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venerdì 29 giugno 2012
mercoledì 27 giugno 2012
lunedì 28 maggio 2012
domenica 26 febbraio 2012
Alassio - Il Giornale e i «pierini» azzurri danno la parola ai cittadini
Un folto pubblico ha preso parte a «La parola ai cittadini», convegno
organizzato dal consigliere regionale Marco Melgrati in collaborazione
con Matteo Rosso, Gianni Plinio e Massimiliano Lussana, venerdì
pomeriggio nella biblioteca «Deaglio» di Alassio.
Dopo il successo riscosso dall'analoga iniziativa tenutasi a Genova lo scorso
dicembre, un auditorium gremito ha accolto i relatori, a conferma della
grande preoccupazione provata dalla gente nei riguardi dell'operato del
Governo Monti.
Primo a intervenire è stato il padrone di casa Marco
Melgrati, già sindaco di Alassio, che ha esordito con una analisi
fortemente critica, senza pietà, delle scelte del governo tecnico,
dall'aumento indiscriminato delle tasse alla introduzione dell'Imu,
manovre «che non contemperano lo sviluppo, ma solo un ulteriore
innalzamento della pressione fiscale in un momento di recessione». Alla
prima offensiva del granatiere Melgrati, che senza timore ha definito
«un golpe delle banche e di alcuni poteri forti» l'ascesa al potere di
Monti, è seguita l'opinione degli altri tre partecipanti, più pacata nei
toni, ma non nei contenuti.
Con grande partecipazione dei presenti, in
un continuo e garbato dialogo tra platea e pubblico, il consigliere
regionale del Pdl Rosso, il veterano di mille battaglie Plinio e il
direttore de «il Giornale» di Genova Lussana hanno sottolineato le
carenze di un esecutivo non eletto dal popolo, ma agevolato
dall'insolita asse Napolitano-Merkel, e al tempo stesso non hanno
risparmiato di fare emergere le infinite contraddizioni dei diversi
partiti: le difficoltà del Pd (e della Cgil) di fronte all'articolo 18,
la politica dei due forni dell'Udc, le ambiguità di Fli, senza
dimenticare lo stesso Pdl, alle prese con la difficile fase di
riorganizzazione interna, che ufficialmente appoggia il governo, ma che
ha nostalgia di Silvio Berlusconi e non nasconde una certa inquietudine
di fondo. E la base, i cittadini, gli elettori - «quelli che alla fine,
con il loro voto, decidono le cose, a prescindere dai congressi e dalle
campagne tesseramenti», come ha notato Lussana - erano quelli presenti
al convegno, carichi di malcontento, anche rabbia. Tra loro c'era anche
Pietro Martino, anziano signore della frazione di Moglio: gli hanno
cancellato la corsa dell'autobus a quell'ora, ma ha voluto esserci
comunque, ad ogni costo. Per far sentire la propria voce, per dire anche
lui basta ad un governo che nessuno ha votato.
Da www.ilGiornale.it del 26 Febbraio 2012
sabato 25 febbraio 2012
Alassio - Convegno sul tema “ LA PAROLA AI CITTADINI " di Venerdì 24 febbraio 2012: intervento del Consigliere Regionale Marco Melgrati
Da sinistra: Massimiliano Lussana direttore de Il Giornale redazione ligure,
Marco Melgrati consigliere regionale, Gianni Plinio responsabile Sicurezza del PdL,
Matteo Rosso consigliere regionale
Si è svolto ieri pomeriggio ad Alassio presso la Biblioteca Civica
Renzo Deaglio il convegno organizzato dal Consigliere regionale Marco
Melgrati in collaborazione con Matteo Rosso, Gianni Plinio e
Massimiliano Lussana.
“Sono molto soddisfatto – dichiara Melgrati – non
mi aspettavo una così grande affluenza di pubblico.
Non solo alassini,
ma tanti cittadini della Val Bormida e del Savonese hanno partecipato
all’incontro, segno che le tematiche trattate, ovvero le ricadute delle
manovre del Governo Monti sui cittadini, stanno davvero a cuore a molti.
Tanti gli argomenti affrontati in un dialogo continuo con la platea che
ha partecipato più che attivamente. Insieme al mio collega Consigliere
Matteo Rosso, al responsabile Sicurezza Pdl Gianni Plinio e al Dott. Massimiliano Lussana, direttore del Giornale, edizione della Liguria, stiamo già
lavorando per organizzare un altro convegno analogo nello spezzino.
La
parola ai cittadini, vogliamo sentire che cosa ne pensano e vogliamo
anche manifestare loro la nostra vicinanza in questo momento molto
delicato della vita politica, economica e sociale del Paese.
Si allega il testo dell’intervento.
Intervento del Consigliere Regionale Marco Melgrati al Convegno ad Alassio sul tema “LA PAROLA AI CITTADINI di Venerdì 24 febbraio 2012.
Questo
convegno è stato promosso da noi, Marco Melgrati, Matteo Rosso e Gianni
Plinio, con la collaborazione degli Amici de “Il Giornale” e del
Direttore della Redazione Genovese de “Il Giornale” il dott.
Massimiliano Lussana, dopo il successo avuto nell’analoga iniziativa a
Genova presso il teatro della Gioventù, con più di 400 partecipanti;
abbiamo derciso di esportare questa iniziativa nelle altre tre province
liguri, Savona, La spezia e Imperia, cominciando con Alassio.
