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mercoledì 21 settembre 2011

Alassio - Il Pd risponde a Melgrati: "Lo «Smemorato di Cavia» esempio di controllo dei lavori pubblici?"

  

 Una vista prospettica del Grand Hotel di Alassio

Senza vergogna, Melgrati oggi si vanta di essere addirittura un esempio per la sua capacità ed esperienza nel controllo dei lavori pubblici. Dispiace tornare su argomenti superati, in merito ai quali la storia ha già sentenziato, ma l’assist fornito dallo “Smemorato di Cavia” è troppo invitante per non essere raccolto: un esempio di monitoraggio, infatti, è forse rappresentato dalla vicenda Grand Hotel ? I connessi abusi edilizi, poi sanati, sono frutto di una veniale svista ? E poi, oltre ai lavori ha sempre verificato anche i conti ? Ne aveva pianificato l’esorbitante esplosione ? E sempre sui conti, quelli del Comune li ha sempre avuti sotto controllo ? 
Lo sforamento del patto di stabilità, che limita pesantemente l’azione dell’attuale Amministrazione, è forse il frutto di un’acuta strategia economico-finanziaria concordata a tavolino con i suoi fedeli delfini Rag. Calò e Rag. Aicardi ? Come diceva un grande attore, a lui molto caro: “Ma mi faccia il piacere!

Sulla specifica questione delle 2-3 piastrelle di via Robutti non ci pare davvero il caso di rispondere oltre, ci limitiamo ad invitare gli Alassini a verificare di persona, magari confrontando la porzione di marciapiede in esame con lo stato delle pavimentazioni in legno di “Piazza Partigiani e di “Piazza Airaldi e Durante”, opere di ben altra entità e realizzate, anche queste, sotto lo stretto, quotidiano, anzi mattutino, e soprattutto esemplare controllo dell’instancabile “Boomerang Melgrati - Bis”.

Ringraziamo, comunque, il Consigliere di Minoranza del PDL  per lo spirito collaborativo con cui chiude la sua ultima esternazione e gli rinnoviamo, con simpatia, l’invito a sorseggiare serenamente una doppia dose di “decotto di fichi secchi e carrube”.


Da www.Savonanews.it del 20 Settembre 2011

lunedì 21 marzo 2011

Inchiesta spiagge Alassio: Giuseppe Lagasio ascoltato per oltre 2 ore in Procura

 
 Una vista d'insieme dell'ardita architettura del palazzo che ospita
il Tribunale e la Procura della Repubblica di Savona

Savona. Si arricchisce di un nuovo tassello l’inchiesta sulle spiagge di Alassio: questa mattina in Procura è stato infatti ascoltato l’ex dirigente comunale Giuseppe Lagasio, il cui nome figura nel registro degli indagati

Lagasio, assistito dall’avvocato Fausto Mazzitelli, doveva essere ascoltato nell’ultima tranche di audizioni, nel febbraio scorso, ma a causa di un legittimo impedimento non aveva potuto presentarsi davanti ai magistrati.

L’ex dirigente comunale è stato sentito per quasi due ore e mezzo dal Procuratore Francantonio Granero e dal sostituto Chiara Maria Paolucci. 
Massimo riserbo viene mantenuto sul contenuto dell’audizione. 
Secondo indiscrezioni però non si sarebbe parlato solo della questione relativa alla gestione spiagge (a Lagasio verrebbe contestato un ritardo nelle procedure di rinnovo delle concessioni scadute nel 2003), ma anche dell’inchiesta “parallela” sulle multe revocate. 
Un’indagine che ha portato sul registro degli indagati il nome dell’ex sindaco Marco Melgrati.
Lagasio avrebbe negato di avere delle responsabilità sulla revoca delle ammende: anche dalla documentazione sarebbe infatti chiaro che quelle decisioni sarebbero state prese da Melgrati.

