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lunedì 19 luglio 2021
Italia - A volte tornano... Pensioni e Quota 100: torna Fornero. L’ex ministra nella task force di Draghi
sabato 20 febbraio 2021
Italia - Governo Monti: la beffa sul blocco sfratti. Governo pone il veto sull'accordo di revoca
In questo modo si mette fine a una discriminazione nei confronti dei proprietari che si vedono costretti a subire danni economici rilevanti non percependo l’affitto per casi che non c’entrano nulla con il Coronavirus
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sabato 26 dicembre 2020
Italia - Costi, prelievi e pagamenti: ecco il 2021 dei conti correnti
I limiti dell'utilizzo di contanti diminuiranno fino a 1000 euro nel 2022: un bel salto indietro nel tempo che riporta al governo Monti
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martedì 1 gennaio 2013
Il Popolo della Libertà ancora una volta in campo per difendere la Democrazia e i diritti dei Cittadini dalle Lobbies di Potere che fino ad ora hanno imperversato nel Paese Italia anche grazie all'aiuto del Governo guidato da Mario Monti ! Tutela dei più deboli e dei più bisognosi e sacrifici per quelli come Monti che prima di prendere in mano la guida del Paese si sono fatti garantire lo stipendio per sempre con la carica di Senatore a Vita !!! Questo è lo spirito di sacrificio e di abnegazione per la Patria di quelli che appartengono ad una certa "intellighentia" come Mario Monti ...
lunedì 15 ottobre 2012
Savona - Gli Ospedali del savonese rimangono aperti ma perdono pezzi: Cairo e Albenga diventano "Presidi di primo intervento", ovvero come quando si vede un'ambulanza con un medico, un infermiere ed un autista-aiutante alle manifestazioni sportive, ed il 118 avrà una centrale unica e regionale. Giustificando i tagli come dovuti a causa della " Spending Review " del Governo Monti, intanto sono stati eliminati 133 letti ed accorpati 6 reparti, ma Genova non si tocca e non risente dei "Tagli alla Sanità" come le altre province
mercoledì 19 settembre 2012
martedì 28 agosto 2012
Savona - Ufficializzati i tagli degli Ospedali del savonese. Tagliati 125 posti letto con sacrifici per Cairo e Albenga
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martedì 10 luglio 2012
Albenga - Alassio - Chiusura della Sezione distaccata del Tribunale di Albenga: replica di Melgrati ad Avogadro e Di Tullio…
L'ingresso del nuovissimo Ospedale Santa Maria di Misericordia,
un'altra realtà vittima dei tagli inconsulti, che qualcuno pare intenzionato a smantellare
e parcellizzare
Melgrati: invece di “giochicchiare” su Facebook si
occupino
dei veri Problemi del territorio!
Leggo sui media locali le dichiarazioni del Sindaco di Alassio
Roberto Avogadro, favorevoli alla chiusura della Sezione distaccata del
Tribunale di Savona ad Albenga, e registro le conversazioni virtuali su
Facebook con il segretario del PD savonese Di Tullio, suo capo a livello
provinciale.
Avogadro
scrive su Facebook, a commento di interventi dell’assessore Ciangherotti a
difesa dell’Ospedale di Albenga e della sezione distaccata del Tribunale: “Un minuetto delle parti! Stucchevole! Basta sprechi,
tagliare quello che si deve tagliare a cominciare dal tribunale di Albenga! Ci
vuole responsabilità se si vuol far riemergare il Paese e il campanilismo va
messo nel cassetto.”
E Di
Tullio, da gran signore quale è, risponde: “vote for
avogadro...ma perchè farmelo menare da ciangherotti e melgrati dopo tutti i
casini che hanno combinato ?”... in linea con l’Avogadro pensiero, che
in Consiglio Comunale dichiarava che “se lo portava già menato da casa”
Evito di commentare mentre
registro che il novello paladino del Presidente del Consiglio Mario Monti quale
è diventato Avogadro per ovvi motivi di sudditanza verso il PD (ora i
media lo definiscono il sindaco di Sinistra di Alassio, giustamente) chiede di
tagliare gli sprechi, a cominciare dalla Sezione distaccata del Tribunale di
Savona ad Albenga, per continuare con l’Università di Savona e quella di
Imperia.
Questi non sono sprechi, sono
risorse del territorio, faticosamente strappate a Genova matrigna,
che portano benessere e un volano positivo per l’economia di Albenga, Savona e
Imperia; inoltre sono Istituzioni che funzionano, e bene: altro che
sprechi!!! Gli sprechi sono altri, e invece di cercare di individuarli e
segnalarli, Avogadro si allinea ai tagli governativi dei boiardi di stato del
governo Monti…la agognata poltrona di Roma con il PD val bene qualunque ipocrisia!!!
(immagine archivio Ivg.it)
L'ingresso della sede distaccata del Tribunale di Savona ad Albenga,
anch'essa di recente realizzazione
In particolare non può essere
considerata uno spreco la sezione distaccata del Tribunale ad Albenga,
soprattutto dopo la pubblicazione della graduatoria ministeriale con la
relazione finale del
Gruppo di Studio per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie presso
l’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia; infatti, come spesso
ricordato da TUTTI, la
Sezione distaccata di Albenga supera positivamente entrambi i limiti posti e
rientra a pieno titolo nell’elenco delle prime sessanta Sezioni (su un
totale di 220) da non sopprimersi, al ventesimo posto quanto al numero delle
sopravvenienze ed al quattordicesimo posto combinando gli altri indici
statistici utilizzati (tasso di litigiosità e dimensione della pianta
organica).
Strano che il pensiero di Avogadro sia perfettamente
in linea con quello dell’Associazione Nazionale Magistrati sulla sezione di
Albenga del Tribunale; forse per ingraziarsi i PM viste le recenti (e
future) bufere giudiziarie che hanno coinvolto e coinvolgeranno la Sua amministrazione,
paladina (si fa per dire) della trasparenza e legalità, alla prova dei fatti
subito smentita.
