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giovedì 6 luglio 2023

Italia - Imperia: Sindaco e assessori si aumentano lo stipendio. Ecco le nuove indennità, fino a oltre 10 mila euro al mese

Aumentanto ancora gli stipendi di Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio, a Imperia.  Oltre agli incrementi previsti dalla legge di bilancio 234/2021, il Comune, tramite una recente Delibera di Giunta, ha applicato anche le maggiorazioni previste dall’art. 2 del Decreto Interministeriale del 4 aprile 2000.

lunedì 8 ottobre 2012

Alassio - Leggiamo e doverosamente rilanciamo dal blog " Alassio2011.blogspot.it " : Franco Boggiano sulla questione delle indennità agli Amministratori scrive al Sindaco, al Presidente del Consiglio ed ai Capi Gruppo Consigliari per avere una risposta


Franco Boggiano, ex responsabile della Ragioneria Generale 
del Comune di Alassio, ora in pensione,
 dopo una carriera durata decenni nella Pubblica Amministrazione, 
scrive come semplice cittadino alla Giunta Comunale
guidata dal sindaco Avogadro per avere risposte ufficiali, 
in merito alla vicenda dei compensi amministratori  

venerdì 14 settembre 2012

Alassio - 2 / Bufera in Comune: dimissioni in massa dalla Giunta Comunale si parla di Agostini, Scarpati e Nattero






Ultimissime: 

Si vocifera di dimissioni in massa dalla Giunta Comunale guidata da Roberto Avogadro i nomi che circolano sono quelli degli assessori Agostini, Nattero  e del consigliere Scarpati che ha reso le deleghe. Anche la consigliera Patrizia Boscione pare abbia rimesso le deleghe.




Fabio Lucchini - Consigliere comunale PdL

mercoledì 6 aprile 2011

Il Giornale: Melgrati stacca tutti. Piredda e Pellerano col portafoglio vuoto

 
 Melgrati quando era Sindaco di Alassio

(...) nei corridoi non si parlava d’altro che di: «Ora le spiego..., vede, non è come sembra... io l’altr’anno ha avuto qualche problema, ma mi sono ripreso». Oppure: «Sì, ho guadagnato tanto, ma ho anche pagato un mucchio di tasse. 
E poi c’è qualcuno che, non pare, ma è più ricco di me». Insomma: si parlava solo di «quello», davanti a taccuini, microfoni e telecamere. Battute al vento? No, dichiarazioni ufficiali. 
Con tanto di nome e cognome. Dell’architetto alassino Marco Melgrati, ad esempio, che risulta essere il consigliere più ricco avendo dichiarato un reddito di 218.626 euro: «Non sono il più ricco - ribatte testuale (e ti pareva) -, ma sono quello che paga di più di imposte. 
Faccio la dichiarazione attraverso le società. Ho uno studio con sei collaboratori - precisa ancora - e divido con mio fratello un residence e tre negozi di arredamento ad Alassio». 
Poi Melgrati gira l’occhio verso un collega, Armando Ezio Capurro, imprenditore, che denuncia 52.512 euro, e aggiunge: «Bisogna mantenere il proprio lavoro, altrimenti chi fa politica per mestiere è ricattabile». 
Sarà, ma intanto Gino Garibaldi, 117.169 euro, si confessa - sorridendo - «invidioso di Melgrati». Sul fronte opposto, Maruska Piredda non piange: ha la cifra più ridotta, 7.754 euro, ma nel 2009 era in cassa integrazione come dipendente Alitalia, si può capire: «È stato un bel salto passare dalla cassa integrazione a consigliere regionale - ammette -, e proprio perché ho avuto questa opportunità oggi lavoro per darla anche ad altri». 
Oltre all’impegno in Consiglio, gira infatti per l’Italia con l’associazione Alvip per dare assistenza legale e psicologica gratuita ai precari. Lorenzo Pellerano la supera di poco, 8.068 euro in tutto, «ma due anni fa ero praticante avvocato» si schermisce. 
Interviene il presidente del Consiglio Rosario Monteleone (a proposito: 133.715 euro), secondo cui «c’è da preoccuparsi se c’è gente che fa politica e guadagna meno di 700 euro al mese». Per fortuna di questi, il 2010 ha raddrizzato la media.
Andiamo avanti: il presidente Claudio Burlando è sesto in classifica con 130.642 euro, la vicepresidente Marylin Fusco è invece nelle parti basse con 55.441 euro. 
Il secondo più ricco risulta l’assessore al Bilancio Sergio Rossetti con 159.882 euro che all’epoca della dichiarazione era amministratore dell’Istituto Chiossone, al terzo posto Giovanni Boitano con 159.000 euro, ingegnere già sindaco di Favale di Malvaro ed ex consigliere provinciale. 
Subito dopo ci sono l’assessore alla Salute Claudio Montaldo con 133.973, Franco Rocca con 133.148, Valter Ferrando con 131.767, medico, e Luigi Morgillo con 120.396, Aldo Siri 120.783, l’assessore Giovanni Vesco 116.639. A centro classifica i rapallesi Roberto Bagnasco con 99.488 e il nipote dell’ex ministro Claudio Scajola, Marco Scajola, con 73.919. Ancora più sotto Alessio Cavarra con 13.338 euro.
Gli altri, in dettaglio: Lorenzo Basso 87.167; Alessandro Benzi 40.755; Michele Boffa 113.175; Francesco Bruzzone 83.051; Ezio Chiesa 123.475; Giacomo Conti 105.306; Raffaella Della Bianca (che aveva «anticipato» ieri al Giornale) 91.612; Massimo Donzella 91.500; 
Roberta Gasco 112.476; Renzo Guccinelli 113.146; Marco Limoncini 24.673; Giancarlo Manti 47.190; Antonino Miceli 105.001; Raffaella Paita 34.086; Stefano Quaini 97.993; Lorena Rambaudi 38.400; Edoardo Rixi 39.570; Matteo Rossi 23.196; Matteo Rosso 95.414; Alessio Saso 103.831; Nicolò Scialfa 83.554; Sergio Scibilia 39.044; Maurizio Torterolo 30.356; Giovanni Barbagallo 7.473 (la moglie 67.233); Angelo Berlangieri 81.300; Renata Briano 54.933; Gabriele Cascino 19.493; Giovanni Vesco 116.639.