L’interrogatorio di questa mattina comunque potrebbe non essere l’ultimo: è probabile che i magistrati, nelle prossime settimane, vogliano ascoltare ancora delle persone per continuare a cercare di fare luce sull’assegnazione delle concessioni per la gestione delle spiagge libere attrezzate della città del Muretto. 
Per ora sul registro degli indagati restano i nomi delle 12 persone coinvolte nella gestione delle spiagge di Alassio, per le quali il reato ipotizzato è abuso in atti d’ufficio e peculato. 
Tra le persone indagate figurano Fabrizio Calò e Rocco Invernizzi, il presidente di Gescomare e Bagni di Mare, Corrado Barbero, il vicesegretario comunale Demetrio Valdiserra e i responsabili delle 3 società di gestione.

domenica 28 novembre 2010

Alassio - Spiagge - ACCELERAZIONE NELL’INCHIESTA



LA SETTIMANA PROSSIMA POTREBBE ESSERE DECISIVA
SAVONA. La prossima potrebbe essere la settimana decisiva per quanto riguarda l’inchiesta sulla gestione delle spiagge comunali alassine.
Per mercoledì è infatti fissata davanti ai giudici del tribunale del Riesame l’istanza presentata dall’avvocato Franca Giannotta per ottenere il dissequestro del materiale, documenti ma soprattutto soldi in contanti e assegni, a suo tempo sequestrati a Gian Emanuele Fracchia.
Uno tra i tanti indagati dell’inchiesta, ma che secondo i primi accertamenti svolti dalla procura della Repubblica di Savona avrebbe svolto un ruolo di primo piano nella vicenda della gestione delle spiagge libere organizzate (le Slo) del Comune di Alassio.
Ma non solo. Nei prossimi giorni, dopo la raffica di interrogatori effettuati nelle ultime settantadue ore al sesto piano del palazzo di giustizia e soprattutto dopo le dichiarazioni fornite al procuratore capo Francantonio Granero e al sostituto Chiara Maria Paolucci da Fabio Valenza, ex socio della Sogeba, una delle società confluite nella “Bagni di Mare”, appare più che probabile che l’autorità giudiziaria savonese decida di dare una accelerazione all’inchiesta.
Magari tornando a interrogare qualcuno degli indagati, a partire dagli assessori comunali Fabrizio Calò e Rocco Invernizzi, che sino ad oggi hanno scelto la strada di non rispondere alle domande rivolte loro dagli inquirenti.
L’impressione che emerge dalla fitta cortina di riserbo innalzata sin dal primo momento intorno alla vicenda, è che la procura savonese sia ormai vicina a chiudere il cerchio della clamorosa inchiesta.
Puntando la propria attenzione non tanto su quelle persone che hanno avuto in concessione negli ultimi anni, e in modo particolare a partire dal 2008, la gestione delle spiagge comunali alassine e vi hanno effettivamente lavorato, quanto su quelle che invece si trovavano ad un livello più alto.
Amministratori di società e cooperative che prima facevano parte di Gescomare e che poi sono confluite nella società Bagni di Mare. Quella che sembra esser finita a tutti gli effetti nel mirino dell’autorità giudiziaria.
Che sta cercando di capire le regole con le quali le spiagge comunali di Alassio venivano date in concessione
.

