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martedì 15 marzo 2011

Alassio, Legambiente: “A colpi di motosega per fare spazio a quaranta ville”

 
 Stefano Sarti, presidente di Legambiente Liguria

Alassio. Legambiente prosegue la battaglia contro le colate di cemento e questa mattina, nella sede regionale dell’associazione, ha fatto il punto sulla situazione ligure, sollevando anche un caso emblematico savonese. L’associazione indirizza in particolare una critica contro il ricorso alle varianti al piano paesistico regionale.
Stefano Sarti, presidente di Legambiente Liguria, spiega: “Dopo il Piano Casa approvato di recente in Regione, che non condividiamo ma che comunque pone alcuni limiti, dobbiamo cogliere l’occasione per eliminare gli attacchi istituzionali al territorio. Ad Alassio esiste una collina ancora parzialmente verde, alle spalle della striscia costiera completamente cementificata, dove per far spazio a quaranta ville sarà necessario intervenire a colpi di motosega. Ad immaginare questa realtà è l’ex sindaco Mario Melgrati, in qualità di progettista, e grande sostenitore della necessità di un piano casa ancor più aggressivo di quello approvato recentemente dalla Regione Liguria. Quaranta ville, comprese tra i 100 e 120 metri quadri che, insieme alle strade necessarie per raggiungerle, cancelleranno parte del residuo patrimonio verde della cittadina savonese”.
“Ad Alassio si vuole fare scempio della collina – rincara Sarti – e il fatto singolare è che il proponente è l’ex sindaco. Questo rivela una politica del territorio che deve cambiare. Bisogna porre uno stop. I Puc devono essere redatti con l’obiettivo di preservare ed il ruolo della Regione è essenziale nella pianificazione, a partire dal piano della costa che lo stesso governatore Burlando ha detto di voler mettere in discussione per i troppi posti barca, che vanno invece stabilizzati nel numero esistente”.
 
 “Il piano paesistico – aggiunge il presidente di Legambiente – va certamente rivisto, vista la sua datazione, ma non va stravolto: molti dei casi di speculazione cementizia si realizzano facendo varianti al piano paesistico regionale, che rimane comunque riconosciuto come uno dei migliori tra le regioni italiani. Occorre essere ben più rigorosi sulle varianti”.
In Liguria si guarda ancora al cemento per ottenere uno sviluppo facilecommenta Roberto Della Seta, parlamentare del Pd ed ex presidente nazionale di LegambienteAd Alassio si vogliono realizzare villette in una delle poche aree rimaste sottratte al cemento. Credo sia una convizione sbagliata: la storia della Liguria dimostra che l’eccessiva cementificazione distrugge la ricchezza. La cementificazione rende il turismo meno appetibile e va contro il futuro non solo della gente, ma degli operatori economici in particolare”.


Da www.Ivg.it  del 15 Marzo 2011

mercoledì 23 febbraio 2011

Alassio: blitz allo stadio, Dia a caccia di infiltrazioni mafiose


A coordinare l'ispezione che ha visto la partecipazione di 40 uomini è stato il prefetto di Savona Claudio Sammartino

Sono stati impiegati ben 40 uomini stamane nel blitz compiuto all'interno del cantiere dove è in corso la realizzazione del parcheggio sotterraneo nel nuovo stadio Ferrando di via Ignazio dell'Oro ad Alassio i cui lavori sono attualmente sospesi.  
Il Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Genova, congiuntamente a quello della Questura di Savona, dei Comandi Provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Savona, nonché del Provveditorato alle Opere Pubbliche e dell’Ispettorato Provinciale del lavoro, coordinati dalla speciale task force costituita presso la Prefettura UTG di Savona, hanno effettuato un controllo a sorpresa  per la verifica del rispetto della normativa antimafia, del lavoro e delle misure relative alla sicurezza dei lavoratori ispettivo, presso “i cantieri concernenti la realizzazione, in regime di project financing. 
A disporre l'ispezione è stato il prefetto  Claudio Sammartino, su proposta del Centro Operativo Dia di Genova.
Durante l’attività ispettiva, andata avanti per l’intera mattinata, sono state controllate 55 persone addette ai lavori; 17 persone giuridiche;  5 automezzi. 
L'attività ispettiva è stata indirizzata, non solo verso quei cantieri e quelle ditte risultate aggiudicatrici di ordinarie gare pubbliche, ma anche verso quelle realtà infrastrutturali ed industriali dove si utilizzano le cosiddette procedure negoziate (come nel caso odierno) che poi danno luogo a concessioni o permessi di costruire.
Nell'operazione sono state impegnati la Direzione Investigativa Antimafia, la polizia, ai carabinieri, la guardia di finanza, il Provveditorato alle Opere Pubbliche e l’Ispettorato Provinciale del Lavoro e coordinato dagli Uffici Territoriali del Governo.
"Nel quadro delle attività info-investigative, il Centro Operativo Dia di Genova, in ragione delle specifiche competenze, svolge un ruolo di cerniera delle attività ispettive, sia assicurando l’assetto sinergico con le forze di polizia e sociali territoriali, sia agendo in autonomia controllando periodicamente le imprese, gli uomini e i mezzi operanti nei cantieri, strutturando metodi e modelli info-investigativi. 
Gli elementi raccolti confluiscono, poi, in elaborati demandati alla cognizione dal prefetto di Savona Sammartino cui sono conferiti specifici poteri in tema di contrasto degli appalti pubblici, al fine di scongiurare eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa", hanno spiegato il prefetto Sammartino e il capo della Dia Luigi Marra.

Da www.Savonanews.it 23 Febbraio 2011

venerdì 11 giugno 2010

Alassio: una molotov contro il cantiere di Poggio Fiorito



Una molotov, fortunatamente inesplosa, 
è stata lanciata contro la ex casa di riposo 
"Poggio Fiorito" di Alassio

A ritrovare l’ordigno sono stati gli uomini della ditta torinese incaricata alla trasformazione della residenza protetta in alloggi. 
Sul caso sta indagando il Commissariato di Alassio, allertato dai responsabili ai lavori che hanno trovato la grossa tanica di benzina, otturata da uno strofinaccio intriso di combustibile, che dopo l’accensione per fortuna ha fatto cilecca.   
La molotov potrebbe essere stata lanciata per distruggere strutture e attrezzature presenti nel cantiere, oppure potrebbe essere stata lasciata sul posto come sorta di avvertimento nei confronti di qualcuno. 
Il ritrovamento di un accendino a pochi metri di distanza, però, fa pensare che qualcuno avesse voluto provocare ingenti danni al cantiere o semplicemente danneggiare l’impresa incaricata alla costruzione. 
La polizia sta indagando senza tralasciare alcuna ipotesi, dal semplice atto di vandalismo ad un vero e proprio attentato, che potrebbe rilevarsi con risvolti inquietanti.  

Da www.Savonanews.it  del 11 Giugno 2010