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venerdì 14 aprile 2023

Italia - Lombardia, Milano, bimbo di 5 anni in bici investe 87enne che muore: il padre accusato di omicidio colposo

Il genitore stava insegnando al figlio a usare la bici senza le rotelle quando si è verificato l'incidente. Ora l'uomo, oltre alla condanna penale, rischia di pagare un risarcimento intorno ai 200mila euro

sabato 30 luglio 2022

Italia - Piemonte, il fornitore di AIA che falciava i polli malati con la motozappa condannato a una multa di 3mila euro (solo)

Nel 2020 un'indagine sotto copertura in diversi allevamenti di polli fornitori del marchio AIA aveva documentato illegalità agghiaccianti. Ora è stato emesso un decreto di condanna penale per il titolare dell'allevamento. Un po' pochino, ma meglio di niente  

venerdì 9 aprile 2021

Italia - “Verdini incontrastato dominus del Credito fiorentino, istituto strumentalizzato a fini personali”: le motivazioni della condanna

"Una gestione spregiudicata, volta a consolidare le relazioni di affari tra la banca e un importante, ma decadente, gruppo industriale", è come la Cassazione motiva la condanna a sei anni e mezzo per l'ex senatore del Pdl, che dopo tre mesi di carcere ha ottenuto i domiciliari a fine gennaio

venerdì 16 settembre 2011

Alassio - Ucciso da pino caduto: 1 anno a ex funzionari Comune e provvisionale di 400mila euro

 

La Giustizia terrena


Alassio. Giuseppe Lagasio e Valentino Parolini, ex funzionari del Comune di Alassio, sono stati condannati stamani a un anno di reclusione ciascuno e al pagamento di una provvisionale di 323 mila euro per la madre e 83 mila euro per il fratello di Alessandro Scavetta, 18 anni di Saluggia (Vercelli) ucciso il 22 agosto 2008 nella città del muretto, dove trascorreva le vacanze, colpito alla testa da un pino secolare che si era abbattuto sull’Aurelia.
Il pm Maria Chiara Paolucci, nell’udienza precedente, aveva chiesto per i due ex funzionari del Comune, difesi dall’avvocato Franco Vazio e Fausto Mazzitelli, sei mesi di reclusione ciascuno. I due legali hanno già preannunciato ricorso in appello
Giuseppe Lagasio, ex dirigente dell’ufficio tecnico e Valentino Parolini, funzionario responsabile del verde pubblico, entrambi in pensione, erano accusati di omicidio colposo
Secondo il pm l’incidente avrebbe potuto essere evitato se fossero stati adottati accorgimenti tecnici di controllo della salute del verde cittadino
Secondo la perizia tecnica effettuata sul pino caduto, l’albero era malato da almeno otto anni in seguito ad un’infezione provocata da un parassita che ha minato la stabilità del tronco.


Da www.Ivg.it  del 16 Settembre 2011

giovedì 17 febbraio 2011

Corriere della Sera - Alassio: molestò chierichetta, sacerdote condannato a sette anni in primo grado


Don Luciano Massaferro in un'immagine di repertorio

A favore di don Luciano Massaferro erano scesi in campo la diocesi e il sindaco della cittadina ligure

MILANO - Don Luciano Massaferro è stato riconosciuto colpevole di molestie sessuali nei confronti di una chierichetta allora di 11 anni. Il tribunale di Savona, perciò, in primo grado ha condannato a sette anni e otto mesi di reclusione, a 190 mila euro di risarcimento e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e a fini educativi il parroco 46enne della chiesa di Alassio dei SS. Giovanni e Vincenzo.

DIFESE - In difesa di don Massaferro, arrestato ad Alassio il 29 dicembre 2009, si pronunciò a suo tempo la diocesi, che parlò di «fantasie di una ragazzina» prese per vere dai pm. Il vescovo di Imperia e Albenga, monsignor Mario Olivari, lesse in chiesa un documento in difesa del sacerdote. Anche il sindaco di Alassio, Marco Melgrati (Pdl), disse «tutto si fonda solo sulle parole di una bambina facilmente suggestionabile» e che si era «fatto di don Luciano un mostro».
INDAGINE - L'indagine era nata dopo la segnalazione dei medici dell'ospedale Gaslini di Genova, dove era stata ricoverata la bambina. L'attività investigativa della squadra mobile della questura di Savona è durata un mese e mezzo. Nel settembre 2010 il sacerdote aveva ottenuto i domiciliari e, dopo un periodo trascorso in un convento, a gennaio aveva fatto ritorno nella parrocchia di Alassio, dove ha atteso la sentenza. I legali di don Luciano hanno preannunciato che ricorreranno in appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza.
Redazione online
17 febbraio 2011
Da www.corriere.it  del 17 Febbraio 2011