Per poi spendere forse per la prima volta, dopo mesi di
asoluto e imbarazzante silenzio assordante,
qualche parola per l’Ospedale di Albenga, a patto di “razionalizzare
ed eliminare gli sprechi e le baronie che ancora esistono!!”…ma di cosa
sta parlando??? Ma quali BARONIE, quali SPRECHI, che è già stato tagliato tutto
il tagliabile in un Ospedale che è comunque è efficiente e risponde alle
esigenze del territorio? Anzi tutte
queste polemiche non giovano certo alla armonia e alla serenità in un
ambiente quale l’Ospedale di Albenga dove la serenità e la concentrazione sono
alla base di una buona operatività e di di un servizio di eccellenza.
Vedremo se Avogadro sarà in piazza con il Sindaco di
Albenga, con me, con gli altri Consiglieri Regionali e Provinciali, con il
Presidente della Provincia Varezza e
con tutti gli altri Sindaci del Comprensorio per difendere il Pronto Soccorso
dell’Ospedale di Albenga, o se non verrà, assecondando gli “ordini di
scuderia” di Burlando, Montaldo, Di Tullio, del PD insomma, al quale il
Avogadro si genuflette ogni giorno per cercare di accreditarsi per tentare di
andare ancora una volta a scaldare una poltrona a Roma, non importa se
alla Camera o al Senato!!!
Marco
Melgrati Consigliere Regionale P.d.L.
sabato 7 luglio 2012
Albenga - Il Governo Monti ha soppresso la sede distacca del Tribunale di Albenga. Immediate reazioni del sindaco Guarnieri e degli avvocati
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giovedì 21 giugno 2012
Italia - Crisi dell'Europa, Savona: "L'Italia ha bisogno di un piano B per l'uscita dall'euro"
L'economista Paolo Savona già ministro nel Governo Ciampi
di Michael Pontrelli
Mario Monti nel corso del G20 in Messico
ha dichiarato che nei prossimi giorni saranno prese decisioni
fondamentali per salvare l’Eurozona. I leader politici europei
continuano però ad essere divisi sulle politiche da seguire per uscire
dalla crisi. La Germania rimane ferma nella sua richiesta di rigore
finanziario ai paesi dell’area mediterranea in difficoltà.
L’intransigenza tedesca sta alimentando nel nostro Paese la nascita di
un fronte molto critico nei confronti dell’Europa. Ieri sera l’ex
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha affermato che “l’uscita
dell’Italia dall’euro non sarebbe una bestemmia”. Dichiarazioni di
questo tipo hanno un fondamento o sono solamente slogan populisti? Lo
abbiamo chiesto a uno dei più autorevoli economisti italiani, Paolo
Savona, cofondatore dell’università Luiss e ministro nel governo Ciampi
negli anni ’90.
Professore, Berlusconi ipotizza l’uscita dall’euro. Cosa ne pensa? E’ una strada realmente percorribile?
“Purtroppo l’Europa sta funzionando male. I meccanismi esistenti avvantaggiano alcuni paesi, Germania in testa, e penalizzano altri tra cui l’Italia. Io non penso che dobbiamo uscire dall’euro, penso però che se non si correggono i difetti dell’Eurozona allora dobbiamo essere pronti ad abbandonare la moneta unica perché se non lo facessimo l’Italia andrebbe incontro ad un degrado progressivo dell’economia analogo a quello della Grecia. Per il nostro bene dobbiamo perciò essere pronti ad avere un piano B che preveda, appunto, l’uscita dell’euro, basato su nuove alleanze internazionali e su una nuova politica di gestione del debito pubblico”.
In realtà in Europa esiste un largo consenso politico sulla necessità di cambiare i meccanismi esistenti per ridurre il rigore di bilancio e rilanciare la crescita. L’unica che ostinatamente continua ad opporsi a qualsiasi riforma è la Germania. Perché i partner europei non riescono a far cambiare idea alla Merkel?
“Il cancelliere tedesco fa leva sul fatto che esistono degli accordi sul rigore fiscale sottoscritti dagli altri capi di governo. Mi riferisco per esempio al Fiscal compact che non è stato ancora ratificato dai Parlamenti ma è stato firmato dai leader europei compreso il nostro presidente del Consiglio, Mario Monti. Il problema vero però non è cambiare la Merkel ma cambiare i tedeschi e questo è un compito molto più arduo. In Germania l’opinione pubblica non è disposta a pagare i debiti dei partner europei indebitati perché considera il proprio paese più virtuoso degli altri. E questa è una valutazione culturale che la Germania ha da secoli. Se volessimo usare un termine forte potremmo parlare di superiorità della razza”.
Mi sembra di capire che lei non è molto ottimista sul futuro dell’Europa.
“Non ho molta fiducia nella possibilità di cambiare i tedeschi ma penso però che l’Europa abbia comunque un grande potere autonomo che può ancora salvare l’euro. Questa forza è la Bce. La Banca centrale in qualsiasi momento e indipendentemente dagli organi politici può decidere di fornire all’economia tutta la liquidità necessaria per salvare l’euro”.
Diversi economisti affermano però che l’Italia ha ancora molti compiti da fare a casa prima di contare solo ed esclusivamente sull’aiuto della Bce o della Germania. Uno di questi è la vendita dell’immenso patrimonio pubblico che il governo ha appena avviato. Come valuta questa operazione?
“Da sempre sostengo la necessità di cedere almeno 400 miliardi euro di patrimonio pubblico per abbattere il rapporto debito pubblico-pil sotto quota 100 e portarlo al livello degli altri principali partner europei. Purtroppo però l’annuncio dell’operazione è stato fatto malissimo. Rischiamo di sprecare uno strumento da cui possiamo effettivamente ricavare tanto. E’ fondamentale fare una operazione che convinca il mercato. Aggiungo inoltre che questa operazione è necessaria per non uscire dall’euro ma anche per affrontare una eventuale uscita dalla moneta unica”.
“Purtroppo l’Europa sta funzionando male. I meccanismi esistenti avvantaggiano alcuni paesi, Germania in testa, e penalizzano altri tra cui l’Italia. Io non penso che dobbiamo uscire dall’euro, penso però che se non si correggono i difetti dell’Eurozona allora dobbiamo essere pronti ad abbandonare la moneta unica perché se non lo facessimo l’Italia andrebbe incontro ad un degrado progressivo dell’economia analogo a quello della Grecia. Per il nostro bene dobbiamo perciò essere pronti ad avere un piano B che preveda, appunto, l’uscita dell’euro, basato su nuove alleanze internazionali e su una nuova politica di gestione del debito pubblico”.
