita puramente umana. La nostra presunzione di pensare che quel fascino iniziale bastasse da solo, senza doversi impegnare in una vera sequela di lui, ha portato a conseguenze che ci riempiono di costernazione.
Il fatto che don Giussani ci abbia testimoniato fino alla morte che cosa può essere la vita quando essa è afferrata da Cristo mostra che non manca nulla alla sua proposta cristiana. Tanti che lo hanno conosciuto confermano quello di cui noi, suoi figli, abbiamo potuto godere in una convivenza più o meno stretta con lui: che la sua persona traboccava Cristo. Questa convinzione ci ha portato a chiedere l’apertura della causa di canonizzazione, certi del bene che è stato ed è don Giussani per la Chiesa, per rispondere alle sfide che il cristianesimo ha oggi davanti a sé. Chiediamo perdono se abbiamo recato danno alla memoria di don Giussani con la nostra superficialità e mancanza di sequela. Spetterà ai giudici determinare se alcuni errori commessi da taluni costituiscano anche reati. D’altra parte, ciascuno potrà giudicare se, tra tanti sbagli, siamo riusciti a dare un qualche contributo al bene comune.
Quando un membro soffre, tutto il corpo soffre con lui, ci ha insegnato san Paolo. Noi, i membri di questo corpo che è Comunione e Liberazione, soffriamo con coloro che sono alla ribalta dei media, memori della nostra debolezza per non essere stati abbastanza testimoni nei loro confronti; e questo ci rende più consapevoli del bisogno che abbiamo anche noi della misericordia di Cristo.
Tuttavia, con la stessa lealtà con cui riconosciamo i nostri sbagli, dobbiamo anche ammettere che non possiamo strappare via dalle fibre del nostro essere l’incontro che abbiamo fatto e che ci ha plasmato per sempre. Tutto il male nostro e dei nostri amici non riesce a cancellare la passione per Cristo che l’incontro con il carisma di don Giussani ci ha inoculato. La febbre di vita che lui ci ha comunicato è così grande che nessun limite riesce a eliminare e ci consente di guardare tutto il nostro male senza legittimarlo o giustificarlo.
L’avvenimento dell’incontro con Cristo ci ha segnato così potentemente che ci consente di ricominciare sempre, dopo qualsiasi errore, più umili e più consapevoli della nostra debolezza. Come il popolo di Israele, possiamo essere spogliati di tutto, andare perfino in esilio, ma Cristo, che ci ha affascinato, rimane per sempre. Non è sconfitto dalle nostre sconfitte. Come gli israeliti, dovremo imparare a essere coscienti della nostra incapacità a salvarci da soli, dovremo imparare da capo quello che pensavamo già di sapere, ma nessuno ci può strappare di dosso la certezza che la misericordia di Dio è eterna. In quante occasioni ci siamo commossi sentendo don Giussani parlare del “sì” di Pietro dopo il suo rinnegamento.
Per questo non abbiamo altra lettura di questi fatti se non che essi sono un potente richiamo alla purificazione, alla conversione a Colui che ci ha affascinato. È Lui, la sua presenza, il suo instancabile bussare alla porta della nostra dimenticanza, della nostra distrazione che ridesta in noi ancora di più il desiderio di essere suoi. Speriamo che il Signore ci dia la grazia di rispondere con semplicità di cuore a tale chiamata. Sarà il modo migliore di testimoniare che la grazia data a don Giussani è molto più di quanto noi, suoi figli, riusciamo a mostrare.
Solo così potremo essere nel mondo una presenza diversa, come tanti tra noi già testimoniano nei loro ambienti di lavoro, in università, nella vita sociale e in politica o con gli amici, per il desiderio che la fede non sia ridotta al privato. Lo sa bene chi ci incontra: resta così colpito che gli viene voglia di partecipare a quello che è stato dato a noi. Per questo dobbiamo continuamente riconoscere che “presenza” non è sinonimo di potere o di egemonia, ma di testimonianza, cioè di una diversità umana che nasce dal “potere” di Cristo di rispondere alle esigenze inesauribili del cuore dell’uomo. E dovremo ammettere che quello che cambia la storia è quello che cambia il cuore dell’uomo, come ciascuno di noi sa per propria esperienza. Questa novità la potremo vivere e testimoniare solamente se ci mettiamo alla sequela di don Giussani, verificando la fede nell’esperienza, tanto egli era persuaso che solo se la fede è una esperienza presente e trova conferma in essa della sua utilità per la vita, potrà resistere in un mondo in cui tutto, tutto dice l’opposto.