Da www.ilSecoloxix.it  del 28 Novembre 2010

mercoledì 24 novembre 2010

Inchiesta spiagge Alassio, 8 persone ascoltate in Procura: Calò non risponde


 
 Il palazzo del Tribunale di Savona dove ha sede la Procura della Repubblica

Savona. Sono iniziati intorno alle 9 per proseguire, quasi senza sosta, fino alle 14,30. 
Tanto sono durati, in Procura, gli interrogatori di alcuni dei protagonisti dell’inchiesta relativa alla gestione delle spiagge comunali di Alassio. 
Le persone che hanno sfilato questa mattina davanti al Procuratore capo Francantonio Granero e al sostituto Maria Chiara Paolucci sono state otto, tra cui anche l’assessore alassino Fabrizio Calò. 
Gli indagati sono stati sentiti, oltre che dai due magistrati, anche dagli uomini della Polizia Giudiziaria. Sul contenuto delle audizioni viene ovviamente mantenuto il più stretto riserbo.
L’unica certezza è che non tutti i presenti al sesto piano di Palazzo di Giustizia hanno risposto alle domande degli inquirenti, qualcuno infatti ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.  
Una decisione presa anche dall’assessore Calò che però, oggi, non era accompagnato dal suo legale di fiducia (impegnato in un processo in un altro tribunale), ma da un sostituto. 
La scelta dell’amministratore alassino potrebbe quindi essere stata dettata dall’assenza del suo avvocato, più che da una volontà di non voler rispondere alle domande dei magistrati.
Insieme all’assessore, in Procura, dovrebbero essere stati sentiti anche alcuni dipendenti delle società che si occupavano della gestione delle spiagge di Alassio, oltre ad alcuni dirigenti delle stesse. Ufficialmente la Procura non ha però voluto rendere noto nessun nome delle persone sentite. 
Ora, sulla base delle dichiarazioni rese oggi nei loro uffici, il Procuratore e il sostituto Paolucci avranno probabilmente la possibilità di fare ulteriore chiarezza sulle concessioni rilasciate per la gestione delle spiagge libere attrezzate, oltre che sul presunto volume d’affari non dichiarato generato dalle tariffe applicate.


Da www.Ivg.it  del 24 Novembre 2010

martedì 23 novembre 2010

Alassio - SCA, IL RENDICONTO 2009 DELL’AZIENDA CHIUDERÀ CON UN PASSIVO DI 300 MILA EURO

 
 
 L'ingresso del Comune di Alassio, socio di maggioranza della Sca - Servizi Comunali Associati
 
ALASSIO. Da un possibile utile di circa 13 mila euro per il 2009, Sca chiuderà invece con un passivo tra i 250 e i 300 mila euro, con l’inserimento a sorpresa voluto dal socio Comune di un “salasso” di circa 600 mila euro. Soldi vantati dagli enti locali per lavori eseguiti, ma non incassati.
“Vanno messi al passivo” è stata l’indicazione data dal Comune in teoria inadempiente, chiamato poi all’eventuale ripianamento.
Il bilancio 2009 era stato “congelato” a maggio di quest’anno quando era stato presentato in Comune perun’approvazione preliminare. Fu l’assessore competente al bilancio e società partecipate, Fabrizio Calò (diprofessione commercialista) a bloccarlo.
Mercoledì scorso si è tenuta una riunione chiarificatrice e definitiva, tra Comune, presente lo stesso Calò, e i vertici della Sca (ServiziComunali Associati) con l’obiettivo di risolvere il contenzioso.
Soldi che Sca ha chiesto, tramite regolari fatture per una serie di lavori di manutenzione effettuati su tubature e condotte soprattutto nel territorio di Laigueglia però considerate di proprietà del comune diAlassio.
La decisione dell’assessore è stata quella di ribaltare le procedure seguite negli anni scorsi (con il pagamento del dovuto) provocando lo stupore dei presenti. «Ci adeguiamo, e seguiamo quanto il Comune ci dice di fare, è un metodo quello di mettere a passivo i nostri crediti non incassati che in passato non era mai stato fatto», ha commentato il presidente Sca Roberto Socco, giunto a palazzo di giustizia accompagnato dalla moglie.
Le anomalie sulla stesura dei bilanci Sca erano già state segnalate dall’ufficio della funzionaria municipale Gabriella Gandino.
«Non ci sono mai state contestazioni dal Comune su soldi spariti ha spiegato Socco ma semmai perplessità su come conteggiare certe cifre». Un travaso di soldi da un voce all'altra, da un capitolo all’altro del bilancio  comunale, che dopo le inchieste della Procura ha spinto l’assessore Calò a disporre l’inserimento a passivo nel bilancio Sca di quanto dovuto dal Comune (circa 450 mila euro). Con le nuove indicazioni dell’assessore adesso il bilancio dovrebbe venire approvato, nonostante le precedenti discrepanze.
Per quanto riguarda le responsabilità su eventuali errori, Socco “scarica” Calò: «Tutto quanto riguardava inostri bilanci veniva controllato e approvato dall’assessore Calò sempre presente alle nostre assemblee dove portava le indicazioni della giunta comunale», precisa il presidente Sca che aggiunge come gli acquisti “per esempio di auto e mezzi al di sopra di una certa cifra venivano sempre autorizzati dal Comune”.