In realtà in Europa esiste un largo consenso politico sulla necessità di cambiare i meccanismi esistenti per ridurre il rigore di bilancio e rilanciare la crescita. L’unica che ostinatamente continua ad opporsi a qualsiasi riforma è la Germania. Perché i partner europei non riescono a far cambiare idea alla Merkel?
“Il cancelliere tedesco fa leva sul fatto che esistono degli accordi sul rigore fiscale sottoscritti dagli altri capi di governo. Mi riferisco per esempio al Fiscal compact che non è stato ancora ratificato dai Parlamenti ma è stato firmato dai leader europei compreso il nostro presidente del Consiglio, Mario Monti. Il problema vero però non è cambiare la Merkel ma cambiare i tedeschi e questo è un compito molto più arduo. In Germania l’opinione pubblica non è disposta a pagare i debiti dei partner europei indebitati perché considera il proprio paese più virtuoso degli altri. E questa è una valutazione culturale che la Germania ha da secoli. Se volessimo usare un termine forte potremmo parlare di superiorità della razza”.
Mi sembra di capire che lei non è molto ottimista sul futuro dell’Europa.
“Non ho molta fiducia nella possibilità di cambiare i tedeschi ma penso però che l’Europa abbia comunque un grande potere autonomo che può ancora salvare l’euro. Questa forza è la Bce. La Banca centrale in qualsiasi momento e indipendentemente dagli organi politici può decidere di fornire all’economia tutta la liquidità necessaria per salvare l’euro”.
Diversi economisti affermano però che l’Italia ha ancora molti compiti da fare a casa prima di contare solo ed esclusivamente sull’aiuto della Bce o della Germania. Uno di questi è la vendita dell’immenso patrimonio pubblico che il governo ha appena avviato. Come valuta questa operazione?
“Da sempre sostengo la necessità di cedere almeno 400 miliardi euro di patrimonio pubblico per abbattere il rapporto debito pubblico-pil sotto quota 100 e portarlo al livello degli altri principali partner europei. Purtroppo però l’annuncio dell’operazione è stato fatto malissimo. Rischiamo di sprecare uno strumento da cui possiamo effettivamente ricavare tanto. E’ fondamentale fare una operazione che convinca il mercato. Aggiungo inoltre che questa operazione è necessaria per non uscire dall’euro ma anche per affrontare una eventuale uscita dalla moneta unica”.
Il governo sta procedendo anche
con la tanto attesa spending review. Come valuta gli obiettivi di
risparmio posti dall’esecutivo?
“Sono modestissimi. Anche in questo caso sostengo da tempo la necessità di tagliare tutte le spese pubbliche del 3%, escluso le spese sugli interessi passivi sulle quali abbiamo dei precisi obblighi contrattuali nei confronti dei creditori. La spending review che si sta facendo non raggiunge neanche l’1% della spesa complessiva. E’ un solletico sotto l’ombelico”.
Torniamo un attimo alle relazioni in ambito europeo da cui, molto probabilmente, dipenderà il futuro dell’euro e dell’Italia. Mario Monti su questo fronte è stato incisivo fino ad ora?
“Monti ha ristabilito il rapporto con i partner europei che per una serie di motivi Berlusconi aveva perso. Però non credo si possa dire che sia stato incisivo perché fino ad ora abbiamo avuto solamente maggiori vincoli e nessuna opportunità. Ha firmato accordi, come il Fiscal compact, che peggiorano la situazione ma che non danno nessun vantaggio”.
Sul piano interno, come valuta la politica economica del premier?
“Le rispondo come ho sempre ripetuto a Ciampi quando facevo parte del suo esecutivo: i governi tecnici per la democrazia sono una iattura. Se hanno successo la gente non crede più nella democrazia ma purtroppo la stessa regola vale anche nel caso in cui non abbiamo successo. Credo che questo sia lo spirito dei cittadini italiani nei confronti del governo in questi giorni”.
Come legge il fenomeno Grillo che ormai, secondo i sondaggi, è il secondo partito italiano?
“Grillo non sta crescendo perché ha un programma che raccoglie il consenso dell’elettorato. Sta crescendo perché sta raccogliendo il dissenso dei cittadini verso i partiti politici esistenti e questo non è il modo di costruire il futuro del Paese”.
“Sono modestissimi. Anche in questo caso sostengo da tempo la necessità di tagliare tutte le spese pubbliche del 3%, escluso le spese sugli interessi passivi sulle quali abbiamo dei precisi obblighi contrattuali nei confronti dei creditori. La spending review che si sta facendo non raggiunge neanche l’1% della spesa complessiva. E’ un solletico sotto l’ombelico”.
Torniamo un attimo alle relazioni in ambito europeo da cui, molto probabilmente, dipenderà il futuro dell’euro e dell’Italia. Mario Monti su questo fronte è stato incisivo fino ad ora?
“Monti ha ristabilito il rapporto con i partner europei che per una serie di motivi Berlusconi aveva perso. Però non credo si possa dire che sia stato incisivo perché fino ad ora abbiamo avuto solamente maggiori vincoli e nessuna opportunità. Ha firmato accordi, come il Fiscal compact, che peggiorano la situazione ma che non danno nessun vantaggio”.
Sul piano interno, come valuta la politica economica del premier?
“Le rispondo come ho sempre ripetuto a Ciampi quando facevo parte del suo esecutivo: i governi tecnici per la democrazia sono una iattura. Se hanno successo la gente non crede più nella democrazia ma purtroppo la stessa regola vale anche nel caso in cui non abbiamo successo. Credo che questo sia lo spirito dei cittadini italiani nei confronti del governo in questi giorni”.
Come legge il fenomeno Grillo che ormai, secondo i sondaggi, è il secondo partito italiano?
“Grillo non sta crescendo perché ha un programma che raccoglie il consenso dell’elettorato. Sta crescendo perché sta raccogliendo il dissenso dei cittadini verso i partiti politici esistenti e questo non è il modo di costruire il futuro del Paese”.