La
nostra è una voce fuori del coro, critica, pur rimanendo all’interno del
P.d.L., che rivendica un maggior controllo dei partiti sulle decisioni
di questo governo tecnico. Ma proprio per questo vogliamo confrontarci
con la Gente, e ascoltare le Loro idee.
Quando il Governo Berlusconi aumentò l’Iva di un punto la Sinistra è insorta al grido “dimissioni!”, una delle poche parole del vocabolario italiano che Bersani conosce, forse l’unica. Adesso non conosce neanche più quella.
Bersani oggi è orfano del Presidente Berlusconi, capace solo di gridare questa parola “dimissioni”, come sono orfani gli “agenti all’Avana” della sinistra, i Travaglio, i Santoro, i Floris.
Nei
giorni scorsi questo Governo parla di portare l’Iva al 23 per cento e
si tace, Ma se lo avesse fatto Berlusconi? Dove saremmo oggi? Dove
sarebbe la Sinistra? Sarebbero tutti in piazza a manifestare, con sindacati, pensionati della Cgil, partiti e bandiere rosse!!!
Oggi,
invece, si manifesta sommessamente per un’idea non ancora e forse mai
applicata: l’abolizione del famigerato articolo 18, che peraltro
colpirebbe solo il 50% dei lavoratori italiani, in quanto l’altro 50%
già oggi non è tutelato. Cioè sul nulla, si manifesta
su un’ipotesi per nascondere la realtà, e cioè che bisognerebbe
manifestare su questa manovra che questo Governo ha portato avanti con la connivenza e l’appoggio incondizionato della Sinistra. E
come risponderanno gli elettori del P.d. alla cancellazione
dell’art.18, dopo che solo ieri il ministro Fornero ha dichiarato: “con o
senza i partiti andremo avanti lo stesso? Qualcosa sta cambiando, il
governo ieri è stato battuto due volte su due provvedimenti…
Con
Berlusconi, tanto vituperato, lo spread era altissimo, si diceva che la
colpa dello spread era di Berlusconi; le Borse erano in picchiata. Con
Monti, professore della Bocconi, Preside, con un grandissimo carisma nel
mondo, in Europa, non è cambiato niente: lo spread è sempre alto, le
Borse sono in picchiata, c’è stata una ripresina, ma di solito
facciamo dei bagni di sangue con le Borse, bruciamo milioni e milioni di
finanza virtuale, che poi si riflette però nelle borse di chi ha
investito. E allora? Il PD appoggia questo Governo. Voi mi direte: anche il PDL.
Avete
ragione. Premesso che da parte mia, e non solo da parte mia, perché
abbiamo promosso, insieme al mio amico Rosso e all’amico Gianni Plinio,
con il Direttore del Giornale della edizione di Genova, Massimiliano
Lussana, un convegno che dava voce a quello che è il comune sentire
della gente, e oggi lo ripetiamo qui ad Alassio, e andremo anche in
Provincia di Imperia e di La Spezia, perchè la gente è incazzata
per queste manovre, che non contemperano lo sviluppo, ma solo aumento
delle tasse, in un momento di recessione acclarata!!!
Dicevo
che per parte mia, pur con la coerenza di rimanere e di stare in un
partito che ha dato delle direttive, non ho portato il cervello
all’ammasso, da parte mia dico che questa manovra, che questo Governo, è
un esproprio della volontà popolare, un golpe delle banche e di altri
poteri forti.
Questo non l’ho detto solo io, lo dicono in tanti credo, però io lo dico qua ufficialmente, non ho paura di dirlo.
Partecipazione numerosa di cittadini a seguire l'incontro che si è tenuto nell'Auditorium "Badassarre" della Biblioteca civica R. Deaglio
La politica non può lasciare spazio alla tecnocrazia, sennò poi la politica perde, sennò poi ti dicono che non servi a niente, e hanno ragione.
Personalmente
sarei a chiedere le elezioni subito, però si possono chiedere in tarda
primavera, perché ormai la manovra è stata fatta, il risanamento
dovrebbe funzionare, se nel breve ci dicono anche come fare il rilancio
dell’economia, questi tecnocrati bravi, che sono dei luminari, questa
manovra qui l’avrei fatta io con il mio commercialista, anzi, forse con
mio figlio di undici anni, perché a far pagare in più le tasse sono capaci tutti.
La
reintroduzione indiscriminata dell’Imu…gli hanno cambiato nome, e hanno
peggiorato una tassa, l’Ici, che Berlusconi, a prezzo di sofferenze,
soprattutto delle finanze dei Comuni, aveva eliminato, per venire
incontro alle famiglie.
E c’è anche la
rivalutazione indiscriminata del 60% delle rendite catastali…e pazienza
per quelle case che non hanno mai subito variazioni, e magari sono
fronte mare…ma quelli che hanno modificato con il nuovo accatastamento
le rendite catastali, aggiornandole, perché hanno fatto dei lavori,
ristrutturato, modificato, frazionato, negli ultimi anni, a cui il
catasto ha già fatto una ulteriore rivalutazione?
