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mercoledì 7 marzo 2012

Ponente - Loano - Alassio - Nomi eccellenti nell’inchiesta antiriciclaggio: nel bagno di Fameli trovata cassaforte con 56 mila euro in contanti


Il Questore Vittorino Grillo durante la conferenza stampa che ha illustrato l'operazione 
finalizzata a colpire il riciclaggio di denaro ed altri reati


Ponente - Nomi eccellenti del savonese sono finiti nell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’imprenditore Antonio Fameli, accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro, falso, trasferimento fraudolento di valori e reati in materia tributaria. 

Tra questi il notaio Elpidio Valentino, di Alassio, che aveva curato il bando per la privatizzazione dell’aeroporto C. Panero di Villanova d’Albenga, o ancora l’avvocato Claudia Marsala, di Varazze, moglie di un carabiniere, che aveva difeso con successo un savonese vittima dei bond argentini. 

Per entrambi il quadro accusatorio sembra profilare un sostegno alle attività illecite e alle relative coperture utilizzate dal faccendiere nelle manovre di riciclaggio del denaro. 

Tra le persone indagate da parte della Squadra Mobile della Questura di Savona anche il direttore dell’ufficio postale di Ceriale, che da tre mesi svolge altre mansioni ed è attualmente in malattia dal suo incarico.

Intanto trapelano altri particolari dell’articolata indagine della Squadra Mobile savonese, come la conferma dell’attività di riciclaggio da parte di Fameli tramite alcune coperture e prestanome quando durante la perquisizione della sua abitazione gli agenti hanno rinvenuto 56 mila euro in contante, rinvenuti all’interno di una cassaforte metallica rinchiusa a sua volta in un’altra cassaforte murata in una delle pareti del bagno. 

Un elemento probatorio considerato decisivo ai fini dell’indagine sulla ricostruzione della filiera illecita messa in atto da Fameli.

“Tutto il giro di denaro era rigorosamente in contanti per non avere tracciabilità, per questo quel ritrovamento di denaro, così ingente, privo di origine lecita, ha dato la conferma alle nostre indagini” spiega il Capo della Squadra Mobile Rosalba Garello.

Federico De Rossi

Da www.Ivg.it del 07 Marzo 2012

venerdì 11 marzo 2011

Regione Liguria - Saso (Pdl):"Asl 1 Imperiese butta via 120 mila euro, ma dice no a importante corso di aggiornamento"


Alessio Saso, consigliere regionale del Popolo della Libertà

Imperia - "Non c’è limite al peggio, la scandalosa politica gestionale della Sanità Imperiese
sembra non fermarsi mai e soprattutto davanti a niente" commenta il politico del Pdl"

Continua implacabile la forte denuncia di Alessio Saso, Consigliere Regionale del PDL, in tema di politica manageriale sanitaria ad opera della Direzione Generale dell’ASL 1 Imperiese, che, passando meticolosamente al setaccio ogni azione ad opera della stessa e tornando sulla scandalosa nomina di un nuovo Capo del Dipartimento Tecnico annunciata dal manager imperiese, ha dichiarato:
“E’ incredibile! Quando si tratta di favorire qualcuno, i fondi – anche se piuttosto consistenti, miracolosamente, si trovano, malgrado i tempi di ‘vacche magre’ e a dispetto del continuo depotenziamento dei servizi ai cittadini. Se, viceversa, si chiedono risorse  - peraltro assai risicate – per questioni importanti come l’aggiornamento e la riqualificazione del personale dirigenziale, oltretutto, come la legge prevede, si risponde ‘picche’ -  con tante scuse – ‘ ma è tutta colpa della difficilissima situazione economica cui l’Azienda dovrà far fronte nell’anno in corso’. 
Non c’è limite al peggio, la scandalosa politica gestionale della Sanità Imperiese sembra non fermarsi mai e soprattutto davanti a niente! – ha commento Saso - E’ accaduto ai dirigenti del Dipartimento Tecnico, proprio quello nell’occhio del ciclone per la nuova discussa nomina da 120 mila euro, che, in previsione dell’ entrata in vigore del Nuovo Codice degli Appalti prevista per il giugno prossimo, avevano fatto richiesta di poter partecipare al corso di aggiornamento "il Regolamento attuativo del Codice dei Contratti Pubblici", un corso di soli due giorni, da tenersi a Milano il 15 e 16 marzo. A nulla è valso sottolineare come, tenuto conto che con il nuovo Codice degli appalti la regolamentazione è stata estesa oltre ai lavori pubblici anche agli appalti di forniture e servizi, la partecipazione al corso. fosse di assoluta rilevanza formativa e palesemente fondamentale. 
La Direzione Generale, non solo non l’ha ritenuta indispensabile e non l’ha autorizzata adducendo le ben note motivazioni economiche, ma ha addirittura ‘beffato’ i suoi dirigenti sostituendo la frequenza al corso con il gentile omaggio di un CD elaborato da "Il Sole 24 Ore". 
Quasi a dire: ‘Aggiornatevi per corrispondenza!”.