20 giugno 2012
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giovedì 1 marzo 2012
Italia - Liberalizzazioni: senza incidenti giù Rc auto. Stangata sulle banche: c\c gratis ai pensionati
Banche e assicurazioni sotto il tiro delle
modifiche al dl liberalizzazioni approvate in commissione industria al
Senato.
Con un rush finale da record sono state infatti inserite una
serie di norme che intervengono anche pesantemente sui due settori.
Questo anche se le assicurazioni hanno 'incassato' molte norme a loro
favore, ad esempio sullo stop alle frodi. L'effetto atteso è un calo dei
costi per gli utenti. Per le banche arrivano invece forti limitazioni a
pratiche considerate scorrette (le clausole che introducono commissioni
sul massimo scoperto, per fare un esempio) e, soprattutto, lamenta
l'Abi, dovranno lavorare gratis. Come nel caso dell'apertura e della
gestione dei conti correnti per i pensionati fino a 1.500 euro.
Per quanto riguarda le compagnie assicurative
le ultime modifiche introdotte sono di grande rilievo: nel caso in cui
l'automobilista o il 'centauro' non abbiano incidenti (cioé se sono
'virtuosi') il premio Rc auto dovrà calare automaticamente. E questo
"nella misura preventivamente quantificata in rapporto alla classe di
appartenenza attribuita alla polizza ed esplicitamente indicata nel
contratto". Ma non é tutto: sempre ai virtuosi dovrà essere riconosciuta
la stessa tariffa su tutto il territorio nazionale, evitando
penalizzazioni 'geografiche' (vedi gli automobilisti napoletani che
pagano premi esorbitanti). E i rimborsi per furto o incendio dovranno
essere più veloci. In compenso le assicurazioni incassano un nutrito
pacchetto anti-frodi: innanzitutto aumentano le pene. 5 anni di carcere
sono un deterrente niente male. Saltano i i rimborsi per le microlesioni
non riscontrabili, i cosiddetti colpi di frusta.
Ci sarà poi un registro anche per vittime e testimoni.
Contro quelli che di questa attività hanno fatto una professione.
Infine un 'controllore' in auto: la 'scatola nera'. Tutte misure che
dovrebbero alleviare le assicurazioni dall'attività della 'fiorente'
industria delle frodi che, ironia della sorte, ha contato oggi decine di
arresti in tutta Italia, da Napoli a Brindisi. E c'é anche un altro
vantaggio a favore delle assicurazioni: per il mancato adempimento
dell'obbligo da parte dell'agente di fornire almeno tre diverse polizze
Rc auto la multa sarà meno salata. Si prevedeva una sanzione dell'Isvap
alla compagnia tra i 50.000 e i 100.000 euro. Ora la cifra è stata
abbassata tra 1.000 e 10.000. Ma può essere raddoppiata in casi di
particolare gravità o di recidiva.
Alle banche va peggio.
Non a caso arrivano le proteste dell'Abi che parla di misure
anti-concorrenza. Innanzitutto, dopo le norme sulla tracciabilità,
dovranno garantire l'apertura e la gestione del conto corrente
gratuitamente ai pensionati fino a 1.500 euro. Restano comunque a
pagamento gli altri servizi (tipo un bonifico). E ancora: il mutuo sarà
'portabile' e rinegoziabile e non si potrà imporre una polizza vita.
Sarà lo stesso cliente a portarsela se ne trova una migliore sul
mercato. Sempre in caso di mutuo non sarà obbligatorio aprire un conto
corrente. E non si potranno chiedere commissioni sul pieno dell'auto con
il bancomat. Ma c'è di più: saranno nulle tutte le clausole "comunque
denominate che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte
della concessione di linee di credito".
La nullità di qualsiasi commissione
sulle linee di credito riguarda non solo la concessione della stessa,
ma anche "la loro messa a disposizione, il loro mantenimento in essere,
il loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di
affidamento ovvero oltre il limite del fido". Infine arriva lo stop agli
incroci di cariche tra banche concorrenti. Insomma ce ne è per tutti.
Non è detta l'ultima parola: in molti sono pronti a scommettere che nel
passaggio a Montecitorio le norme potrebbero 'saltare'.
Intanto su
banche e assicurazioni il Senato batte il Governo 2 a 1.
29 febbraio 2012
Da www.Tiscali.it del 29 Febbraio 2012
Da www.Tiscali.it del 29 Febbraio 2012
domenica 26 febbraio 2012
Alassio - Il Giornale e i «pierini» azzurri danno la parola ai cittadini
Un folto pubblico ha preso parte a «La parola ai cittadini», convegno
organizzato dal consigliere regionale Marco Melgrati in collaborazione
con Matteo Rosso, Gianni Plinio e Massimiliano Lussana, venerdì
pomeriggio nella biblioteca «Deaglio» di Alassio.
Dopo il successo riscosso dall'analoga iniziativa tenutasi a Genova lo scorso
dicembre, un auditorium gremito ha accolto i relatori, a conferma della
grande preoccupazione provata dalla gente nei riguardi dell'operato del
Governo Monti.
Primo a intervenire è stato il padrone di casa Marco
Melgrati, già sindaco di Alassio, che ha esordito con una analisi
fortemente critica, senza pietà, delle scelte del governo tecnico,
dall'aumento indiscriminato delle tasse alla introduzione dell'Imu,
manovre «che non contemperano lo sviluppo, ma solo un ulteriore
innalzamento della pressione fiscale in un momento di recessione». Alla
prima offensiva del granatiere Melgrati, che senza timore ha definito
«un golpe delle banche e di alcuni poteri forti» l'ascesa al potere di
Monti, è seguita l'opinione degli altri tre partecipanti, più pacata nei
toni, ma non nei contenuti.