A.P. 
Da www.ilSecoloxix.it  del 23 Novembre 2010

ALASSIO, NUOVO MEMORIALE SULLE SOCIETÀ PUBBLICHE NEL MIRINO DELLA PROCURA

 
 
Inchiesta Sca, ora Socco scarica Calò

Il presidente: «Nella stesura dei bilanci ci siamo limitati a seguire le indicazioni dell’assessore»
 
SAVONA. Un secondo memoriale con nuove integrazioni rispetto al primo (risalente  a maggio) è stato depositato ieri in Procura da Roberto Socco, presidente Sca.  
Un memoriale dal quale potrebbe emergere un filo che unisce le inchieste dei magistrati savonesi sulla gestione “disinvolta” dal punto di vista economico in odore di evasione fiscale, ma non solo degli acquedotti della Sca (”Servizi comunali associati” di cui il Comune di Alassio detiene il 96%) e delle spiagge libere comunali del litorale alassino con Sbm (”Società Bagni di Mare).
In entrambi i filoni l’ipotesi seguita dalla polizia giudiziaria, coordinata dal procuratore Francantonio Granero, riguarda un danno causato alle casse comunali con minori introiti rispetto al dovuto, con soldi distratti e finiti in altri rivoli.
Il documento è stato depositato ieri mattinain Procura da Roberto Socco (ex An, ora Pdl), che ha ricevuto nei giorni scorsi un secondo avviso di conclusione delle indagini da parte del pm Ubaldo Pelosi a cui ha rinnovato la richiesta di essere interrogato. 
«Sulla stesura e compilazione dei nostri bilanci, da cui poi sono scaturiti esposti e le indagini della Procura, la nostra società, di proprietà del Comune, si è sempre limitata a seguire le disposizioni dell’assessore Fabrizio Calò (delega al bilancio ma anche alle società partecipate). Nonostante le osservazioni degli uffici e dei dirigenti del Comune di Alassio fossero di tenore opposto, e non tenute in considerazione».
È quanto ribadito ieri mattina da Socco nei corridoi del sesto piano di palazzo di giustizia. Dopo che mercoledì scorso Calò (indagato anche per le spiagge) aveva disposto che i 600 mila euro di credito vantato da Sca nei confronti dei comuni di Alassio (450 mila) e Laigueglia venissero messi a bilancio Sca come “passivo”.
Intanto ieri mattina nell’ufficio del procuratore Granero si è tenuto un forum di lavoro per fare il punto sull’inchiesta spiagge con la polizia giudiziaria coinvolta nelle indagini. 
E in particolare gli uomini della Capitaneria di porto. Dal loro operato è infatti scattata una indagine a più vasto raggio che ha coinvolto anche la Guardia di finanza e l’Agenzia delle entrate. 
Sono stati loro a contestare, in base all’articolo 45 bis del codice della navigazione e all’articolo 6 delle linee guida della Regione in materia di spiagge libere attrezzate, l’occupazione “ abusiva ” da parte dei privati, sotto l’ala della società pubblica “Bagni di Mare” del litorale alassino.
Nelle carte dell’inchiesta, e nelle contestazioni fatte agli indagati, più volte ritorna il mancato rispetto dell’articolo 45 bis del codice della navigazione.
In parole povere la gestione poteva essere data dal Comune alla società pubblica comunale “Bagni di Mare”, ma non da questa ai soci privati inglobati con la fusione ex Gescomare.
Il dato di partenza, per la Procura, è che le 14 cooperative ex Gescomare commettono occupazioni abusive, visto che il Comune la concessione l’ha data alla “Bagni di mare” e il codice della navigazione non prevede subconcessioni. E poi il canone complessivo incassato per 14 spiagge è di appena 200mila euro, in una città in cui il costo uno stabilimento balneare privato di medie dimensioni supera abbondantemente i duemilioni di euro. 