Abbiamo ancora un lungo cammino davanti e siamo felici di poterlo percorrere.
E questo sebbene Cl sia estranea a qualunque malversazione e non abbia mai dato vita a un “sistema” di potere. Né valgono le pur legittime considerazioni sulla modalità sconcertante con cui queste notizie vengono diffuse, attraverso una violazione, ormai accettata da tutti, delle procedure e delle garanzie pur previste dalla Costituzione.
L’incontro con don Giussani ha significato per noi la possibilità di scoprire il cristianesimo come una realtà tanto attraente quanto desiderabile. Per questo è una grande umiliazione costatare che a volte per noi non è bastato il fascino dell’inizio per renderci liberi dalla tentazione di una riuscita puramente umana. La nostra presunzione di pensare che quel fascino iniziale bastasse da solo, senza doversi impegnare in una vera sequela di lui, ha portato a conseguenze che ci riempiono di costernazione.
Il fatto che don Giussani ci abbia testimoniato fino alla morte che cosa può essere la vita quando essa è afferrata da Cristo mostra che non manca nulla alla sua proposta cristiana. Tanti che lo hanno conosciuto confermano quello di cui noi, suoi figli, abbiamo potuto godere in una convivenza più o meno stretta con lui: che la sua persona traboccava Cristo. Questa convinzione ci ha portato a chiedere l’apertura della causa di canonizzazione, certi del bene che è stato ed è don Giussani per la Chiesa, per rispondere alle sfide che il cristianesimo ha oggi davanti a sé. Chiediamo perdono se abbiamo recato danno alla memoria di don Giussani con la nostra superficialità e mancanza di sequela. Spetterà ai giudici determinare se alcuni errori commessi da taluni costituiscano anche reati. D’altra parte, ciascuno potrà giudicare se, tra tanti sbagli, siamo riusciti a dare un qualche contributo al bene comune.
Quando un membro soffre, tutto il corpo soffre con lui, ci ha insegnato san Paolo. Noi, i membri di questo corpo che è Comunione e Liberazione, soffriamo con coloro che sono alla ribalta dei media, memori della nostra debolezza per non essere stati abbastanza testimoni nei loro confronti; e questo ci rende più consapevoli del bisogno che abbiamo anche noi della misericordia di Cristo.
Tuttavia, con la stessa lealtà con cui riconosciamo i nostri sbagli, dobbiamo anche ammettere che non possiamo strappare via dalle fibre del nostro essere l’incontro che abbiamo fatto e che ci ha plasmato per sempre. Tutto il male nostro e dei nostri amici non riesce a cancellare la passione per Cristo che l’incontro con il carisma di don Giussani ci ha inoculato. La febbre di vita che lui ci ha comunicato è così grande che nessun limite riesce a eliminare e ci consente di guardare tutto il nostro male senza legittimarlo o giustificarlo.
L’avvenimento dell’incontro con Cristo ci ha segnato così potentemente che ci consente di ricominciare sempre, dopo qualsiasi errore, più umili e più consapevoli della nostra debolezza. Come il popolo di Israele, possiamo essere spogliati di tutto, andare perfino in esilio, ma Cristo, che ci ha affascinato, rimane per sempre. Non è sconfitto dalle nostre sconfitte. Come gli israeliti, dovremo imparare a essere coscienti della nostra incapacità a salvarci da soli, dovremo imparare da capo quello che pensavamo già di sapere, ma nessuno ci può strappare di dosso la certezza che la misericordia di Dio è eterna. In quante occasioni ci siamo commossi sentendo don Giussani parlare del “sì” di Pietro dopo il suo rinnegamento.
Per questo non abbiamo altra lettura di questi fatti se non che essi sono un potente richiamo alla purificazione, alla conversione a Colui che ci ha affascinato. È Lui, la sua presenza, il suo instancabile bussare alla porta della nostra dimenticanza, della nostra distrazione che ridesta in noi ancora di più il desiderio di essere suoi. Speriamo che il Signore ci dia la grazia di rispondere con semplicità di cuore a tale chiamata. Sarà il modo migliore di testimoniare che la grazia data a don Giussani è molto più di quanto noi, suoi figli, riusciamo a mostrare.