Come si vede, non c’è niente da nascondere. O almeno: da nascondere ci sarebbe solo l’imbarazzo. E le critiche al Giornale. 


Da www.ilGiornale.it  del 05 Aprile 2011

domenica 13 dicembre 2009

Intervento sul Grand Hotel: ora è indagata tutta la giunta


La Guardia di finanza ha notificato ai 7 assessori l’avviso di garanzia per concorso in abuso d’ufficio con il sindaco .

SAVONA. Concorso in abuso d’ufficio con il sindaco Marco Melgrati per aver approvato la delibera «in linea tecnica» sui lavori di variante in zona di vincolo ambientale, autorizzando la Fincos agli interventi stessi. È il contenuto dell’avviso di garanzia consegnato ieri mattina dagli uomini della guardia di finanza ai sette assessori del comune di Alassio presenti in Giunta all’epoca.
Giovanni Aicardi, Marco Salvo, Piero Rocca, Loretta Zavaroni, Monica Zioni, Fabrizio Calò e Rocco Invernizzi verranno interrogati invece la prossima settimana con l’assistenza dei rispettivi avvocati di fiducia. Dopo le contestazioni al sindaco (già interrogato dal procuratore Francantonio Granero) sulla regolarità di quella delibera assunta nel 2007, il coinvolgimento dell’intera giunta appare come un atto scontato e soprattutto in grado di chiudere definitivamente il discorso su un tema che da oltre un anno tiene banco a palazzo di giustizia. Per la Procura quella delibera è illegittima, mentre l’amministrazione alassina si difende con i pareri di Soprintendenza «e di un luminare del diritto amministrativo, il professor Alberti, che ne ha sancito la correttezza dal punto di vista legale e amministrativo» puntualizza Marco Melgrati.
Il primo cittadino anche ieri ha ribadito la sua serenità «e quella degli assessori, consci di aver operato per il bene della città, in onestà e trasparenza.
Anche questa volta sono fiducioso che i pm si chiariscano che cosa è una delibera in linea tecnica ».
L’inchiesta sull’intervento di ristrutturazione del Grand Hotel continua a riservare sorprese, anche se il coinvolgimento della Giunta potrebbe essere l’ultimo atto prima della conclusione.
Di fronte all’ennesima bufera giudiziaria, l’opposizione torna a gridare il proprio sdegno e il proprio allarme. «Adesso diranno che è in atto un tentativo di delegittimare il voto dei cittadini, ma ci troviamo di fronte a quello che noi sostenevamo da sempre, cioè che ci fossero gravi irregolarità. Non dico che ci fosse volontà di delinquere, ma certamente le irregolarità sì, sottolinea Giovanni Ragazzini, consigliere di opposizione per “Alassio più tua”.  Esito?
Non auspichiamo nulla. Sul piano personale speriamo che tutti provino la loro estraneità ai fatti, ma è giusto che i diritti dei cittadini vengano tutelati».

G.CIO.
L.REB.


Da www.ilSecoloxix.it  del 13 Dicembre 2009