Alberto Parodi
Da www.ilSecoloxix.it  23 Novembre 2010

mercoledì 17 novembre 2010

Inchiesta sulla gestione delle spiagge alassine: Barbero interrogato per 4 ore

 
Il Palazzo del Tribunale di Savona, dove ha sede la Procura della Repubblica

Savona. Proseguono al sesto piano di Palazzo di Giustizia gli interrogatori per l’inchiesta sulle concessioni rilasciate per la gestione delle spiagge comunali di Alassio. 
Questa mattina a finire sotto torchio per quasi quattro ore, dalle 9,30 alle 13,30, è stato il presidente della ex “Gesco Mare” Corrado Barbero. 
Ad ascoltarlo il Procuratore Capo Francantonio Granero, il pubblico ministero Maria Chiara Paolucci e alcuni ufficiali della Polizia Giudiziaria.
Barbero, nei confronti del quale l’ipotesi di reato è di peculato e abuso d’ufficio in concorso con le altre persone finite nel mirino della magistratura, si è presentato in Procura accompagnato dal suo legale. 
Sull’andamento dell’interrogatorio nulla è trapelato: gli inquirenti mantengono infatti il più assoluto riserbo. 
L’unica conferma che arriva dal sesto piano di Palazzo di Giustizia è che gli interrogatori delle persone indagate (12 in tutto) continueranno la prossima settimana. 
Uno dei prossimi a presentarsi davanti ai magistrati potrebbe essere l’assessore Fabrizio Calò.

Da www.IVG.it  del 17 Novembre 2010

sabato 13 novembre 2010

ALASSIO - INCHIESTA SUL BILANCIO DELLA SOCIETA’ DI GESTIONE DELLE ACQUE

 
 Calò e Socco inquisiti respingono le accuse

“Abbiamo agito per il bene della Sca e chiariremo tutto”
 
Le indagini erano finite a maggio di quest’anno ma pochi giorni fa è stata nuovamente recapitata la comunicazione di fine indagini a due indagati, un consigliere e il presidente della Sca. 
«Da maggio ad oggi non è cambiato nulla», dice il presidente Roberto Socco.
La vicenda riguarda il bilancio della società che si occupa del ciclo delle acque di Alassio, Laigueglia e Andora.  
Un bilancio su cui si era discusso lungamente anche in consiglio comunale.
Forse il nuovo recapito degli avvisi di fine indagini è stato un errore degli uffici giudiziari che lo hanno inviato nuovamente.
L’unica novità è l’esito della consulenza tecnica d’ufficio richiesta dal pubblico ministero che si occupa della vicenda.
Per chiarire meglio quanto accaduto all’interno della Sca, si è ricercato tra i conti correnti, il bilancio stesso, incrociando i dati e pare non sia emerso nessun estremo per dichiarare l’ingiustificato profitto e la volontà dolosa di fare danno da parte degli amministratori.

Ad oggi quindi nessuno implicato nella vicenda sarebbe stato rinviato a giudizio.
«Nelle pagine conclusive  della Consulenza Tecnica d’Ufficio richiesta dalla Procura al professor Valter Oldrà, docente presso la Scuola Superiore di Finanza, riguardo i bilanci SCA, pur rilevando due discrepanze con il Bilancio del Comune di Alassio, conclude dicendo che non si può definire l’accaduto come "false comunicazioni sociali" (art. 2621 C.C.) in quanto è totalmente mancante del "dolo specifico" e dell’"ingiusto profitto", elementi essenziali per la configurazione del reato contravvenzionale ipotizzato», spiega Roberto Socco, presidente della Sca. 
E dice: «Attendiamo con fiducia e serenità le consequenziali decisioni degli inquirenti».
Stessa serenità espressa anche dall’assessore alle società partecipate di Alassio, Fabrizio Calò, coinvolto nella vicenda di rappresentante del Comune nella Sca. 
Alassio detiene la maggioranza delle quote nella società, seguono poi Laigueglia e Villanova. 
«Anche per questa vicenda siamo sereni e sono fiducioso del buon operato della magistratura », ha detto l’assessore Calò. Inoltre, l’indagine della Corte dei Conti, avviata in seguito ad un esposto sempre sul caso del bilancio della Sca quindi in parallelo con quello della Procura, è stato archiviato su richiesta della stessa Corte dei Conti.