Con grande partecipazione dei presenti, in
un continuo e garbato dialogo tra platea e pubblico, il consigliere
regionale del Pdl Rosso, il veterano di mille battaglie Plinio e il
direttore de «il Giornale» di Genova Lussana hanno sottolineato le
carenze di un esecutivo non eletto dal popolo, ma agevolato
dall'insolita asse Napolitano-Merkel, e al tempo stesso non hanno
risparmiato di fare emergere le infinite contraddizioni dei diversi
partiti: le difficoltà del Pd (e della Cgil) di fronte all'articolo 18,
la politica dei due forni dell'Udc, le ambiguità di Fli, senza
dimenticare lo stesso Pdl, alle prese con la difficile fase di
riorganizzazione interna, che ufficialmente appoggia il governo, ma che
ha nostalgia di Silvio Berlusconi e non nasconde una certa inquietudine
di fondo. E la base, i cittadini, gli elettori - «quelli che alla fine,
con il loro voto, decidono le cose, a prescindere dai congressi e dalle
campagne tesseramenti», come ha notato Lussana - erano quelli presenti
al convegno, carichi di malcontento, anche rabbia. Tra loro c'era anche
Pietro Martino, anziano signore della frazione di Moglio: gli hanno
cancellato la corsa dell'autobus a quell'ora, ma ha voluto esserci
comunque, ad ogni costo. Per far sentire la propria voce, per dire anche
lui basta ad un governo che nessuno ha votato.
Da www.ilGiornale.it del 26 Febbraio 2012
sabato 25 febbraio 2012
Alassio - Convegno sul tema “ LA PAROLA AI CITTADINI " di Venerdì 24 febbraio 2012: intervento del Consigliere Regionale Marco Melgrati
Da sinistra: Massimiliano Lussana direttore de Il Giornale redazione ligure,
Marco Melgrati consigliere regionale, Gianni Plinio responsabile Sicurezza del PdL,
Matteo Rosso consigliere regionale
Si è svolto ieri pomeriggio ad Alassio presso la Biblioteca Civica
Renzo Deaglio il convegno organizzato dal Consigliere regionale Marco
Melgrati in collaborazione con Matteo Rosso, Gianni Plinio e
Massimiliano Lussana.
“Sono molto soddisfatto – dichiara Melgrati – non
mi aspettavo una così grande affluenza di pubblico.
Non solo alassini,
ma tanti cittadini della Val Bormida e del Savonese hanno partecipato
all’incontro, segno che le tematiche trattate, ovvero le ricadute delle
manovre del Governo Monti sui cittadini, stanno davvero a cuore a molti.
Tanti gli argomenti affrontati in un dialogo continuo con la platea che
ha partecipato più che attivamente. Insieme al mio collega Consigliere
Matteo Rosso, al responsabile Sicurezza Pdl Gianni Plinio e al Dott. Massimiliano Lussana, direttore del Giornale, edizione della Liguria, stiamo già
lavorando per organizzare un altro convegno analogo nello spezzino.
La
parola ai cittadini, vogliamo sentire che cosa ne pensano e vogliamo
anche manifestare loro la nostra vicinanza in questo momento molto
delicato della vita politica, economica e sociale del Paese.
Si allega il testo dell’intervento.
Intervento del Consigliere Regionale Marco Melgrati al Convegno ad Alassio sul tema “LA PAROLA AI CITTADINI di Venerdì 24 febbraio 2012.
Questo
convegno è stato promosso da noi, Marco Melgrati, Matteo Rosso e Gianni
Plinio, con la collaborazione degli Amici de “Il Giornale” e del
Direttore della Redazione Genovese de “Il Giornale” il dott.
Massimiliano Lussana, dopo il successo avuto nell’analoga iniziativa a
Genova presso il teatro della Gioventù, con più di 400 partecipanti;
abbiamo derciso di esportare questa iniziativa nelle altre tre province
liguri, Savona, La spezia e Imperia, cominciando con Alassio.
La
nostra è una voce fuori del coro, critica, pur rimanendo all’interno del
P.d.L., che rivendica un maggior controllo dei partiti sulle decisioni
di questo governo tecnico. Ma proprio per questo vogliamo confrontarci
con la Gente, e ascoltare le Loro idee.
Quando il Governo Berlusconi aumentò l’Iva di un punto la Sinistra è insorta al grido “dimissioni!”, una delle poche parole del vocabolario italiano che Bersani conosce, forse l’unica. Adesso non conosce neanche più quella.
Bersani oggi è orfano del Presidente Berlusconi, capace solo di gridare questa parola “dimissioni”, come sono orfani gli “agenti all’Avana” della sinistra, i Travaglio, i Santoro, i Floris.
Nei
giorni scorsi questo Governo parla di portare l’Iva al 23 per cento e
si tace, Ma se lo avesse fatto Berlusconi? Dove saremmo oggi? Dove
sarebbe la Sinistra? Sarebbero tutti in piazza a manifestare, con sindacati, pensionati della Cgil, partiti e bandiere rosse!!!
Oggi,
invece, si manifesta sommessamente per un’idea non ancora e forse mai
applicata: l’abolizione del famigerato articolo 18, che peraltro
colpirebbe solo il 50% dei lavoratori italiani, in quanto l’altro 50%
già oggi non è tutelato. Cioè sul nulla, si manifesta
su un’ipotesi per nascondere la realtà, e cioè che bisognerebbe
manifestare su questa manovra che questo Governo ha portato avanti con la connivenza e l’appoggio incondizionato della Sinistra. E
come risponderanno gli elettori del P.d. alla cancellazione
dell’art.18, dopo che solo ieri il ministro Fornero ha dichiarato: “con o
senza i partiti andremo avanti lo stesso? Qualcosa sta cambiando, il
governo ieri è stato battuto due volte su due provvedimenti…
Con
Berlusconi, tanto vituperato, lo spread era altissimo, si diceva che la
colpa dello spread era di Berlusconi; le Borse erano in picchiata. Con
Monti, professore della Bocconi, Preside, con un grandissimo carisma nel
mondo, in Europa, non è cambiato niente: lo spread è sempre alto, le
Borse sono in picchiata, c’è stata una ripresina, ma di solito
facciamo dei bagni di sangue con le Borse, bruciamo milioni e milioni di
finanza virtuale, che poi si riflette però nelle borse di chi ha
investito. E allora? Il PD appoggia questo Governo. Voi mi direte: anche il PDL.
Avete
ragione. Premesso che da parte mia, e non solo da parte mia, perché
abbiamo promosso, insieme al mio amico Rosso e all’amico Gianni Plinio,
con il Direttore del Giornale della edizione di Genova, Massimiliano
Lussana, un convegno che dava voce a quello che è il comune sentire
della gente, e oggi lo ripetiamo qui ad Alassio, e andremo anche in
Provincia di Imperia e di La Spezia, perchè la gente è incazzata
per queste manovre, che non contemperano lo sviluppo, ma solo aumento
delle tasse, in un momento di recessione acclarata!!!