Siccome la manovra è stata fatta, adesso vogliamo vedere che cosa si inventano, cosa esce dal cilindro di questo mago del Governo e dell’economia per la ripresa, perché
qui non si è ancora visto niente, e allora si può andare alle elezioni e
ripristinare l’ordine democratico, cioè la delega che i cittadini danno
alla politica per fare quello che devono fare, cioè le leggi, cioè la
manovra, cioè governare questo Paese.
Noi chiediamo coerenza politica, coerenza politica che il Centro-sinistra non ha e non può avere, Centro-sinistra che sarà danneggiati nelle scelte e dalle scelte di questo Governo più voi che noi, e in questo non sono Cassandra, è una mia previsione: voi di sinistra che avete voluto scacciare l’usurpatore, verrà il giorno che la gente dirà “a ridateci er puzzone”, parlando di Berlusconi come il popolino romano si esprimeva.
Mario Monti… governo Tecnico con l’appoggio del P.d.L., dei comunisti del P.d., dei moderati dell’U.d.c., quelli
che a secondo delle loro convenienze usano la politica dei 2 forni, in
Liguria quella dei 2 posti, uno per Monteleone e uno per l’assessore, e degli infami del F.l.i, quelli che hanno girato le spalle a Silvio Berlusconi;
la gente non capisce…io stesso faccio fatica a comprendere…Si parla dopo le amministrative di un nuovo soggetto politico, di riferimento al Partito Popolare Europeo, la nuova casa dei moderati…ma ci possiamo fidare ad accogliere Fini e i suoi voltagabbana????
O
gli uomini di Lombardo, che pur di fare gli affari suoi ha stretto in
Sicilia alleanza con il P.D., dopo essere stato eletto in Regione con il
centrodestra???
Oggi lo spread è come prima, o quasi, la
situazione economica è peggiorata; immaginate se un ministro del Governo
Berlusconi avesse solo accennato alla eliminazione dell’art. 18…cosa
sarebbe successo? Le sinistre avrebbero portato in piazza milioni di
italiani…e invece ora niente…
Io personalmente spero che almeno
questo governo riesca a portare a casa tre cose, che Berlusconi ha
proposto e non è riuscito, a volte per l’opposizione della Lega, a volte
per la mancanza dei numeri, con la posizione di distinguo e poi il
tradimento di Fini: modifica dell’Art.18, esteso ai dipendenti
pubblici (oggi solo il 50% dei lavoratori è protetto dall’art. 18…e
l’altro 50% chi sono, cittadini di serie B??? … riduzione del
numero dei parlamentari … nuova legge elettorale, possibilmente con le
preferenze…il popolo deve scegliere gli eletti, basta nominati!!!
Monti, quello che dice che i giovani si devono abituare a non avere un posto fisso, che anzi è monotono, il posto fisso…
ma un lavoro fisso contro la precarietà, questo sì…può essere un diritto! ma chi lo ha votato Monti???
Ma
che gli frega a Monti della di chi non ha un posto fisso, della povera
gente, Lui che guadagna un milione e mezzo di euro l’anno????
Questo governo che è un esproprio della democrazia, una delega in bianco ai poteri forti, ai professori, alle banche.
La truffa dei 489 miliardi di euro che sono stati assegnati dalla Banca Centrale Europea alle banche Europee, che in teoria permette alle banche dell’UE di scambiare collaterali inaffidabili per ottenere prestiti illimitati a tre anni al tasso dell’1 per cento.
Anche se i tassi per i prestiti interbancari hanno toccato il minimo da
dieci mesi (questo lunedì), le banche stanno ancora parcheggiando i
soldi presi a prestito presso la BCE. Ciò significa che i soldi non vengono prestati ai consumatori e alle aziende come aveva predetto Draghi, ma vengono accumulati dalle banche per poter rinnovare i propri debiti e continuare a fare deleveraging per riuscire a ottenere i nuovi requisiti di capitale corrispondenti al 9 per cento.
Le
stesse banche che con i derivati spazzatura ci hanno trascinato in
questa situazione di crisi economica, le stesse che hanno ricevuto
dall’Europa 500 miliardi di euro per ridistribuire alle piccole aziende e
agli artigiani…provate ad andare a chiedere un mutuo…lo sapete quali
sono i parametri di Basilea 3?
E che dire delle presunte
liberalizzazioni, dell’esproprio delle licenze ai taxisti, dell’obbligo
di servirsi di carrozzerie “gradite” alle compagnie di assicurazioni,
senza un cenno alle tariffe assicurative, vero cancro sociale? E il
proliferare delle farmacie? E lo smantellamento degli ordini
professionali? E della tracciabilità dei contanti sopra i mille euro? Siamo sicuri che siano ricette valide per il rilancio dell’economia?
E’
possibile che i partiti accettino supinamente le decisioni e i dictac
di questo governo, senza una analisi critica ed un confronto sociale???
Mario Monti, che nessuno di noi, nessuno di Voi, ma nemmeno degli “altri”, ha mai votato!!!
Marco Melgrati - Consigliere Regionale P.d.L.
venerdì 24 febbraio 2012
Alassio - Gruppo Consiliare PdL - Regione Liguria - " La Parola ai Cittadini " - Il Convegno si terrà oggi 24 Febbraio 2012 ore 18 presso la Biblioteca Civica R.Deaglio. Parteciperanno Marco Melgrati, Gianni Plinio, Matteo Rosso. Moderatore dell'incontro: Massimiliano Lussana - Direttore de IL GIORNALE - Redazione per la Liguria
martedì 31 gennaio 2012
Alassio - Rinviato per maltempo il convegno di “gli amici de Il Giornale”.