Barbara Testa
Da www.laStampa.it  del 13 Novembre 2010

venerdì 12 novembre 2010

Alassio - SCA - IL PRESIDENTE SOCCO HA CHIESTO DI ESSERE INTERROGATO DAL PM

 
 
 
ALASSIO. Nel pomeriggio l’assessore Fabrizio Calò si era limitato ad affrontare i bilanci di Sca, ma quelli del 2009. Successivi ai conti nel mirino della Procura. Ha chiarito come il bilancio 2009 della società che si occupa della rete idrica locale sia fermo, congelato, in attesa delle risposte chieste alla dirigenza Sca.    
Chiarimenti e approfondimenti «sul perchè di certe cifre, come nascono, a cosa sono dovute, al loro calcolo» ha spiegato Calò. Poi l’annuncio: «Nei prossimi giorni ci sarà un incontro, una riunione chiarificatrice in merito». Calò precisa inoltre come “i bilanci Sca approvati come in ogni società dal collegio dei revisori dei conti siano solo una bozza che deve poi essere ratificata dall’assemblea dei soci, quindi il Comune di Alassio che ha la stragrande maggioranza delle quote”.
Spiegazioni rese da amministratore pubblico. Poi, sull’avviso di garanzia (e relativo avviso di fine indagini) ricevuto: «Nessun commento». La sua iscrizione nel registro degli indagati è stato ritenuto dagli investigatori un atto dovuto, vista la sua presenza come assessore comunale con delega alle società partecipate alle riunioni del cda Sca. Riunioni in cui si è approvato il bilancio ritenuto artefatto.
L’assessore non ha voluto rilasciare alcun commento sulla sua posizione di indagato e neppure comunicare il nome del suo avvocato. 
Diversa reazione invece da parte del presidente Sca Roberto Socco, tutelato dall’avvocato Alberto Sambi (che assiste anche Villata e Benzo). «Sono sereno e tranquillo» spiega l’ex esponente di An che tramite il suo legale ha chiesto di poter essere interrogato dai pm.
Richiesta che aveva fatto a maggio e che ha ripresentato una settimana fa dopo essersi visto recapitare il secondo avviso di conclusione delle indagini. «La legge è cambiata nel ‘92, le accuse che ci sono state mosse riguardano il codice civile, non c’è stata la volontà di creare un danno alle casse comunali o alla Sca» è la giustificazione di Socco.
Sul suo operato chiarisce:
«I 400 mila euro sono stati messi nel nostro passivo su indicazione del Comune, spalmati su 30 anni di vita della società. Non sono mai stati ripianati e così abbiamo chiuso il 2008 con un meno 458mila euro ».
Sull’utilizzo dei fondi in cassa, disinvolto secondo la Guardia di finanza, soldi utilizzati extra fini sociali. 
«Non è stata una nostra decisione come cda quella di assegnare un bonus da 20 mila euro al direttore Benzo aggiunge Socco il cda aveva fatto solo un conteggio delle spettanze che gli venivano, visto il contenzioso che era in corso. Poi è stata l’assemblea dei soci a deliberare concretamente l’assegnazione del contributo».
In Procura l’attenzione è anche finita sull’avvicendamento di uno dei revisori dei conti. Al posto di Anna Bonfiglio, indagata, è subentrato Piercarlo Pastorino, ex revisore dei conti del Comune di Alassio. Fu lui a indicare la responsabilità dei colleghi in Sca per i 400mila euro“ ballerini”.