Dicevo
che per parte mia, pur con la coerenza di rimanere e di stare in un
partito che ha dato delle direttive, non ho portato il cervello
all’ammasso, da parte mia dico che questa manovra, che questo Governo, è
un esproprio della volontà popolare, un golpe delle banche e di altri
poteri forti.
Questo non l’ho detto solo io, lo dicono in tanti credo, però io lo dico qua ufficialmente, non ho paura di dirlo.
Partecipazione numerosa di cittadini a seguire l'incontro che si è tenuto nell'Auditorium "Badassarre" della Biblioteca civica R. Deaglio
La politica non può lasciare spazio alla tecnocrazia, sennò poi la politica perde, sennò poi ti dicono che non servi a niente, e hanno ragione.
Personalmente
sarei a chiedere le elezioni subito, però si possono chiedere in tarda
primavera, perché ormai la manovra è stata fatta, il risanamento
dovrebbe funzionare, se nel breve ci dicono anche come fare il rilancio
dell’economia, questi tecnocrati bravi, che sono dei luminari, questa
manovra qui l’avrei fatta io con il mio commercialista, anzi, forse con
mio figlio di undici anni, perché a far pagare in più le tasse sono capaci tutti.
La
reintroduzione indiscriminata dell’Imu…gli hanno cambiato nome, e hanno
peggiorato una tassa, l’Ici, che Berlusconi, a prezzo di sofferenze,
soprattutto delle finanze dei Comuni, aveva eliminato, per venire
incontro alle famiglie.
E c’è anche la
rivalutazione indiscriminata del 60% delle rendite catastali…e pazienza
per quelle case che non hanno mai subito variazioni, e magari sono
fronte mare…ma quelli che hanno modificato con il nuovo accatastamento
le rendite catastali, aggiornandole, perché hanno fatto dei lavori,
ristrutturato, modificato, frazionato, negli ultimi anni, a cui il
catasto ha già fatto una ulteriore rivalutazione?
Siccome la manovra è stata fatta, adesso vogliamo vedere che cosa si inventano, cosa esce dal cilindro di questo mago del Governo e dell’economia per la ripresa, perché
qui non si è ancora visto niente, e allora si può andare alle elezioni e
ripristinare l’ordine democratico, cioè la delega che i cittadini danno
alla politica per fare quello che devono fare, cioè le leggi, cioè la
manovra, cioè governare questo Paese.
Noi chiediamo coerenza politica, coerenza politica che il Centro-sinistra non ha e non può avere, Centro-sinistra che sarà danneggiati nelle scelte e dalle scelte di questo Governo più voi che noi, e in questo non sono Cassandra, è una mia previsione: voi di sinistra che avete voluto scacciare l’usurpatore, verrà il giorno che la gente dirà “a ridateci er puzzone”, parlando di Berlusconi come il popolino romano si esprimeva.
Mario Monti… governo Tecnico con l’appoggio del P.d.L., dei comunisti del P.d., dei moderati dell’U.d.c., quelli
che a secondo delle loro convenienze usano la politica dei 2 forni, in
Liguria quella dei 2 posti, uno per Monteleone e uno per l’assessore, e degli infami del F.l.i, quelli che hanno girato le spalle a Silvio Berlusconi;
la gente non capisce…io stesso faccio fatica a comprendere…Si parla dopo le amministrative di un nuovo soggetto politico, di riferimento al Partito Popolare Europeo, la nuova casa dei moderati…ma ci possiamo fidare ad accogliere Fini e i suoi voltagabbana????
O
gli uomini di Lombardo, che pur di fare gli affari suoi ha stretto in
Sicilia alleanza con il P.D., dopo essere stato eletto in Regione con il
centrodestra???
Oggi lo spread è come prima, o quasi, la
situazione economica è peggiorata; immaginate se un ministro del Governo
Berlusconi avesse solo accennato alla eliminazione dell’art. 18…cosa
sarebbe successo? Le sinistre avrebbero portato in piazza milioni di
italiani…e invece ora niente…
Io personalmente spero che almeno
questo governo riesca a portare a casa tre cose, che Berlusconi ha
proposto e non è riuscito, a volte per l’opposizione della Lega, a volte
per la mancanza dei numeri, con la posizione di distinguo e poi il
tradimento di Fini: modifica dell’Art.18, esteso ai dipendenti
pubblici (oggi solo il 50% dei lavoratori è protetto dall’art. 18…e
l’altro 50% chi sono, cittadini di serie B??? … riduzione del
numero dei parlamentari … nuova legge elettorale, possibilmente con le
preferenze…il popolo deve scegliere gli eletti, basta nominati!!!
Monti, quello che dice che i giovani si devono abituare a non avere un posto fisso, che anzi è monotono, il posto fisso…
ma un lavoro fisso contro la precarietà, questo sì…può essere un diritto! ma chi lo ha votato Monti???
Ma
che gli frega a Monti della di chi non ha un posto fisso, della povera
gente, Lui che guadagna un milione e mezzo di euro l’anno????
Questo governo che è un esproprio della democrazia, una delega in bianco ai poteri forti, ai professori, alle banche.
La truffa dei 489 miliardi di euro che sono stati assegnati dalla Banca Centrale Europea alle banche Europee, che in teoria permette alle banche dell’UE di scambiare collaterali inaffidabili per ottenere prestiti illimitati a tre anni al tasso dell’1 per cento.
Anche se i tassi per i prestiti interbancari hanno toccato il minimo da
dieci mesi (questo lunedì), le banche stanno ancora parcheggiando i
soldi presi a prestito presso la BCE. Ciò significa che i soldi non vengono prestati ai consumatori e alle aziende come aveva predetto Draghi, ma vengono accumulati dalle banche per poter rinnovare i propri debiti e continuare a fare deleveraging per riuscire a ottenere i nuovi requisiti di capitale corrispondenti al 9 per cento.
Le
stesse banche che con i derivati spazzatura ci hanno trascinato in
questa situazione di crisi economica, le stesse che hanno ricevuto
dall’Europa 500 miliardi di euro per ridistribuire alle piccole aziende e
agli artigiani…provate ad andare a chiedere un mutuo…lo sapete quali
sono i parametri di Basilea 3?