Solo così potremo essere nel mondo una presenza diversa, come tanti tra noi già testimoniano nei loro ambienti di lavoro, in università, nella vita sociale e in politica o con gli amici, per il desiderio che la fede non sia ridotta al privato. Lo sa bene chi ci incontra: resta così colpito che gli viene voglia di partecipare a quello che è stato dato a noi. Per questo dobbiamo continuamente riconoscere che “presenza” non è sinonimo di potere o di egemonia, ma di testimonianza, cioè di una diversità umana che nasce dal “potere” di Cristo di rispondere alle esigenze inesauribili del cuore dell’uomo. E dovremo ammettere che quello che cambia la storia è quello che cambia il cuore dell’uomo, come ciascuno di noi sa per propria esperienza. Questa novità la potremo vivere e testimoniare solamente se ci mettiamo alla sequela di don Giussani, verificando la fede nell’esperienza, tanto egli era persuaso che solo se la fede è una esperienza presente e trova conferma in essa della sua utilità per la vita, potrà resistere in un mondo in cui tutto, tutto dice l’opposto.
Abbiamo ancora un lungo cammino davanti e siamo felici di poterlo percorrere.
lunedì 30 aprile 2012
domenica 29 aprile 2012
Alassio - Il consigliere Marco Melgrati intervistato sulla sostituzione dei platani di Piazza Partigiani
Etichette:
Alassio,
Comune,
giardinieri,
intervista,
Marco Melgrati,
piazza Partigiani,
platani,
sostituzione
sabato 28 aprile 2012
Genova - Intervista al consigliere regionale Marco Melgrati sulle Case di "Lusso" all’ex Ospedale e alla ex Dialisi di Alassio, per coprire i debiti della Sanità ligure, frutto della Amministrazione regionale guidata da Claudio Burlando
venerdì 6 aprile 2012
Italia - Intervista di Silvio Berlusconi al quotidiano israeliano 'Yedioth Ahronoth'
IL FUTURO POLITICO - Signor Berlusconi, è vero che nel suo futuro politico potrebbe esserci il Quirinale? "Assolutamente no. La
priorità oggi è quella di dare allo Stato una architettura
istituzionale che lo renda governabile. Con questo governo di tecnici,
proprio perchè sostenuto sia dalla maggioranza che dall'opposizione,
spero sia possibile realizzare quelle riforme che diano al governo
italiano gli stessi poteri delle altre democrazie occidentali, che
riducano ad una Camera il sistema di approvazione delle leggi, che
delimitino infine una revisione dei poteri della Corte Costituzionale.
Io credo che nel mio status
attuale di padre fondatore del partito posso essere maggiormente utile.
Confermo di non avere intenzione di candidarmi per la sesta volta alla
guida del governo. Continuerò ad essere il presidente fondatore del Pdl e
il primo supporter del mio partito. E continuerò a impegnarmi per
realizzare in Italia le grandi riforme istituzionali necessarie per la
governabilità del Paese.".
Nel momento in cui ho
deciso di scendere in politica per salvare l'Italia dal comunismo ho
consegnato le mie aziende ai miei figli e ai bravissimi manager che
erano cresciuti con me. Non torno indietro. Invece credo che tornerò ad
occuparmi del Milan che è la squadra che con me ha vinto più titoli in
assoluto nella storia del calcio (Bernabeu che è il secondo, ne ha vinti
appena la metà)".
Mi dedicherò anche all'Università della Libertà: un
complesso straordinario, che aprirà i battenti il prossimo mese di
settembre e vedrà come docenti i principali protagonisti della politica
mondiale degli ultimi vent'anni.. La loro missione sarà di tenere
lezioni di governo e di libertà ai giovani provenienti da ogni paese e
con risultati universitari straordinari, che intendessero dedicarsi al
servizio della politicà'.
Sto anche mettendo a punto una fondazione per
realizzare ospedali per bambini nel mondo. Ma di questo vorrei parlare
un'altra volta...
Non c'è stato nessun complotto internazionale contro
di me. La decisione di dimettermi da presidente del Consiglio è stata
frutto di un ragionamento che abbiamo svolto guardando all'esclusivo
interesse del Paese. Sono orgoglioso di questa decisione, alla quale non
ero tenuto, perchè il mio governo godeva e gode ancora della
maggioranza in Parlamento e non è mai stato sfiduciato.”-.
EURO - ''Il salvataggio della Grecia è stato
un'impresa difficile che sembra ormai in via di acquisizione. Bisogna
riconoscere ai greci di aver compiuto importanti sacrifici, e
all'Europa, inclusa l'Italia, di essersi adoperata per evitare il
peggio.