A.P.
Da www.ilSecoloxix.it 12 Novembre 2010

Alassio - Inchiesta Sca: indagato l’assessore Calò





Fabrizio Calò, assessore al bilancio del Comune di Alassio


Il suo nome è compreso tra coloro che hanno ricevuto la comunicazione di chiusura delle indagini

NEL MIRINO DELLA PROCURA LA SOCIETÀ CHE GESTISCE 
L’ACQUEDOTTO DI ALASSIO

SAVONA. Si allarga l’inchiesta sulla Sca. Le contestazioni della Procura, che nei giorni scorsi ha recapitatoagli indagati la fine delle indagini bis, sono falso in bilancio e abuso d’ufficio alla Sca (Servizi comunaliassociati), la società partecipata dai comuni di Alassio (oltre l’80%), Villanova e Laigueglia, che si occupa di depurazione acque e di gestione dell’acquedotto alassino. Ora ne è toccato anche il Comune di Alassio.  
Infatti la Procura della Repubblica di Savona ha concluso nei giorni scorsi le indagini, coinvolgendo nell’inchiesta anche l’assessore comunale di Alassio, con delega alle società partecipate, Fabrizio Calò.
Destinatario anche lui di un avviso di garanzia per concorso nel presunto falso in bilancio Sca.
Ad aver ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini oltre a Calò anche i componenti del consiglio di amministrazione Sca, vecchi e nuovi (sino al 2008), quest’ultimi accusati anche di abuso d’ufficio, e del collegio dei revisori dei conti. 
Una decina in tutto. Oltre all’assessore Calò, il presidente Sca Roberto Socco, i consiglieri Francesco Bogliolo e Roberto Bozzolo, gli ex Pietro Balestra e Giuseppino Villata, il direttore Gianfranco Benzo, i revisori dei conti Gianni Braida (presidente), Fabio Vicinanza e Anna Bonfiglio. Sostituita dopo il bilancio 2008, su indicazione di Calò, da Piercarlo Pastorino, ex revisore dei conti del Comune di Alassio.
L’accusa della procura a coordinare le indagini della Guardia di finanza è stato il sostituto procuratore Ubaldo Pelosi che si è avvalso del consulente genovese Valter Oldrà è di aver inserito nel bilancio Sca crediti, vantati dal socio di maggioranza (il Comune di Alassio), pari ad oltre 400mila euro, mai arrivati però.  
Ritenuti dalla Procura soldi “fantasma” in quanto la stessa voce non era corrispondente nelle pieghe del bilancio, tra le uscite, del Comune. 
Si sono concluse le indagini bis per il falso in bilancio, derubricato con la nuova legge di riforma ad illecito amministrativo, sanzionabile con una multa). Infatti una settimana fa circa sono arrivati i nuovi avvisi di conclusione indagini, dopo la prima ondata di maggio. 
Ieri dalla Procura è stata  confermata la chiusura delle indagini preliminari sulle presunte irregolarità nei bilanci con crediti vantati (400mila euro), ma mai arrivati e bonus di 20mila euro assegnati al direttore generale, senza adeguata motivazione.
Da qui l’accusa anche di abuso d’ufficio. Le presunte irregolarità sarebbero state compiute nella compilazione del bilancio. Infatti il Comune, di fronte al credito Sca, decise di non coprirlo.
E quindi la cifra non incassata fu trasferita dal cda Sca al passivo, facendo registrare un buco di circa 480mila euro complessivamente «che ancora adesso non abbiamo incassato» spiega Socco (indennità lorda 25mila euro).
Soldi chiesti tramite regolari fatture per manutenzione straordinari e interventi su tubature e condotte.
Crediti da esigere.
«Si può andare avanti, spalmando la cifra sui 30 previsti di vita della società» l’interpretazione data dall’amministrazione comunale. False comunicazioni sociali quindi il filone principale delle indagini.
I conti Sca 2008 avevano fatto registrare un capitale sociale pari un milione e 192 mila euro. Quota di partecipazione del Comune di Alassio 95,89%. Valore della quota detenuta un milione e 143 mila euro. 
Oneri a bilancio che il Comune ha messo a disposizione per Sca: “Zero”.
Ad essere coinvolta nelle indagini anche l’assemblea dei soci Sca (i Comuni).

Alberto Parodi
Da www.ilSecoloxix.it  del 12 Novembre 2010