Il Giornale
Rinviato per maltempo il convegno degli “amici del Giornale” ad Alassio di domani Mercoledì 1 febbraio alle ore 18 con Massimiliano Lussana dal titolo "Operazione Verità sul Governo MONTI", organizzato dai Consiglieri Regionali del P.d.L. Marco Melgrati e Matteo Rosso, con il responsabile sicurezza del P.d.L. regionale Gianni Plinio.
Vista la bufera di neve che potrebbe impedire la partecipazione al convegno, e la chiusura delle scuole in gran parte della Liguria, si è pensato di rinviare a data da destinarsi il convegno.
Alassio - Convegno degli “amici del Giornale” - Mercoledì 1 Febbraio con Massimiliano Lussana dal titolo "Operazione Verità sul Governo MONTI", organizzato dai Consiglieri Regionali del P.d.L. Marco Melgrati e Matteo Rosso, con il responsabile sicurezza del P.d.L. regionale Gianni Plinio.
Mercoledì 1 febbraio alle ore 18
presso l'auditorium della Biblioteca Civica Deaglio di Alassio si terrà
il Convegno dal titolo "Operazione Verità sul Governo MONTI", con la
partecipazione di Massimiliano Lussana, Direttore della redazione
Genovese de "IL GIORNALE", con i consiglieri Regionali Marco Melgrati e
Matteo Rosso, e con il responsabile sicurezza del P.d.L. Regionale .
Gianni Plinio.
Dopo la “benedizione” del Presidente
Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi aveva inviato a Melgrati, Rosso
e Plinio un biglietto di ringraziamento per il convegno tenuto a Genova
al Teatro della Gioventù alla fine di dicembre, teatro mai tanto
gremito dal “popolo” del centro-destra, abbiamo pensato di esportare
questa forma di protesta costruttiva contro buona parte delle iniziative
del Governo Monti, approvate a suon di decreti, anche nelle altre
province Liguri, a cominciare da quella di Savona.
Rivendichiamo
la capacità della politica di governare, e soprattutto la sovranità
popolare della rappresentanza parlamentare applicata al Governo della
Nazione, ad oggi espropriata da un vero e proprio “golpe” dei
professori, delle banche, dei poteri forti extraparlamentari.
E’
possibile che non si possa applicare filtri parlamentari alle decisioni
di questo Governo, che è stato capace solo di chiedere ai cittadini
“lacrime e sangue”, cioè tasse, senza operare la vera rivoluzione nel
settore per esempio bancario e assicurativo?
La truffa dei 489 miliardi di euro che sono stati assegnati dalla Banca Centrale Europea alle banche Europee, che in teoria permette alle banche dell’UE di scambiare collaterali inaffidabili per ottenere prestiti illimitati a tre anni al tasso dell’1 per cento.
Anche se i tassi per i prestiti interbancari hanno toccato il minimo da
dieci mesi (questo lunedì), le banche stanno ancora parcheggiando i
soldi presi a prestito presso la BCE.
Ciò significa che i soldi non vengono prestati ai consumatori e alle aziende come aveva predetto Draghi, ma vengono accumulati dalle banche per poter rinnovare i propri debiti e continuare a fare deleveraging per riuscire a ottenere i nuovi requisiti di capitale corrispondenti al 9 per cento.
E’
possibile che i partiti accettino supinamente le decisioni e i dictat
di questo governo, senza una analisi critica ed un confronto sociale???
E
perché nessuno scende in piazza? Se queste decisioni, impopolari e mai
risolutive, non improntate sicuramente alla ripresa economica, le avesse
prese Berlusconi, ci sarebbe già la guerra civile!!!
Marco Melgrati Consigliere Regionale Gruppo P.d.L.
mercoledì 4 gennaio 2012
Liguria - PdL - Lettera del Consigliere Regionale Marco Melgrati al Direttore de "il Giornale" di Genova Massimiliano Lussana sul Governo Monti.
Marco Melgrati, consigliere regionale in quota PdL
Caro Massimiliano,
leggo sul Giornale
della Tua proposta di rinnovare la protesta contro il Governo tecnico
con manifestazioni pubbliche. Sono ovviamente al Tuo fianco, insieme
agli amici Rosso e Plinio, disponibile ad organizzare manifestazioni
pubbliche nelle piazze o nei teatri, sulla scorta di quanto è stato
fatto al Teatro della Gioventù a Genova di venerdì 25 novembre. Ritengo
che si possano e anzi si debbano ripetere simili iniziative, ma non solo
a Genova, ma almeno in ogni capoluogo di Provincia in Liguria.
Oggi più
che mai si avverte che questo esproprio della politica non ha sortito
nessun effetto di rilievo, non ha cambiato radicalmente le cose, se non
nell’inasprimento del carico e del prelievo fiscale. Oggi dobbiamo
puntare a nuove elezioni, anche a costo, per il Centro-destra, di
perderle. Ma almeno chi governa avrà il mandato popolare, non l’avvallo
di banche e poteri forti dello stato!