E che dire delle presunte
liberalizzazioni, dell’esproprio delle licenze ai taxisti, dell’obbligo
di servirsi di carrozzerie “gradite” alle compagnie di assicurazioni,
senza un cenno alle tariffe assicurative, vero cancro sociale? E il
proliferare delle farmacie? E lo smantellamento degli ordini
professionali? E della tracciabilità dei contanti sopra i mille euro? Siamo sicuri che siano ricette valide per il rilancio dell’economia?
E’
possibile che i partiti accettino supinamente le decisioni e i dictac
di questo governo, senza una analisi critica ed un confronto sociale???
Mario Monti, che nessuno di noi, nessuno di Voi, ma nemmeno degli “altri”, ha mai votato!!!
Marco Melgrati - Consigliere Regionale P.d.L.
giovedì 26 gennaio 2012
Marco Melgrati scrive a Berlusconi: “Staccare la spina a questo Governo tecnico prima che sia troppo tardi”
Marco Melgrati, consigliere regionale in quota PdL ha scritto a Silvio Berlusconi
Regione - Il consigliere regionale del Pdl Marco
Melgrati ha scritto al presidente Silvio Berlusconi, motivando la sua
decisione al fatto di aver registrato ed intercettato il malumore degli
elettori del popolo dei moderati, che quotidianamente incontra per il
suo ruolo sul territorio soprattutto sulle tematiche delle
liberalizzazioni nei confronti delle categorie di taxisti, farmacisti e
professionisti.
Il consigliere regionale aggiunge: “E’ di oggi il ringraziamento di
Silvio Berlusconi per la manifestazione da noi promossa al Teatro della
Gioventù tenutasi prima delle festività natalizie che ha avuto un grande
successo di pubblico e riscosso molta attenzione da parte di elettori e
simpatizzanti; questa è la riprova che anche da parte di Berlusconi c’è
apprezzamento per chi canta fuori dal coro”
“Ci tengo a rimarcare infine che la nostra posizione è
costruttivamente critica nei confronti dell’atteggiamento del partito
che appoggia incondizionatamente questo Governo tecnico.
La lettera
chiede che si esca da questo stato di anestesia in cui ricade oggi la
politica nazionale, supina ai ricatti morali del Governo Monti e
compressa dal sentimento popolare anticasta che vede solo i privilegi
della politica e non il ruolo fondamentale che ne ha da sempre
caratterizzato la rappresentanza parlamentare”, conclude Melgrati che
porta avanti la battaglia insieme al consigliere regionale del Pdl
Matteo Rosso ed al Responsabile Sicurezza del Pdl Liguria Gianni Plinio”.
Da www.Ivg.it del 26 Gennaio 2012
domenica 22 gennaio 2012
Albenga - Trivelle petrolifere anche all'isola Gallinara ? Dopo le nuove disposizioni del Governo Monti potrebbe diventare più di una ipotesi
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giovedì 12 gennaio 2012
Alassio - Zioni coordinatrice del P.d.L. ? FANTAPOLITICA di qualche buontempone. Così commenta il Consigliere Regionale e Responsabile degli enti Locali Regionale del P.d.L. Marco Melgrati in merito a un articolo sui media telematici.
Il consigliere regionale Marco Melgrati, risponde alle notizie (Leggi qui ) apparse
sul blog Uominiliberi
Leggo
su Uomini Liberi di una mia presunta volontà di non voler ricandidare
Emanuela Preve al prossimo congresso Comunale del P.d.L. .
Premesso che
l’attuale Coordinatore Comunale Emanuela Preve gode della mia
incondizionata fiducia, e Le rendo merito di aver lavorato in condizioni
ambientali difficili, condizioni che hanno portato alla diaspora
elettorale, e al mancato impegno di buona parte del partito durante
l’ultima campagna elettorale, con il conseguente risultato negativo.
Non
è certo dipeso da me la mancata candidatura sia della Preve che di
altri candidati del Popolo delle Libertà, ma da una forzatura del
partito alleato, la Lega Nord, che ha insistito sul candidato di
bandiera minacciando di diversamente correre da sola, come accaduto per
esempio a Diano Marina; le scelte (obbligate), rivelatesi non vincenti,
sono state condivise da autorevoli esponenti del Partito a livello
provinciale.
Per quanto attiene al numero delle tessere, l’anno
scorso mi risultavano essere la metà di questo anno, segno di maggior
interesse per il Partito, in un momento di distacco dalla
politica…. certo non si è fatta ad Alassio la corsa al tesseramento, ed
io in particolare non la ho voluta fare; è giusto che chi ha scelti di
tesserarsi partecipi attivamente alla vita del partito, mentre sappiamo
che molti sono i simpatizzanti nella nostra città, feudo del
centro-destra alle elezioni Politiche, Regionali e Provinciali.
Spero
poi che un rinnovato e forte direttivo possa sostituirsi o affiancarsi
alla mia azione di censura e controllo degli atti di questa
amministrazione fortemente connotata dalla presenza in giunta di
individualisti e uomini del Partito Democratico
Per quanto attiene
al prossimo congresso Comunale del P.d.L., auspico che si ritrovi
l’unitarietà del Partito, e che tutte le componenti possano trovare una
mediazione sui programmi futuri, e sul modo di fare opposizione ad
Alassio, e a promuovere la transazione politica che come primo obiettivo
avrà la campagna per le elezioni politiche del dopo Monti; Governo
Tecnico che, seppur “ob torto collo” supportato anche dal P.d.L., non
sembra trovare soluzioni che contemperino l’equità sociale con la
ripresa economica…anche Silvio Berlusconi sta prendendo le distanze da
alcune scelte impopolari di questo Governo, vedi l’IMU su tutte, mentre
lo spread non scende e le borse continuano la loro corsa al
ribasso…allora non era tutta colpa di Berlusconi!!!
Marco Melgrati Consigliere Regionale
lunedì 9 gennaio 2012
mercoledì 4 gennaio 2012
Liguria - PdL - Lettera del Consigliere Regionale Marco Melgrati al Direttore de "il Giornale" di Genova Massimiliano Lussana sul Governo Monti.