La moneta unica è probabilmente salva. Credo che nei Paesi dell'Eurozona non vi sia alternativa all'Euro e che passi indietro siano impensabili.
Tuttavia, il salvataggio della Grecia non significa che l'Europa abbia del tutto superato le cause della crisi economica, che affondano soprattutto nella mancanza di una banca di ultima garanzia della moneta unica e di politiche fiscali comuni.
In Italia, grazie anche al mio governo, sono stati compiuti i primi passi importanti di un percorso difficile ma inevitabile, che non è ancora completato e che il governo Monti sta portando avanti come propria missione prioritaria.”.
La moneta unica è probabilmente salva. Credo che nei Paesi dell'Eurozona non vi sia alternativa all'Euro e che passi indietro siano impensabili.
Tuttavia, il salvataggio della Grecia non significa che l'Europa abbia del tutto superato le cause della crisi economica, che affondano soprattutto nella mancanza di una banca di ultima garanzia della moneta unica e di politiche fiscali comuni.
In Italia, grazie anche al mio governo, sono stati compiuti i primi passi importanti di un percorso difficile ma inevitabile, che non è ancora completato e che il governo Monti sta portando avanti come propria missione prioritaria.”.
SIRIA - “Un intervento in Siria richiede condizioni di
politica internazionale che al momento non sono mature. Seguo con
orrore le notizie della guerra e dei bombardamenti sui civilì. 'Seguo
pure gli sforzi delle Nazioni Unite e della comunità internazionale
perchè si consolidi un'alternativa credibile al regime di Assad che
ormai non ha alcun futuro, e soprattutto perchè siano osservate regole
elementari di rispetto dei diritti umani fondamentali, che purtroppo
vengono violati ogni giorno: la Croce Rossa Internazionale deve essere
messa in condizione di intervenire. Condivido e appoggio tutte le
pressioni politiche e diplomatiche su Damasco. E mi auguro che anche in
quel Paese si possa realizzare un percorso che porti verso la
democrazia.”.
IRAN - “Considero la prospettiva dell'Iran come potenza nucleare una minaccia per la pace nel mondo, una situazione da scongiurare non soltanto per la sicurezza di Israele e la stabilità del Medio Oriente, ma per l'equilibrio globale. Condivido perciò le vostre preoccupazioni e quelle del vostro premier.
Sono altresì convinto che il presidente Obama sia sincero quando afferma che un Iran dotato di armi nucleari sarebbe inaccettabile e che per scongiurare questa eventualità tutte le opzioni sono possibili, inclusa in extrema ratio l'opzione militare. Abbiamo un interesse comune che è la sicurezza di Israele. Occorre trovare il modo più adeguato per garantirla, è bene evitare azioni precipitose, che potrebbero risultare controproducenti - ci vuole un attimo per avviare un'escalation dalle conseguenze imponderabili - ma agire con lucidità di obiettivi e senza timori, con determinazione e con fermezza”.
LIBIA - ''In Libia non c'è
stata una rivoluzione dal basso, ma una lotta di potere alimentata da ex
ministri che Gheddafi aveva allontanato. Gheddafi è stato certo un
dittatore, ma ha goduto di un tasso molto alto di consenso interno e ha
avuto il merito di aver fermato l'espansione dell'Islam radicale e
rappresentato - almeno negli ultimi annì - un argine in Africa contro Al
Qaidà: motivo per il quale tutti i Paesi occidentali riallacciarono i
rapporti con lui.
Ho provato disgusto e dolore dinanzi alle immagini del suo linciaggio: perché anche i dittatori avrebbero diritto a un processo giusto.”.
Ho provato disgusto e dolore dinanzi alle immagini del suo linciaggio: perché anche i dittatori avrebbero diritto a un processo giusto.”.
Etichette:
Euro,
futuro politico,
intervista,
Iran,
Israele,
Italia,
Libia,
quotidiano israeliano,
Silvio Berlusconi,
Siria,
Yedioth Ahronoth
venerdì 23 marzo 2012
Città del Vaticano - Intervista al Segretario di Stato Vaticano card. Tarcisio Bertone
mercoledì 9 novembre 2011
Albenga - Una troupe della trasmissione "Porta a porta" di Bruno Vespa ha intervistato il personale del tribunale che per quanto concerne l' organico versa in condizioni insostenibili
Etichette:
Albenga,
Bruno Vespa,
condizioni insostenibili,
intervista,
organico,
porta a porta,
trasmissione,
Tribunale
Iscriviti a:
Post (Atom)