Ti trasmetto, in allegato,
sperando che possa farti piacere, l’estratto letterale del mio
intervento in Consiglio Regionale durante il voto della Legge
Finanziaria della Regione Liguria, relativo alla politica nazionale.
Ovviamente mi rivolgo a Burlando e al Centro-sinistra. E’ un intervento a
braccio, quindi non mediato, non letto, non scritto, se non con alcuni
appunti, fatto di getto, ma per questo ancora più sincero; eccolo:
“Quando il Governo Berlusconi aumentò l’Iva di un punto siete insorti, la Sinistra è insorta al grido “dimissioni!”,
una delle poche parole del vocabolario italiano che Bersani conosce,
forse l’unica. Adesso non conosce neanche più quella. Bersani oggi è
orfano del Presidente Berlusconi, capace solo di gridare questa parola
“dimissioni”, come sono orfani i vostri “agenti all’Avana”, i Travaglio, i Santoro, i Floris.
Oggi questo Governo vuol portare l’Iva al 23 per cento e si tace,
“tutto va bene, madama la marchesa”. Ma se lo avesse fatto Berlusconi?
Dove saremmo oggi? Dove sareste voi? Sareste tutti in piazza a manifestare, con sindacati, partiti e bandiere rosse!!!
Oggi,
invece, si manifesta sommessamente per un’idea non ancora e forse mai
applicata: l’abolizione del famigerato articolo 18, che peraltro
colpirebbe solo il 50% dei lavoratori italiani, in quanto l’altro 50%
già oggi non è tutelato. Cioè sul nulla, si manifesta
su un’ipotesi per nascondere la realtà, e cioè che bisognerebbe
manifestare su questa manovra che questo Governo ha portato avanti con
la vostra connivenza, con la connivenza della Sinistra.
Con
Berlusconi, tanto vituperato, lo spread era altissimo, si diceva che la
colpa dello spread era di Berlusconi; le Borse erano in picchiata. Con
Monti, professore della Bocconi, Preside, con un grandissimo carisma nel
mondo, in Europa, non è cambiato niente: lo spread è altissimo, le
Borse sono in picchiata, oggi c’è stata una ripresina
(22/12/2011), anche ieri, ma di solito facciamo dei bagni di sangue con
le Borse, bruciamo milioni e milioni di finanza virtuale, che poi si
riflette però nelle borse di chi ha investito.
E allora? Il PD appoggia questo Governo.
Voi mi direte: anche il PDL. Avete ragione. Premesso che da parte mia, e
non solo da parte mia, perché ho promosso, insieme al mio amico Rosso e
all’amico Gianni Plinio, con il Direttore del Giornale della edizione
di Genova, Massimiliano Lussana, un convegno che dava voce a quello che è
il comune sentire della gente: la gente – non so se si può dire, Presidente – è incazzata per questa manovra. L’ho detto, mi scusi, però ci stava.
Dicevo
che per parte mia, pur con la coerenza di rimanere e di stare in un
partito che ha dato delle direttive, ma non ho portato il cervello
all’ammasso, da parte mia dico che questa manovra, che questo Governo, è
un esproprio della volontà popolare, un golpe delle banche, della
massoneria e di altri poteri forti. Questo non l’ho detto solo io, lo
dicono in tanti credo, però io lo dico qua ufficialmente, non ho paura
di dirlo.
La politica non può lasciare spazio alla tecnocrazia, sennò poi la politica perde, sennò
poi ti dicono che non servi a niente, e hanno ragione. Personalmente
sarei a chiedere le elezioni subito, però si possono chiedere in
primavera, perché ormai la manovra è stata fatta, il risanamento
dovrebbe funzionare, se nel breve ci dicono anche come fare il rilancio
dell’economia, questi tecnocrati bravi, che sono dei luminari, questa
manovra qui l’avrei fatta io con il mio commercialista, anzi, forse con
mio figlio di undici anni, perché a far pagare in più le tasse sono capaci tutti.
Siccome la manovra è stata fatta, adesso vogliamo vedere che cosa si inventano, cosa esce dal cilindro di questo mago del Governo per la ripresa, perché
qui non si è ancora visto niente, e allora in primavera si può andare
alle elezioni e ripristinare l’ordine democratico, cioè la delega che i
cittadini danno alla politica per fare quello che devono fare, cioè le
leggi, cioè la manovra, cioè governare questo Paese.
Noi
chiediamo coerenza politica, coerenza politica che voi non avete e non
potete avere, voi del Centro-sinistra, e sarete danneggiati nelle scelte
e dalle scelte di questo Governo più voi che noi, e in questo non sono
Cassandra, è una mia previsione: voi che avete voluto scacciare l’usurpatore, verrà il giorno che la gente dirà “a ridateci er puzzone”, parlando di Berlusconi come il popolino romano si esprimeva.
Spero
che il mio pensiero risulti chiaro. Sempre a Tua disposizione ma
soprattutto a disposizione dei Tuoi lettori, che sempre di più la
pensano come me, Ti saluto cordialmente
Marco Melgrati, Consigliere Regionale gruppo P.d.L.
mercoledì 22 dicembre 2010
Regione - Editoriale del Giornale diventa discorso in consiglio
Il capogruppo PDL in Regione Liguria Matteo Rosso
Sono da poco passate le 4 del pomeriggio di ieri, è in corso la seduta dell’assemblea legislativa della Liguria.