sabato 13 novembre 2010

Alassio - MINACCIÒ IL PALADINO DEGLI ARENILI CONDANNATO IERI IN TRIBUNALE


TELEFONATE  DI  INSULTI 
“AVVERTIMENTI”
ALASSIO. «Tanto sappiamo dove sei. Sono anni che rompi, adesso ti rompiamo le ossa». Quando rispondendo al telefono sentì pronunciare questa frase Marcello Bellando ha avuto un sussulto, e forse anche qualche momento di timore, ma nessun dubbio su quale fosse il motivo di quelle minacce.  
Da tempo, infatti, aveva cominciato una battaglia in difesa delle spiagge libere ed era stato tra i primissimi a contestare le spiagge libere attrezzate alassine, che secondo lui non rispettavano le regole.
In particolare quelle che impongono che metà della superficie sia sgombera e destinata alla libera balneazione. 
E che oltretutto non fornivano adeguate indicazioni sui diritti dei bagnanti.
Una battaglia fatta di ogni tipo di iniziativa, dalla costituzione di un’associazione alla realizzazione di un sito internet, da appelli alla Regione a qualche visita a palazzo di giustizia, passando per volantinaggi e questionari.
Iniziative che evidentemente non sono piaciute molto a qualcuno, e in particolare a quei gestori che si sono sentiti presi di mira dalle rimostranze di Bellando, ma che hanno ottenuto il plauso di quanti rivendicano il diritto di poter passare qualche ora in riva al mare di fronte a casa senza dover sborsare quattrini.
«Il sole è di tutti, e il mare anche – andava spiegando Bellando, e non è giusto essere costretti a pagare per usufruirne».
Quando, l’estate scorsa, il blitz della Procura ha portato prepotentemente le vicende riguardanti le spiagge al centro dell’attenzione il “popolo delle spiagge libere” ha cominciato a far squillare il telefono di Bellando, complimentandosi con lui per averci visto giusto.
«I complimenti dovete farli alla Procura» rispondeva lui a quelle telefonate, seppure con un pizzico di orgoglio in fondo al cuore.
Di ben diverso tenore, invece, la telefonata che il paladino della libera balneazione ricevette nel settembre del 2008, quella con epiteti e minacce, arrivata proprio all’indomani di una delle tante iniziative.
Bellando non si lasciò intimorire ed anzi andò a denunciare l’accaduto alle Forze dell’Ordine, che sono riuscite ad identificare l’autore della telefonata.
Si tratta del sessantatreenne napoletano Michele De Laurentis, nei confronti del quale il giudice per le udienze preliminari Donatella Aschero ha emesso un decreto di condanna a 15 giorni di reclusione, commutati in una pena pecuniaria di 570 euro.
Una decisione contro cui De Laurentis si è opposto tramite il suo legale Carlo Manti, chiamando Bellando e il suo avvocato Gianluca Nasuti in tribunale.
Arrivato davanti al giudice, però, De Laurentis ha cambiato opinione, accettando la condanna.

L.REB.
Da www.ilSecoloxix.it  del 13 Novembre 2010

giovedì 12 agosto 2010

Incendio in viale Hambury ad Alassio, i due piromani a giudizio: condannati




 Una vista parziale del palazzo che ospita il Tribunale di Savona


Savona - Sono stati entrambi ritenuti responsabili di aver appiccato i roghi che, nella notte del 1° agosto, si sono sviluppati in viale Hanbury ad Alassio.   
Per questa ragione il giudice del Tribunale di Savona, al termine del giudizio per direttissima, ha condannato Giuliano De Giorgio, 30 anni, e Mauro Folaghetti, 36 anni, entrambi residenti a Cinisello Balsamo, per l’accusa di concorso in incendio doloso. Due anni e 4 mesi è la pena inflitta a De Giorgio, che aveva anche dei precedenti, mentre per Folaghetti, incensurato, la condanna è stata a due anni (pena sospesa).
Il legale di De Giorgio aveva presentato, all’inizio dell’udienza, un’istanza di revoca o modifica della misura cautelare ma il giudice l’ha respinta e il 30enne dovrà quindi rimanere in carcere per scontare la pena. 
Tornerà invece in libertà Mauro Folaghetti per il quale è stata concessa la sospensione condizionale della pena.
Secondo il quadro accusatorio ricostruito dagli uomini del commissariato di Alassio, sulla base anche di alcune testimonianze, i due milanesi, intorno alle 2,30 di notte, in viale Hambury ad Alassio, avrebbero dato alle fiamme due auto, un motorino, tre bici e delle sedie di plastica di un hotel.  
Una versione che i legali dei due imputati hanno cercato di “smontare” in aula spiegando che i loro assistiti, in vacanza ad Alassio, si trovavano in strada a quell’ora perché aspettavano un amico che aveva le chiavi dell’appartamento nel quale stavano alloggiando. 
Inoltre hanno spiegato che la polizia li ha trovati in possesso di accendini perché sono fumatori.  
Una versione che, evidentemente, non ha convinto del tutto il giudice che, dopo quasi due ore di Camera di Consiglio, ha emesso la sentenza di condanna.


Da www.Ivg.it  del 12 Agosto 2010

giovedì 6 maggio 2010

ALASSIO - Valdiserra patteggia 1 anno e 4 mesi

HA PATTEGGIATO una pena di un anno e 
4 mesi di reclusione

Demetrio Valdiserra, il cinquantenne ex ufficiale dei carabinieri ed attuale vicesegretario comunale e dirigente del primo settore del Comune di Alassio, ieri mattina è comparso davanti al giudice per l’udienza preliminare. Il funzionario comunale difeso dagli avvocati Fausto Mazzitelli, Flavio Opizzo e Mariangela Piccone doveva rispondere del reato di concussione e di peculato.
La vicenda è legata a una serie di capi di abbigliamento nello specifico due magliette e un paio di pantaloni che erano stati acquistati dal Comune e che poi erano spariti.  
Secondo l’accusa, Valdiserra, in quanto responsabile degli uffici dei servizi cimiteriali, a cui erano destinati questi indumenti, avrebbe fatto indebite pressioni nei confronti di alcuni dipendenti, inducendoli a dichiarare che avevano usato le magliette e il paio di pantaloni e poi se ne erano sbarazzati perché usurati.

Da www.ilsecoloxix.it  del 06 Maggio 2010