di Ma. Gu.

Da www.Riviera24.it  del 11 Marzo 2011

giovedì 12 agosto 2010

Alassio - Inchiesta spiagge, adesso spunta una valanga di soldi in contanti




Sarebbero stati trovati nelle case di alcuni indagati 
durante le perquisizioni

ALASSIO. Soldi, tanti soldi. In contanti e non. Migliaia e migliaia di euro. Come mai così tanti tenuti in casa? 
La provenienza? Perchè custoditi tra le mura domestiche e non in banca per esempio? Soldi che possono essere collegabili con le ipotesi d’indagine della Procura portata avanti dalla polizia giudiziaria per peculato e abuso d’ufficio? 

Sono gli interrogativi su cui stanno lavorando in queste ore gli inquirenti dopo averli trovati durante alcune delle perquisizioni domiciliari sabato scorso nell’ambito dell’inchiesta nata dal blitz sulle spiagge libere attrezzate date in gestione dal Comune. 
Un blitz con controlli simultanei portati a termine dai militari della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza insieme agli agenti della polizia giudiziaria, coordinati dalla Procura. 
Durante le perquisizioni non è passata inosservata  l’ingente mole di denaro in contanti trovata a disposizione di alcuni degli indagati nelle loro abitazioni.  
Soldi che, come precisa l’avvocato Franco Vazio, non sono stati rinvenuti a casa dei suoi assistiti, gli assessori alassini con deleghe al demanio e società partecipate Invernizzi e Calò. «Sul verbale di perquisizione c’è scritto che l’esito è stato nullo» si limita a dire il legale. 
Intanto gli inquirenti stanno lavorando all’ipotesi di reato legato al fatto che il Comune per liquidare i soci privati dopo il buco riscontrato nell’ex società mista pubblico-privato Gesco Mare (ora “SBM Società Bagni di Mare”) abbia prolungato, con stime di valore arbitrario, la durata della concessione delle spiagge libere attrezzate (di fatto blindandole rispetto ad una gara pubblica). Per permettere il rientro della loro liquidazione. 
Da parte dell’avvocato Franco Vazio la tranquillità «di aspettare gli esiti delle indagini della magistratura. I miei assistiti sono sereni». 
Rocco Invernizzi, intanto, si difende: «Sono sereno, perché ho fiducia nel lavoro degli uffici comunali e dei dirigenti, che hanno sempre dato parere favorevole ad ogni atto relativo alle spiagge libere attrezzate approvato dalla giunta». 
Invernizzi, come il collega di giunta Fabrizio Calò mostra stupore: «Resto a disposizione per fornire i chiarimenti che la magistratura vorrà eventualmente chiedermi relativamente agli aspetti demaniali – afferma Invernizzi mentre per quanto riguarda la gestione delle società partecipate del Comune la stessa non rientra nei compiti a me assegnati».

A.P. / L.R.

Da www.ilSecoloxix.it  del 12 Agosto 2010