Matteo Rosso apre il Giornale e legge, davanti ai colleghi consiglieri.
I quali, presi in controtempo, sospendono il brusio che accompagna solitamente gli interventi.
È così, in un’atmosfera inusuale, che l’editoriale di Massimiliano Lussana pubblicato nei giorni scorsi su queste pagine - titolo: «Il silenzio assordante delle istituzioni» - diventa il motivo trainante del discorso ufficiale del capogruppo Pdl nel dibattito sul bilancio della giunta Burlando.
Rosso attacca, come e più ancora di quanto abbiano fatto in precedenza i membri del Popolo della libertà che pure, da Raffaella Della Bianca a Luigi Morgillo, da Alessio Saso a Roberto Bagnasco, si erano impegnati a smontare letteralmente, pezzo per pezzo, con vigore le certezze, presunte, contenute nel documento presentato dal governatore e dalla sua squadra.
La maggioranza di centrosinistra ha appena archiviato a fatica la disputa con la delegazione di disabili e loro famiglie che erano arrivati al punto di bivaccare nelle ultime ventiquattr’ore, notte compresa, presso l’aula consiliare per ottenere la ricostituzione della commissione regionale per l’autorizzazione di cure all’estero, l’istituzione di due centri di riferimento regionale per le attività intensive presso l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure e l’Istituto Gaslini di Genova per quanto riguarda l’età pediatrica e l’utilizzazione, attraverso convenzionamento, dei centri genovesi dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, compreso il centro di Fiumara, che dispongono di attrezzature e piscine indicate per la terapia di riabilitazione.
La maggioranza di centrosinistra ha appena archiviato a fatica la disputa con la delegazione di disabili e loro famiglie che erano arrivati al punto di bivaccare nelle ultime ventiquattr’ore, notte compresa, presso l’aula consiliare per ottenere la ricostituzione della commissione regionale per l’autorizzazione di cure all’estero, l’istituzione di due centri di riferimento regionale per le attività intensive presso l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure e l’Istituto Gaslini di Genova per quanto riguarda l’età pediatrica e l’utilizzazione, attraverso convenzionamento, dei centri genovesi dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, compreso il centro di Fiumara, che dispongono di attrezzature e piscine indicate per la terapia di riabilitazione.
Siglato l’accordo, torna la pace fra Nuova Ansiie (l’associazione nazionale che sostiene interventi chirurgici e riabilitativi per disabili) e l’assessore Claudio Montaldo.
Riprende, in compenso, il fuoco di fila dell’opposizione in consiglio.
Riprende, in compenso, il fuoco di fila dell’opposizione in consiglio.
A cominciare, appunto, da Rosso che sottolinea le contraddizioni della sinistra, sull’onda di quanto scritto dal Giornale (che ricordiamo in sintesi: nessuno delle istituzioni locali ha censurato le violenze teppistiche anche ai danni di monumenti e palazzi storici genovesi, mentre le stesse istituzioni hanno esaltato i moti di piazza del giugno 1960 contro lo svolgimento del congresso del Msi a Genova e il governo Tambroni, e addirittura si apprestano a intitolare strade e spazi pubblici a chi, allora, devastò la città).
In precedenza, c’è stato un discorso-fiume di Morgillo, molto documentato su fatti e misfatti della giunta regionale.
In precedenza, c’è stato un discorso-fiume di Morgillo, molto documentato su fatti e misfatti della giunta regionale.
Dai fondi per il sociale a quelli per gli oratori, dalla liquidazione delle Comunità montane, senza l’impiego di commissari, alla razionalizzazione del trasporto pubblico locale, e ancora il sostegno al credito per le piccole e medie imprese e l’attivazione di fondi per i genitori separati: questi alcuni dei punti sui quali il consigliere del Pdl ha insistito nel dibattito di bilancio con tre emendamenti e vari ordini del giorno.
Due, inoltre, le iniziative presentate da Alessio Saso, mentre da Marco Scajola arriva la richiesta di una più equa distribuzione delle risorse della Sanità per quanto concerne la ASL 1 imperiese, e da Roberto Bagnasco forti critiche alla riorganizzazione sanitaria «così tanto decantata dalla giunta come la panecea dei conti della Sanità ligure, ma alla fine il risultato è stato fallimentare.
Abortita l'infelice ipotesi di inglobare l'Ist nel San Martino, sta invece procedendo verso un binario morto lo spostamento dell'Evangelico a Voltri.
Non saranno mai raggiunte in mille parti come prevede la legge e quindi verranno spesi milioni di euro inutilmente».
Da www.ilGiornale.it del 22 Dicembre 2010
sabato 20 marzo 2010
Daniela, la vera superstar della campagna elettorale
Il sottosegetario on. Daniela Santanchè
Una «bolletta» da 78 euro per infrazione «50»
e cioè sosta su marciapiede.
Così il Comune di Genova, città dei diritti, ha «accolto» il sottosegretario Daniela Santanché che ieri sera ha fatto il pienone al Moody's in via XII Ottobre. Sala superiore gremita. Moltissime donne. Pochi in doppiopetto.
Oltre 500 persone (rispetto al centinaio previsto).