Marco Melgrati, consigliere regionale in quota PdL
Caro Massimiliano,
leggo sul Giornale
della Tua proposta di rinnovare la protesta contro il Governo tecnico
con manifestazioni pubbliche. Sono ovviamente al Tuo fianco, insieme
agli amici Rosso e Plinio, disponibile ad organizzare manifestazioni
pubbliche nelle piazze o nei teatri, sulla scorta di quanto è stato
fatto al Teatro della Gioventù a Genova di venerdì 25 novembre. Ritengo
che si possano e anzi si debbano ripetere simili iniziative, ma non solo
a Genova, ma almeno in ogni capoluogo di Provincia in Liguria.
Oggi più
che mai si avverte che questo esproprio della politica non ha sortito
nessun effetto di rilievo, non ha cambiato radicalmente le cose, se non
nell’inasprimento del carico e del prelievo fiscale. Oggi dobbiamo
puntare a nuove elezioni, anche a costo, per il Centro-destra, di
perderle. Ma almeno chi governa avrà il mandato popolare, non l’avvallo
di banche e poteri forti dello stato!
Ti trasmetto, in allegato,
sperando che possa farti piacere, l’estratto letterale del mio
intervento in Consiglio Regionale durante il voto della Legge
Finanziaria della Regione Liguria, relativo alla politica nazionale.
Ovviamente mi rivolgo a Burlando e al Centro-sinistra. E’ un intervento a
braccio, quindi non mediato, non letto, non scritto, se non con alcuni
appunti, fatto di getto, ma per questo ancora più sincero; eccolo:
“Quando il Governo Berlusconi aumentò l’Iva di un punto siete insorti, la Sinistra è insorta al grido “dimissioni!”,
una delle poche parole del vocabolario italiano che Bersani conosce,
forse l’unica. Adesso non conosce neanche più quella. Bersani oggi è
orfano del Presidente Berlusconi, capace solo di gridare questa parola
“dimissioni”, come sono orfani i vostri “agenti all’Avana”, i Travaglio, i Santoro, i Floris.
Oggi questo Governo vuol portare l’Iva al 23 per cento e si tace,
“tutto va bene, madama la marchesa”. Ma se lo avesse fatto Berlusconi?
Dove saremmo oggi? Dove sareste voi? Sareste tutti in piazza a manifestare, con sindacati, partiti e bandiere rosse!!!
Oggi,
invece, si manifesta sommessamente per un’idea non ancora e forse mai
applicata: l’abolizione del famigerato articolo 18, che peraltro
colpirebbe solo il 50% dei lavoratori italiani, in quanto l’altro 50%
già oggi non è tutelato. Cioè sul nulla, si manifesta
su un’ipotesi per nascondere la realtà, e cioè che bisognerebbe
manifestare su questa manovra che questo Governo ha portato avanti con
la vostra connivenza, con la connivenza della Sinistra.
Con
Berlusconi, tanto vituperato, lo spread era altissimo, si diceva che la
colpa dello spread era di Berlusconi; le Borse erano in picchiata. Con
Monti, professore della Bocconi, Preside, con un grandissimo carisma nel
mondo, in Europa, non è cambiato niente: lo spread è altissimo, le
Borse sono in picchiata, oggi c’è stata una ripresina
(22/12/2011), anche ieri, ma di solito facciamo dei bagni di sangue con
le Borse, bruciamo milioni e milioni di finanza virtuale, che poi si
riflette però nelle borse di chi ha investito.
E allora? Il PD appoggia questo Governo.
Voi mi direte: anche il PDL. Avete ragione. Premesso che da parte mia, e
non solo da parte mia, perché ho promosso, insieme al mio amico Rosso e
all’amico Gianni Plinio, con il Direttore del Giornale della edizione
di Genova, Massimiliano Lussana, un convegno che dava voce a quello che è
il comune sentire della gente: la gente – non so se si può dire, Presidente – è incazzata per questa manovra. L’ho detto, mi scusi, però ci stava.
Dicevo
che per parte mia, pur con la coerenza di rimanere e di stare in un
partito che ha dato delle direttive, ma non ho portato il cervello
all’ammasso, da parte mia dico che questa manovra, che questo Governo, è
un esproprio della volontà popolare, un golpe delle banche, della
massoneria e di altri poteri forti. Questo non l’ho detto solo io, lo
dicono in tanti credo, però io lo dico qua ufficialmente, non ho paura
di dirlo.
La politica non può lasciare spazio alla tecnocrazia, sennò poi la politica perde, sennò
poi ti dicono che non servi a niente, e hanno ragione. Personalmente
sarei a chiedere le elezioni subito, però si possono chiedere in
primavera, perché ormai la manovra è stata fatta, il risanamento
dovrebbe funzionare, se nel breve ci dicono anche come fare il rilancio
dell’economia, questi tecnocrati bravi, che sono dei luminari, questa
manovra qui l’avrei fatta io con il mio commercialista, anzi, forse con
mio figlio di undici anni, perché a far pagare in più le tasse sono capaci tutti.
Siccome la manovra è stata fatta, adesso vogliamo vedere che cosa si inventano, cosa esce dal cilindro di questo mago del Governo per la ripresa, perché
qui non si è ancora visto niente, e allora in primavera si può andare
alle elezioni e ripristinare l’ordine democratico, cioè la delega che i
cittadini danno alla politica per fare quello che devono fare, cioè le
leggi, cioè la manovra, cioè governare questo Paese.
Noi
chiediamo coerenza politica, coerenza politica che voi non avete e non
potete avere, voi del Centro-sinistra, e sarete danneggiati nelle scelte
e dalle scelte di questo Governo più voi che noi, e in questo non sono
Cassandra, è una mia previsione: voi che avete voluto scacciare l’usurpatore, verrà il giorno che la gente dirà “a ridateci er puzzone”, parlando di Berlusconi come il popolino romano si esprimeva.
Spero
che il mio pensiero risulti chiaro. Sempre a Tua disposizione ma
soprattutto a disposizione dei Tuoi lettori, che sempre di più la
pensano come me, Ti saluto cordialmente
Marco Melgrati, Consigliere Regionale gruppo P.d.L.
giovedì 17 novembre 2011
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