Più dei quattro ministri del governo Berlusconi che hanno visitato la città della Lanterna. Un successone tra applausi e strette di mano «rovinato» dalla multa firmata alle 18,55 da un cantuné. Giusta. Per carità. Giustissima, ci mancherebbe. Anzi, no. Perché il «van» di Gianni Plinio, il candidato «sponsorizzato» dall'affascinante Daniela, era sì parcheggiato sul marciapiede, ma non è un Opel bianco, come sottoscritto dall'agente municipale, ma bensì di colore argento metallizzato. Poi «Plinio-Pdl» era scritto a caratteri cubitali e a dieci metri c'era lì pronto l'autista a spostarlo. Vabbé. Eppoi il furgoncino era lì dalle 17. Come gli agenti della Digos. Possibile che nessun collega sia passato prima di quel solertissimo cantuné?
Gianni Plinio ri-candidato consigliere per il PDl alle
Elezioni Regionali Liguria 2010
Capelli sciolti. Un filo di trucco. Un paio di anelli discreti. Un tailleur principe di Galles sul verdino con calzoni semiattillati e il gilet. Tacco alto quanto basta. Qualcuno, anzi, qualcuna, tra le signore, ha bisbigliato un «tacco di classe». Da Milano al Moody's non è arrivata scortata dalla polizia. E nemmeno sull'auto blu. Una volta in centro si è fatta lasciare in via Venti e ha percorso gli ultimi cento metri dribblando la folla e girando quasi da sola, e cioè accompagnata soltanto da Gianni Plinio dall'angolo del Mc Donald's.
Daniela Santanché arriva con oltre un'ora di ritardo rispetto al programma che doveva vederla alle 17 al primo piano del bar di via XII Ottobre. Sorride a tutti, ma non fa la star televisiva. È la star del popolo. Perché gli applausi scattano quando Daniela non è nemmeno arrivata al furgoncino di Plinio. Interviste con i giornalisti. Poi su per le scale dove qualche ora prima hanno pranzato operai, impiegati e dirigenti. È fra Plinio, Giorgio Bornacin e il caporedattore della redazione genovese del «Giornale» Massimiliano Lussana.
«Ci tengo a precisare il conflitto d'interesse - spiega Lussana - perché l'onorevole Santanché è la proprietaria della nostra concessionaria di pubblicità. Quella “Visibilia” che in poche settimane ha raddoppiato il fatturato».
«Marta Vincenzi è aria fritta - dice Plinio - Daniela fa politica di classe». «Chiedo scusa per il forte ritardo. Non chiamatemi femminista - spiega Santanché - non voglio stare dietro agli uomini, ma nemmeno davanti. Voglio stare al loro fianco. Pari a loro. Tutto qui. Se voterete Biasotti e Plinio state sicuri che la moschea a Genova non si farà. Non vogliamo vivere in un Paese dove fra qualche anno si dovrà chiedere il permesso per fare il presepe. Formazione, lavoro, trasparenza e amore per la famiglia. La sinistra parla soltanto di escort, intercettazioni e odio contro Berlusconi. Annozero e i giudici comunisti non gli sono mai piaciuti. Lo ha sempre detto. Solidarietà alla famiglia Bornacin per il caso della piccola Bielorussa».
Applausi. Applausi. Applausi.
Applausi. Applausi. Applausi.
Da www.ilGiornale.it del 20 Marzo 2010
venerdì 22 gennaio 2010
Caro Enrico, rappresenti un popolo. Non buttarti via
L’altro giorno ero a letto, semidistrutto dal virus
intestinale che sta decimando la città,
quando ho ascoltato la dichiarazione
di voto del senatore del Pdl Enrico Musso
sul processo breve.
Anzi, per la precisione, la dichiarazione di non voto.
A quel punto, il dolore è aumentato ancor di più. Perché credo che quella dichiarazione di voto sia stata un grandissimo errore politico. E non perché non in linea con le indicazioni del Pdl.
È già capitato in passato che il senatore Musso - ad esempio, sul caso di Eluana Englaro o sulla moschea - avesse pareri diversi da quello maggioritario nel suo partito. Ma mai mi sono sognato di dire che quei pareri erano grandissimi errori politici. Anzi, anche se quelle idee non coincidevano con le mie, le ho accolte con soddisfazione. Perché un partito dove si discuta e che non sia una caserma è un partito più ricco, più vivo, più interessante. E arrivo a dire che di Musso ce ne vorrebbero di più.
Fin dalla sua candidatura a sindaco, Enrico ha saputo dimostrare di essere uno spirito libero. E - pur con il peccato originale di non essere votato in un’elezione con le preferenze dal giorno in cui fu eletto consigliere comunale del Pli in Comune di Genova - è certamente un valore aggiunto per il suo partito. E, a differenza di altre, la sua non è stata una candidatura sbagliata.
È già capitato in passato che il senatore Musso - ad esempio, sul caso di Eluana Englaro o sulla moschea - avesse pareri diversi da quello maggioritario nel suo partito. Ma mai mi sono sognato di dire che quei pareri erano grandissimi errori politici. Anzi, anche se quelle idee non coincidevano con le mie, le ho accolte con soddisfazione. Perché un partito dove si discuta e che non sia una caserma è un partito più ricco, più vivo, più interessante. E arrivo a dire che di Musso ce ne vorrebbero di più.
Fin dalla sua candidatura a sindaco, Enrico ha saputo dimostrare di essere uno spirito libero. E - pur con il peccato originale di non essere votato in un’elezione con le preferenze dal giorno in cui fu eletto consigliere comunale del Pli in Comune di Genova - è certamente un valore aggiunto per il suo partito. E, a differenza di altre, la sua non è stata una candidatura sbagliata.
Il problema è che ci sono giorni in cui la libertà di coscienza è un lusso. In cui la libertà confina con l’anarchia intellettuale. E l’anarchia intellettuale non è un valore in politica. Soprattutto se rischia di essere strumentalizzata.
A mio parere, è quello che sta succedendo in questi giorni. Perchè, diciamolo chiaramente, il non voto di Musso non ha cambiato di una virgola l’esito dello scrutinio di Palazzo Madama sul processo breve. Più di trenta voti di scarto c’erano e più di trenta sono rimasti. E anche l’acrobazia procedurale di non votare per evitare un’astensione che al Senato vale come voto contrario è una raffinatezza apprezzabile, ma eccessiva per il grande pubblico.
Il problema è che, stavolta, si votava su un provvedimento fatto anche per sottrarre il presidente del Consiglio a quella che, a tratti, sembra una persecuzione giudiziaria. E così l’unico risultato concreto del voto di Musso è stato quello di farne un eroe per una certa sinistra: l’eletto nelle liste di Berlusconi che ha il coraggio di cantarle a Berlusconi. Tanto da meritarsi un corsivo di Sebastiano Messina su Repubblica per il fatto di essere stato tacitato dopo un minuto di intervento, per spegnimento del microfono. Peccato che - come Musso ha onestamente riconosciuto - il microfono che si spegne dopo un minuto sia espressamente previsto dal regolamento del Senato per le dichiarazioni di voto in dissenso. Oibò, i paladini della legalità ad ogni costo vogliono violare i regolamenti?
Il problema, fra l’altro, è che la posizione di Musso è riuscita anche a scontentare la stessa Repubblica. E cinquantacinque pagine dopo, nelle pagine liguri, Ava Zunino, pezzo pregiatissimo dell’argenteria di famiglia del Lavoro e giornalista per nulla faziosa, se la prende con Musso per la sua posizione pilatesca sul processo breve: nè sì, nè no.
Insomma, il risultato della dichiarazione di voto di Musso è quella di aver scontentato tutti, perdendo voti dagli elettori di centrodestra, senza guadagnarne fra quelli di centrosinistra. E questo per chi si candida a mandare a casa la giunta fallimentare di Marta Vincenzi non è il massimo dei risultati possibili.
Ultimo punto: Musso ha spiegato che il suo non voto è stato dovuto anche al fatto che non si è detto chiaramente che era una norma ad personam. E, sinceramente, mi pare una motivazione curiosa, una sorta di processo alle intenzioni della legge.
Ok, facciamolo pure questo processo. Purchè sia un processo breve.
A mio parere, è quello che sta succedendo in questi giorni. Perchè, diciamolo chiaramente, il non voto di Musso non ha cambiato di una virgola l’esito dello scrutinio di Palazzo Madama sul processo breve. Più di trenta voti di scarto c’erano e più di trenta sono rimasti. E anche l’acrobazia procedurale di non votare per evitare un’astensione che al Senato vale come voto contrario è una raffinatezza apprezzabile, ma eccessiva per il grande pubblico.
Il problema è che, stavolta, si votava su un provvedimento fatto anche per sottrarre il presidente del Consiglio a quella che, a tratti, sembra una persecuzione giudiziaria. E così l’unico risultato concreto del voto di Musso è stato quello di farne un eroe per una certa sinistra: l’eletto nelle liste di Berlusconi che ha il coraggio di cantarle a Berlusconi. Tanto da meritarsi un corsivo di Sebastiano Messina su Repubblica per il fatto di essere stato tacitato dopo un minuto di intervento, per spegnimento del microfono. Peccato che - come Musso ha onestamente riconosciuto - il microfono che si spegne dopo un minuto sia espressamente previsto dal regolamento del Senato per le dichiarazioni di voto in dissenso. Oibò, i paladini della legalità ad ogni costo vogliono violare i regolamenti?
Il problema, fra l’altro, è che la posizione di Musso è riuscita anche a scontentare la stessa Repubblica. E cinquantacinque pagine dopo, nelle pagine liguri, Ava Zunino, pezzo pregiatissimo dell’argenteria di famiglia del Lavoro e giornalista per nulla faziosa, se la prende con Musso per la sua posizione pilatesca sul processo breve: nè sì, nè no.
Insomma, il risultato della dichiarazione di voto di Musso è quella di aver scontentato tutti, perdendo voti dagli elettori di centrodestra, senza guadagnarne fra quelli di centrosinistra. E questo per chi si candida a mandare a casa la giunta fallimentare di Marta Vincenzi non è il massimo dei risultati possibili.
Ultimo punto: Musso ha spiegato che il suo non voto è stato dovuto anche al fatto che non si è detto chiaramente che era una norma ad personam. E, sinceramente, mi pare una motivazione curiosa, una sorta di processo alle intenzioni della legge.
Ok, facciamolo pure questo processo. Purchè sia un processo breve.
Massimiliano Lussana
Da www.ilGiornale.it del 22 Gennaio 2010
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